Sara Purpura e la sua scalata al successo.

Sara Purpura è un’autrice di successo amata e apprezzata per le sue opere e la sua grande energia intellettuale.

Siciliana appassionata e intraprendente, grande dimestichezza con la scrittura e una passione smisurata per il romance, Sara ha esordito molto tempo fa con l’opera dal titolo “Profumo di Zagara” e non si è più fermata fino a farsi apprezzare ovunque sul web.

Le sue opere sono state tutte molto amate: “Profumo di Zagara”, “Oltre il buio (il prequel)”, “La mia luce sei tu”, “Il dono della felicità” e “Come il sole di notte”.

Le ho chiesto di poterla intervistare, perché penso che Sara possa raccontarci molto bene la sua carriera e la sua esperienza in questo settore. È un’autrice molto seguita, apprezzata, a volte criticata, ma per questo ancora più forte e interessante e soprattutto di esperienza.

Ciao Sara, ti ringrazio per aver accettato questa mia intervista.

1. Comincio col chiederti quando hai iniziato a scrivere precisamente e cosa hai realizzato.

sarapurpuraRISPOSTA:

Ciao Tiziana e ciao a tutte.
Rispondo alla tua prima domanda.
Scrivo da sempre. Da piccola avevo i miei diari, le mie poesie… non riuscivo mai a fermarmi, avevo bisogno di mettere ordine dentro di me attraverso la scrittura. Produco romanzi da quando avevo sedici anni. Sono ovviamente storie molto acerbe che ogni tanto rileggo con tenerezza, ma che hanno senz’altro contribuito al mio percorso da autrice. La scrittura è un dono, però è anche sacrificio e allenamento. Più si scrive e più brave si diventa. Il coraggio di rendere pubbliche le mie storie mi è venuto tardi. Ho pubblicato la mia prima storia a trent’anni, ma non lo rimpiango. Sono convinta che ogni cosa arrivi a suo tempo.

2. La tua prima opera letteraria era…?

RISPOSTA:

La mia primissima opera letteraria è stata “Profumo di zagara”. Il romanzo narra la triste vicenda di una donna palermitana costretta ad abbandonare la sua terra, dopo aver subito un abuso sessuale nell’ambito familiare. È una storia di riscatto a me molto cara, che ho pubblicato con una piccola CE digitale e che ha trovato il riscontro che meritava un po’ più tardi, quando ho deciso di ripubblicarla da self.


3. So che, prima di passare, al self publishing, di cui vorrei parlare in seguito, eri sotto contratto con una casa editrice. Ci racconti la tua esperienza? È stata l’unica casa editrice con cui hai pubblicato?

RISPOSTA:

Bah… tutto fa brodo e anche in questo caso non rimpiango nulla. Ho imparato tanto, sono cresciuta insieme alla Genesis e, se dovessi tornare indietro, probabilmente firmerei di nuovo quel contratto, tuttavia il modo del self, al momento, è il mio porto sicuro.
Ho i miei lettori che mi seguono con affetto, e purché si decida di fare le cose in maniera professionale, essere un’autrice indipendente non toglie nulla al buon livello che si augura di trovare il lettore in un romanzo. Credo molto nel self e non perché – come qualcuno ha detto – per me è un ripiego. Vi è sempre una scelta dietro le proprie.Questa attualmente è la mia. Non è detto che se avessi un’alternativa io la prenderei. Così, giusto per dire…

4. Pubblicazione digitale o tradizionale, vantaggi e svantaggi?

RISPOSTA:

Entrambe. Oggi un’autrice self può decidere di affidarsi al digitale e di produrre anche il cartaceo. Lo trovo stupefacente.
C’è chi è ancora legato alla carta, perché privare il lettore di questo piacere? Quindi io produco entrambi i formati.
Sapere che i miei libri arrivano nelle case dei miei lettori mi riempie di orgoglio. A volte mi chiedo se questo non sia più importante di arrivare sugli scaffali delle librerie. Forse sì…

5. Tu sei un’autrice apprezzata per i tuoi romance. Quale è stato quello più discusso che tu abbia mai scritto?

RISPOSTA:

Il più discusso è stato “Il dono della felicità”. Non so se perché realmente fosse il mio peggiore come qualcuno ha affermato, o perché a quel qualcuno rodeva che se ne parlasse. Non mi sono posta il problema. Guardo la classifica, lo vedo ancora lì e sorrido. È stato il mio più grande “successo”.


6. L’opera più apprezzata, invece, e quella più venduta?

RISPOSTA:

“Il dono della felicità”.


7. A un certo punto, sempre molto alta nelle classifiche di vendita, hai ottenuto anche dei riscontri importanti… ti va di parlarcene?

RISPOSTA:

Domanda spinosa… diciamo che ero al posto giusto, nel momento giusto, ma non è scattato il colpo di fulmine o la botta di culo, vi lascio libera interpretazione. Mi hanno contattata e chiesto due libri: quello che avevo pubblicato e che li aveva spinti a contattarmi, e quello che avevo in pubblicazione con la CE e che quindi non potevo passargli per ovvie ragioni.
Al termine del mio contratto l’ho fatto, ma erano passati già alcuni mesi e io stavo progettando la ripubblicazione in self dei romanzi editi dalla CE, così in quell’occasione me li chiesero entrambi.
Il quarto glielo inviai di mia spontanea volontà e sbagliai. Il quinto l’ho tenuto per me perché ho perso l’entusiasmo.
Non lo so se mi manca qualcosa, ho smesso di mettermi in discussione. Sono una che pensa troppo e che vive nelle sue insicurezze, talvolta annegandoci dentro. Oggi mi basta quello che ho. È già tanto e non pensavo di conquistarlo in così poco tempo.


Come-il-sole-di-notte-Sara-Purpura-e14476044319278. Se potessi tornare indietro cosa rifaresti e cosa no, della tua esperienza nel settore editoriale?

RISPOSTA:

Rifarei tutto, perché ogni cosa mi ha resa quella che sono oggi e sono fiera di me stessa. Ho vinto alcune mie paure, non mi sono mai snaturata, non sono mai scesa a compromessi e posso ancora guardarmi allo specchio senza sputarmi contro.


9. Qual è la storia che, invece, per un motivo o per un altro, non riscriveresti? Se ce n’è una, ovviamente.

RISPOSTA:

Uhm… non c’è. Le amo tutte, forse perché sono legate a periodi catartici della mia vita, nei quali la scrittura è stata davvero la mia salvezza. Dio, la scrittura mi ha salvato in mille modi diversi ed è per questo che difendo la mia passione in maniera estrema. Non tutti possono capirlo, ma so che siamo in tante a venerarla come merita.
Non nutro molta simpatia per quelle autrici che la trattano come un gioco e qui si aprirebbe un capitolo che è meglio non sfogliare.


10. Raccontami un sogno. Se potessi sceglierne solo uno dal tuo cassetto, quale tireresti fuori?

RISPOSTA:

Sai che non riesco più a sognare per me?
Da quando sono madre, tutti i miei sforzi si sono concentrati sui miei figli. Vorrei tanto aiutarli a realizzare i loro sogni.
Il mio è già concreto e sotto ai miei occhi. Scrivo di ciò che amo, le mie storie arrivano a qualche cuore. Quando i lettori mi ringraziano di averli fatti emozionare resto incredula. Loro ringraziano me… è incredibile. Questo è un sogno che si avvera, a prescindere dal marchio editoriale posto sulla cover del proprio libro. Poi chissà cosa ha in serbo per me il futuro? I sogni mutano, perché cambiamo noi.

Vorrei fare un grande in bocca al lupo a Sara per tutti i suoi progetti editoriali e ringraziarla per la sua cortesia e disponibilità.

Tiziana Iaccarino.

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