Spam sì, spam no, qual è la verità?

Quando parliamo di pubblicizzare i libri, il pensiero immediatamente è rivolto allo spam. Ci sono molti punti di pensiero sulla sua validità e soprattutto, se serva veramente. Aprendo il confronto con altre autrici e scrittori nel mondo social e nel gruppo dedicato al nostro club Letterario The Pin Cafè, diverse volte abbiamo parlato su questo amato e odiato spam. In verità quest’argomento è stato spesso al centro di accesi dibattiti in diversi gruppi social, ma prima chiediamoci: cos’è lo spam?

  • Partiamo dall’inizio

Spam

i-love-spamRicercando il suo significato e aprendo la pagina sul famoso Wikipedia, leggiamo testuali parole: Lo spamming, detto anche fare spam o spammare, è l’invio di messaggi indesiderati (generalmente commerciali o offensivi) ed è noto anche come posta spazzatura.

È realmente così? Davvero lo spam indicato nella definizione è lo stesso che individuiamo per fare la pubblicità ai libri nei vari gruppi e ambienti social?

Fermo restando che tale asserzione parla di pubblicità indesiderata, dobbiamo necessariamente domandarci se tale riferimento sia legato al marketing dell’autore e promozione dei libri.

La pubblicità è l’anima del commercio, non si vendono prodotti senza che sia stata fatta una buona e discreta campagna promozionale e, se questa non si ripete nel tempo, è quasi impensabile che alcuni prodotti possano vendersi.

Quando un autore fa spam, sta mettendo in atto una campagna di sensibilizzazione del pubblico verso la sua opera, magari sarà ignorata e non potrà vantare chissà quale numero di vendite, ma chiediamoci se siamo davvero disposti a mettere in pubblicazione un’opera senza preoccuparci della pubblicità, anche con l’amato e odiato spam.

Le considerazioni da fare sono tante e molteplici e probabilmente nessuno ha la sfera di cristallo per avvalorare le motivazioni utili e inutili dello spam, rimane comunque necessario fare rumore sui libri, sul testo di nuova pubblicazione e c’è un modo efficiente per farlo: si chiama spam, ma se volete, potete anche chiamarla pubblicità, il discorso non cambia.

Io personalmente non sono mai stata una promotrice dello spam seriale a tutti costi (mi ci dedico anch’io ed è giusto farlo ogni tanto) chi mi conosce sa bene che oltre allo spam è importante affiancare una soluzione commerciale di pubbliche relazioni, che metta in evidenza il nome dell’autore e del libro in oggetto. Tale sensibilizzazione avviene con le presentazioni nei blog, le interviste, le segnalazioni e anteprime e la partecipazione attiva nei vari gruppi, dove non ci sia solo lo spam, ma anche altre attività di promozione. Per esempio, trovo molto belle e utili le chiacchierate online che si svolgono in alcuni gruppi.

Pubblicità e spam

Vanno associate anche altre attività diventate di moda nei gruppi, diventati veri impegni settimanali,  come le giornate autore e altre similari, che mettono in moto strani meccanismi pubblicitari che insieme e ripeto, insieme allo spam, possono dare a tutta la campagna di marketing un senso.

Quando si pronuncia la parola “spam” un’espressione scettica si disegna in maniera anomala sul volto, quasi fosse il male del mondo e un gesto offensivo e assolutamente da evitare. Lo spam può essere qualcosa di fastidioso se fatto in modo errato e senza criterio: se arriva il signor Pingo Pallo con un libro e mette quei link sterili senza capo né coda, talvolta senza nemmeno un saluto, allora, in quel caso, lo spam ha valore zero e sì, anche di fastidio. Non trasmette nulla una pubblicità in quel modo se non legata a un minimo di presentazione e saluto e, se tale tizio non abbia parlato di sé in alcune circostanze.

Lo spam può diventare elegante se aggiunto alle famose card diventate una vera moda, per citare un esempio, ossia immagini con estratti e citazioni del testo per richiamare l’attenzione sul libro. Bastano a volte anche alcune parole per i saluti o anche sulla trama per rendere meno petulante lo spam.

Non dobbiamo parlare di spam a tutti i costi e a tutte le ore del giorno; organizzarsi bene lo spam richiede un impegno serio e quasi professionale. Scrivere un libro è faticoso ma anche la pubblicità richiede tempo prezioso e soprattutto uno studio appurato della stessa.

Oggi anche in televisione assistiamo a vere mini fiction divertenti per dosare la “pillola” pubblicitaria in modo più soft, ma si tratta pur sempre di pubblicità. Gli stessi spot sono diventati in taluni casi vere serie a puntate con tanto di … to be continued!

Per cui cosa dobbiamo fare con questo Spam? Lo odiamo, lo amiamo?

E voi? Qual è il vostro rapporto con lo spam? Adesso direte tutti che lo odiate, ma allora chi riempie le bacheche dei gruppi? Se volete dire la vostra, siamo qua.

Adesso vi saluto, ho dello spam da fare!

Tiziana  Cazziero

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