Cristina Vichi ci racconta le sue storie tutte per sognare.

Cristina Vichi è una giovane e intraprendente autrice che si sta facendo notare con la pubblicazione di opere davvero molto carine.
La sua prima opera pubblicata è stata “Celeste” (della serie “L’Ardore di una donna” Vol. 1), cui è seguita la storia dal titolo “Destini ingannati”, a seguire “Celeste” (“La forza di una Regina” Vol. 2), “E se poi te ne penti?!”, “Celeste” la duologia completa all’inizio di quest’anno e “Tander: dentro di noi l’energia dei fulmini”.
Parliamo con l’autrice in modo da conoscerla meglio e farci raccontare qualcosa di più delle sue opere.

Ciao Cristina, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere con la voglia di pubblicare.
RISPOSTA:
Ciao Tiziana, grazie a te per avermi contattato, mi fa molto piacere rispondere alle tue domande.
Ho iniziato a scrivere nell’ottobre del 2014, anche se inizialmente non pensavo di pubblicare. La storia di Celeste mi occupava la mente da anni, finché i personaggi sono diventati ingestibili, direi prepotenti, e ho sentito l’esigenza di dargli una dimensione tridimensionale. Da quel momento non ho più smesso di scrivere.

Vorrei chiederti di raccontare della tua duologia intitolata “Celeste”. Chi è questa protagonista? Cosa racconti in questa storia? Di che genere è?
RISPOSTA:
“Celeste” è la mia opera d’esordio, è il romanzo che mi ha scatenato la voglia di scrivere.
Lei è un’eroina forte, ribelle e caparbia. Il suo carattere moderno contrasta con l’epoca in cui è ambientato il romanzo, persino gli altri personaggi ne rimangono sconvolti; il mio intento è stato quello di creare una protagonista che rimanesse impressa, spero di esserci riuscita.
In un tempo in cui gli uomini pensavano di sottomettere le donne e fare di loro ciò che volevano, Celeste si ribella al suo destino e ribalta il corso della sua vita. Lei terrà testa a qualsiasi uomo incrocerà il suo cammino e non crederà mai di essergli inferiore. Fra intrighi di corte, segreti e tradimenti, Celeste incontrerà l’amore, ma il carattere indomito di lei e quello strafottente di lui complicheranno non poco la relazione.
Sebbene entrambi i romanzi siano autoconclusivi, nel sequel ci sono alcuni spoiler di quanto avvenuto nel primo volume. Non è nato come una duologia, ho voluto scrivere il sequel perché non riuscivo a lasciare andare la protagonista, avevo voglia di vivere un’altra avventura insieme a lei.
Questo romanzo non è uno storico, anche se spesso viene confuso per tale. Non ci sono, infatti, riferimenti al tempo in cui si svolgono le vicende, e i luoghi sono inventati. Devo ammettere di aver ancora difficoltà a collocarlo in un genere preciso, direi rosa/avventura.

Parliamo ora di “E se poi te ne penti?!” Raccontaci in breve la trama. Cover carinissima, tra l’altro!
RISPOSTA:
61KGuHr-BcL._SY346_Con “E se poi te ne penti?!” ho voluto sperimentare il genere rosa/humor e personalmente mi sono divertita molto a scriverlo.
È impostato in modo particolare perché, in base alla scelta iniziale della protagonista “Tornare a casa a studiare” o “ Prendere l’aperitivo con le amiche”, ci saranno due storie raccontate in parallelo. Ciò sta a significare che qualsiasi scelta facciamo, anche la più piccola e apparentemente insignificante, ha delle ripercussioni sulla nostra vita. Andando avanti le storie diventano tre; da un filone all’altro alcuni eventi cambiano drasticamente, altri avvengono in modo diverso, alcuni non accadono.
Ci sono due personaggi che ruotano intorno alle scelte della protagonista: Patrick, un ricco e affascinante dentista che adora Viola, e Daniel, un ragazzo timido e impacciato, con il pregio/difetto di dire sempre quello che pensa. È attraverso Daniel che viene fuori il lato comico del romanzo.
La Cover è opera della mia editor e grafica Emanuela Navone, che approfitto per ringraziare.

E ora la tua opera più recente “Tander: dentro di noi l’energia dei fulmini”. Mi sembra di capire che si tratti di un fantasy. Vero?
RISPOSTA:
Sì, “Tander” è un Urban Fantasy. Per realizzare quest’opera mi sono inventata i Tander, esseri soprannaturali in grado di assorbire energia elettrica nel proprio corpo, e le Dee della Natura, donne mortali con la capacità di “rubare” energia ai Tander per annientarli. Vi è poi la Natura, intesa come ente soprannaturale che gestisce l’Universo.
All’interno di queste dinamiche, che vengono spiegate in modo approfondito nel romanzo, ho voluto una storia d’amore pericolosa e mortale. Erkan è un Tander dotato di un grande autocontrollo, ma ciò che sente per Niki è ingestibile persino per lui. Sa bene che le emozioni sono mortali, sprigionano onde di energia elettrica fatali agli umani, lui non può lasciarsi andare. La passione fra Erkan e Niki sarà così trattenuta, i due si allontaneranno battibeccandosi spesso; finché lui non le racconterà chi è; poi accadrà l’inevitabile…

Qual è il genere letterario che ti appartiene di più e nel quale ti senti più a tuo agio?
RISPOSTA:
Non lo so ancora. Mi piace molto spaziare fra più generi, vedere dove mi porta la storia. Devo ammettere che più di una volta mi sono trovata persino in difficoltà nel collocare il romanzo nel genere giusto.
Non so se in futuro mi dedicherò a un genere specifico, per ora ho tanta voglia di sperimentare.

Qual è l’opera che, secondo te, è stata maggiormente apprezzata dal pubblico?
RISPOSTA:
Penso “Celeste: L’Ardore di una Donna”. Devo ammettere, però, che finora il self-publishing non mi ha portato molta fortuna. Non so ancora l’esito di “Tander” , sembra sia partito bene, speriamo!

Stai lavorando a una nuova opera, in questo momento?
RISPOSTA:
Sto editando un paranormal dark insieme alla mia editor, inoltre ho un nuovo rosa in stesura.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?
RISPOSTA:
«Cosa hai visto questa volta nel cielo?».
Niki si alzò sulle punte dei piedi e raggiunse il suo orecchio.
«Non c’è più nulla da cercare nel cielo… tutto ciò che voglio è qui».
(Da “Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini”)
Ci sono mille cose che vorrei, in realtà, qualcuna me la guadagnerò giorno dopo giorno; però sono circondata da un marito e tre figli che mi amano, e se penso a questo mi sembra di avere tutto.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!
RISPOSTA:
Grazie a te, Tiziana, per avermi dato questa opportunità. Ti abbraccio.

Tiziana Iaccarino.

“Lo dice il mare” l’antologia curata da Barbara Panetta e pubblicata da Il Foglio Edizioni.

Lo dice il mare” è una bellissima e interessante antologia nella quale l’autrice Barbara Panetta ha raccolto numerosi scrittori e fotografi per realizzare un’opera di pregio che è stata pubblicata da Il Foglio Edizioni.

L’antologia è stata presentata per la prima volta lo scorso 10 Giugno a Roma con un successo davvero piacevole e incredibile e il 12 Giugno presso la libreria Ubik di Bologna.

Qualche tempo fa abbiamo intervistato Barbara Panetta che è un’autrice italiana residente a Londra (clicca sull’intervista e scopri cosa ci ha detto al link: https://thepinkcafe.net/2017/05/17/barbara-panetta-la-scoperta-e-il-talento-di-unautrice-carismatica-e-intraprendente/ !) e questa volta ho avuto l’occasione di conoscerla di persona per ringraziarla di avermi reso partecipe di un’iniziativa tanto interessante.

All’interno dell’antologia troverete molti racconti che hanno per tema principale il mare, ma anche fotografie stupende che vi riveleranno il talento e la bravura di eccezionali fotografi.

Il mio racconto contenuto nell’antologia si intitola “Tra le braccia del mare” e tutto ciò che posso dirvi è che è ambientato nella splendida isola di Ischia nell’anno 1849.

Bellissime occasioni di svago, tanta condivisione, un bel clima tra scrittori, chi ama i libri e soprattutto raccontare.

Sono molto contenta di aver partecipato alla presentazione di Bologna perché è stata davvero una bella occasione per conoscere persone interessanti. Era tanto tempo che non presenziavo a una presentazione letteraria in libreria e sono contenta di aver riscoperto questa bellissima forma di condivisione di un lavoro a cui Barbara Panetta si è dedicata con professionalità, dedizione, creatività organizzativa rara e molta gioia.

Presentazione dell'antologia Lo dice il mare a cura di Barbara Panetta e targata Il Foglio Edizioni

Lo dice il mare” è una bellissima idea curata e organizzata da Barbara Panetta. Scoprite oppure ordinate l’antologia nella vostra libreria di fiducia. Avrete un prezioso libro molto ben curato e realizzato. Insomma la vostra libreria di casa ringrazierà.

Tiziana Iaccarino.

“La moglie segreta” è un libro di Gill Paul.

Qual è il vostro genere preferito? Quale vi porterete in vacanza o sotto l’ombrellone? Quale di solito comprate, che sia con un semplice click on line o andando in libreria?

Qualunque siano i tipi di libri che vi piacciono questo incuriosisce di certo: “La moglie segreta” è una storia di Gill Paul che è stato un vero successo in Inghilterra.

Ambientato tra il 1914 e il 2016 questa storia potrebbe davvero conquistarvi.

La scena comincia nel 1914, quando la famiglia Romanov si trova in una situazione alquanto incerta in una Russia che è al collasso economico e sociale. Tatiana è innamorata di un ufficiale di cavalleria, ma la loro storia d’amore sarà alquanto contrastata.

Di loro si saprà qualcosa?

La moglie segreta di Gill PaulArriviamo nel 2016 quando Kitty Fisher deve lasciaere Londra per volare a New York, dovepresso il cottage del nonno, sulle rive del lago Akanabee, scopre qualcosa di inaspettato.

Questo vuol essere un semplice consiglio di lettura, in quanto crediamo che possiate scoprire una storia davvero meritevole e molto interessante.

Gill Paul, l’autrice, è nata e cresciuta in Scozia, ma vive a Londra dove si dedica con successo all’attività di scrittrice e lavora nel settore editoriale.

Consiglio libroso a cura di Tiziana Iaccarino

Un’estate tutta Pink: partecipa al nostro nuovo evento!

Amici che seguono il nostro club letterario, siete pronti a nuovi fantastici eventi sul nostro gruppo e pagina?

Siete pronti a leggere i libri delle autrici italiane che sosteniamo?

Dal 12 al 15 Giugno potete partecipare a un nuovo evento in occasione del quale vincere “Proibito Amarti”, il nuovo romanzo dell’autrice Tiziana Cazziero.

Ma quale sarà il regolamento? Sarà difficile partecipare? Assolutamente no!

Seguite le indicazioni e rispettate il regolamento al seguente link e non vi sbaglierete!

Link: https://www.facebook.com/events/137906903439574/ .

Proibito Amarti” è il nuovo romance di successo di un’autrice di lungo corso come Tiziana Cazziero che, nel tempo, è riuscita a farsi apprezzare e seguire per il suo entusiasmo e la sua tenacia artistica.

Proibito Amarti di Tiziana Cazziero

Tiziana Cazziero è un’attiva social media marketing, articolista, blogger, autrice ad ampio raggio che vi consigliamo di seguire anche e soprattutto sul suo sito ufficiale: www.tizianacazziero.com .

Sono certa che Tiziana vi riserverà molte sorprese questa estate per restare in tema romantico e soprattutto Pink.

Tiziana Iaccarino.

Giulia Martani ci racconta la sua carriera artistica tra set fotografici e scrittura.

Giulia Martani è una ragazza bellissima che ha saputo districarsi sempre molto bene tra i set fotografici che frequentava in qualità di modella e la scrittura, gli studi di Giurisprudenza e la passione per l’arte.

La sua prima opera letteraria si intitola “Nero ma non troppo” ed è stata pubblicata da Sensoinverso Edizioni nel 2011, prima di quella che è stata la sua opera più nota dal titolo “Benzina” con Lettere Animate nel 2012 e poi “La gatta che si credeva una bambina” per EdiGiò per arrivare ad “Angelo del fango” per Il Rio Edizioni e all’opera “La praticante” sempre con la stessa casa editrice.

Qualche giorno fa è uscita la nuova edizione dell’opera “Benzina” con Rio Edizioni e per questa occasione ne parliamo al Pink Cafè.

Tra l’altro, Giulia è stata tanto cortese da accettare, tempo fa, anche il mio invito a diventare il volto di Lanty, il mio personaggio letterario più divertente dalla serie chick lit “Lanty&Cookies” e ne sono molto contenta, perché si è prestata con gentilezza e simpatia, ma anche molta professionalità ed entusiasmo a questa proposta.

Ciao Giulia, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei chiederti subito quando hai iniziato a scrivere con il sogno di pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te! Ho iniziato a scrivere fin da bambina, ma ho iniziato a pensare seriamente alla pubblicazione sono alle superiori, quando ho partecipato per la prima volta a concorsi e antologie, proponendo dei racconti brevi.

La tua prima opera pubblicata è stata “Nero ma non troppo”, vero? Qual era la trama?

RISPOSTA:

Esatto, “Nero ma non troppo” è una raccolta di racconti noir, il cui filo conduttore è la suspense che pervade ogni storia, dall’inizio alla fine…e il finale, rigorosamente a sorpresa!

La tua opera più nota, però, forse, rieditata in seconda edizione, tra l’altro in questi giorni, si intitola “Benzina”. Ti va di raccontarci quale tema predominante affronti in questa storia?

Benzina II Edizione di Giulia Martani

RISPOSTA:

Benzina” è un libro a me particolarmente caro, non solo perché è il mio primo romanzo, ma soprattutto per la tematica che affronta, che è a dir poco attuale e drammatica: il bullismo tra i banchi di scuola, in particolare quello al femminile, a mio avviso il più subdolo e pericoloso. Ilaria, la protagonista del libro, racconta la sua vicenda a ritroso dal carcere minorile, dove si trova reclusa per aver commesso un gesto gravissimo: ha bruciato la scuola con della benzina. Eppure, un tempo Ilaria era una quattordicenne ingenua, timida e secchiona, starà al lettore scoprire quali terribili e traumatici eventi l’hanno sconvolta al punto di portarla a commettere un gesto talmente efferato. La voce narrante della studentessa ripercorre la drammatica vicenda a partire dal primo giorno di scuola superiore, proseguendo poi con un clima sempre più serrato, che porterà al tragico epilogo.

Un altro titolo molto interessante è “La praticante”. Era autobiografica? Ricordo che tu frequentavi la facoltà di Giurisprudenza e hai voluto, in parte, raccontare i disagi dei praticanti in questo campo, vero?

RISPOSTA:

Sì, “La praticante” è un libro a metà strada tra il legal thriller e la commedia nera, ed è dedicato a tutti i praticanti avvocato di ieri, oggi e domani, nonché ai giovani precari in generale…In parte è autobiografico perché anch’io, come la protagonista, sono stata un praticante avvocato, ma fortunatamente nello studio legale dove ho svolto il praticantato non sono stati commessi omicidi! Ho voluto un po’ enfatizzare certi aspetti della vita del giovane praticante, per stigmatizzarli e offrire spunti di riflessione per il lettore. Conclusa l’esperienza universitaria, Francesca parte piena di entusiasmo e inizia a svolgere il praticantato presso uno studio legale, dove si scontra con la dura realtà, che non è esattamente quel mondo magico e fatato che immaginava di trovare, dopo l’agognata laurea. Rimane ben presto delusa, perché si accorge che non è tutto rose e fiori, anzi l’attività di praticante è svolta gratuitamente o tutt’al più sottopagata. Oltretutto c’è un’impiegata bella e attraente che sottrae denaro allo studio che, in un susseguirsi di tensione, si trasformerà nella scena del crimine, nonché teatro delle indagini e preda del cinismo della tv del dolore.

Come sei riuscita a gestire gli impegni tra set fotografici in qualità di modella con la scrittura e poi gli studi?

RISPOSTA:

Portare avanti attività così diverse tra loro è stato un po’ complicato, anche perché ci sono ancora dei pregiudizi legati al lavoro di fotomodella, che talvolta può essere considerato poco compatibile con professioni più “austere” o intellettuali.

Qual è il settore a cui preferisci dedicarti?

RISPOSTA:

Mi appassionano entrambi, sono due modi per esprimere la propria personalità ma, guardando in prospettiva, sicuramente metto al primo posto la scrittura, che è un’attività più “a lungo termine”. Potrei immaginarmi intenta a scrivere anche a novant’anni, mentre posare come modella, dopo una certa età sarebbe certamente più difficile, anche se non impossibile!

Se dovessi descriverti con quattro aggettivi, quali useresti?

RISPOSTA:

Ironica, spiritosa, lunare (per via del colorito) e… glutenfree!

Continua a leggere Giulia Martani ci racconta la sua carriera artistica tra set fotografici e scrittura.

“La libreria degli amori impossibili” è l’opera della scrittrice Elisabetta Lugli.

Il 18 maggio è uscito il romanzo “La libreria degli amori impossibili” (Newton & Compton Editori) di Elisabetta Lugli.

Quando ho notato questo libro on line, ho subito pensato che fosse interessante parlare con la sua autrice, perché il titolo, così come la cover mi hanno stuzzicato la curiosità di sapere di più circa la storia che vi scopriremo.

Ho contattato Elisabetta per chiederle di parlare della sua opera e magari anticiparci qualcosa, in occasione dell’uscita tra qualche giorno.

Sono molto curiosa di conoscerla meglio e di scoprire cosa ci riserverà questa storia che sembra già molto quotata e interessante.

Elisabetta è una scrittrice di Torino dove vive e lavora. È proprietaria di un bistrot che ha aperto con sua sorella e che si chiama “Il Cantiere Edibile” dove, si dice, le piaccia anche scrivere le sue storie.

Ciao Elisabetta, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè, sono molto contenta di avere occasione di parlare con te. Ti chiedo subito quando è iniziata la tua passione per la scrittura.

RISPOSTA:

Io amavo scrivere già da bambina. Quattro anni fa, poi, la mia passione è cresciuta; l’esigenza di scrivere si è fatta più forte e ho iniziato a sognare di pubblicare.

Raccontaci come è nata la storia de “La libreria degli amori impossibili” e come sei arrivata alla sua pubblicazione.

RISPOSTA:

La storia è nata pian piano dentro di me, ispirata da alcuni luoghi particolari della mia città, Torino. Il personaggio di Anna ha preso forma da sé, crescendo nella mia immaginazione fino a quando, un dettaglio dopo l’altro, è diventata una figura ben delineata. A quel punto è stato come se la conoscessi, un po’ come se fosse un’amica. Ho scritto la storia, poi ho partecipato ad alcuni concorsi senza ottenere risultati. Allora l’ho ripresa in mano e l’ho rivista, apportando parecchie modifiche. Infine l’ho messa su ilmiolibro.it. Quando è stata indetta l’edizione 2016 del concorso ilmioesordio mi sono subito iscritta. Mesi dopo, mi sono ritrovata in finale, e non mi pareva vero. Infine il mio sogno si è avverato: ho vinto il concorso, e con esso la pubblicazione con Newton Compton.

Ci puoi anticipare qualcosa della trama? Dove ci troviamo e quali protagonisti troveremo?

RISPOSTA:

La libreria degli amori impossibili di Elisabetta Lugli

Ci troviamo a Torino. La storia ruota attorno ad Anna e alle complicazioni che lei si trova ad affrontare dopo aver scoperto che, a causa di una vecchia bugia, la sua vita ha preso una strada diversa da quella che avrebbe potuto percorrere. Tra gli altri personaggi, chi ha un ruolo molto importante nello svolgimento della storia è Adele, la proprietaria della libreria nella quale Anna lavora: una persona che si rivelerà essere molto diversa da come appare.

È la tua prima opera letteraria?

RISPOSTA:

Ho scritto racconti e poesie in passato, questo è il mio primo romanzo.

Stai lavorando a una nuova storia in questo periodo?

RISPOSTA:

Ho alcune idee in mente e ho iniziato a scrivere qualcosa, ma è ancora presto per parlarne, potrei cambiare ancora tutto!

Raccontaci del tuo bistrot, è vero che scrivi lì le tue storie?

RISPOSTA:

Sì, il locale è aperto tutto il giorno e nel pomeriggio è abbastanza tranquillo: io mi metto davanti al pc e scrivo. Anche se le persone attorno a me parlano, mentre scrivo entro nel mio mondo. Il Cantiere Edibile è un posto che mi dà l’ispirazione: è affacciato su una piazza bellissima che non mi stanco mai di ammirare, anche se la vedo praticamente tutti i giorni da quattro anni. A ben pensarci, la nascita del locale coincide con la nascita del romanzo: sono cresciuti insieme.

Ancora una domanda, la stessa che faccio a tutte le autrici che intervisto al Pink: se infilassi ora una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Mi sento fortunata, molti dei miei sogni si sono avverati. Dal cassetto ora mi piacerebbe tirare fuori altre storie da raccontare.

Grazie per la tua gentilezza e disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Se hai il manzo in copertina… arrivi pure alla posizione che speravi!

Quanti di voi avranno notato che sulle copertine dei romance e degli erotici, ma anche dei racconti e spesso di libri appartenenti anche ad altri generi letterari ci sono raffigurati dei bei fusti in carne e muscoli, tutti da gustare e cliccare, sempre e ovunque, belli palestrati, dalle forme assolutamente scultoree e dalla pelle persino ambrata?

Credete sia un caso se poi il libro in questione diventa anche un successo in vendite?

No, non lo è.

Questa scelta non saprei e non vorrei definirla di “marketing” da parte delle autrici che usano questo tipo di immagini per attirare l’attenzione del pubblico, ma è comprovato che una fetta sempre più vasta di internauti è attratta dal “nudo”, perché fa “show”, attira l’attenzione, stimola qualche neurone, probabilmente, attizza le fantasie delle lettrici da bava facile, e soprattutto fa sognare di essere in lidi lontani, magari al fianco del protagonista di turno.

Molte opere che sono diventate successi editoriali del self-publishing (e non solo di quello!) sono state notate proprio grazie a questo tipo di escamotage, se lo vogliamo chiamare in questo modo.

naked-1017419_640

Che sia un caso oppure no, questo non conta, ma quel che attira maggiormente l’attenzione sono i pettorali, la pelle liscia e soda, piacevolmente scolpita, possibilmente palestrata, “maschia” al punto giusto, bene evidenziata e che faccia fantasticare sulla storia che racconta l’autrice di turno.

Non c’è niente di male in questo, naturalmente. Caso vuole che, la maggior parte delle cover con il manzo in esposizione, appartengono a storie meritevolmente (o non meritevolmente, questo lo potrete giudicare voi) premiate in posizioni molto alte delle classifiche di vendita. E quando parliamo di “posizioni” non fatevi venire voglie di altro tipo, mi raccomando!

Si parla spesso del “maschio da copertina”, perché attira l’attenzione e accende le fantasie proibite e magari più erotiche di chi apprezza determinate storie: che siano erotici o romance dalla voglia di sorprendere il lettore, poco importa… il manzo in copertina fa la sua porca figura e premia l’autrice.

Potremmo nominare moltissimi titoli e mostrarvi alcune delle cover più interessanti che troverete in giro sul web, appartenenti a storie che hanno fatto discutere, che hanno affascinato, che sono state seguite, che hanno attirato l’attenzione e soprattutto che hanno fatto sognare chi quelle storie se le sarebbe persino leccate!

Non ci credete?

Se non avete “il manzo” a tavola, ma lo mettete in copertina, sappiate che il successo diventa quasi assicurato… dico quasi, perché ogni caso è a parte, ma… attenzione: sappiate che oltre alla forma, i lettori badano molto al contenuto e una bella copertina che non presenta poi una storia ben scritta o degna di merito, rimarrà solo una strategica scelta di marketing atta a far spostare per un po’ i riflettori su di sé, ma non servirà a niente se i contenuti non soddisferanno gli utenti.

Quindi… bella cover sì, ma ancora meglio se contiene una storia degna di merito artistico.

Tiziana Iaccarino.

Irene Catocci ci racconta della sua prima opera “Il dono”.

Irene Catocci è nata a Grosseto nel 1985, dove vive e lavora come pittrice e mamma a tempo pieno. Ha sempre amato la scrittura, ma si è cimentata solo ora con il suo primo romanzo dal titolo “Il dono” per la pubblicazione di cui parleremo ora in questa intervista per The Pink Cafè.

Ciao Irene, grazie per aver accettato questa intervista. Comincio con il chiederti, hai sempre amato la scrittura, ma ti sei cimentata solo da adulta, perché?

RISPOSTA:

Grazie per la proposta.

Ho sempre scritto per me stessa, aneddoti, il diario, qualche poesia, ma non ho mai pensato, in passato, ad un mio interesse nel romanzo. Sono sempre stata una lettrice onnivora e affamatissima di novità, quindi non ho mai sentito l’esigenza di raccontare qualcosa di mio, perché gli altri avevano già soddisfatto ogni mia curiosità. Beh… questo fino a “Il Dono”.

Qual è stata l’occasione che ti ha invogliato a scrivere l’opera che hai pubblicato per prima solo ora dal titolo “Il dono”?

RISPOSTA:

Nasce tutto per caso, in un luogo che non penseresti mai fonte di ispirazione, il supermercato. I miei occhi si sono soffermati su di una scena, e il mio cuore ha sentito un richiamo. Un ragazzo paraplegico, sorrideva ad una ragazza inginocchiata davanti a lui, che gli scostava i capelli dal viso. Ecco, in quel momento, dentro di me è nata la voglia di raccontarla quella storia, e in macchina non facevo altro che ripetermi “ma come sarebbe bella una storia così, dove l’amore trionfa sulle difficoltà”. Poi vai a sapere, ci sta anche che sia stata sua sorella, ma la mia fantasia ha galoppato come un purosangue inglese e arrivata a casa ho detto: la scrivo io.

Poi all’interno del romanzo c’è anche un’altra tematica a cui tengo molto: l’omosessualita.

Qual è il genere letterario a cui appartiene la tua opera e nel quale ti senti a tuo agio?

RISPOSTA:

Il Dono” è, senza dubbio, un romance contemporaneo e credo che per un po’ continuerò così, anche se non mi dispiacerebbe scrivere un bell’horror.

Raccontaci, in breve, qualcosa della trama. Chi sono i protagonisti?

RISPOSTA:

Il dono di Irene Catocci

I protagonisti del mio romanzo sono Cassandra, una ragazza che lavora in un maneggio, un po’ cinica, crede nell’amore, ma non ne ha bisogno. È convinta di avere tutto quello che le serve per essere felice, beh, fino a che non incontra Gabriele.

Gabriele, invece è un giovane professore universitario, solare, buono, con un’anima gentile, a cui la vita ha tirato un colpo gobbo. Anche se è paraplegico, non si è lasciato sconfiggere, cerca ogni giorno di vivere la sua vita al meglio.

Ultimo, ma non ultimo, Damiano, il mio personaggio preferito. Per me è anche lui un protagonista indiscusso della storia. Migliore amico di Cassandra, ha un ruolo centrale, con il suo carisma e con la sua storia travagliata.

Adesso stai scrivendo una nuova storia?

RISPOSTA:

Sì, sto terminando un romanzo molto intenso, con una storia forte. Ho anche iniziato a tirare giù qualche bozza per il continuo de “Il Dono”, perché sarà una duologia.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Bella domanda! Sono una che si accontenta di poco. Io vorrei solo più tempo per me, mio marito, le mie figlie. Piu tempo per vivere.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Al “The Pink Cafè” parleremo con l’autrice Elisabetta Lugli a cui sarà dedicato un evento esclusivo.

Lunedì 5 Giugno intervistiamo l’autrice Elisabetta Lugli che è uscita a Maggio con il suo romanzo “La libreria degli amori impossibili” (Newton & Compton Editori), vincitore del concorsoIl mio esordio”.

Elisabetta ci parlerà della sua passione per la scrittura, del concorso, della vittoria, di questo magnifico libro (è bellissimo toccarlo con mano!) e della libreria degli amori impossibili.

Apriremo, in concomitanza con l’intervista anche un evento eccezionale, estivo, per chi ama la lettura e portarsi un bel libro sotto l’ombrellone.

Potrete partecipare, infatti, all’evento con il quale The Pink Cafè premierà i suoi estimatori e chi ne fa parte, per vincere una copia del romanzo “La libreria degli amori impossibili”.

La libreria degli amori impossibili di Elisabetta Lugli

Siete pronti?

L’evento verrà aperto già domenica 4 Giugno!

Tiziana Iaccarino.

Deborah Fasola ci racconta la sua carriera da autrice ed editor.

Deborah Fasola è un nome molto conosciuto e apprezzato nel settore editoriale. La seguo da molti anni e so bene quanta gavetta abbia alle spalle, per cui penso possa raccontarci tanto della sua carriera e del suo percorso artistico.

Deborah esordisce con l’opera fantasy “Luna cremisi” con Arduino Sacco Editore nel 2011 prima di intraprendere un percorso ricco di soddisfazioni e di opere molto apprezzate.

Si è sempre districata molto bene in opere di vario genere: dal fantasy al romance e dalla commedia alla narrativa contemporanea.

L’opera “Ambrosia” viene pubblicata ad agosto del 2013 e a dicembre dello stesso anno è la volta de “Il potere del sangue” pubblicata dalla 0111 Edizioni, poi seguono “Scelte d’amore”, “Crimson Moon: La nostra eternità”, “Nevaeh: il paradiso non ha l’abito bianco”, “La foglia di Ambra”, “Mamma: istruzioni per l’uso”, “Mitochondrial”, “Un adorabile bugiardo: un bugiardo ha sempre un piano B” (YouFeel di Rizzoli), “Tutto quello che volevo da te?”, “Tradiscimi se hai coraggio” (Newton&Compton Editori), “Sceglierò sempre te”, “Quel mostro di mia cugina: Le vie della vendetta sono infinite. Come quelle dell’amore” (YouFeel di Rizzoli), “Toccami l’anima” e “Le cose di Hold Hill: i segreti di Animantia” quest’anno.

Il 5 giugno prossimo poi uscirà con una commedia romantica dal titolo “Quasi quasi ti amo”.

Deborah ci racconterà il suo percorso di autrice ed editor e delle sue scelte editoriali tra case editrici e regime di self-publishing, collaborazioni varie e tanta professionalità.

Ciao Deborah, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti quando hai iniziato a dedicarti alla scrittura con tanta passione.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e buongiorno a tutti, è un piacere essere qui al Pink Cafè con tutti voi.

La mia passione per la scrittura ha origini antiche, risale infatti ai tempi delle scuole medie per me. Ho deciso solo quindici anni dopo però di mettermi in gioco e pubblicare, o perlomeno provare.

La passione nasce sicuramente dall’amore infinito per la lettura che ancora oggi mi accompagna.

Ti sei sempre districata in generi letterari molto diversi tra loro. Parliamo del fantasy.

RISPOSTA:

Sì, diciamo che mi piace essere poliedrica e saltare da un genere all’altro. Scrivo fantasy dal mio esordio, perché allora leggevo fantasy: ero più giovane ed era la mia passione. Al momento ancora leggo qualcosa e altrettanto ne scrivo. Mi piace perdermi anche nei sogni, vivere tra magia e fantasia e scrivere nel medesimo modo. Penso proprio che il fantasy non lo abbandonerò mai, sebbene lo scriva ormai molto meno.

Alcune delle tue opere più apprezzate sono dei romance. A quale sei più legata e quale, invece, ti ha dato maggiori soddisfazioni?

RISPOSTA:

Quasi quasi ti amo di Deborah Fasola

Il romance è il mio amore più recente. L’opera a cui tengo di più è “Sceglierò sempre te”, che è anche quella che mi ha dato più soddisfazioni. Nonostante con un altro romanzo, che amo lo stesso tantissimo, sia addirittura finita in libreria, è la storia di Tessa e Dex che tiene e possiede tutto il mio cuore.

Non so dire perché, forse per la storia narrata oppure perché la scrissi in un particolare periodo della mia vita. Momento difficilissimo in cui scrivere mi ha proprio salvata.

Forse per questo amo tanto quel romanzo.

Sei passata dal self alle case editrici e viceversa per una scelta, una necessità, un’occasione o la voglia di sperimentare occasioni diverse tra loro?

RISPOSTA:

Sicuramente tutte le cose che citi. Per scelta perché entrambe sono occasioni di emergere diverse, per necessità perché entrambe ti mettono in gioco e io avevo bisogno di sapere e capire e infine anche per la voglia di sperimentare. Sono entrambi vie stupende e fantastiche per arrivare ai lettori che spero mi possano ancora accogliere a lungo, soprattutto il self, se devo essere sincera.

Parliamo di una delle tue opere che sono state più apprezzate: “Tradiscimi se hai coraggio” che poi è stata pubblicata da Newton & Compton Editori. Ci racconti questa storia?

RISPOSTA:

Tradiscimi se hai coraggio” è una storia che nasce dal self publishing e devo dire che mi ha dato grandi soddisfazioni.

Voleva essere un modo ironico di parlare del tradimento, volevo scrivere un chick lit sopra le righe e diverso dai canoni e sono felice che sia stato compreso, capito e apprezzato. Nella protagonista, Olivia, c’è molto di me e vederla andarsene in giro sulle sue gambe mi ha resa davvero orgogliosa. È stata un’esperienza importantissima e decisiva per il mio essere autrice, per cui ringrazio ogni giorno.

Continua a leggere Deborah Fasola ci racconta la sua carriera da autrice ed editor.