“E tu quando lo fai un figlio?”, una domanda persistente e poi un’opera importante, finalmente esaustiva e un sogno che si realizza per Tiziana Cazziero.

Conosco Tiziana Cazziero da moltissimi anni e avevo voglia di parlare con lei di un argomento tanto toccante quanto importante di cui, tra l’altro, si è parlato anche negli ultimi giorni in Italia, a causa di una campagna sociale intitolata FertilityDay promossa dal Ministero della Salute. Un messaggio ben chiaro in cui si chiedeva alle donne italiane di “far figli”, in barba alle difficoltà di chi deve entrare, in primis, nel mondo del lavoro, ottenere una carriera e quindi fornirsi delle premesse indispensabili ad avere una storia personale e una famiglia in grado di sostenere le responsabilità che dà l’arrivo di un bambino.

La richiesta alle donne di apprezzare una ricorrenza che ricordi loro di “far figli” ha scatenato un vero putiferio sui social network e, probabilmente, se n’è parlato anche all’estero. La fertilità in quella campagna veniva fatta passare quasi come “un bene comune”, della società, un sostegno alla crescita demografica che è sempre più carente, ma i motivi sono davvero tanti e complessi e sono stati, a più riprese, espressi sui social network dai cittadini indignati da questa campagna pro-nascite.

Avere un figlio non è sempre così semplice come si crede e gli aspetti e i motivi sono innumerevoli e possono riguardare sia la sfera personale che quella familiare ed economica. A parlarcene, in questa chiacchierata che è anche un’intervista, è la scrittrice Tiziana Cazziero che racconta un tema caro alle persone che hanno grosse difficoltà a diventare genitori e che hanno bisogno di un sostegno dagli enti pubblici, piuttosto che di campagne di propaganda.

E tu quando lo fai un figlio?” è l’opera di Tiziana Cazziero pubblicata per la collana YouFeel dalla Rizzoli lo scorso Luglio.

Avevo voglia di parlarne insieme a lei e di dedicarle uno spazio al Pink dove è di casa e ci raccogliamo anche a confidenze tra amiche.

e-tu-quando-lo-fai-un-figlio-di-tiziana-cazziero

Ciao Tiziana, ti ringrazio per aver accettato questa intervista. Avevo voglia di parlare di questa tua opera in modo specifico, perché penso che meriti davvero molta attenzione soprattutto per l’argomento trattato.

Raccontami, in breve, quando e come è nata l’idea della stesura.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e grazie per questa intervista. Il romanzo è nato inizialmente come una specie di diario personale, intimo. Annotavo quasi ogni giorno tutto ciò che provavo durante quel periodo. Avevo cominciato il percorso, che speravo, mi avrebbe portato la maternità, ma scoprii che non era tanto facile come pensavo. Erano una serie di appunti nei quali esponevo nero su bianco le mie sensazioni e come vivevo i vari tentativi di fecondazione assistita. Col tempo quel diario si è trasformato in un romanzo. Mi sono accorta che pubblicando una storia sull’infertilità, potevo in qualche modo essere vicino alle tante donne che come me, vivevano ogni giorno contro questo nemico invisibile, chiamato, infertilità. Al contempo però non volevo trasmettere però solo qualcosa di doloroso, volevo donare un po’ di sorriso, a me, l’ironia mi ha sempre aiutato e volevo fosse lo stesso anche per le altre donne. Ho inventato due personaggi, Luisa e Leonardo, immersi nella loro quotidianità a vivere momenti divertenti e anche difficili, nel tentativo di coronare il sogno della genitorialità.

Luisa e Leonardo sono i due protagonisti che hai scelto per raccontare un dilemma personale, ma comune a moltissime donne e soprattutto alle coppie che hanno difficoltà a diventare genitori. Come hai affrontato il momento in cui hai deciso di mettere nero su bianco la tua esperienza?

RISPOSTA:

Non è stato facile, lo ammetto. Ho impiegato quasi un anno prima di decidere di inviare il testo per la stesura finale e la pubblicazione. L’ho scritto di getto, è vero, ma quando lo terminai, avevo mille sentimenti contrastanti. Non ho mai fatto mistero della mia condizione, non mi ha spaventata confrontarmi con gli altri, ma bensì, con me stessa. Quando è arrivato alla pubblicazione ero già mamma, per cui, si pensa che si tratti di una condizione superata. Non è così, sono felice oggi, ma quello che ho vissuto, non è mai stato dimenticato. Temevo di ritornare indietro nel tempo e rivivere tante situazioni spiacevoli, compreso quel dolore che non ti abbandona mai.

So che lo hai fatto usando una chiave moderna e ironica, per nulla pesante o dolorosa come, in realtà, è stato il tuo trascorso per riuscire a diventare mamma. Ci racconti in che modo hai deciso di usare una chiave ironica per questa storia?

RISPOSTA:

Il sorriso, come accennavo prima, è stato importante per sopravvivere alle delusioni e anche alle sconfitte di quel tempo. Ho pensato che raccontando qualcosa di divertente, potesse accogliere lettori anche lontani dall’argomento, che volessero solo qualcosa che donasse qualche ora di sollievo con una lettura un po’ leggera e anche sì, diversa dai soliti canoni.

Quali sono gli aspetti maggiormente menzionati nella storia che hanno attinenza alla realtà e con quale spirito li hai affrontati dovendone parlare in un romanzo?

RISPOSTA:

Il romanzo tratta con capitoli precisi ciò che una coppia deve affrontare quando vuole un bambino: prime analisi, visite specialistiche, anche invasive e poi, come si arriva alla fecondazione assistita e in cosa questa consiste realmente. Mi sono emozionata diverse volte e altre mi sono dovuta fermare, non solo per ciò che rivivevo, ma anche per l’ilarità usata nella stesura del romanzo. Nel complesso è stato divertente.

Per fortuna quest’opera ha portato anche molte soddisfazioni, perché rappresenta il tuo sogno realizzato. Cosa vorresti dire alle donne che hanno voglia di diventare mamme, ma devono subire una lunga trafila di controlli e difficoltà per riuscirci? E a coloro che, invece, cercano di adottare?

RISPOSTA:

Mia figlia è arrivata in modo naturale e del tutto inaspettato. Sono riuscita a coronare questo sogno ma ho lottato molto, non mi sono mai arresa, mai del tutto, in me nutrivo sempre speranza. Non voglio però dare illusioni a nessuna aspirante mamma perché so quanto sia doloroso, però voglio dire loro di lottare e avere tanto coraggio, perché non è facile né semplice e sono procedimenti che richiedono tempo e pazienza. Si vivono momenti sconfortanti e non è semplice superare quegli attimi. Voglio dire di sforzarsi, se necessario, di trovare il sorriso e l’ironia o anche il sarcasmo nelle loro avventure di aspiranti mamme. Direi che è fondamentale non arrendersi al malessere interiore legato alle delusioni. Non è facile essere di buon umore, ma bisogna imporsi di sorridere. Molte donne intraprendono la strada della fecondazione assistita e tante altre anche quella dell’adozione. Non so se siano paragonabili, probabilmente sì, almeno in parte. Queste donne hanno tutta la mia ammirazione e il mio sostegno. Non è facile adottare e la trafila è ardua, complicata e anche costosa. Dico a tutte le donne che cercano un figlio, di lottare per i loro sogni, ma al contempo di non farsi sopraffare dallo stesso. Auguro a tutte il lieto fine, e sono contenta che ogni giorno tante donne mi scrivano privatamente per raccontarmi la loro esperienza, nel bene e nel male. Sono a loro vicina con cuore e anima, chi volesse contattarmi può farlo sempre, mi trovate nei social.

Grazie per la tua disponibilità e cortesia.

RISPOSTA:

Grazie ancora te per lo spazio e la bella intervista.

Tiziana Iaccarino.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...