Intervista all’autrice Giuseppina Vitale

Giuseppina Vitale è un’autrice d’esperienza che ha avuto modo di fare una lunga gavetta e di farsi notare per molti suoi scritti.

Ma in quest’intervista, ce ne parlerà di persona e in modo più ampio di modo da permettervi di conoscerla meglio.

1. Quando hai iniziato a scrivere e per quale motivo. Cosa ti ha ispirato?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana Iaccarino e grazie per avermi dedicato il tuo tempo. Le domande sono davvero interessanti! Ho iniziato a scrivere giovanissima tra la fine della terza media e l’inizio delle superiori. Potrei dire che mi ha ispirato “l’adolescenza” notavo di non essere bravissima nel dialogare con gli altri, tendevo a trattenere le emozioni. Ho cominciato a sentire il bisogno di esternarle e scrivere mi é sembrata la strada migliore, mi veniva così naturale!

2. Quale è stata la tua prima opera letteraria ufficiale e che mezzo di pubblicazione hai utilizzato?

RISPOSTA:

La mia prima opera letteraria ufficiale é stata “il diario di S.” Ho impiegato tre anni per terminarla e poi per paura di rinunciare ho cercato su internet qualcuno che mi facesse pubblicare senza ‘spese” e ho trovato photocity. Loro mi hanno fatto scaricare un contratto e pubblicato il libro su vari siti. Insomma ho capito in seguito che si impegnavano solo a stampare il mio libro in caso di richiesta, il resto l’ho fatto io. Nel frattempo ho conosciuto amazon ed é iniziata la mia avventura nel digitale.


3. L’evoluzione del self-publishing. Una rivoluzione digitale che ha cambiato l’editoria in meglio o in peggio, secondo te?

RISPOSTA:

Il Self-Publishing credo abbia i suoi pro e i suoi contro ma questi sono presenti in ogni aspetto della vita. Credo che l’editoria ci abbia guadagnato, cosí é il pubblico che spesso scova i talenti, loro devono solo metterli sotto contratto.


4. La tua opera più apprezzata…

RISPOSTA:

11874918_1483193038662429_1625081794_o (1)La mia opera più apprezzata in termini di vendite e di recensioni é sicuramente “Ti ho amato senza vivere”, romanzo autoconclusivo in cui ognuna di noi potrebbe riconoscersi.Sfido ognuna di voi a non ricordare un ragazzo/ uomo ricomparso all’improvviso nella vostra vita di tutti i giorni.


5. I personaggi che hai creato ai quali sei più affezionata e per quale motivo.

RISPOSTA:

I personaggi a cui sono maggiormente legata sono Serena e Marco del “Il diario di S.” Sono affezionata a Serena perché in lei ho racchiuso tutta la mia personalità di adolescente. Le mie paure, i miei errori, le mie insicurezze. Qualche volta da ragazza ho toccato il fondo credendo che forse vomitando avrei risolto i miei problemi. Credevo che essere simile alle altre sarebbe stata la soluzione per essere “accettata” poi ho capito che erano le mie “diversità” a rendermi speciale. Marco e Luca si ispirano a due persone reali: il mio migliore amico d’infanzia e suo fratello. Il primo é davvero morto giovanissimo (23anni) per un tumore al cervello.


6. Hai mai preso ispirazione dalla tua vita reale per scrivere?

RISPOSTA:

Una domanda di riserva? Scherzo, comunque la risposta é si. Credo che ogni autore racchiuda qualcosa di se stesso o della sua realtà nei propri lavori. Solo i racconti non seguono questa regola.
Ti faccio un esempio in julia’s life ho riportato molti episodi della mia vita scolastica, non a caso Giulia frequenta l’i.p.s.a.r! Inoltre le due migliori amiche della protagonista sono fedeli in descrizioni e caratteri alle mie migliori amiche Dana e Cri (Daiana e Cristina)
.

In ti ho amato senza vivere, il ragazzo che ritorna all’improvviso nella vita di Giada é ispirato a un ragazzo di cui ero follemente innamorata ricomparso dopo anni. Ci ho ricamato un po’ sopra perché almeno nei libri la gente adora il lieto fine ma a volte la realtà é molto diversa e dura.

Dirsi addio fino a domani prende spunto dalla mia terra (la campania) dal mio ex lavoro come cameriera e Alessandro e un mix di ciò che una donna evita ma che segretamente desidera. É il classico esempio che l’amore spesso cambia le persone.


7. Hai mai pensato di raccontare la storia della tua vita? E se sì, che titolo le avresti dato?

RISPOSTA:

Devo dirti la verità, si qualche volta ci ho pensato. Mi sarebbe piaciuto usare la forma del “diario”. Il titolo? Il rumore dei miei pensieri. Forse è un po’ cretino come titolo ma credo che le persone “sensibili” abbiano dei pensieri piuttosto rumorosi.


8. Che genere di autrice di definisci e come vorresti esser considerata dalle persone?

RISPOSTA:

Giuseppina CoverSono un’autrice che scrive prettamente di sensazioni. Certo se cito qualcosa che non conosco la studio per renderla reale ma i dolori, le gioie e le emozioni dei miei protagonisti, devo sentirli prima io per sperare di arrivare al lettore. Vorrei essere considerata come un’autrice che tocca il cuore.


9. Sogni nel cassetto: pro e contro… credi di poterne cacciare fuori uno a uno?

RISPOSTA:

I sogni più importanti della mia vita li ho realizzati, sono diventata mamma e ho pubblicato dei libri. So di averlo fatto da sola e spero tanto che un giorno qualche Ce mi noti e mi dia una possibilità. Vorrei riuscirci per dimostrare a chi non mi sostiene abbastanza che i sogni si avverano se ti impegni e ci credi veramente.


10. Il primo sogno che ti viene in mente… e che tireresti fuori dal cassetto.

RISPOSTA:

Vorrei lavorare per qualche rubrica tipo quella della posta del cuore come c’era sul cioé. Forse sembrerà una cosa banale ma mi piace ascoltare le persone.

Grazie infinite!

Tiziana Iaccarino.

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