Ledra Ledra si racconta al The Pink Cafè

Salve lettore e ben tornati al club Letteraio The Pink Cafè, oggi nei nostri salottini si è raccontata l’autrice Ledra Ledra, ci ha parlato dei suo romanzo Puzzle di Cuori e della sua vita di autrice.

L’autrice

Ledra con Delos Digital ha pubblicato il racconto Il Ladro per la collana Senza Sfumature, l’antologia I colori dell’eros nella collana Odissea Digital e L’abete perfetto e Il bigamo per la collana Passioni romantiche. Con Alcheringa edizioni è uscito il cartaceo Foulard e… vecchi merletti. Con lo pseudonimo Ledra Loi ha scritto, a quattro mani, Il cielo è sempre più rosa collana Youfeel Rizzoli e La disciplina del cuore Triskell edizioni. Alcuni suoi racconti sono comparsi in riviste, antologie e blog.
Intervista a Ledra Ledra
51gbm4rjtvl-_sx373_bo1204203200_1. Quando hai cominciato a scrivere?
Scrivere con le lettere dell’alfabeto da quando avevo sei anni. Se, invece, intendi scrivere nella mia testa… da quando sono nata. Io convivo con un mondo parallelo fatto di vari personaggi che possono essere del mondo minerale, animale, e anche naturale. Mi pongo spesso la domanda se sono proprio normale ma alla fine la risposta è questa: ma che te ne importa? L’importante è che ti diverti nel tuo mondo.
2. Puzzle di Cuori, puoi spiegarci questo titolo? Com’è nato?
Io amo viaggiare, scoprire nuovi mondi e realtà. Avevo voglia di ambientare un romanzo in un luogo pieno di colori, profumi e suoni come Zanzibar ma non volevo descrivere il solito luogo di vacanze. Quando ci sono stata mi sono innamorata della popolazione, dei bambini in particolare e dei loro sorrisi, quindi ho voluto che le mie protagoniste partissero per un campo di volontariato in quella terra povera ma stupenda. Per quanto riguarda il titolo: ero sotto la doccia e cercavo l’illuminazione. Io sono negata con i titoli, infatti ne avevo già partoriti tre orridi. Ecco, però, che all’improvviso è arrivato questo titolo. 4 protagonisti, 4 cuori spezzati in vari punti che si ricompongono con i pezzetti degli altri.


3. Posso chiederti come mai l’esigenza o forse solo scelta di usare diversi pseudonimi? Ho visto, leggendo la tua breve biografia autore su amazon che hai diverse pubblicazioni con un altro nome, come mai?
A dir la verità io ho ben 3 nomi con cui scrivo. Con il mio nome vero Laura Castellani scrivo albi illustrati e romanzi brevi per bambini. Come Ledra scrivo romance e storie d’amore mentre Ledra Loi è lo pseudonimo che io e Luce Loi abbiamo scelto per i libri che abbiamo pubblicato a quattro mani.

4. Qual è il genere che preferisci, sia come lettrice e autrice?
Sono una lettrice compulsiva. Mi definisco librivora perché io i libri li divoro. Leggo tutti i generi anche se adoro il romance storico. Quando ho voglia della mia copertina di Linus mi rileggo i libri della Garwood e della Kleypas e ritorna il sereno.

5. Quanto conta una storia d’amore in un romanzo per te?
Dipende dal romanzo. Se leggo un giallo o un horror o uno storico puro la storia d’amore può anche non esserci. Se, invece, parliamo di rosa o di romance in particolare è fondamentale. Senza storia d’amore non c’è neppure il presupposto necessario del libro.

6. C’è un genere diverso che vorresti trattare?
In questi anni ho sperimentato tanti generi: horror, noir, erotico, giallo, romance contemporaneo, libri per piccoli, per preadolescenti… Devo dire, però, che quello che è più nelle mie corde è il romance ironico: quello leggero, che dona un sorriso senza alcuna altra velleità che dare un paio d’ore di serenità e allegria alle mie lettrici. Poi, tra loro, c’è chi legge più in profondità e vede che non è solo tutta leggerezza ma a me va bene anche così e mi piacerebbe scrivere un romance storico: non so se ne sarei capace. L’energia, la cultura, lo studio che ci sotto mi spaventano un po’.

7. Parlaci delle due protagoniste del romanzo Puzzle di Cuori, com’è nata l’ispirazione per scriverlo e chi sono Samantha e Rossella?
Samantha e Rossella si sono conosciute al nido e sono rimaste amiche nonostante il carattere diversissimo. Una è posata, tranquilla, razionale, l’altra è emotiva, estroversa, insomma fuori come un poggiolo. Entrambe hanno un passato doloroso: Samantha con un fidanzato che l’ha abbandonata alla vigilia delle nozze. Rossella ha avuto un fidanzato violento. Sono in cerca di ricomporre i loro cuori e lo fanno iniziando questo viaggi che le porterà a essere diverse nell’anima e nel cuore. Volevo raccontare una storia di seconda possibilità nella vita ma farlo in modo da donare anche un sorriso al di là della sofferenza di entrambe le protagoniste.

8. In quali scene trovi maggiori difficoltà da descrivere quando scrivi una storia?
Io non riesco a scrivere bene le scene di violenza. Mi fanno male dentro e solo il pensiero di portarle sulla carta mi creano ansia. Sarà per questo che non scrivo romanzi a sfondo sociale. Mi fa male l’idea della sofferenza estrema, soprattutto di quella che un essere umano fa a un altro essere umano. Ecco mi chiedo spesso: dove sta l’umanità in quel momento?

9. Quanto tempo impieghi per scrivere una storia? Hai qualcuno di fiducia che legge in anteprima le tue storie?
Ho un lavoro reale che mi impegna molto e anche una famiglia a cui badare, quindi scrivo quando posso come molte altre nella mia condizione. Non posso dire un tempo perché faccio quel che posso quando posso e come posso. Per quanto riguarda i mieli libri. Quelli per i bambini e ragazzi sono pubblicati con ce quindi ci hanno pensato gli editor. La disciplina del cuore (Triskell), Il cielo è sempre più rosa (Youfeel Rizzoli) e i Delos books hanno subito l’editing dei rispettivi editor. Puzzle di cuori, invece, è il mio primo self. Mi sono rivolta a un editor per l’editing e a una beta reader per la lettura finale.

10. Editori contro self? Cosa pensi di questa evoluzione dell’editoria moderna?
Non ho ben chiaro un concetto in proposito. Leggo tutto e il contrario di tutto. Sento le varie posizioni e rimango a riflettere. Io stessa non so che sentiero prenderò. Al momento sto nel mezzo: scelgo entrambi. Ho voluto provare il self per capire e sapere di cosa parlavo per non parlare a vanvera. Devo dire che dico brave alle self pure. Scegliere la cover, fare l’editing, impaginare, inserire in Amazon, mettere libro in Createspace mi hanno fatto dire: tanto di cappello self perché è un lavoro pesantissimo. Però c’è anche tanta libertà. Tutto ciò dove mi porterà? Mah lo scoprirò solo vivendo.
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