Interviste

Una chiacchierata con l’autrice Angela Parise.

Angela Parise è un’autrice genovese che si è dedicata alla scrittura da giovanissima.

La sua prima opera letteraria si intitolava “Il buio e la luce” (La Riflessione Editore) cui è seguito “Un biglietto di sola andata per Berlino“. Nel 2012 è la volta dell’opera “Il fatidico giorno prima” pubblicata sempre dalla stessa casa editrice, poi nel 2013 il suo quarto lavoro dal titolo “Scandinavia – storia di un papà e della sua bambina” viene pubblicato dalla Prospettiva Editrice.

Parliamo in questa chiacchierata con l’autrice per conoscerla meglio e per farci raccontare i suoi sogni, i suoi lavori in cantiere, la voglia di esporsi e soprattutto il desiderio di emergere come ogni artista talentuoso meriterebbe.

Ciao Angela, ti ringrazio per aver accettato questa intervista per il nostro Pink Cafè e comincio con il chiederti quando è cominciata la tua passione per la scrittura.

RISPOSTA:

14813691_1316997711651760_700573824_nEro molto giovane, durante gli anni del liceo sebbene io abbia sempre smanettato con penna e quaderno fin da bambina. Ciononostante, se devo darti una data precisa, la localizzerei nel ’98… avevo sedici anni ed ho iniziato la prima stesura di “Un biglietto di sola andata per Berlino” che difatti quest’anno diventa maggiorenne.

Cosa o chi hanno influenzato la stesura delle tue storie?

RISPOSTA:

Di solito io parto da vicende legate a me e alla mia famiglia: quanto succede a me e a chi mi è vicino influenza al 99,9 periodico per cento tutto quello che scrivo. Poi generalmente prendo un qualche avvenimento particolare, lo romanzo e ne esce fuori un libro.

A che genere preferisci dedicarti o per il quale ti senti più predisposta?

RISPOSTA:

Siccome sono una masochista, amo scrivere memoir e romanzi di formazione. Ti dico masochista, perché al giorno d’oggi sono tra i generi maggiormente finiti nel dimenticatoio (un’agenzia tempo fa classificò il mio lavoro come romanzi “mainstream”, ossia narrativa non di genere). Tuttavia, è quello che mi riesce meglio: anche quando scrissi “Un biglietto di sola andata per Berlino” che è il mio unico romance, non riuscii a non aggiungere altri elementi per cui ne venne fuori un romanzo rosa un po’ atipico diverso da tanti che abitualmente si leggono.

Quale è stata l’opera che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

RISPOSTA:

Non te lo saprei dire. Come ti ho detto prima, lego le storie che scrivo a eventi successi nella mia vita o in quelli della famiglia, per cui sono tutte cose importanti e significative e non saprei fare una classifica.

A cosa stai lavorando in questo momento? Puoi anticiparci qualcosa?

RISPOSTA:

Questa è una domanda difficile. Dopo la chiusura della mia prima casa editrice, ho pensato di ripubblicare i miei primi romanzi in self e per un certo periodo mi sono ridedicata a quelli. Poi sono arrivati due inediti che sono fermi in un cassetto. È un periodo particolare in cui non mi sento di pubblicare sebbene abbia due libri pronti: come ti dicevo prima, siamo in un momento storico in cui certi generi sono destinati a non essere pubblicati e letti. Me ne faccio una ragione, non pubblico e accetto le cose come sono sperando che cambino.

Raccontaci di un’occasione mancata. Torneresti indietro per riacciuffarla?

RISPOSTA:

Se si parla di editoria, ancora la mia grande occasione non l’ho avuta o almeno, se anche mi è passata davanti, io non l’ho vista. Se si parla di vita vissuta, forse tornando indietro riprenderei gli studi universitari: per questo tuttavia non mi pongo limiti: sto ancora aspettando i tempi buoni per prendere la mia desiderata laurea.

Tira fuori dal tuo cassetto un sogno. Qual è?

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RISPOSTA:

Se lo faccio apro un polverone, però mi sento di dirlo: vorrei che l’editoria ritornasse a marciare per tutti i generi: che molti scrittori talentuosi non venissero discriminati perché non scrivono le fotocopie di altri millemila libri che escono giornalmente. Dal lato delle big, sarebbe bello che non ci si limitasse a portare avanti autori che hanno già Santi in Paradiso e proprio perché li hanno; dal lato del self sarebbe bello un po’ più di spazio per tutti visto che al mondo esistono molti generi belli e meritevoli.

Grazie ancora per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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