Intervista a Silvia Castellano, ci racconta la sua vita da autrice

Salve lettori e ben tornati al club letterario The Pink Cafè, oggi abbiamo il piacere di farvi conoscere meglio, l’autrice Silvia Castellano, si è raccontata nei nostri salotti, parlando della sua vita da autrice e dei suoi romanzi, in particolare della sua ultima opera: Una settimana per (Non) Innamorarmi.

Intervista a Silvia Castellano

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1. Cominciamo dalla tua ultima pubblicazione. Una settimana per non innamorarmi, di cosa parla e come nasce questa storia?

“Una settimana per (non) innamorarmi” racconta la storia di una ragazza, Kenzie, che si sente la pecora nera della famiglia. Sua nonna, una ricca signora dell’alta società, non fa altro che decidere per lei e i suoi fratellastri ogni cosa, dalla scuola da frequentare alla persona da sposare. A Kenzie tutto questo sta stretto e ha sempre provato a ribellarsi alle imposizioni della nonna, la quale però non manca mai di rimproverarla per ogni cosa. A una festa, però, Kenzie incontra Adrian, bello da far mancare il respiro… che però si rivela essere un accompagnatore professionista! Poco prima del matrimonio della sua sorellastra, Kenzie e il suo fidanzato si mollano e lei, per evitare di sentirsi criticata dalla nonna, decide di “noleggiare” Adrian affinché finga di essere il suo fidanzato… L’ispirazione è arrivata tre anni fa, quando ero in vacanza a Roma. Ho iniziato a scrivere il romanzo come esperimento, non sapevo cosa ne sarebbe venuto fuori… Ho detto “proviamoci”! E ci ho provato.

2. Titolo singolare, cosa dobbiamo aspettarci da questo libro?

Penso che il titolo rappresenti bene la storia. Kenzie è da subito attratta da Adrian, e, quando scopre qual è il suo mestiere, cerca di toglierselo dalla testa, ma è impossibile. Solo per disperazione chiede aiuto a lui perché sa che passare tanto tempo con Adrian la farà innamorare. Alla fine si tratta di una sfida contro se stessa: ha una settimana di tempo per cercare di non innamorarsi. Inutile dire che incontrerà non poche difficoltà! Ho cercato di raccontare una storia che so essere già stata raccontata (almeno in parte) in modo diverso, col mio stile personale, mischiando scene divertenti e temi più seri.

3. Come nascono i personaggi? Quando cominci un nuovo libro da cosa nasce lo spunto per scrivere, un evento, luogo, storia o da un personaggio?

Ogni storia è diversa. L’ispirazione può venire da una piccola cosa, una frase, un oggetto, un’immagine. Per “Una settimana” è bastato leggere una scritta perché l’immaginazione cominciasse a galoppare! Con un’altra storia (un racconto ancora inedito), invece, sono partita da un nome. E’ difficile spiegare come funziona. La prima cosa che creo è il/la protagonista. Cerco di immaginarmi l’aspetto fisico, gli/le do un nome, gli/le associo pregi e difetti, abitudini, preferenze, ecc. E’ la parte più semplice e divertente ;)Poi lavoro alla trama: inizialmente fisso un inizio e una fine, il resto si forma col tempo, man mano che scrivo.

4. Kenzie è la protagonista della storia, parlaci di lei, com’è caratterialmente, ti sei ispirata a qualcuno che conosci per questo personaggio?

Kenzie ha ventidue anni con alla spalle una famiglia particolare. C’è sua madre, che l’ha avuta da giovane e, per giunta, da un uomo sposato; suo padre, che è entrato nella sua vita all’improvviso quando aveva 13 anni, l’ha portata a vivere con sé e poi è partito per l’Africa lasciandola con sua nonna e, da allora, si è fatto vedere molto poco; ci sono i suoi fratellastri, tutti più grandi e più “perfetti” di lei; c’è la nonna, fissata con le apparenze, che non ha fatto altro che farla sentire inadeguata e prigioniera nella sua stessa casa. Non appena ne ha avuto l’occasione, Kenzie è andata a vivere in California, lontana dalla sua famiglia. Con gli uomini non è molto fortunata, sono tutti sbagliati. Lei vorrebbe il Principe Azzurro, che deve avere caratteristiche ben precise, invece si trova solo ranocchi. Caratterialmente è timida, dolce e pronta a farsi in quattro per chi ama, ma fatica ad aprirsi completamente con gli altri perché ha paura di essere criticata. Mi sono ispirata a me stessa per crearla. Soprattutto dal punto di vista amoroso, io e lei siamo molto simili. Per fortuna però non ho una nonna come la sua.


5. Quando hai cominciato a scrivere e cosa ti aspetti dalla scrittura?

Ho iniziato a scrivere da bambina. Prima mi sono dedicata alla “sceneggiatura” di uno spettacolo che io e mio fratello dovevamo fare con i burattini in occasione del compleanno di mia nonna, poi io e lui abbiamo scritto insieme qualche capitolo di un romanzo di fantasia che aveva molto in comune con i Pokémon. Alle medie ho scritto qualche capitolo di un’altra storia, che poi non ho voluto continuare per mancanza di tempo. Il primo romanzo vero e proprio l’ho scritto in un paio di mesi a quindici anni. E’ nel mio cassetto e avrebbe bisogno di una revisione perché, rileggendolo ora, risulta molto infantile, però chissà, magari un giorno gli darò nuova vita e lo pubblicherò. A diciassette anni è iniziata la mia avventura con “Amethyst”, ma durante il periodo del liceo non ho scritto molto. L’ho completato tre anni fa e poi mi sono dedicata alla revisione. Se ho aspettative? Da bambina sognavo di diventare famosa e di fare della scrittura il mio mestiere, ma ora sono un po’ più realista. Mi piace mettere per iscritto le storie che nascono e si formano nella mia testa, e mi piace l’idea che qualcuno da qualche parte le stia leggendo. Per me è sufficiente.


6. Come definiresti il tuo stile di scrittura? Quali sono i generi che senti a te vicino sia come autrice e lettrice? Se dovessi affrontare un genere mai scritto fin ora, quale ti piacerebbe affrontare?

Non so mai definire il mio stile… Penso sia semplice e leggero. I miei generi preferiti come lettrice sono: fantasy, storico, romance/chick lit e fantascienza. Come scrittrice mi trovo meglio con il fantasy nei suoi sottogeneri. Mi sto cimentando anche con un time travel. Un genere che mi piacerebbe molto affrontare è il genere storico, ma richiede tempo per la ricerca che per il momento non ho. Magari in futuro! Ci sono diverse epoche che mi affascinerebbero


7. La storia d’amore credi sia fondamentale in una storia per decretare il successo di un romanzo?

Dipende dal genere. Non in tutti i libri è necessaria la storia d’amore. Ci sono dei bellissimi romanzi dove la componente amorosa è assente o poco importante. Comunque non credo che il successo di un libro dipenda per forza dall’elemento amoroso.


8. Hai mai trovato particolari difficoltà nella descrizione di alcune scene o nella costruzione di un personaggio?

Nella creazione di un personaggio mai. Questa parte mi è sempre risultata abbastanza semplice. Ho avuto, e ho ancora, delle difficoltà a scrivere scene d’azione oppure particolarmente intense dal punto di vista emotivo. Devo essere concentrata e di buon umore per riuscirci. Di solito, comunque, le lascio alla fine, quando sono costretta a scriverle perché tutto il resto è già pronto.


9. La promozione è sempre un argomento ostico per gli autori, tu come gestisci questo aspetto dell’essere autrice?

Mi considero parecchio imbranata da questo punto di vista. Mi ci dedico poco, pubblicando il link sui gruppi nei giorni dedicati allo spam o postando estratti con foto, ma non so se funzioni un granché. Dico sempre che vorrei un guru della promozione che mi faccia da guida.


10. Ti abbiamo conosciuta anche come autrice fantasy, hai altri progetti in tal senso? Tornerai a scrivere fantasy?

Assolutamente! Sono innanzitutto un’autrice fantasy e continuerò ad esserlo. Ho tantissime idee e nuove trame che bussano alla mia porta. L’appuntamento più vicino è con il seguito di “Amethyst”, “Burning”, che pubblicherò tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, se non ci sono contrattempi.

Grazie della disponibilità.

Tiziana Cazziero

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