Sylvia Kant ci racconta il suo successo editoriale

Il suo nome è, ormai, conosciuto perché l’opera letteraria che l’ha fatta conoscere con l’autopubblicazione ha conquistato tutto il web, prima di farsi scoprire da una nota casa editrice che l’ha portata nelle librerie italiane.
Parliamo di Sylvia Kant, autrice del noto, notissimo “Antony”, titolo originario di una storia tanto hot quanto appassionante che ha davvero scatenato l’entusiasmo di chi ama il genere a tutto spiano.
Dopo un successo incredibile, menzionato ovunque, quindi, la sua opera è approdata in libreria con il titolo “Prova ad amarmi” targato Newton Compton Editori. E ci sarà nei prossimi mesi, anche il seguito, tra l’altro, di cui parleremo con l’autrice stessa.
Conosciamola meglio, poiché lei sembra davvero una persona tutta da scoprire e sono curiosa di sapere di più della sua avventura letteraria.

Ciao Sylvia, grazie per aver accettato questa intervista per il nostro club letterario. Comincio col chiederti quando hai iniziato a scrivere e cosa.

RISPOSTA:
Prova ad amarmiDomanda difficile: non rammento davvero quando ho iniziato a scrivere storie. I primi romanzi d’amore, più o meno completi, credo risalgano alle medie e ai primi anni di liceo (tra questi figurava anche il primo abbozzo di Antony che, inizialmente, era un classico romance). Poi, crescendo, ho virato su romanzi di tematica prettamente socio-psicologica. Alcuni anni dopo, decisi di gettare tutti i vecchi romanzi d’amore che, ormai, occupavano inutilmente i cassetti della mia scrivania. Fu mio marito a impedirmelo, spronandomi a rileggerli con l’occhio della donna adulta. Così, mentre scrivevo i cosiddetti romanzi “impegnati”, cominciai a divertirmi con gli erotici.

“Antony” è stata l’opera con la quale ti sei fatta conoscere al grande pubblico del web. Si sono appassionati alla storia di quest’uomo… ce ne parli brevemente, cosa ha conquistato, secondo te, di lui?

RISPOSTA:
Sinceramente, me lo sto chiedendo ancora, perché Antony non è senz’altro il classico principe azzurro di Cenerentola (semmai è più la Bestia di La bella e la bestia), non è rassicurante, non anela a essere salvato da una donna. Lui è così, pregi e difetti, a volte davvero inquietanti (raccapriccianti, direbbe qualcuno). Antony è un uomo fondamentalmente freddo, distaccato, amorale (o con una morale molto particolare, direi), ma, con determinate persone (Angela in primis), rivela un animo capace di calore e affetto profondo. Questa sua dualità, questo suo estremismo, sicuramente affascina e spiazza il lettore, scaraventandolo in un’altalena di sensazioni contrastanti, lasciandolo in una perenne insicurezza su quello che Antony è o prova realmente.

La tua opera è collocabile nel genere erotico – romantico oppure…?

RISPOSTA:

È senz’altro un erotico. Per quanto riguarda il resto della definizione, posso dirti che cosa NON è. “Prova ad amarmi” non voleva essere un giallo e neppure un thriller. Un giallista mi tirerebbe dietro il libro, dato che si capisce tutto fin dall’inizio. E NON E’ ASSOLUTAMENTE UN ROMANCE. Il titolo, probabilmente lo lascia supporre, ma nella trama credo che le tematiche trattate fossero piuttosto chiare. “Prova ad amarmi” è un erotico di quelli “hardcore”. Qualcuno, a torto o a ragione, lo ha definito pornografico. Certo che ben poco lo accomuna agli erotici “soft” più in voga. Molte persone, nonostante tutte le avvertenze, la trama (dove era scritto a chiare lettere che cosa combinava il protagonista) e i passa parola, lo hanno letto come un romance o un romance erotico, per poi arrabbiarsi perché non lo era… Ora, se adori le orate, è giusto che tu le peschi, ma se per sbaglio tiri su una spigola, poi non puoi chiederle per quale motivo non sia un’orata…

A un certo punto è stata “scoperta” da una casa editrice nota ed è arrivata in tutte le librerie con il titolo “Prova ad amarmi”. Raccontaci come è avvenuto questo passaggio e cosa hai provato.

RISPOSTA:
Ho scritto questo romanzo lustri e lustri prima dell’avvento di Cinquanta sfumature di grigio, per distrarmi dalla stesura di romanzi diciamo più “impegnati”. Dopo averlo inviato a varie case editrici e avendo ottenuto, al massimo, gentili rifiuti, l’ho messo da parte e dimenticato, fino all’uscita del suddetto libro della James. Solo allora mi sono azzardata a riproporlo, ma col medesimo risultato. Poi, alcuni amici supertecnologici, mi hanno spinta a pubblicarlo sul web. Mi hanno “costruito” un sito dove era possibile scaricarlo gratuitamente e, dopo pochissimo tempo, molti lettori e scrittori mi hanno spinto a pubblicarlo su Amazon, anche al prezzo minimo sindacale.
Per me era già un onore che le persone perdessero tempo a leggere il romanzo di una perfetta sconosciuta, scaricandolo gratuitamente dal sito, che metterlo su Amazon a un prezzo superiore al minimo, mi sarebbe parso alquanto presuntuoso. Comunque, dopo neppure un paio di mesi, è arrivata la email della Newton.
Le mie prime sensazioni sono state di stupore e paura, fondamentalmente, ma anche molta curiosità. Stupore per la rapidità di come si erano succeduti gli eventi, per le infinite e veementi critiche, e relative discussioni, suscitate dal libro, paura che il romanzo venisse snaturato per ottiche di mercato (grazie alla Newton, così non è stato), ma anche curiosità per un mondo, quello dell’editoria, che avevo smesso di considerare da decenni.
Via via che il tam tam del passa parola cresceva, mi stupiva e divertiva notare come molti autori e lettori indignati, chiedessero a gran voce il motivo del “successo” di un libro (è ancora da vedere se sia stato effettivamente un successo o meno) che, sia in versione self che pubblicato da Newton, a loro avviso, era: scritto male, con un pessimo uso del congiuntivo, sopravvalutato, sessualmente perverso, surreale, nauseante, pesante, banale, ripetitivo, imbarazzante, deludente, mortalmente noioso, prolisso, ingenuo, scontato, inverosimile, immensamente volgare, diseducativo, troppo “pompato”, con parole ripetute fino allo stremo, con grossi errori grammaticali, sintattici e lessicali, con descrizioni fin troppo dettagliate e inutili, con dialoghi insulsi su falsi problemi, con personaggi privi di spessore e scene di dubbio gusto, praticamente consigliato solo per pratiche di autoerotismo, con un personaggio femminile antipatico, infantile, puerile, debole, sciocco, discutibile, sempre stizzoso, esacerbato, algido, piccato come un adolescente in pieno sconvolgimento ormonale, scriteriato, promiscuo, con scene erotiche superficiali, così forti da risultare disgustose, pieno di sesso, violenza e cattiveria senza alcun valore aggiunto, una brutta copia di Cinquanta sfumature di grigio, con troppe ripetizioni di frasi, aggettivi, scene, solo uomini bellissimi e donne da svenimento, neanche una persona normale, una trama in cui si ravvisa solo la degradazione del genere umano, personaggi privi di sanità mentale, coscienza o senso morale, sessualmente diseducativo.
Per chi, come me, non è laureata in lettere, bensì in materie tecnico-scientifiche, molte critiche sono state risultate decisamente utili e costruttive e, comunque, sempre assolutamente lecite. Anche quelle più veementi. Viceversa, non ho ben capito il motivo per cui alcuni di questi autori (e lettori) indignati, si affannassero tanto a prendersela con chi il libro l’aveva gradito, chiedendosi, risentiti, come “certa gente” potesse definire bella una “porcata” del genere.
Ora, neanche a me piacciono, che ne so, i libri di Bruno Vespa, ma non oserei mai dare del sub-acculturato ai suoi affezionati lettori e, magari, proprio sul profilo facebook dell’autore! Comunque, successo o meno, con mia grande sorpresa, il libro ha scaldato gli animi e acceso dibattiti su blog e gruppi, oltre qualsiasi mia più rosea aspettativa, perché si sa, nel mondo della pubblicità, bene o male, l’importante è che se ne parli, perciò colgo l’occasione per ringraziare tutti, sia i miei fantastici e amatissimi lettori, che i miei acerrimi, fedelissimi detrattori.

“Prova ad amarmi” ha avuto un tale successo che quest’anno uscirà il seguito. Ce ne parli? Quando esce precisamente?

RISPOSTA:
Il libro aveva già un sequel, quando l’ho scritto. Ovviamente, come per il primo, ho dovuto rimetterci le mani. Scrivo molto lentamente, dato che ho a disposizione solo il sabato e la domenica, e penso e ripenso mille volte, scrivo e riscrivo le frasi, aggiungo, tolgo e poi aggiungo di nuovo, finché la storia non fila come dico io. Fin dall’inizio, la saga della mia “Anima Nera” prevedeva lo sviluppo di un prequel (che devo ancora scrivere) e le storie di alcuni personaggi. Certo, Antony e Angela restano gli interpreti principali, ma avevo già in programma di trattare personaggi quali Duncan, Rachel, Susan e altri ancora, il tutto collegato al primo libro, al sequel e al prequel, come nella trama di un piccolo arazzo. Il sequel è, perciò, anche l’incipit per altri libri, quindi si è rivelato quasi più complicato del primo. Il secondo romanzo si svolge in diverse parti del mondo e ritroveremo molti dei personaggi di “Prova ad amarmi”, più altri che, sono certa, susciteranno l’interesse dei lettori. Non so ancora quando uscirà, quando la casa editrice me lo comunicherà, come sempre, avviserò i lettori tramite il mio profilo facebook, la pagina facebook e il vecchio sito del libro.

Che genere di autrice ti definisci e cosa pensi di scrivere in futuro? Seguirai questa stessa strada già intrapresa o ti cimenterai in altro?

RISPOSTA:
Mi definisco un umilissimo artigiano della scrittura. Sono una donna di oltre cinquanta anni e i sogni di gloria, se mai ne ho avuti, li ho chiusi nel cassetto diversi secoli fa. Non sono mai stata un tipo ambizioso. Non amo apparire ed essere al centro dell’attenzione non mi ha mai esaltato. Semmai l’esatto contrario.
Non sono una di quelle autrici, agguerrite come tigri dai denti a sciabola, che, sfoderando le unghie laccate, fanno a pezzi altri autori, case editrici, blog e critici letterari, quanto, piuttosto un mite bradipo, che ama poltrire sul proprio albero, mentre le muffe e i licheni lo colonizzano.
Non “partorisco” libri, digrignando i denti per lo sforzo e il dolore delle contrazioni, ma, terminato di occuparmi della famiglia e del lavoro (quello con cui mangio, pago il mutuo e le bollette, dato che, con la scrittura, non mangio, né, credo, mai mangerò), semplicemente mi diletto a scrivere storie che divertono me per prima e poi, mi auguro, anche gli altri.
In futuro, mi piacerebbe pubblicare anche i miei romanzi “impegnati”, probabilmente con un altro pseudonimo, per non scioccare le persone e permettere di individuare immediatamente il genere trattato (Sylvia Kant per gli erotici, XYZ per i libri di tematica sociale). Subito dopo il sequel, prima di mettermi al lavoro sul prequel di “Prova ad amarmi”, mi cimenterò in un altro erotico scritto a quattro mani (o quattro piedi, come hanno chiosato alcune tigri dai denti a sciabola) con una semplice, fin troppo umile, bravissima e simpaticissima scrittrice di romance: Daniela Volonté. Anche questa storia è molto (o fin troppo, come direbbero alcuni) “hard”. Per la gioia della maggior parte dei lettori, è scritto in prima persona, anziché nella mia solita, “glaciale” terza persona; io mi occupo delle parti maschili, Daniela di quella femminile… Almeno per questa volta… Per i prossimi a “quattro piedi”, vedremo… Quindi tornerò al prequel di Prova ad amarmi e alle storie degli altri personaggi della saga di Antony, nonché ad alcuni romanzi erotici che ho già nel cassetto, ma su cui debbo rimettere abbondantemente le mani.

Grazie infinite per la tua cortesia e disponibilità.

Grazie a voi per la vostra!

Tiziana Iaccarino.

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