Emme x ci racconta la sua trilogia The Kiss Trilogy

Intervista all’autrice Emme x, ci parlerà della sua trilogia The Kiss Trilogy

Ciao e ben arrivata sul nostro blog. The Kiss Trilogy, quando nasce l’idea di scrivere questa trilogia?

Ciao Tiziana, ti ringrazio per questo spazio e per l’opportunità di parlare della mia ultima opera, cui sono particolarmente legata. L’idea iniziale era uno sfogo personale, piuttosto biografico (mi riferisco solo al primo volume). Prima era tutto nella mia mente; poi, poco dopo il mio debutto come autrice, avvenuto nel 2013, mi accorsi che scrivere poteva essere una buona terapia “casalinga” per chiudere con il passato e andare avanti. Avevo bisogno di esorcizzare una scelta, un rimpianto che mi perseguitava da tempo; quindi misi nero su bianco, alcune esperienze capitate in un periodo particolare, di crescita e confusione. Ero certa che sarebbe rimasto il classico “libro nel cassetto”, non avevo intenzione di pubblicarlo. Invece, la vita è “Tortuosa e imprevedibile”, come direbbe Irene, la protagonista.

51rkyupv-hl-_sx318_bo1204203200_La trilogia affronta un percorso di crescita che comincia con Baciarsi e dirsi addio, il 1° volume, qui i protagonisti sono giovani e con un futuro ancora da costruire, vuoi parlarcene?

Sì, è corretto. Nel primo volume, impariamo a conoscere i personaggi, poco più che maggiorenni. Irene ha diciotto anni appena compiuti e Francesco ne ha ventuno. Le caratteristiche di Irene sono: la paura della solitudine (essendo stata abbandonata dal padre), la voglia di essere amata (come molte ragazze della sua età), la paura di scoprire dei sentimenti che non conosce e la difficoltà nel gestirli. Irene inizia a vivere la sua vita da “adulta”, lavora in un ufficio, si confronta con i colleghi, ha un buon rapporto con il titolare, ma la vita privata fa acqua da tutte le parti.

Ogni scelta sembra essere sempre quella sbagliata e l’incontro con Francesco è devastante. Lui è il classico sciupa femmine e, consapevole del suo fascino, si reputa irresistibile, eppure Irene gli da del filo da torcere. Inizia un gioco a rincorrersi, come il gatto con il topo, spesso i ruoli si invertono: da preda si diventa cacciatori e viceversa. Insomma, questi ragazzi non sanno ancora bene cosa vogliono. Tra i due, quello apparentemente più inflessibile, è Francesco. Lui ha una vita pianificata davanti a sé e Irene non ne fa parte. Sarà davvero così?

Quando Hai cominciato, sapevi già che sarebbe stata una trilogia oppure l’idea è nata con il tempo e con lo svilupparsi della trama?

Il racconto doveva finire con l’addio tra i due, non era previsto un seguito. Scrivendo, mi sono accorta di aver inserito un personaggio che poteva essere interessante, così ho deciso di proseguire, elaborando un secondo volume. L’idea di vedere Irene abbandonata non mi piaceva, dopotutto, la mia protagonista meritava un lieto fine. Inoltre, se devo essere sincera, pur essendomi liberata di alcuni particolari, non ero pronta a lasciar andare i protagonisti. Dovevo stare ancora con loro, per completare la mia “guarigione”. Ho approfittato della presenza di questo terzo personaggio per proseguire la storia, con lo stacco temporale di sette anni, che mi ha permesso di descrivere un cambiamento nei protagonisti. Innanzitutto ho studiato una loro crescita caratteriale e psicologica, coerente con le loro scelte, senza però stravolgere il loro carattere di base.

Inizialmente, avevo immaginato un finale diverso del secondo volume ma, spesso e volentieri, i protagonisti vivono di vita propria e fanno come vogliono. Così mi sono trovata davanti a un finale inaspettato anche per me e, fino alla fine, non sapevo se sarebbe stato un punto favorevole o meno. Non lo so, forse ho rischiato, ma il cuore mi ha detto che era giusto così.

 Baciami ancora è il secondo volume, una sorta di Terra di mezzo, cosa accade e come si differisce dal primo e dal terzo?

Premetto che nel secondo e terzo volume non c’è più nulla di biografico. La differenza sta nella crescita e nelle conseguenze delle scelte fatte in passato. I personaggi sono adulti, hanno una carriera avviata, sembrano realizzati, ma tra Irene e Francesco è ancora tutto in sospeso. Inoltre, conosciamo meglio il “terzo incomodo”, Roberto. Un uomo segretamente innamorato di Irene da diverso tempo, che arrivava sempre nel momento sbagliato. Perché, diciamolo, Irene è brava a complicarsi la vita. Ogni volta che Roberto voleva fare un passo avanti, era costretto a farne tre indietro. Adesso anche Roberto è cresciuto, è maturato e, sette anni dopo, le carte in tavola si posso ribaltare. Nel secondo volume ci sarà anche Greta, la fidanzata invadente e ossessiva di Francesco. Inoltre ci sarà un altro personaggio, che io adoro, che mi ha fatto piangere e che, spero, riesca a entrare nel cuore dei lettori. Non dico il nome, altrimenti si capisce. Diciamo che, aggiungendo un epilogo, la storia poteva anche finire così, con il secondo volume. Ancora una volta, non ero pronta a lasciar andare i protagonisti e ho scelto di scrivere un terzo volume che vedrà i due personaggi maschili a confronto: Francesco contro Roberto. O viceversa?

I personaggi sono cresciuti e hanno acquisito una loro maturità da adulti, siamo arrivati al terzo e ultimo libro Il Bacio che vorrei, cosa dobbiamo aspettarci da questo libro conclusivo?

Qui conosceremo meglio i retroscena e i pensieri dei due uomini che si sono innamorati di Irene. Due caratteri diversi, due modi di vivere opposti, due modi di amare differenti. Da una parte c’è Francesco che va e torna da Irene in continuazione e dice: “Io torno. Torno sempre”. Dall’altra, invece, c’è Roberto che dice: “Ti amerò in silenzio, anche quando non te ne accorgerai”. Irene dovrà fare la sua scelta e non è facile, perché non deve decidere solo per lei, ma deve tener conto anche di altre persone che le stanno accanto. Con la decisione di scrivere i Pov maschili, potevo cadere nell’errore di ripetere la storia rendendola noiosa, invece ho aggiunto pensieri e particolari che nei precedenti volumi sono omessi, tralasciati e non approfonditi. Non è una rilettura ma un’aggiunta, a mio avviso, sensata. Anche in questo caso, si inizia dalla giovane età, con un linguaggio giovanile, controsensi e stupidaggini tipici di chi è inesperto o vuole solo divertirsi, non pensando alle conseguenze. Poi, ci sarà il passaggio della crescita, il momento di “mettere la testa a posto”, la sicurezza e la determinazione di ottenere ciò che sta a cuore dei protagonisti. Quindi si arriva all’epilogo e alla parola Fine.

Com’è stata questa esperienza? Scrivere una trilogia, già in passato nella tua storia di autrice, hai pubblicato opere legate tra loro: Aspettando Eros ed Eros mi ha rapito, trovi che i lettori si sentano più coinvolti con questo genere di storie a puntate? Per te è stato positivo?

Non lo so, i gusti dei lettori sono molto vasti e non si possono accontentare tutti. Io, come lettrice, ultimamente mi sono stancata delle trilogie (soprattutto quando non è specificato né in copertina, né all’interno). Alcune serie sembrano infinite, scritte solo perché il primo volume ha avuto successo e si decide di allungare il brodo, magari ripetendo la stessa identica storia ma cambiando il punto di vista (maschile/femminile), oppure aggiungendo personaggi e soffermarsi su di essi. Quindi, proprio in questo periodo, direi di no alle trilogie. Poi, quelle americane, impiegano anni prima di arrivare in Italia e a me piace leggere la storia tutta insieme, anche per questo ho pubblicato a poca distanza un volume dall’altro. Ho perso innumerevoli ore di sonno per completare l’opera. È stato difficile conciliare la vita di madre e moglie, non togliere il mio tempo né a mia figlia né a mio marito, organizzare la casa, i pasti e le incombenze varie. L’unica cosa cui potevo sottrarre del tempo, era il sonno. Dormire quattro ore a notte per sei mesi è pesante. Non lo so se lo rifarei, ma non volevo che i lettori aspettassero tanto per leggere l’opera completa. Inoltre, dato che non dormivo, la mente lavorava e, il risultato è che ho tanto altro da scrivere.

Altri progetti simili? Puoi anticiparci qualcosa solo per noi del Club Letterario The Pink Cafè?

Progetti tanti, ma vorrei dormire la notte, almeno per qualche settimana di fila. Scherzo! In occasione di San Valentino, (uscita prevista il tredici febbraio) pubblicherò una simpatica storia, scritta un anno fa e consegnata a una casa editrice che sta ancora temporeggiando sul da farsi. Stanca di aspettare una risposta che non arrivava mai, ho deciso di far conoscere due nuovi protagonisti: Mattia e Luce. Molti curiosi diranno: ma come fa questa a pubblicare così in fretta? Lo penserei anch’io. Eppure, dietro a ogni romanzo, c’è tanto lavoro. So di non essere l’unica che scrive la notte o la mattina prima dell’alba. Nella vita le cose non cadono dal cielo e ogni desiderio, affinché si realizzi, deve essere sudato e guadagnato. Non voglio sottrarre tempo alla mia famiglia, non sarebbe giusto, quindi, dato che non si può avere tutto, a qualcosa devo rinunciare. Un altro progetto cui sto lavorando è un rosa-suspense, iniziato a scrivere a giugno del 2015, poi messo da parte perché mi sono trovata in difficoltà. Avevo troppe idee e non sapevo quale potesse funzionare meglio. Quindi mi sono dedicata alla trilogia (non sapevo ancora che lo sarebbe diventata), lasciandolo decantare come si fa con il buon vino. Ogni tanto mi veniva qualche ispirazione lungimirante e adesso ho tutto chiaro in mente: so come andare avanti. Altre idee? Forse arriverà uno spin off sulla trilogia, ma non ne sono sicurissima. Ho ben cinque storie che mi frullano in testa, già pronte con scaletta e personaggi, “solo” da scrivere… che non è poco. Pensavo di pubblicare una storia a puntate su Wattpad, forse un erotico, ma non lo so se riesco a fare tutto.

È stato un piacere immenso, partecipare a quest’intervista.

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