“Te lo dico sottovoce” il successo editoriale di Lucrezia Scali.

Tutto sembra cominciato un pomeriggio di pioggia, con un plaid appoggiato distrattamente sulle gambe e la vicinanza del suo inseparabile Bubu, un cane che sembra seguirla come un’ombra e che, forse, deve averle ispirato la stesura di questa storia.
Fatto sta che Lucrezia Scali sembra esser riuscita alla grande nel suo intento da scrittrice d’esordio, si è autopubblicata lo scorso anno e ha ottenuto un successo enorme sul web. Un seguito che in poche vantano e soprattutto una scalata in vendite nelle classifiche più conosciute davvero non indifferente.
Lei è torinese, riservata, ama scrivere e leggere, e magari preferisce esternare le sue emozioni proprio sulla carta piuttosto che raccontarle a voce.
Conosciamola meglio in questa intervista esclusiva che ha rilasciato solo per “The Pink Cafè”.

Ciao Lucrezia, grazie per aver accettato questa intervista. Mi fa piacere, perché sei una persona che si sta dando molto da fare per accontentare i vari gruppi social che la seguono e i blog che apprezzano tanta disponibilità.
Quando è iniziata precisamente questa tua avventura letteraria e cosa hai pensato quel “famoso” pomeriggio, nel momento in cui hai iniziato a scrivere la tua prima storia?

RISPOSTA:
Ciao Tiziana e grazie per l’ospitalità. Se parliamo di “Te lo dico sottovoce”, l’avventura inizia circa due anni fa e, continuo a ripeterlo, davvero per caso. Avevo già iniziato altri romanzi ma arrivavo sempre a un tot di pagine e poi mollavo, come se non avessi tra le mani la storia giusta. E poi è bastato un pomeriggio qualsiasi e la compagnia del mio cane a fare la differenza. Ho guardato Bubu e ho davvero avuto la “famosa” illuminazione: una storia credibile e con dei cani come protagonisti.

Come è nato il titolo “Te lo dico sottovoce” e perché hai deciso di affrontare il tema della Pet Therapy in quest’opera? Credi nel potere terapeutico dato dalla compagnia degli animali per le persone malate?

Te lo dico sottovoce di Lucrezia ScaliRISPOSTA:
Il titolo riprende una scena del libro ed è arrivato dopo, quasi alla fine. Io sono nata in mezzo agli animali e non posso immaginare una casa senza, la sentirei fredda e priva di colore. Ho deciso di affrontare questo argomento perché credo nel progetto, visto che lo vivo sulla mia pelle ogni giorno. So cosa significa contare sulla presenza di un cane, quanto amore è in grado di donarti e i benefici che ti dà in modo gratuito e inconsapevole.

Hai mai praticato Pet Therapy cercando di risollevare gli umori o provando a fare compagnia a chi aveva problemi di salute in strutture ospedaliere o a domicilio?

RISPOSTA:

No, ma conto di farlo presto. Soprattutto perché l’ospedale della mia città ha dato il via alla pet therapy nel reparto pediatrico, un ottimo segno del destino.

Come mai hai deciso di autopubblicare questa storia e di non proporla a una casa editrice?

RISPOSTA:

In realtà era una scelta che non avevo preso in considerazione dall’inizio, ma grazie al blog mi sono avvicinata a molti autori e ho seguito il loro percorso da vicino. In un momento dove alcune ce sospendevano l’invio dei manoscritti o i tempi di attesa erano troppo lunghi, mi è sembrata la strada più immediata e quella che mi sentivo di fare.

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Recensione Non voglio che te di Tiziana Iaccarino

Il fascino di un romanzo storico scritto dalla penna creativa di Tiziana Iaccarino

Non  voglio che te è il titolo del romanzo storico scritto dall’autrice Tiziana Iaccarino, pubblicato in regime del seflpublishing avvalendosi della piattaforma Amazon. Lo storico ha sempre un suo charme particolare, ammetto di non essere una lettrice onnivora di questo genere, ma è altrettanto vero, che spesso subisco il fascino del passato che ritorna grazie alla magia espressa dalle autrici italiane, capaci di far rivivere emozioni legati a epoche dimenticate troppo in fretta.  Continua a leggere Recensione Non voglio che te di Tiziana Iaccarino

Al The Pink Cafè chiacchierata con Lidia Calvano

Salve gente e ben trovati al nostro Club letterario The Pink Cafè, oggi abbiamo il piacere di farvi conoscere l’autrice Lidia Calvano, con la quale abbiamo scambiato una simpatica chiacchierata; autrice romance e del genere fantascienza, ci racconterà della sua passione per la scrittura e dell’esperienza coltivata negli anni nel mondo letterario dal punto di vista di un’autrice.

Brevi cenni biografici sull’autrice

Lidia Calvano è medico e psicoterapeuta. Vive a Roma, col marito e la figlia adolescente, in una casa piena all’inverosimile di libri e di computer. Scrive poesie, racconti e aforismi; è appassionata di carte da divinazione, ed è coautrice del saggio “Il Matto, il Mago, il Mondo”, sull’uso introspettivo dei Tarocchi. Collabora con le principali riviste nazionali dedicate allo studio degli astri e dell’esoterismo. Ha esordito nel genere romance con il racconto lungo “D’oro e d’argento”, pubblicato nella collana “Passioni Romantiche” di Delos Digital.

Per voi, l’intervista all’autrice Lidia Calvano

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Una chiacchierata al Pink Cafè con Anna Premoli.

Anna Premoli è una delle scrittrici più apprezzate e conosciute del momento. Nata in Croazia, ma naturalizzata in Italia, si è laureata in Economia dei mercati finanziari all’Università Bocconi di Milano.
Ha una carriera professionale interessante che si muove nel settore finanziario, lavorando prima per la J.P. Morgan e poi per una banca privata.
Ha iniziato a dedicarsi alla scrittura con l’opera “Ti prego lasciati odiare” che è stata autopubblicata nel 2012, fino a essere acquisita dalla Newton Compton Editori e vincere addirittura la 62ª edizione del Premio Bancarella.
A seguire sono scaturiti successi intitolati: “Come inciampare nel Principe Azzurro”, “Finché amore non ci separi”, “Tutti i difetti che amo di te”, “Un giorno perfetto per innamorarsi” e “L’amore non è mai una cosa semplice” sempre con Newton Compton Editori.
Per me è una gioia e un onore intervistare un’autrice tanto seguita e amata, perché si è fatta conoscere e apprezzare per la sua verve e certamente per il suo indiscusso talento.

Ciao Anna, grazie mille per aver accettato un’intervista per il club letterario “The Pink Cafè”.
So che la tua prima opera letteraria è nata nel corso della tua prima gravidanza, è vero? E cosa o chi ti ha ispirato la storia?

RISPOSTA:

È vero che ho iniziato a scrivere durante la gravidanza per svagarmi, ma contrariamente a quello che si pensa, il primissimo libro che ho scritto è stato “Come inciampare nel principe azzurro”. “Ti prego lasciati odiare” è venuto subito dopo, in un momento della mia vita in cui davvero non aspiravo affatto a farmi pubblicare. Ho iniziato per gioco, convinta che non sarei mai arrivata alla fine della stesura. La storia è nata per caso, in un momento in cui ero sotto il forte influsso dei drama coreani e avevo disperatamente bisogno di scaricare lo stress. Avevo questi personaggi che mi vagavano per la mente con tale insistenza da convincermi a prendere in mano un pc per provare a raccontare la loro storia.

Con l’opera “Ti prego lasciati odiare” hai anche vinto il Premio Bancarella. Che effetto ti ha fatto questo traguardo alla prima pubblicazione?

RISPOSTA:

anna_premoli-250x396Sono rimasta incredula per parecchio tempo. Più che essere felice per me stessa, ricordo che ero davvero contenta per la casa editrice, che si è prodigata in modo incredibile per il mio libro, e per il genere rosa in sé. Ero stufa di sentir sempre e solo parlare del rosa come di un genere strappalacrime per donnette con problemi esistenziali. La vittoria al Bancarella è stata invece l’ufficializzazione, il riconoscimento per un intero genere che sostiene in buona parte in fatturato delle case editrici d’oggi e che tratta in termini attuali i problemi delle donne. Il rosa è oggi quanto di più femminista possa esserci e io ne sono fiera.

Quali aspettative c’erano, in seguito, rispetto alla prima opera, per quelle a venire? Cosa ti dicevano le persone e quali commenti ricevevi in merito?

RISPOSTA:

La cosa veramente bella riguardo allo scrivere per passione e non per professione, come io ho continuato a fare perché non mi sono mai convertita a fare sul serio la scrittrice, è che le aspettative non ci sono. O almeno il mio editore mi ha capito e ha saputo non farmele mai pesare. Io scrivo quello che voglio, quando voglio. Ho completa libertà. E anche la mia scelta di non essere presente sui social ha limitato molto il brusio di sottofondo che inevitabilmente si crea quando si pubblica un nuovo romanzo. Sono invece in contatto via email con un sacco di lettrici assolutamente deliziose, che davvero non so come ringraziare per l’affetto.

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Al club incontriamo l’autrice Laura Gay.

Laura Gay è una delle autrici più note nel panorama editoriale italiano. Ha una lunghissima gavetta alle spalle e numerose pubblicazioni di cui ci ha parlato al club privato “The Pink Cafè”.

1. Ciao Laura, comincio col chiederti quando hai iniziato a scrivere e cosa o chi ti ha incentivato in tal senso.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e grazie per questo spazio che mi concedi nel gruppo e su Pink Cafè. Comincio dicendo che scrivo da quando ero ragazzina. La mia fantasia è sempre stata in fermento, in più ero una bambina molto chiusa e solitaria, riuscivo a esprimermi meglio sulla carta che a parole. Quindi la scrittura per me è stata una necessità, e lo è tuttora. La prima persona che mi ha incentivato è stata la mia insegnante di lettere alle scuole medie: leggeva spesso i miei temi in classe ed era solita darci dei titoli di fantasia da sviluppare. Il mio primo racconto l’ho scritto in un tema, appunto. Dopo di lei ci sono state molte altre persone, mio marito in primis, ma anche amici e lettrici che mi hanno sostenuta e incoraggiata. Ne approfitto per ringraziare ciascuno di loro.

2. Io vorrei sapere come nasci come autrice e come ti definiresti?

RISPOSTA:

Come autrice nasco nel 2008 con un romance storico dal titolo “Edmond e Charlotte. Le scelte dell’amore”, pubblicato da Enrico Folci Editore. Dopo aver tenuto per lungo tempo le mie storie nel cassetto, ho sentito l’esigenza di condividerle con qualcuno, pertanto ho deciso di intraprendere la strada della pubblicazione. All’epoca poi non c’era la possibilità del self, o meglio esistevano le CE print on demand, ma non avevano la diffusione che offre oggi amazon. Quindi è stata una strada in salita, ma sono più che soddisfatta di averla percorsa. Francamente non saprei come definirmi, forse una INDIE, indipendent author, visto che alterno pubblicazioni con editori al self-publishing.

3. Che tipo di opere scrivi? Ho notato tue opere ad alto tasso erotico, ma ti dedichi anche al romance?

RISPOSTA:

Ho iniziato con il romance, in verità. Romance storici per essere precisi. Il primo lo scrissi molto giovane, quindi il tasso erotico non era certamente alto. Si intitolava “La rosa di Parigi” e un giorno mi piacerebbe riprenderlo in mano e metterlo a posto per una seconda edizione… vedremo! Comunque, amo scrivere il romance in tutti i suoi sottogeneri: dallo storico all’erotico, al time-travel, passando per il New Adult e il romantic suspense.

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Un club pink? Direi più voglia di raccogliersi in tondo.

file5421245874248Ciao a tutti!
Oggi si apre il club letterario “The Pink Cafè” e siamo orgogliose, sia io che Tiziana Cazziero di aprire le danze, metaforicamente parlando, ma se questo fosse un locale vero e proprio, direi “aprire le porte” e inaugurare la nostra prima serata insieme.
Non sappiamo quando e come sia nata precisamente questa idea. Il Pink Cafè è un gruppo che si è ampliato nel tempo e ha accolto e raccolto molte autrici, rigorasamente donne, non perché abbiamo qualcosa contro gli uomini, ma abbiamo pensato per una volta, egoisticamente, forse, a noi… pink ladies, quelle a cui piace fantasticare di più, sognare, mettersi in gioco, ma non troppo sul serio e se si può ironizzare, quindi diventare persino irriverenti e poco avvezze ai convenevoli di ogni genere, meglio ancora. Fatto sta che questo club immaginario ci ha permesso di conoscere tante persone straordinarie, tutte accomunate dalla voglia di condividere la passione per l’arte e, in particolar modo, per la scrittura.
Scrivere, dopotutto, ci permette di raccontare meglio il nostro animo e ciò che ce lo smuove in qualche modo, di far sapere agli altri come interpretiamo il mondo che ci circonda e come vorremmo che fosse, magari riassumendolo semplicemente in una storia scritta.
Questo benvenuto personale è dedicato a chi ci segue e soprattutto a chi ci sostiene e farà parte dell’idea che “club letterario” significa “sogno comune”, ogni tanto da brindare, ogni tanto da annusare, assaggiare, gustare, magari descrivere, raccontare, per continuare a divertirsi facendo ciò che amiamo.

Tiziana Iaccarino.

The Pink Cafè! A tu per tu con le autrici.

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Se stai leggendo queste pagine, colgo subito l’occasione per darti il benvenuto al nostro club letterario The Pink Cafè; un luogo d’incontro per il mondo della lettura e dei libri dedicato con occhio particolare all’universo femminile. Navigando su queste pagine potrai conoscere dettagli e particolari sulle autrici italiane e i loro romanzi, ci saranno tante interviste, curiosità e notizie dal mondo letterario. Uno spazio creato dove le scrittrici made in Italy potranno raccontarsi e interagire con i lettori, grazie ai vostri commenti nel blog.
Negli ultimi anni il mondo dei libri e dell’editoria è cambiato in maniera radicale, i social sono diventati l’anima della promozione virtuale, proprio da un gruppetto ristretto di autrici Pink, un gruppo su facebook, è nato il Pink Cafè, una community, nata un po’ per gioco e anche per sfida, che col tempo ha ampliato i suoi orizzonti, invitando dentro la famiglia delle Pink Ladies nuove autrici, sia esse emergenti o con esperienza lunga, con una biografia di tutto rispetto e onorevole.
La scrittura è l’anima della comunicazione, una parola scritta rimane indelebile, marchiata per sempre e noi, con il The Pink Cafè proviamo a lasciare questa modesta impronta, per dare la possibilità alle autrici, non solo di farsi conoscere e parlare dei loro romanzi, ma anche per offrire ai lettori spunti di riflessione sui libri, oltre a intrattenerli con tante news gustose, divertenti, simpatiche e aggiornate da leggere davanti a una bella tazza di tè caldo, un caffè, una cioccolata o anche assaggiando un aperitivo un frizzante, perché lo sappiamo, le bollicine ti fanno arricciare il naso, ma nessuno sembra poterne fare a meno! E dopo questo cocktail di benvenuto personale, mi auguro che tu possa rimanere in nostra compagnia e continuare a seguire questo spazio! Cin cin!

Tiziana Cazziero.