Intervista a Giulia Mancini, autrice del romance “L’amore che manca”.

Giulia Mancini è una giovane autrice che ha iniziato a farsi conoscere un passo alla volta, prima dal self e poi con la pubblicazione attraverso case editrici.

Ama il genere romance al quale si dedica con passione e dedizione da tempo. Reputa che ogni esperienza sia in grado di lasciare qualcosa di importante, un’impronta in grado di farla crescere e di sperimentare una strada migliore.

In questa intervista rilasciata a The Pink Cafè in occasione della sua Giornata Autrice, quindi, abbiamo occasione di conoscerla meglio e di scoprire magari lati che ancora non conoscevamo.

Ciao Giulia e grazie di aver accettato questa intervista e soprattutto per esserti prenotata al Pink dove hai avuto una giornata dedicata.

Quando hai iniziato a scrivere seriamente un’opera letteraria?

RISPOSTA:

Ho scritto la mia prima opera letteraria tra la fine del 2009 e il 2010 perché volevo partecipare a un concorso della Mondadori. Il romanzo si intitola La libertà ha un prezzo altissimo. (foto)


Qual è stata la tua prima opera?

RISPOSTA:

La libertà ha un prezzo altissimo di Giulia ManciniLa mia prima opera pubblicata da self è sempre “La libertà ha un prezzo altissimo”.


Qual è il genere che preferisci scrivere?

RISPOSTA:

Il genere che preferisco scrivere è il romance contemporaneo, però definirli romance è un po’ riduttivo, nelle storie d’amore che scrivo c’è sempre un percorso di crescita e un risvolto sociale. Non è un’affermazione mia, ma di chi ha letto i miei romanzi e sulla quale concordo pienamente. Questo si ritrova anche nei romanzi successivi “Fine dell’estate” e l’ultimo edito Butterfly “L’amore che ci manca”.


Quello che preferisci leggere?

RISPOSTA:

I generi che preferisco sono romance e thriller, ma ogni tanto spazio anche in altri generi, dipende molto anche dall’autore.


Preferisci scegliere o essere scelta tra CE e Self Publishing?

RISPOSTA:

Io ho cominciato come self e all’inizio è stato difficile perché ho dovuto fare tutto da sola senza una guida, però la soddisfazione è stata enorme; riuscire ad avere dei risultati e imparare a gestirsi da soli per la scrittura e tutto il lavoro successivo mi ha reso orgogliosa di me e di quello che ho imparato solo con il mio impegno. L’autonomia di scegliere poi è impagabile. Tuttavia sto apprezzando molto anche la recente esperienza con la Butterfly Edizioni. È una casa editrice giovane che sta crescendo molto bene, ma che apprezza e supporta gli autori self. È stato bello anche affidarsi a loro, la cover secondo me è bellissima, molto meglio di quella che avevo scelto io come self, anche le piccole integrazioni che mi hanno suggerito di fare al romanzo trovo che lo abbiano completato molto. Stanno facendo un ottimo lavoro anche con la promozione e per ora sono soddisfatta. Io vorrei continuare a seguire entrambe le strade.


Hai mai avuto una delusione che ti ha fatto dire: “Basta, non continuo!”

RISPOSTA:

Delusioni che mi fanno venir voglia di dire “basta”? Diciamo che, visto che per vivere faccio un altro lavoro che assorbe la maggior parte del tempo delle mie giornate, spesso sento la fatica di ritagliarmi del tempo per scrivere. Che poi non è solo scrivere, ma anche tutto il lavoro restante connesso alla scrittura. A volte la stanchezza mi fa venir voglia di dire basta. Però poi mi torna la voglia di scrivere, i personaggi bussano alla porta della mia anima e non se ne vanno. E così riprendo a scrivere più di prima. È una passione ormai che non mi lascia più.


Se dovessi confessare un tuo segreto o una mania, cosa ci diresti?

RISPOSTA:

Un mio segreto o una mia mania? Una mia mania (se così vogliamo chiamarla) è quella di immaginare sempre delle storie nella vita di chi conosco anche per caso. Quando parlo con qualcuno che non conosco, magari una persona che incontro al bar o sull’autobus provo a immaginare la vita che fa, i suoi sogni, le sue paure. Non mi capita con tutti, però quando una persona mi colpisce per qualcosa nello sguardo o per un modo di fare, provo a intuire la sua storia e talvolta mi è servito come spunto per raccontare una storia. Insomma mi piace immaginare la vita degli altri. Forse se è una deformazione professionale, chissà.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

RISPOSTA:

Il mio sogno nel cassetto? Questa domanda è facile! Riuscire a vivere di scrittura, pressocchè impossibile di questi tempi. È che vorrei dedicarmi a tempo pieno a ciò che mi piace fare.


Qual è stata l’opera che i lettori, secondo te, hanno maggiormente apprezzato tra quelle che hai scritto?

RISPOSTA:

L'amore che ci manca di Giulia ManciniL’opera che i lettori hanno maggiormente apprezzato tra quelle che ha scritto? Non è semplice rispondere, il mio primo romanzo è stato molto apprezzato per la forza della protagonista come esempio di chi non si arrende alle difficoltà della vita, come spinta a credere in se stesse, come donne e come artefici della propria esistenza. Anche per “Fine dell’estate” però ho ricevuto parecchi riscontri positivi, è una storia adolescenziale, un romanzo di formazione che diventa però un momento di crescita non solo per i giovani protagonisti, ma anche per gli adulti presenti nella loro vita. Credo però che il mio romanzo più maturo sia proprio il terzo “L’amore che ci manca”; spero venga apprezzato e regali ai lettori le stesse emozioni che ho provato io nello scriverlo, è una storia intensa, molto attuale e credo che molti possano riconoscersi in alcune delle situazioni descritte.


Raccontaci cosa stai scrivendo e se abbineresti un colore al tipo di storia che stai scrivendo.

RISPOSTA:

In questo momento sono alle prese con due storie, una è quasi finita ed è un thriller, ho provato a cimentarmi anche con questo genere visto che amo molto anche leggerli. Colore Giallo perché la vicenda parte in una caldissima estate, blu notte per la parte più cupa degli eventi. La seconda storia invece, che sta occupando tutti i miei pensieri in questo periodo, è una storia d’amore contemporanea e un po’ intricata, un amore apparentemente senza nessuno ostacolo, ma bloccata da un segreto e da un passato difficile di uno dei protagonisti. Colore rosso come la passione, ma anche azzurro come il cielo e la voglia di vivere.

Grazie!

Tiziana Iaccarino.

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