L’autrice Marilena Barbagallo si racconta al Pink!

Marilena Barbagallo è diventata nota al pubblico del web grazie alla serie “MY” di cui si dice orgogliosa e che le ha permesso di farsi apprezzare come autrice impegnata e molto versatile, date le altre pubblicazioni che l’hanno fatta conoscere anche su più tipi di storie.

Nata a Catania nel 1987, si è laureata presso l’Università degli studi di Catania in Economia e Gestione delle Imprese Turistiche. Ha praticato danza e recitazione e ama scrivere. Racconta che fin da piccola ha tenuto dei diari nei quali appuntava tutto ciò che le accadeva con tanto di dialoghi tra le persone che conosceva.

La sua primissima opera letteraria è stata “Il richiamo dell’Ossidiana”, il primo libro della trilogia paranormal romance chiamata “I Dannati” cui sono seguiti altri due titoli “L’Ultima” e “Ritorno alla luce”. Ma si può dire che il vero successo è cominciato grazie alla serie “MY”. Ma in quest’intervista per il nostro club letterario, ci racconterà meglio di sé.

Ciao Marilena, grazie per aver accettato un’intervista per “The Pink Cafè”. Cominciamo con la prima domanda.

1. Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto al grande passo di redigere una storia che sarebbe diventata la tua prima pubblicazione?

RISPOSTA:

Buongiorno, Tizzy!! Scrivo da quando ho ricevuto in regalo il mio primo diario, aveva Tom e Jerry stampati in copertina… Ho iniziato a scrivere così, solo perché avevo questo diario. Attraverso il “caro diario”, ho capito che scrivere era diventato un bisogno quotidiano, una valvola di sfogo. Soprattutto durante la fase adolescenziale, mi sono resa conto che le parole erano una cura a quei piccoli malesseri che, a una certa età, ti fanno sentire fuori posto nel mondo. Così ho continuato per anni. Riempivo diari, scrivevo poesie, canzoni… Non riportavo solo gli eventi quotidiani, ma scrivevo proprio i dialoghi. Inserivo le battute delle amiche, cosa aveva detto lo stronzetto che mi faceva ammattire, appuntavo i messaggi importanti. Insomma, per me era solo un diario e non mi ero mai accorta che la scrittura potesse essere qualcosa di più serio.
Come accade per molte altre cose nella vita, la stesura del mio primo romanzo è arrivata per caso. Era estate e mi ero appena laureata. Stavo passando il classico periodo in cui non hai nulla da fare e mandi curriculum dappertutto. All’improvviso mi sono passati davanti i personaggi che vedevo da un po’ nella mia testa. Era da tempo che immaginavo una storia, così, per gioco, per noia, per ammazzare il tempo, ho acceso il pc e sono nati i DANNATI. Ho cominciato a scriverli solo per me. Solo quando ho finito il terzo volume ho deciso di inviare il manoscritto alle case editrici. Non sapevo nulla del self, ero assolutamente ignorante. Per me esistevano solo le case editrici. Ho atteso per mesi, ho ricevuto proposte che non ho valutato positivamente e alla fine, dopo aver scoperto il misterioso mondo degli ebook, mi sono buttata.


2. Tu sei un’autrice che si lascia ispirare dalla vita reale o crei dalla tua immaginazione senza alcuno spunto esterno?

RISPOSTA:

Inevitabilmente la vita reale influenza le mie storie. Sono una persona che si guarda molto intorno, sono attenta alle tematiche attuali, cerco di mettere nei miei romanzi qualcosa di non ordinario, ma allo stesso tempo ordinario. Per quanto riguarda le trame in sé, esse nascono da un lampo momentaneo. Ci ragiono poco, a volte vengono semplicemente dal titolo. Per esempio, la trama di Spezzami il cuore nasce dal titolo, da un concetto che poi ho ampliato. Stessa cosa per Lui vuole tutto, ho creato il personaggio immaginando proprio un uomo che volesse davvero tutto in modo anche estremo. L’ambiente in cui vivo influenza molto le mie trame, non a caso quasi tutti i miei romanzi sono ambientati nella mia città, Catania.


3. La tua serie più famosa è cominciata col titolo “My boss”, è proseguita con “My passion”, “My love”, “My life” e “My secret”… ce ne parli?

RISPOSTA:

Sono molto affezionata alla serie MY, la considero un pezzo della mia vita. Scriverla mi ha fatto bene e concluderla è stato difficile (infatti sono 5 libri, si vede che non la volevo finire?!). Dopo aver scritto di vampiri e sovrannaturale, ho avvertito la necessità di scrivere qualcosa di reale. Ho pensato a un tema forte, qualcosa di poco approfondito nel romance, che potesse “spaventare” e allo stesso tempo affascinare. Così mi sono guardata intorno, ho scelto il tema che, purtroppo, tocca in particolare la mia Sicilia, e ho cercato di raccontare la storia di un ragazzo che si redime. Volevo mostrare che, anche se nasci in contesti estremi come quello mafioso, hai sempre la facoltà di scegliere una via piuttosto che un’altra. Così è nato Ricky, un ragazzo che nonostante sia agli occhi della gente il veleno che contamina tutto, è anche quell’esempio che nella vita non ci sono etichette, ma solo la forza di volontà e la determinazione nell’essere una persona migliore.


My Boss di Marilena Barbagallo4. Come mai hai scelto i titoli in Inglese?

RISPOSTA:

I titoli in inglese sono nati di conseguenza al primo. Quando ho scritto la serie my non avevo immaginato a un seguito. Per me c’era solo My boss che finiva esattamente come finisce, ma chi scrive sa che spesso i personaggi esigono altre pagine. Sono loro che stuzzicano la mente e ti spingono a scrivere. Ho capito che la storia non poteva finire in quel modo tanto triste e così ho proseguito. Poiché il primo si chiamava My boss, inteso come boss mafioso, il seguito doveva avere un titolo che legasse col primo. Così ho scelto my passion, perché ho approfondito il rapporto passionale. Già i titoli evidenziano l’evoluzione della storia. Si parte dal boss, per arrivare alla passione, segue l’amore e finisce semplicemente con la vita. Mi piacevano, erano semplici e riconoscibili. Collegavano bene i precedenti e così ho lasciato la lingua inglese, nonostante io preferisca titoli italiani.


5. Come collocheresti queste opere? In che genere?

RISPOSTA:

Con i generi non sono molto brava. Sinceramente quando scrivo non penso mai a un genere. La storia nasce e lascio che sia la storia stessa a stabilire il suo genere. La serie my è sicuramente una serie erotic romance, a parte l’ultimo my secret che è stato definito amche dark romance. Molti la definiscono romantic suspance. Ingenuamente, all’inizio la collocai nell’erotico e molte mi dissero che quella categoria non era appropriata. Così l’ho spostata nel rosa.


6. Poi a febbraio di quest’anno è uscito il titolo “Lui vuole tutto” che, devo dire, mi ha molto incuriosita…

RISPOSTA:

“Lui vuole tutto” mi sta dando molte soddisfazioni e non lo credevo possibile. Avevo tanta paura Con questo romanzo, perché tratta temi scomodi, fastidiosi, estremi e difficili da argomentare (ho avuto difficoltà nel descrivere determinate scene). Però alla fine il personaggio di Krum, a quanto pare, è stato compreso e apprezzato. Ne sono molto orgogliosa.


Lui vuole tutto di Marilena Barbagallo7. L’opera che ha avuto maggiore successo in vendite e apprezzamenti?

RISPOSTA:

L’opera che ha avuto maggior successo in termini di vendite è senza dubbio “Spezzami il cuore”. L’opera che ha avuto maggior successo in termini di apprezzamento sembra essere l’ultima “Lui vuole tutto”. Ma a distanza di un anno, ancora ricevo apprezzamenti sulla serie my, che è tra le più amate.


8. Se ti dovessi definire come autrice, che aggettivo useresti?

RISPOSTA:

Ultimamente dicono che sono sadica ihihih. Io mi ritengo versatile e…. sì, un po’ sadica Sì. Ho scritto diversi generi, dal fantasy al rosa, dall’erotico al dark… quindi versatile potrebbe andare come aggettivo. Pero una parola in particolare voglio dirla: mi seno molto umile. E umile voglio rimanere.


9. Meglio self-publishing o editoria tradizionale e perché?

RISPOSTA:

Il self publishing si è rivelata la mia salvezza. Se non ci fosse stata questa possibilità, nessuno avrebbe letto i miei romanzi. È molto gratificante, mi trovo benissimo nella condizione self. Non mi posso lamentare di nulla. Ho il pieno controllo su tutto e io per natura ho bisogno di autonomia. Non sono una persona che riesce a dipendere da fattori esterni. MA… il mio sogno è quello di vedere i miei romanzi nelle librerie e se qualcuno fosse interessato, valutarei con gioia l’opportunità. Però ho smesso di inviare manoscritti. Su questo ho delle riserve…


10. Un desiderio, un sogno, una vendetta, una ripicca e una rivalsa… tirali fuori dal tuo cassetto, uno a uno e dicci quali sarebbero.

RISPOSTA:

Il sogno è quello di vedere i miei libri in libreria. Il mio desiderio più grande è quello di trovare una stabilità nella vita e la scrittura in questo mi sta aiutando molto. Da quando scrivo costantemente sto bene e sono felice. Questa è la cosa principale, al di là di tutto. Se si è felici quando si fa qualcosa, qualsiasi cosa, vale la pena impegnarsi e fare dei sacrifici. Vendette, ripicche, rivalsa… non mi interessano. Per fortuna sono una persona che a queste cose non bada. Personalmente il mio motto è “supera sempre te stesso”. Non mi interessa avere rivalse, o superare altri. Ho sempre bisogno di migliorarmi. Io mi sfido continuamente, mi metto alla prova e guardo poco i risultati degli altri. Ne gioisco quando sono soddisfazioni che toccano amiche o gente che conosco, per il resto osservo poco gli altri. Lascio parlare i miei personaggi.

Grazie infinite per la tua cortesia e disponibilità.

Tiziana Iaccarino.

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