Segnalazione: Come un uomo, racconto di Alice Stocco Donadello

Ben tornati nel club letterario The Pink Cafè, oggi ho il piacere di presentarvi un racconto un po’ speciale, non posso ancora dirvi nulla perchè non l’ho letto, ma lo farò presto, mi sembra davvero interessante, che ne pensate?

Segnalazione: Come un uomo, racconto di Alice Stocco Donadello

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Sinossi

Nella storia umana si è verificato un mistero profondo, paradossale e decisamente impossibile da ignorare, sia per i credenti che per i non credenti.
I Vangeli narrano che la notte in cui venne arrestato, prima che la passione si compisse, Gesù dovette decidere se affrontare con le sue sole forze di vero uomo tutto ciò che stava per avvenire: nel Getsemani, avvolto in ogni senso dal buio delle tenebre, il Cristo si confrontò allora con l’agonia di un Dio onnipotente, ancora capace di stupirsi per la meraviglia della sua creazione, che si trovava assaltato da un tremendo uragano di paure, dubbi e dolori totalmente umani.
In questo racconto l’autrice, con un linguaggio letterario pastoso e denso, dà voce alla curva drammatica di quel momento e, attraverso un viaggio tra paesaggi e sensazioni soverchianti, offre spunti di devozione verso l’Essere divino che ha voluto vivere come un uomo, fino in fondo.

Biografia dell’autrice:

Alice Stocco Donadello è donna, moglie, mamma. Da buona curiosa, è laureata con lode in Scienze Biologiche e ha un’enorme interesse per la Fisica e lo studio degli Ecosistemi. Parallelamente agli studi scientifici ha fatto crescere e approfondito la passione per la buona letteratura, la filologia, l’interpretazione e l’analisi del testo, la quale l’ha portata sia a collaborare con case editrici italiane, sia ad occuparsi come freelance della cura di opere di autori esordienti e della stesura di opere in ghostwriting con un distinto successo.

Quando scrive si misura soprattutto con thriller scientifici e opere mainstream, ma quando si tratta di editing e di ghostwriting non mette barriere di genere.

Un estratto

“Il muto crescere delle piante. Il lieve planare di una libellula. Il guizzo argentato di un pesce. La contrazione dei muscoli di un ragazzo. Il belato della pecora assetata. La meravigliosa simmetria delle creature e la ridondanza delle strutture. La curva sinuosa della sponda del fiume. E poi il frastuono del vento sopra il mare, il fragore dell’onda che s’abbatte sulla spiaggia, il boato della montagna che s’innalza e lo sgretolio tintinnante di quella che crolla. La rotazione del pianeta sul proprio asse e la formidabile luce della sua stella… Prima di vederle con occhi di uomo, tutte queste cose mi sembravano banalità. Perfette, precise, ma banalità: ci avevo messo solo un soffio a crearle, un alito di vita, una sottile parola. Ora che ho vissuto con un corpo, invece, ho finalmente compreso cosa significhi stupore, e scoperta. E ho capito anche che quelle sono tutte banalità che meritano di essere salvate.”

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