Valeria De Luca torna con una nuova opera “Emily- Noir”.

Valeria De Luca, autrice e book blogger che noterete per la sua tenacia e intraprendenza, sta per uscire con una nuova opera dal titolo “Emily – Noir. Nessuno è innocente al Barbed Heart”. Un thriller paranormal che, di certo, vi terrà incollati alle sue pagine. Non lasciatevelo scappare dal 5 Giugno su Amazon, anche se è già prenotabile. Trovate sotto il link.

Ma veniamo alla storia.

SINOSSI.

Irlanda 1960

Uno spettrale monastero si ergeva su un colle a strapiombo sul mare. Una gelida e fitta nebbia lo avvolgeva, rendendolo misterioso agli occhi della gente. Emily Noir sarà costretta contro la sua volontà ad entrare nel monastero. Vivere una vita di solitudine e silenzi. La madre, ormai morta, entrerà nei suoi sogni e la inviterà a scoprire i segreti e gli orrori rinchiusi in quelle fredde mura isolate dal mondo.

Emily scoprirà di avere un potere straordinario.

Riuscirà a mettere in salvo le monache del monastero da un’ombra malvagia che si aggira nel bosco del monastero?

Che cosa si nasconde nel Monastero Barbed Heart?

Tanti dolori e sofferenze dovrà affrontare Emily per arrivare a scoprire i misteri che si celano all’interno del Monastero.

SCHEDA.

Titolo: “Emily Noir. Nessuno è innocente a Barbed Heart”

Autore: Valeria De Luca

Case Editrice: Self publishing

Genere: Thriller-Paranormal

Uscita: 5 Giugno

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/Emily-Noir-Nessuno-innocente-Barbed-ebook/dp/B071SLHK5G/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1496217007&sr=8-1&keywords=emily+noir

Emily Noir di Valeria De Luca

Una storia ricca di misteri, intrighi, ma che affronta temi come il valore dell’amicizia e dell’amore impossibile.

Disponibile anche con l’offerta Kindle Unlimited.

Tiziana Iaccarino.

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L’autrice Silvia Devitofrancesco ci racconta il suo romanzo Dietro le Apparenze

Salve a tutti lettori e ospiti del nostro club letterario. Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’autrice Silvia Devitofrancesco, che ci presenta la sua opera di nuova pubblicazione, in uscita il 5 giugno: Dietro le apparenze. Il tema mi sembra importante e attuale, si parla di femminicidio, di verità false apparenti e di donne. Se volete saperne di più, vi invito a leggere la sua intervista.

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Sinossi

“Ci sono segreti che non possono essere rivelati.”
Laura Alberti lavora come fotografa presso la redazione di una rivista femminile.
Gemma Bruschi, la donna con la veletta, colei che ha fatto delle apparenze una filosofia di vita, è la regina dei salotti romani.
Un evento benefico le farà incontrare mettendo a nudo una inaspettata verità.
Tra dubbi, rimorsi, aspettative, deduzioni e una complessa indagine di femminicidio, le esistenze delle due donne sono destinate a mutare per sempre.

Intervista a Silvia Devitofrancesco

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“Vivere di scrittura”? Si può! Ce lo racconta Roberto Tartaglia.

A volte, navigando sul web, ci si può imbattere in siti e articoli, ma soprattutto persone molto interessanti o, comunque, che trattano argomenti che ci possono incuriosire e far chiedere tante cose. L’articolo che avevo letto è quello che vi segnalo in seguito, per chi è curioso: “Vivere di scrittura è possibile” (link: https://www.viverediscrittura.it/vivere-di-scrittura-e-possibile/ ).

Chi ama la scrittura e i libri, come me, e nota un sito come “Vivere di scrittura” ( www.viverediscrittura.it ), non può non farsi una serie di domande.

Quando ho letto le argomentazioni riportate in quell’articolo, mi sono detta che non fossero per niente campate in aria, anzi… è stata proprio la loro fattibilità a convincermi a contattare l’autore.

Chi, come me, scrive soprattutto romanzi, oltre a essere blogger, spesso crede che non sia possibile vivere di sola scrittura e, in effetti, anche solo dirlo, sembra quasi utopico, soprattutto se andassimo dai nostri amici e parenti a dire “Sapete, esiste un modo per vivere di sola scrittura e io vorrei davvero realizzarlo!” Forse ci riderebbero in faccia, magari non ci prenderebbero sul serio, peggio ancora ci manderebbero a quel paese, dicendo apertamente che sogniamo.

Personalmente, però, penso che una delle cose più belle che si possano fare nella vita sia proprio questo: sognare e poi darsi delle opportunità e dirsi “Perché no?”

Ma, tornando all’argomento principale di questa intervista, che è tutta dedicata al fondatore del sito “Vivere di scrittura”, nonché dell’Accademia del self-publishing (avete capito bene!) nella quale si può apprendere come trasformare la propria passione per la scrittura in un mestiere vero e proprio, scoprirete che molti sogni sono anche realizzabili.

Roberto Tartaglia, classe 1977, infatti, è molto più di un semplice autore, è un ragazzo che si è davvero rimboccato le maniche, che si è dato da fare, che ha dimostrato di valere, che sa il fatto suo e soprattutto che non si è fermato alla sola idea di scrivere romanzi autopubblicati, è andato oltre… molto oltre a ciò. Ce ne parlerà in questa intervista.

Ciao Roberto, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Come avrai notato da ciò che ho scritto, ho letto un tuo articolo molto interessante e ho deciso di contattarti, affinché tu possa raccontare la tua esperienza e magari dare qualche dritta a chi “sogna” come noi.

Cominciamo dall’inizio, quando e come parte la tua avventura con la scrittura? Quando poi la metti in pratica e in che modo?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie mille. Per tutto!

La mia avventura parte dalla tenera età. Ho sempre amato la scrittura e la narrazione. Trovo che la narrazione, in particolare, sia lo strumento più adatto per trasmettere messaggi di ogni tipo.

Da piccolo scrivevo qualsiasi cosa mi venisse in mente di raccontare. Poi, crescendo, sono passato a scrivere testi per canzoni (avevo una band, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio).

Da qui, è nata e maturata, in me, l’idea che la scrittura potesse e dovesse diventare il mio lavoro. Volevo fare ciò che mi appassionava. Sino ad allora ero stato un informatico.

Così, per usare le tue parole, mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato a specializzarmi. I soldi che guadagnavo con la musica e l’informatica li investivo in formazione. Sono diventato un giornalista, ho iniziato a scrivere racconti con una casa editrice e ho conosciuto tante persone interessanti.

Nel 2009 ho scoperto il self publishing. E tutto è cambiato.

Tu sei un autore, giusto? Io quando parlo di “autore” intendo dire una persona che scrive e quindi può scrivere non solo romanzi, ma veramente di tutto. Partiamo da dove e da cosa tu hai scritto? Dai romanzi autopubblicati?

RISPOSTA:

Non proprio. Come dicevo prima, sono partito da articoli giornalistici e racconti. Storie che sono state inserite in antologie insieme a quelle di grandi come Andrea G. Pinketts, Andrea Carlo Cappi, Pedro Casals, Ben Pastor e così via.

Solo nel 2008/2009 mi sono interessato al self publishing, dopo aver ricevuto alcuni rifiuti e (ben peggio) proposte “poco allettanti”, da case editrici varie, per il mio primo thriller. Da lì, tutto è cominciato.

Ma è solo la mia storia, si può iniziare da qualsiasi punto. È la passione a trascinarti. Peraltro, oggi il self publishing è popolare anche in Italia. Quando io iniziai ad autopubblicarmi c’era poco o nulla. Infatti, mi affidai a Lulu.com, servizio ottimo, ma con sede in Canada. Ordinare un mio libro richiedeva costi di spedizione superiori a quelli di copertina e l’eBook era ancora sconosciuto.

Leggo dalla tua biografia anche di personal branding e web marketing. Ci spieghi in termini semplici cosa sono?

RISPOSTA:

Per web marketing si intendono tutte quelle attività di promozione (di un servizio o prodotto) che si sviluppano attraverso il Web, quindi sui blog, sui social media e così via.

Per personal branding, invece, si intendono quelle attività in grado di promuovere la tua persona, i tuoi valori, le tue capacità. Ed è di estrema rilevanza, se si vuol fare della scrittura il proprio mestiere, nell’era di Internet.

Sì, perché non si può più intendere la promozione così come la si intendeva fino a qualche anno fa, o come qualcuno la intende ancora oggi. Non basta urlare a tutti che si è scritto un libro e che è il migliore del mondo. Peraltro è anche controproducente, perché oggi i lettori sono smaliziati e giustamente critici.

Occorre, allora, farsi conoscere per ciò che si è, per ciò che si sa fare. Questo è il personal branding. Il vero prodotto, oggi, siamo noi. Anzi: è la nostra professionalità.

Sei diventato un Giornalista Pubblicista regolarmente iscritto all’Ordine dei giornalisti e hai, quindi, seguito anche quel tipo di carriera. Ci racconti come hai fatto?

RISPOSTA:

Seguendo il percorso obbligatorio: ovvero lavorando per due anni in una testata registrata e scrivendo centinaia di articoli. Articoli che poi ho sottoposto all’attenzione dell’Ordine, insieme alle ricevute di pagamento emesse dal giornale, prima di sostenere l’esame.

Non c’è altro modo, oggi, per diventare giornalisti e iscriversi all’Ordine. Non è stato facile trovare un giornale che mi facesse scrivere e mi pagasse, ma grazie ad amici sono riuscito a trovare un settimanale di approfondimento che me lo permettesse.

Ho scritto di politica, ma soprattutto di cronaca nera: omicidi, criminalità organizzata, reati ambientali e così via. Una ricca fonte di spunti, insomma, visto che sono anche autore di thriller.

Passiamo ora ai tuoi consigli, soprattutto a quelli che ho letto nell’articolo di cui ho parlato poc’anzi. Tu dici che è possibile vivere di scrittura, se ci si impegna davvero, e soprattutto se si ampliano i propri orizzonti; quindi, non solo libri o romanzi autopubblicati, ma anche blog, social media marketing e molto altro. Hai persino consigliato di diventare ghostwriter, in quanto scrivere libri per altri può diventare molto remunerativo. Ci parli, brevemente, di ciascuna di queste eventualità?

RISPOSTA:

Differenziare le entrate è fondamentale, lo dico anche nella primissima lezione dell’Accademia del Self Publishing. Viviamo in un mondo fortemente competitivo e complesso, dal punto di vista economico. Lo sappiamo bene.

Pensare di vivere solo scrivendo romanzi, mentre si fuma una pipa in riva al lago, è un sogno anacronistico. Ci si può riuscire, ma dopo anni di gavetta e lavoro, dopo essersi fatti un nome. D’altronde, anche tra i big ci sono stati (e ci sono) autori che fanno mestieri di scrittura diversi: da Hemingway a Connelly, da King a Saviano.

Oggi abbiamo il Web, in più, a darci una mano.

Si può scrivere per il proprio blog e monetizzare con le affiliazioni, o vendita di prodotti, si può scrivere per altri blog e farsi pagare, si possono scrivere pubblicità o contenuti per i social media…

Insomma: le opportunità non mancano e alcune sono davvero ben pagate.

Si può anche scegliere di lavorare in un’Azienda, come addetto stampa, creatore di contenuti Web e altro.

Tu sei andato a cercare un corso specializzato per ciascun settore, per essere regolarmente riconosciuto in ogni ruolo che ricoprivi. Giusto?

Sei un membro del MENSA (ci spieghi in breve di cosa si tratta?), hai un certificato di Web Marketing e Social Media Specialist con Madri Marketing, ti sei formato con Il Sole 24 Ore in Media Relations e Digital PR, oltre che in Web Writing e come organizzatore di eventi, tanto per menzionare solo alcuni dei tuoi riconoscimenti. Ci racconti quanto è importante ottenere questo tipo di specializzazioni?

RISPOSTA:

Sì, ho dovuto studiare molto e in molti posti differenti. Anche per questo motivo ho creato l’Accademia del Self Publishing: per cercare di centralizzare, in un’unica scuola online, la maggior parte di queste nozioni, garantendo un risparmio in termini di soldi e tempo, agli studenti. Studiare è fondamentale!

Dobbiamo prima capire da dove partire, se vogliamo davvero fare del nostro meglio e camminare con i nostri piedi.

Chi dice “non ho bisogno di studiare, la scrittura parte dal cuore” e oscenità simili, probabilmente passerà la vita a chiedersi “perché non vendo libri?”.

Bisogna mettersi in testa che la scrittura è un lavoro come un altro. A chi verrebbe in mente di improvvisarsi idraulico, elettricista, chitarrista, medico o biologo? A nessuno direi. Allora perché, un lavoro che richiede specializzazioni, come la scrittura (ancor più la scrittura indipendente di oggi), dovrebbe essere svincolato dallo studio? È follia! L’ispirazione va benissimo, la passione è indispensabile, ma servono anche tecnica e studio, è un dato di fatto.

Riguardo al MENSA, è stata una sfida personale che ho superato e che mi ha fatto conoscere tante persone fantastiche. Il MENSA è un’associazione mondiale senza scopo di lucro che, attraverso un test di intelligenza, recluta quel 2% di popolazione mondiale con un quoziente intellettivo (QI) superiore alla norma. Il QI medio, su scala Cattell, è pari a 100. Per superare il test del MENSA occorre avere almeno 148.

Passiamo ora alla tua Accademia del self-publishing on line. Come nasce e cos’è? Cosa proponi con la stessa?

RISPOSTA:

Come accennavo prima, nell’Accademia ho condensato tutte (o quasi) le mie conoscenze tecniche sulla scrittura, sul web marketing, sulla psicologia della comunicazione e sul personal branding.

Non ho affatto la presunzione di possedere il Verbo e non mi reputo per nulla un “guru”. Sono solo un professionista della scrittura e della comunicazione che, dopo oltre un decennio di lavoro e specializzazioni, ha deciso di trasferire le sue conoscenze per aiutare anche altri a coronare il sogno di vivere di scrittura.

L’Accademia è suddivisa in lezioni. Ciascuna lezione comprende video, PDF da scaricare e link ad approfondimenti esterni, ma anche esercizi. Chi termina l’anno di studi, infatti, potrà sostenere un esame per ottenere l’attestato di Self Publishing Specialist.

Ma non si è obbligati a terminare l’anno. I pagamenti sono mensili e via Paypal. Così, si hanno da subito a disposizione tutte le lezioni e si decide autonomamente se e quando sospendere gli studi.

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Erika Castigliano ci racconta le sue opere letterarie al Pink.

Erika Castigliano è un’autrice davvero interessante e si fa notare grazie a una produzione che merita attenzione e considerazione.

Cominciamo a parlare dell’opera intitolata “Combatti per me” (appartenente alla serie “War of heart” Vol. 1) e del sequel “In your arms” (“War of heart” Vol. 2), tra le quali è stata pubblicata anche un’altra storia dal titolo “Un solo istante”.

Ciò che mi ha maggiormente colpito tra le sue opere è stata, però, la copertina e il titolo Inglese di “In your arms” che ho trovato assolutamente eccelsa e vorrei che l’autrice ce ne parlasse.


Ciao Erika, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei averti proposto questa chiacchierata tempo fa, forse l’ho fatto in ritardo, forse no, ma quel che conta è esserci ritrovate ora, per parlare di te e delle tue opere che, di certo, meritano considerazione e successo.

Raccontaci, in primis, quando hai iniziato a scrivere e qual è stata la tua prima opera letteraria.

RISPOSTA:

Grazie a te per avermi dato questa opportunità.

Ho iniziato a scrivere da quando ho imparato a farlo. Scrivevo sempre pensieri su di un quaderno “monocromo” che portavo sempre con me; poi da un’esperienza personale, ho cercato di mettere nero su bianco le mie emozioni. Ho scritto “Un Solo Istante” per gioco, per scaricare la mente, non avevo intenzione di pubblicarlo, poi un giorno mi hanno spronato, mi hanno convinto e ho trasformato le mie emozioni in un libro vero e proprio. Ancora non mi sembra vero!

Come è nata l’idea della storia di “Combatti per me” che, in qualità di primo volume della duologia intitolata “War of heart” ha un titolo italiano, mentre il secondo ha titolo inglese: “In your arms”?

RISPOSTA:

Combatti per me” è nato da una storia che mi girava in testa da molto, infatti ho cominciato a scriverlo prima di finire il primo! È una storia che mi rispecchia moltissimo, ho vissuto molti momenti che descrivo. Molte paure le ho vissute in prima persona. Ho cercato anche qui di scaricare le mie paure i miei pensieri e le mie emozioni su un foglio word, e credo di esserci riuscita!

Il titolo … non lo so, avevo bisogno di cambiamento. Non trovavo nulla che mi convincesse in italiano, vedevo tutto banale; poi un giorno mentre andavo a lavoro, ero sul bus, assortissima nei miei pensieri… ho collegato il gioco di parole di Armi e Arms e ho pensato fosse perfetto!

Parlaci dei protagonisti di questa duologia: chi sono Alyssa e Travis?

RISPOSTA:

Alyssa mi somiglia moltissimo. Il suo coraggio e la sua forza sono le sue caratteristiche migliori. Ha avuto un dolore forte, perdendo il suo mondo: i genitori. Da qui affronta un percorso per nulla semplice. Stringe punti e denti per non mollare, anche se sarà difficile non farlo. Perché, ritrovarsi sola, davanti al mondo è qualcosa che toglierebbe il respiro a chiunque. Lei ce la mette tutta, e avrà il supporto di Travis.

Lui lo conosciamo come il ragazzo con la voglia di vivere per eccellenza, ma poi nel secondo qualcosa lo bloccherà. Affronterà anche lui un profondo dolore, ma non sarà lo stesso di Aly. Travis avrà un forte dolore dentro, misto a rabbia e sarà proprio per questo che allontanerà tutte le persone che lo circondano, compresa Aly. Non sarà facile per nessuno dei due questa separazione forzata.

Quando è nata l’idea di raccontare uno scenario nel quale lui parte per fare il soldato, almeno così come sembra nel sequel “In your arms”?

RISPOSTA:

Quando l’ho affrontata io! Far conoscere alle persone il dolore vissuto, non è stato semplice, ma avevo bisogno di farlo, di mettermi e mettere in gioco, qualcosa che per troppo tempo ho tenuto dentro. Raccontare le proprie emozioni non è mai facile, ma il bisogno di dire, è stato più forte.

Cosa si dovranno aspettare i lettori da questa storia? Cosa riserveranno loro Alyssa e Travis?

RISPOSTA:

È una storia semplice. Farò conoscere, per chi non lo sa, il dolore di una donna, moglie o ragazza che sia, con accanto un soldato. Quello che deve affrontare, quello che ha dentro, il dolore e le paure; allo stesso tempo, farò conoscere il dolore di un soldato, quello vero. Tutto chiaramente contornato da una storia d’amore e di amicizia.

In your arms di Erika Castigliano

Alyssa e Travis hanno molto da raccontare con questo ultimo capitolo. Vedremo dei lati che nel primo non si sono visti, delle sfumature importanti, ma non voglio raccontarvi molto, perché non voglio sminuire la storia.

A cosa stai lavorando, invece, allo stato attuale?

RISPOSTA:

Ho già cominciato un nuovo romanzo, ma è ancora presto per raccontarvelo. Sarà un rosa anche questo!

Ancora una domanda, la stessa che faccio a tutte le autrici intervistate al Pink: se infilassi ora una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Poter lavorare tutta la vita in questo mondo e non parlo solo come scrittrice, ma anche nei blog, interviste, CE o librerie. È un mondo che mi ha sempre affascinato, ma non è semplice starci dentro.

Grazie per la tua cortesia e disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te e per quello che fai per noi autrici self, soprattutto!

Tiziana Iaccarino.

Dietro ogni “Cliente” c’è un nome che ha dei “desideri”.

Molti di voi si saranno resi conto che chi acquista qualunque tipo di prodotto su Amazon e lo recensisce, lasciando un’opinione o qualunque altra idea in merito alle funzionalità del suo acquisto, che sia un aspirapolvere o un libro, può farlo sia in forma anonima che scrivendo il proprio nome.

Ora ci sta voler esprimere una opinione in merito a un acquisto. Quante volte vi sarà capitato di comprare qualunque oggetto, anche semplice, e dopo di poter dare un’opinione personale sulla sua funzionalità, sul rapporto qualità-prezzo, per esempio, o su altro?

Molte persone usano il loro nome. Dopotutto, se si acquista come un normale cliente, perché nasconderlo? Ma altre volte, avrete capito che, nel caso di acquisto e recensioni di libri, vengono spesso usati pseudonimi, nomi fittizi, magari il “Cliente” in merito si fa chiamare semplicemente con quest’ultima parola.

Come scoprire o capire o magari curiosare, indagare, trovare anche un minimo appiglio che ci riveli qualcosa di chi ha acquistato il nostro libro e magari ci ha lasciato 1 stella di recensione per puro passatempo? Magari per dispetto, magari perché c’è una rivalità, magari per puro divertimento. Capita tra chi scrive, purtroppo. Perché, se entriamo nel variegato mondo del self-publishing, ci renderemo conto di quante cose, anche poco corrette vengono operate da alcune persone per affossare il concorrente, per godere di una visibilità maggiore, perché alcuni, a torto, pensano che affossando gli altri, primeggino loro.

Beh… lasciamoglielo credere, se questa idea li aiuta a star meglio.

Allora, come dicevo prima, nel variegato mondo del self-publishing ci si può imbattere in gelosie e tanta insofferenza nei riguardi di una possibile concorrenza che va meglio o che primeggia rispetto a chi fa maggiore fatica.

Chi scrive e si autopubblica avrà notato spesso che dietro le recensioni a una o due stelle di un libro si può nascondere la semplice dicitura di “Cliente” perché è semplice così esprimere qualunque parere e non subire le angherie di una risposta da chi è stato, in qualche modo, criticato, magari con parole vuote e senza senso, per il solo gusto di essere offesi.

Bene, chi vuole conoscere, almeno in parte, qualche dettaglio che si nasconde dietro la parola “Cliente”, dico dettaglio perché non sempre si trova il nome completo o il nome vero, in quanto le persone possono usare pseudonimi, e nomi inventati in quel caso, può comunque tentare di cliccare sulla dicitura stessa. Infatti, cliccando su “Cliente Amazon” si entrerà in una pagina specifica che appartiene al cliente, appunto, ma che non ci rivela niente. Se andiamo a cliccare, però, sulla “lista dei desideri” del famoso “Cliente” scopriremo facilmente il suo nome, perché si aprirà un’altra pagina che riporta le iniziali, a volte il nome completo, a volte il nome user, a volte solo il nome, ma pur sempre un indizio sulla persona e magari pure sui suoi vizi, sui suoi desideri e sulle recensioni rilasciate ad altre persone. Se non compare la lista dei desideri nella pagina del “Cliente”, invece è più difficile risalire al nome.

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Insomma, se si è dei semplici clienti che stilano una lista dei desideri, sappiate che quella lista può svelare il vostro nome, se lasciate recensioni poco piacevoli e magari distruttive, invece che costruttive, per il solo piacere o gusto di farlo. Quei desideri, in pratica, lasciano degli indizi e, in alcuni casi, il nome di chi crede di potersi nascondere alla bell’e meglio.

Tiziana Iaccarino.

L’autrice Clotilde Ruggeri si racconta al Pink Cafè.

Clotilde Ruggeri è una autrice che si sta facendo notare sul web attraverso i social e la pubblicazione delle sue opere letterarie di genere erotico.

La sua pubblicazione più nota è “Come neve al sole” da dove nasce la storia di Caterina, una donna annoiata dalla vita matrimoniale alla quale vorrebbe sfuggire per cercare altro e forse ci riesce solo nel momento in cui incontra un giovane uomo come Max, ma mi fermo qui, perché non intendo spoilerare.

L’autrice ha pubblicato anche il seguito della storia dal titolo “Come fuoco nelle vene” e, infine, ha offerto al suo pubblico il cofanetto “Come una cosa sola” che contiene la duologia completa.

Ho chiesto a Clotilde di raccontarsi al nostro club letterario, in modo da conoscerla meglio e soprattutto di parlare delle sue opere pubblicate.

Ciao Clotilde, grazie per aver accettato questa intervista al Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere e quando hai deciso anche di pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana! Innanzitutto, grazie mille per questa gentile possibilità, spero di soddisfare pienamente la tua curiosità.

Dunque, la scrittura è qualcosa che mi ha accompagnata per gran parte della mia vita, dall’adolescenza fino a oggi. Ho imparato a mettere nero su bianco le mie emozioni pian piano e se all’inizio si trattava solo di piccole frasi o appunti, con gli anni ho cominciato a costruire dei personaggi. La pubblicazione è avvenuta per scommessa personale: dimostrare a me stessa che potevo superare la mia timidezza, facendo leggere a tutti ciò che era rimasto nel pc per tanti anni.

La tua prima opera letteraria è “Come neve al sole”?

RISPOSTA:

Sì, anche se “opera letteraria” mi sembra troppo per ciò che ho scritto. Era ed è una storia molto leggera che vuole, tuttavia, far riflettere su qualcosa di importante: le scelte. Caterina e Max hanno preso vita negli anni: sono vive in molte persone che ho incontrato e raccontano esperienze reali.

Come è nato questo titolo e la sua storia? Ci racconti un aneddoto che la riguarda, ma senza svelare la storia?

RISPOSTA:

Come neve al sole di Clotilde RuggeriIl titolo è nato mentre pensavo a Caterina. Senza dire molto, ho cercato di immedesimarmi in lei in un certo momento della storia e mi sono sentita così, come neve al sole.

Un aneddoto? Dunque, la storia nasce nel momento in cui, passando davanti alla profumeria del centro commerciale vicino a casa, ho notato un ragazzo sulla ventina che guardava attraverso la vetrina. Non so cosa stesse guardando, ma nel negozio c’erano due donne delle quali una più matura. Da lì ho cominciato a fantasticare, costruendo la storia.

C’è stato anche il sequel intitolato “Come fuoco nelle vene”. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Certamente! Il secondo libro vuole essere una trasformazione. Se nel primo Cat si lascia travolgere dalla vita, nel secondo prende coscienza di sé.

Quando ho scritto il primo mi sono concentrata solo su di lei, lasciando Max sullo sfondo. Inizialmente mi piaceva questo PoV, ma ho cambiato idea mentre scrivevo il seguito. Ho pensato che sarebbe stato bello entrare nella mente di Max, dargli consistenza. Ecco perché “Come fuoco nelle vene” ha il doppio PoV.

Sono entrambe opere raccolte nel cofanetto intitolato “Come una cosa sola”. Questa storia è di genere erotico, vero? Ci racconti questa scelta, se è stata una scelta.

RISPOSTA:

La scelta di catalogare in erotico è stata obbligata da alcune descrizioni troppo dettagliate. Purtroppo, in presenza di sesso esplicito l’opera non può essere adatta ai minori e se le scene descrivono particolari anatomici il genere erotico è d’obbligo. Tuttavia, la storia fra Caterina e Max non è una storia di sesso. Beh, sì lo fanno e lo fanno bene, ma è l’emotività che la fa da padrona. È una storia d’amore e di forza, di coraggio e tradimenti. Il sesso è presente, ma non è essenziale.

Ti senti un’autrice predisposta, quindi, al genere erotico?

RISPOSTA:

Se ti dicessi che ancora non mi sono inquadrata? Non so quale genere mi sia più affine come autrice, né ho idea di cosa mi porterà il futuro. Prendo ciò che viene così come viene e cerco di divertirmi.

Continua a leggere L’autrice Clotilde Ruggeri si racconta al Pink Cafè.

L’autrice Elisa Artemide si racconta tra la passione per la scrittura e le sue scelte editoriali.

Elisa Artemide è un’autrice che sa farsi notare. Magari ne parleremo meglio in questa intervista. Le sue opere ci racconteranno, forse, ancora meglio della loro autrice e quest’ultima farà lo stesso con le storie che ha scritto. Alcune di esse hanno titoli molto interessanti: “La luce oltre l’oscurità”, “Schiava di un angelo” (serie “I Guardiani” Vol. 1), “Schiavo per amore” (serie “I Guardiani” Vol. 2), “Un cuore da salvare” (“The Walker Trilogy” Vol. 1)”, “Dentro l’oscurità” e “Un cuore da conquistare” (“The Walker Trilogy” Vol. 2)”.

Ciao Elisa, grazie per aver accettato questa intervista a The Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere e qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

Inizio prima di tutto a ringraziarti per questa opportunità. La mia prima opera è stata “La luce oltre l’oscurità” che ho poi rieditato in una versione migliore. È il romanzo che amo di più tra quelli che ho scritto, perché contiene un pezzo della mia anima e del mio cuore.

Qual è il genere letterario che ami di più e al quale ti dedichi con passione?

RISPOSTA:

L’erotico romance senza dubbio, ma sono anche “onnivora”, nel senso che amo tutti i generi, dallo storico al fantasy all’m/m, tranne l’horror.

Raccontaci della serie “I Guardiani”. Come è nata e a quale genere appartiene?

RISPOSTA:

La saga dei Guardiani è una serie fantasy con scene sempre erotiche ed è nata su consiglio di mio marito di provare a cambiare genere. Mi piaceva anche l’idea di usare come prestavolto Jamie Dornan e Dakota Johnson, ma non volevo scrivere una storia che, irrimediabilmente, avrebbe finito per associare a “Cinquanta sfumature”. Quindi, perché non provare a scrivere un fantasy? Ed è così che sono nati il mio angelo Xander e la schiava umana Viola. Da qui in poi si sono sviluppati gli altri protagonisti della saga: Torin e Thor, i due principi dei lupi, Dafne la principessa delle fate, Lilith la strega, Mikael l’altro angelo e molti altri ancora.

Ora passiamo alla “The Walker Trilogy”. Sono starti pubblicati i primi due volumi: “Un cuore da salvare” e “Un cuore da conquistare”. Ci parli della storia?

RISPOSTA:

La Walker è una trilogia che si basa soprattutto sull’affetto e l’unione di tre fratelli: Alex, Michael e Lukas.

Un cuore da salvare” parla di un uomo, Alex, che non riesce più ad amare dopo il tragico omicidio della moglie e che deve proteggere la testimone di un delitto, Elen. Alex si aspettava di dover affrontare un pericoloso killer, ma non aveva tenuto conto della forte attrazione e del sentimento che Elen ha fatto nascere in lui.

Un cuore da conquistare di Elisa Artemide

Un cuore da conquistare”, invece, narra la storia del secondo fratello, Michel, e di Cate, la migliore amica di Elen. Purtroppo Cate viene coinvolta in una serie di delitti e l’unico che può aiutarla è il suo ex fidanzato, che ne approfitterà per riavvicinarsi a lei. Riuscirà Michael a conquistare il cuore di Cate e lei riuscirà a perdonare il suo tradimento?

Qual è il titolo del terzo volume e cosa dovranno aspettarsi i tuoi lettori?

RISPOSTA:

Il terzo e conclusivo romanzo si intitola “Un cuore da proteggere” e vedrà come protagonisti Lukas e Lily, l’altra amica di Elen e Cate. Lukas tenterà con ogni mezzo di tenere lontano la donna che suscita dei forti sentimenti in lui, perché non si ritiene alla sua altezza, ma quando Lily verrà presa in ostaggio, non potrà fare altro che arrendersi all’evidenza.

Hai rifiutato una proposta editoriale, difendendo con coraggio le tue convinzioni letterarie. Ti va di raccontarci questa tua scelta, ammirevole, tra l’altro?

RISPOSTA:

Ho dovuto rifiutare questa proposta non tanto per i soldi, ma perché la casa editrice voleva tagliare alcune scene della duologia dell’oscurità che ritengo fondamentali per far capire al lettore il cambiamento che avviene nel cuore di Blake. Penso che, alla fine, avrebbe danneggiato la storia.

Ancora una domanda: se infilassi ora una mano nel cassetto dei suoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Vorrei avere una proposta seria da una casa editrice importante, ma per me già pubblicare su Amazon è un sogno che si realizza.

Grazie per la tua disponibilità e cortesia e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Megan L. Collins è una delle autrici più apprezzate e quotate del web.

Megan L. Collins è una delle autrici più apprezzate e quotate del web. Si è fatta conoscere in fretta con opere interessanti che hanno conquistato subito i lettori.

Tutto è cominciato con il titolo “Basta un istante per ritrovarsi”, per poi proseguire con il titolo “Non posso perderti” e la duologia “Sin and Darkness”, di cui il primo volume “L’effetto del peccato” ha avuto un successo enorme al pari del secondo dal titolo “Darkness- il peccato ritorna”. In occasione di questa intervista ci racconterà di sé e delle sue opere.

Ciao Megan e grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Ti chiedo subito chi è Megan L.Collins e quando ha iniziato a scrivere.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana Iaccarino felice di essere qui. Megan Collins è una persona semplice, una sognatrice. Ho iniziato a scrivere da bambina, possedevo il classico diario segreto.

La passione per la scrittura è nata per caso o per vocazione?

RISPOSTA:

È una vocazione. Non posso vivere senza.

Parliamo della tua prima opera letteraria. Quale è stata e quanto è stato difficile farla conoscere quando l’hai pubblicata.

RISPOSTA:

La mia prima opera è “Basta un istante per ritrovarsi” non ho riscontrato difficoltà nella stesura. Per fortuna non è stato difficile farmi conoscere.

So che tu sei self, quindi sempre meglio self o un giorno cercherai anche qualche casa editrice?

RISPOSTA:

Il self lo adoro, mi permette di essere libera, senza vincoli per quando riguarda le CE, vediamo. Al momento sto bene così.

Parliamo dell’opera “Non posso perderti”. Ci racconti in breve la trama?

RISPOSTA:

Non posso perderti” è una storia complicata, di amore, amicizia, odio… in questo romanzo c’è un pezzo della mia vita, poiché tratta temi delicati come il rancore verso un padre che non ama i propri figli.

Ora passiamo alla duologia “Sin and Darkness”. Come ti è venuto in mente questo titolo e la sua storia?

RISPOSTA:

Il titolo è nato per caso, ne parlavo con la mia super grafica Pamela e li ho avuto l’illuminazione. La storia è nata da un sogno.

Chi sono i protagonisti della duologia?

RISPOSTA:

Darkness di Megan L. CollinsI protagonisti della duologia sono: Christopher, Honey e Derek. Tutti diversi tra loro.

Stai lavorando a una nuova duologia o a un’opera autoconclusiva?

RISPOSTA:

Sto lavorando a diversi progetti, tutti conclusivi.

Cosa dobbiamo aspettarci dai lavori prossimi di Megan L. Collins?

RISPOSTA:

Aspettatevi tante cose nuove, i miei romanzo hanno una vena oscura.

Se infilassi ora una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Bella domanda, tirerei fuori cose che costudisci gelosamente nel cuore e che per ora, non posso rivelare.

Grazie per la tua disponibilità e cortesia e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Tania Paxia ci racconta la sua opera “Le strane logiche dell’amore”.

Tania Paxia è una delle autrici più apprezzate e seguite degli ultimi tempi. Laureanda in Giurisprudenza a Pisa, è anche book blogger e lettrice accanita.

Quando l’ho contattata, si è resa subito gentilmente disponibile a parlare di sé e soprattutto del successo della sua opera letteraria “Le strane logiche dell’amore” (Newton & Compton Editori) e ora siamo qui a conoscerla meglio.

Ciao Tania, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei subito chiederti quando è cominciata la tua passione per la scrittura.

RISPOSTA:

Grazie a te per avermi contattata! Ho sempre amato scrivere, sin da piccola. Ma la passione vera e propria l’ho scoperta in età adolescenziale, quando andavo alle superiori. Mi divertivo a scrivere delle brevi storie (scritte malissimo) e a rielaborarle in storie lunghe, per poi arrivare a scrivere la bozza del mio primo romanzo fantasy. In quel periodo – un po’ per la scuola, un po’ per curiosità – leggevo soltanto classici impegnativi e a un certo punto mi sono resa conto che mi occorreva un altro genere meno impegnativo e che fa sognare per evadere dalla realtà di tutti i giorni. E quindi sono passata al fantasy.

Quando hai scritto per la prima volta “Le strane logiche dell’amore”?

RISPOSTA:

Ho iniziato a scriverlo esattamente un anno fa! L’ho scritto, revisionato, letto e riletto tra maggio e luglio 2016. Tre mesi, tra deliri giornalieri e ritiri “spirituali” in Puglia, nel paesino nella provincia di Brindisi dove vive mio nonno.


Ci racconti in breve la trama?

RISPOSTA:

Le strane logiche dell'amore di Tania PaxiaCameo Pink è una blogger super-pasticciona, dalla vita monotona e, diciamolo, anche un pochino deludente per lei che sognava di vivere tranquillamente con il fidanzato Chase, il suo fidato Flash e una parte della sua famiglia a Londra. Invece il suo fidanzato l’ha tradita e il suo mondo è caduto in pezzi all’improvviso e da allora ha cercato in ogni modo di ricostruirlo pian piano circondandosi di libri. E proprio la passione per la lettura le dà la possibilità di entrare in contatto con le case editrici tramite il suo blog letterario. Un giorno si ritrova a dover recensire un romanzo in anteprima esclusiva e qualche sera dopo, a un concerto rock, si imbatte persino nell’autore. Però il giorno della data di uscita di Sweet Olivia – il libro scritto da Tristan Moseley – qualcosa non va nel verso giusto. Quel romanzo ha qualcosa di sospetto e Cameo farà di tutto pur di scoprire il mistero che si cela dietro al nome dell’autore, anche spingersi oltre a ogni logica possibile approfondendo la semplice conoscenza “professionale” con lo scrittore che si è fatto spazio tra i suoi pensieri. Tra inseguimenti e preparativi del matrimonio della cugina Nancy, Cameo cercherà di trovare la soluzione seguendo l’istinto e anche un po’ i suoi sentimenti.

Questa storia ha avuto subito un grosso successo sul web, quindi è stata notata e portata in libreria. Come è stata questa tua esperienza. Ce la racconti?

RISPOSTA:

Lo scorso anno, a luglio, ho autopubblicato “Le strane logiche dell’amore” a sorpresa, senza fare annunci prima della pubblicazione vera e propria. “Niente attesa, niente aspettative”, mi ero detta. Ogni pubblicazione è un rischio e non c’è alcuna certezza: piacerà? Non piacerà? I lettori si ricorderanno di me? Arriveranno le recensioni? Positive o negative? E da qui ansia a fiumi.

Come sempre, non sapevo cosa aspettarmi, soprattutto perché non lo avevo annunciato né inserito in prenotazione. Per i primi quattro o cinque giorni non è andata benissimo, quindi non mi aspettavo granché. Poi i lettori hanno cominciato ad accorgersi del romanzo, le pagine lette e le copie vendute sono aumentate giorno per giorno fino ad arrivare fra i primi posti della classifica di Amazon. Non mi aspettavo un grande successo perché è una storia normalissima che sa di quotidianità, nel senso che non è incentrata solo ed esclusivamente sulla parte romance, anche se ne occupa una parte importante. Ho cercato di inserire vari avvenimenti (spero) divertenti, che fanno da sfondo alla storia d’amore principale per alleggerire la lettura e renderla più briosa e allegra.

Dopo quasi un mese e mezzo dalla pubblicazione sono stata contattata dalla casa editrice Newton Compton che si è mostrata interessata a “Le strane logiche dell’amore”, offrendomi un contratto di edizione, insieme ad altri miei romanzi in opzione più un altro contratto arrivato in un secondo momento per “The Woden’s Day” (Young Adult). Per adesso non mi posso lamentare, anche se dopo anni di self-publishing ammetto che non avere tutto sotto controllo, all’inizio, può essere un vero e proprio trauma. Ora c’ho fatto l’abitudine e l’ansia è diminuita.

Continua a leggere Tania Paxia ci racconta la sua opera “Le strane logiche dell’amore”.

“L’uomo (im)perfetto” è il successo letterario e la punta di diamante di Alessandra Migliozzi.

La conosciamo con il nome Flora Gallert che si è fatta apprezzare con la pubblicazione di opere romantiche e genuine, giovani, moderne, fresche e leggere, ma non ha mai fatto mistero del suo nome reale ovvero Alessandra Migliozzi con il quale ha pubblicato, agli inizi della sua carriera, e di nuovo ora con una bella sorpresa tutta targata YouFeel della Rizzoli.

Stiamo parlando dell’opera “L’uomo (im)perfetto” che si presenta in una nuova veste e con un titolo italiano, per arrivare a un pubblico molto più vasto.

Alessandra alias Flora o come meglio preferite chiamarla, in questa intervista esclusiva per The Pink Cafè ci racconterà la sua carriera, i suoi inizi, il suo entusiasmo, la tenacia e l’intraprendenza che l’hanno sempre contraddistinta e con la quale sta facendo una bellissima carriera.

Ciao Alessandra, grazie per aver accettato questa intervista per il nostro club e, intanto, complimenti per i tuoi risultati, tutti meritati, e per la tua grande voglia di emergere che si nota e fa bene a chi ama l’arte e ti segue. Raccontaci, allora, come e quando è iniziato il tuo percorso da autrice.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te per l’ospitalità e per queste splendide parole! Il mio percorso di autrice è iniziato circa tre anni fa, quando ho pubblicato il mio romanzo d’esordio, un low fantasy, con pseudonimo.

Qual è stata la tua primissima opera e come è stata accolta dal pubblico?

RISPOSTA:

La mia prima opera è, appunto, un low fantasy. Inizialmente non mi è andata molto bene, ho dovuto lavorare molto sulle strategie di marketing per riuscire ad emergere, riuscendo, dopo circa sei mesi dalla pubblicazione, a raggiungere i primi posti della classifica dei bestseller fantasy di Amazon. A un certo punto hai deciso di usare lo pseudonimo Flora Gallert che, tra l’altro, a me piace molto, lo trovo orecchiabile, si ricorda facilmente ed è figo, diciamolo pure. Come è nato questo nome e da quale opera hai cominciato a usarlo.

RISPOSTA:

Non tutti pensano che sia figo, inoltre a casa ci fa un po’ sorridere visto che è un nome nato da una storia che mia mamma raccontava a mia sorella per svegliarla la mattina. Ho sempre usato questo pseudonimo per le mie opere pubblicate in self publishing, mentre per quelle pubblicate con Case Editrici, uso il mio nome vero.

Quali sono state le tue opere più apprezzate in qualità di Flora Gallert?

RISPOSTA:

Le opere più apprezzate sono state, innanzitutto, “The (im)perfect man”, ora nella nuova veste “L’uomo (im)perfetto”, poi “Solo a un passo da te” e, infine, “A Natale non puoi fingere”.

Hai pensato che, un giorno, saresti tornata a usare il tuo nome vero per una pubblicazione?

RISPOSTA:

Diciamo che il mio nome lo uso per le opere pubblicate con Case Editrici, quindi un po’ ci speravo visto che ci tenevo a pubblicare con una Casa Editrice come la Rizzoli.

Parlaci ora de “L’uomo (im)perfetto”, nuova pubblicazione YouFeel di Rizzoli. Come è andata?

RISPOSTA:

All’inizio il romanzo è stato pubblicato in self publishing riscuotendo un inaspettato successo su Amazon. Mi ha regalato tantissime soddisfazioni, tra cui, quella di essere stato valutato positivamente dalla Rizzoli.

Ti va di anticiparci qualcosa della trama, senza svelare troppo? Chi è l’uomo imperfetto?

RISPOSTA:

L'uomo (im)perfetto di Alessandra Migliozzi

Certo! L’uomo (im)perfetto” è un romance ironico e molto romantico in cui, complice un simpatico viaggio a NY, l’odio profondo tra Loris e Giulia si trasformerà in qualcosa di più! L’uomo (im)perfetto” è proprio Loris, un ragazzo che, a prima vista, sembra quasi irraggiungibile ma che, in realtà, dietro la sua bella facciata, nasconde molto altro!

Cosa deve aspettarsi il tuo pubblico da questa storia?

RISPOSTA:

Spero di divertire e di emozionare, di regalare qualche ora piacevole e di svago.

Ancora una domanda: se infilassi ora una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Spero di riuscire ad aprire una Casa Editrice tutta mia!

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te!!

Tiziana Iaccarino.