Intervista, Tiziana Lia racconta il suo romanzo Noi all’Orizzonte

Salve a tutti e ben trovati nel nostro club letterario The Pink Cafè. Oggi voglio parlarvi della mia chiacchierata con l’autrice Tiziana Lia che stimo molto, conosciuta qualche anno fa’ in occasione della sua prima uscita Ai confini del cuore, un romanzo che ho molto amato.

Nel mese di gennaio 2017 è uscito il suo nuovo libro Noi all’orizzonte, una storia che non ha tradito le mie aspettative, bella e intensa, ma se volete saperne di più leggete la mia recensione QUI.

Le ho chiesto di scambiare due chiacchiere ed ecco l’intervista all’autrice.

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Sinossi

Zoe ha una vita soddisfacente: viaggi, begli abiti, una casa elegante, un uomo, Fabio, con cui convive da otto anni e con il quale partecipa ai salotti di Roma. Unico neo il trasferimento del suo compagno in un’altra città per motivi di lavoro nel momento in cui lei ha perso il suo.
Sarà una promessa rubatale dalla vicina, l’anziana Elide, a condurla a Borgo Trilussa, un centro accoglienza per ragazzi: dovrà sostituire la dirimpettaia in cucina, come volontaria.
Al Borgo Zoe conosce un ambiente nuovo: il suo carismatico direttore, il vecchio Sebastiano Trilussa, è un padre per quella decina di giovani svantaggiati che cercano di trovare la loro strada. Lì si respira aria di casa, genuinità, affetto e lei ne rimane affascinata. È stupendo accorgersi delle piccole cose che prima dava per scontato e a poco a poco Zoe inizia a cambiare. Un cambiamento che ha anche un nome: Isaac. Anche lui cresciuto al Borgo, è un tipo introverso, misterioso, affascinante e ha un passato dal quale vuole riscattarsi.
Zoe e Isaac percepiscono l’alchimia che li lega e si trovano stretti tra due fuochi: l’attrazione che li unisce e i mondi diversi ai quali appartengono.
Tuttavia, scopriranno sulla loro pelle che non tutto è come sembra e che la vita a volte prende pieghe inaspettate, dolorose ma rivelatrici.
In un crescendo di verità taciute, promesse, menzogne e sottintesi, le vite di Zoe, Isaac, Fabio e degli altri protagonisti s’intrecceranno più di quanto loro stessi pensino…

Intervista Tiziana Lia

Ciao Tiziana e grazie per questa intervista. Noi all’Orizzonte, la tua ultima opera che come sai ho letto e recensito, come e quando è nata l’ispirazione di questa storia?

R. L’idea è nata quando sono andata in un centro accoglienza per ragazzi gestita da un salesiano, il villaggio Don Bosco di Tivoli (RM), ma l’embrione è scaturito ancor prima vedendo il trailer di un film dove il protagonista era di colore.

Isaac, Zoe e Fabio sono i tre protagonisti del romanzo, a chi ti sei ispirata? Qualcuno di realmente esistito o forse sono solo frutto di fantasia?

R. Sono tutti frutto della mia fantasia anche se per alcuni aspetti, soprattutto per Isaac e la sua dedizione alla donna che ama, mi sono ispirata a mio marito.

Il coraggio del cambiamento e le decisioni importanti sono ingredienti di questa storia, è così sempre nella vita vera? C’è un messaggio da inviare ai lettori?

R. Trattare nei miei romanzi della quotidianità e della realtà è per me cosa essenziale. Di fronte alle avversità mai piangersi addosso: facciamoci forza, rimbocchiamoci le maniche e non perdiamo mai la speranza perché senza di quella non si va da nessuna parte. Forse è proprio questo il messaggio che voglio dare ai lettori.

Borgo Trilussa a mio avviso è il protagonista della storia, un luogo focale che richiama i protagonisti della trama, come mai la voglia di voler parlare di un luogo che accoglie ragazzi dal passato difficile e complicato?

R. Volevo raccontare qualcosa di cui fino ad oggi non avevo letto né sentito parlare come argomento trattato in romanzi altrui. Cercavo qualcosa di originale che rispecchiasse in qualche modo l’attualità, la quotidianità. Ho conosciuto due fratellini affidati a una casa famiglia e poi dati in affidamento a una famiglia: sono cose che accadono ogni giorno ormai e Borgo Trilussa credo che riesca ad “abbracciare” sia i centri per gli immigrati sia le case famiglia, un luogo che appunto raccoglie e racconta storie di vita vissuta, vera.

Quanto c’è di te in questa opera e Zoe, rappresenta in parte anche la Lia autrice e donna?

R. Quando scrivo romanzi di solito non metto molto di me perché è come evadere, sognare, vivere un’altra vita. Ovviamente c’è poi sempre qualche sfumatura che mi appartiene. In Noi all’orizzonte è raccolto il mio modo di vedere la vita, il mio pensiero più intimo, i valori profondi in cui credo. Zoe, invece, rappresenta in parte me e in parte il mio opposto. Lei è una che si rimbocca le maniche e io sono una che di fronte alle difficoltà reagisce e tira fuori il proprio orgoglio. Allo stesso tempo Zoe ama molto lo shopping, vestire bene, adora i centri benessere e curare il proprio aspetto in modo quasi maniacale. Una delle mie figlie, invece, mi dice sempre che io sono il contrario di una donna perché non mi trucco, non seguo la moda, detesto lo shopping. Tira tu le somme!

Le ricerche sono importanti durante la stesura di un libro, come ti sei organizzata in questo senso e qual è stata la parte più difficile d raccontare?

R. Premetto che ciò che adoro di più quando devo iniziare a scrivere una storia è lo studio che c’è dietro. Sono molto fissata con i dettagli e non voglio trovarmi di fronte a qualche lettore che possa dirmi “questo non è vero; io abito in un certo posto e hai scritto una baggianata…etc”. A poco a poco che prendeva forma la storia nella mia testa e sulle dita alla tastiera, mi fermavo e verificavo se ciò che avevo in mente corrispondeva alla realtà correndo al web per studiare, leggere, riscontrare. La parte più difficile da raccontare sicuramente sono state le indagini della Polizia, come intavolarle e svolgerle. Ho chiesto aiuto a un mio amico poliziotto e ho preso diversi appunti: sul momento gli ponevo domande più svariate per avere più spunti su cui lavorare. Poi ho incrociato le dita sperando di avvicinarmi il più possibile alla realtà.

Tanti personaggi e situazioni complicate, risvolti che attendono la soluzione fino alle ultime pagine della storia. Perché la voglia o forse necessità di intrecciare tanti destini? Accade anche nella vita vera che diverse vite si intreccino con un destino comune?

R. A volte mi soffermo a pensare alla vita in genere e immagino le strade di una città con i suoi incroci, alla gente che sale e scende dai mezzi pubblici, alle persone che si incrociano senza conoscersi e che magari un giorno potrebbero incontrarsi. Mi piace l’idea che ognuno con la propria esperienza di vita possa aiutare l’altro, possa testimoniare qualcosa di importante al prossimo. Ecco perché in questo romanzo ho intrecciato vite e destini. Nella vita reale non sempre si raggiunge lo stesso traguardo, ma aver percorso anche solo una parte di strada insieme, sicuramente arricchisce.

Come hanno reagito i lettori a questa storia diversa dal solito?

R. Cara Tiziana, stai toccando una nota dolente. Dalle vendite risulta che in parecchi hanno letto Noi all’orizzonte, ma pochissimi mi hanno fatto sapere il loro parere, ahimè. Da quello che ho scoperto finora, il protagonista di colore non è dispiaciuto a nessuno (cosa che invece temevo) e gli intrecci, le vite dei ragazzi, l’indecisione di Zoe hanno tenuto parecchi col fiato sospeso. Nell’insieme per mia fortuna ancora non ho ricevuto pareri negativi e dopo tanta fatica, beh, è una bella soddisfazione. Poi il tempo dirà il resto.

E tu, qual è stata l tua reazione quando sei giunta finalmente alla parola fine? Cosa ti spettavi quando hai deciso di pubblicare? Sei soddisfatta?

R. È stato complicato scrivere quella parolina di sole quattro lettere, credimi. Mi ero affezionata e innamorata dei miei personaggi e avrei voluto vederli, immaginarli ancora, sentirli parlare. Alla fine, come fa una madre con i suoi figli ormai cresciuti, li ho lasciati andare. Quando ho pubblicato avevo una paura tremenda perché il primo romanzo, Ai confini del cuore, mi aveva dato tante soddisfazioni e temevo di deludere i miei lettori. Inoltre ero certa di attirare tante critiche sulla scelta di un protagonista nero, cosa che avevo fortemente voluto per dare un tocco originale, per scrivere qualcosa di nuovo. Invece, quando più di una persona mi ha detto che addirittura ha preferito il secondo romanzo al primo, quasi non ci credevo. Sono una persona semplice, che accetta ciò che viene, ma posso dirti di essere davvero soddisfatta.

Grazie del tempo concesso, se vuoi aggiungere qualcosa, questo è il momento.

Beh, innanzitutto sono io a ringraziare te, Tiziana, per avermi dedicato il tuo tempo. E visto che me ne dai occasione, ringrazio tutte le persone che mi hanno letto e che mi leggeranno, chiedendo a ognuna di loro la cortesia di commentare, dare il proprio parere positivo o negativo che sia sul romanzo per darmi l’opportunità di comprendere come procedere, crescere, cambiare.

 

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