Intervista a Giovanna Barbieri, parliamo di storico e di editing

Salve lettori e ben trovati con il nostro club letterario. Abbiamo parlato di editing con un’autrice, che riveste anche la figura di editor:  Giovanna Barbieri.

Oggi si tende a fare confusione con i diversi ruoli interessati nella realizzazione di un’opera, nasce così una conversazione nel gruppo sull’editing in generale.

Intervista a Giovanna Barbieri

18190909_10209055024714164_1594319924_nCiao Giovanna, grazie per aver accettato questo invito. Come nasce la tua passione per lo storico?

R. Ciao a tutte, la passione mi è sorta da bambina grazie ai romanzi di mio padre. È un grande appassionato di II e I guerra mondiale, ma anche di epoche antiche. Ho letto negli anni tutta la sua biblioteca: Ivanhoe di SW Scott; l’ultimo dei Mohicani di Cooper; Tutti i romanzi di Follett, di Manfredi e di Jennings; Sinhue l’egiziano di Waltari e tanti altri.

Sei autrice e ricopri la figura di editor, come e quando nasce in te la voglia di fare editing per terzi?

R. Mi sono laureata nel lontano 2001 e anche all’epoca il mio sogno era di lavorare in una casa editrice. Ho frequentato diversi corsi, infine qualche anno fa ho aperto il mio blog di servizi editoriali (righerosse). Trasformare un romanzo non eccelso in un buon libro non è sempre facile per un editor. Infatti anche l’autore deve avere voglia di impegnarsi sul suo testo, seguendo i suggerimenti del professionista. Comunque, quando scopri che uno di questi romanzi editati da te stanno avendo il successo che meritano, sei così felice che ti scoppia il cuore d’orgoglio.

Parliamo di editing, come si diventa editor e cosa significa editare un testo? Qual è il compito di questo ruolo?

R. Occorre tanta pazienza, tanta competenza grammaticale e sintattica, tanta gentilezza con gli autori, ma senza essere troppo servili. Allo scrittore non serve l’adulazione, ma commenti mirati che lo aiutino a crescere e migliorare ciò che scrive. Come editor, controllo sia la grammatica (anche se non sarebbe mio compito) sia la coerenza delle scene e la struttura del romanzo, suggerendo cancellazioni di ripetizioni, aggiunte di scene poco descritte, miglioro dialoghi, suggerisco la riscrittura di frasi poco fluide, o troppo narrate e poco mostrate, punto molto sulla psicologia dei personaggi e sui motivi delle loro azioni-reazioni)

Oggi tra beta reader, correttore di bozze e editor si fa spesso confusione, puoi spiegare in breve questi tre ruoli e che differenze hanno secondo l tua personale esperienza?

R. Il beta reader può essere chiunque di cui voi vi fidate (meglio non un parente, non sarà mai oggettivo) e che ami il genere letterario da voi scritto. Di solito vi offre solo un commento a caldo sulla trama e se lo hanno apprezzato o non è piaciuto. Il correttore di bozze si occupa solo della grammatica, ortografia e sintassi mentre l’editor si occupa della struttura del romanzo (dei punti di vista, dell’infodump, del mostrare e non raccontare, dei dialoghi, della caratterizzazione psicologica dei personaggi)

Come si costruisce un romanzo, quali sono i passaggi principali, in breve, che un autore dovrebbe valutare per offrire ai lettori un buon prodotto e una storia scritta bene?

R. Partiamo dalla trama: è quasi impossibile creare una trama originale, sia che si parli di rosa sia che si parli di gialli o thriller, tutti infatti sono stati già scritti. Ma starà alla bravura dell’autore creare un intreccio interessante, coerente con il mondo/epoca scelta. In partica, il compito dell’artista è donare ai lettori le emozioni che provengono dal suo animo, dal suo cuore e dalla sua mente, conoscendo profondamente l’ambientazione scelta (che sia all’estero che in Italia, non importa)

Occorre creare dei personaggi realistici, con difetti e pregi, attraenti ma non finti. Io propendo sempre per il realismo, in tutti i generi e un uomo può essere interessante oppure odioso anche per i suoi difetti, per il suo carattere duro, scontroso, per la codardia e la vigliaccheria, per la testardaggine o la debolezza, per la lealtà e il desiderio di proteggere la famiglia ecc. Lo stesso vale per le donne. Le donne stupende che si credono bruttine hanno stancato, non sono molto originali. Se un personaggio si comporta in un certo modo, deve essere chiaro il motivo (infanzia dolorosa, problemi mentali, malattie ecc). Non esiste che passi da amabile a malvagio nello spazio di due capitoli. L’evoluzione può e deve esserci, ma non è immediata in un buon libro.

L’ambientazione: possiamo ambientare i nostri romanzi ovunque, ma un briciolo di originalità in più non guasterebbe. Poi occorre conoscere molto bene la città scelta con i suoi usi e costumi, odori e profumi. Sarebbe meglio avere vistato la città scelta almeno una volta nella vita. Non c’è nulla di peggio che leggere di personaggi stranieri che si comportano come italiani.

Quando hai cominciato a pensare seriamente alla pubblicazione dei tuoi scritti?

R. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo romanzo come indipendente. Non conoscevo il self publishing di amazon e avevo scelto youcanprint. Nel 2015, poi, ho pubblicato il mio primo romanzo storico serio, scelto da una CE piccola ma tenace che mi sta dando ora qualche soddisfazione.

Credo che per gli auto-pubblicati darò sempre l’esclusiva ad amazon per poter sfruttare il kindle unlimited. Avrei pochissime entrate economiche senza il KU.

Parlaci delle tue opere, a oggi, quanti libri hai pubblicato?

R. Nel 2015 Cangrande paladino dei ghibellini (1312-1314) con Arpeggio libero editori; nel 2016 la trilogia della stratega (1165-1180, ma erano già nel cassetto, li ho solo revisionati e pubblicati con amazon); nel 2017 dell’Amore e della spada: Beatrice e Giuliano (1513) con amazon e Silfrida la schiava di Roma (402 DC) pubblicato con la Delos digital.

Storico perché? Se dovessi consigliare questo genere, come convinceresti un lettore ad acquistare i tuoi libri?

R. Mi piace immergermi nelle epoche antiche, negli usi e costumi così diversi dagli attuali, nella mentalità dei cavalieri e delle dame medievali, dei monaci guerrieri, dei soldati romani e dei Goti. Cerco sempre di creare dei personaggi realistici per l’epoca, evitando caratteri e comportamenti troppo sopra le righe (i diversi ci sono sempre stati, altrimenti la società non si sarebbe mai evoluta, ma non erano apprezzati molto dalla comunità, salvo che non fossero anche ricchi e nobili). Alcune mie donne sono forti e determinate, che non si lasciano piegare dalle tragedie, ma altre sono insicure e fragili, desiderose solo di amare ed essere amate. Per quanto riguarda gli uomini: molti sono prepotenti, determinati, non gentili e amorevoli con l’altro sesso. Altri invece sono artistici, più emotivi, alla ricerca del loro posto nel mondo. Altri ancora sono all’apparenza bruschi, ma amorevoli con moglie e figli.

Non tutti i lettori apprezzano i romanzi storici d’avventura. Io li ho sempre amati, sin dalle elementari. Sono ingiustamente accusati di essere noiosi, ma in un romanzo ambientato in altre epoche troverete relazioni amorose travolgenti, fughe e imprigionamenti, battaglie e duelli all’ultimo sangue, assedi di castelli, vita della popolazione comune e usi e costumi dell’epoca inseriti nella trama senza essere pesanti.

Grazie Giovanna, se vuoi puoi aggiungere qualcosa che non è stato detto. Dove possono contattarti autori , lettori e curiosi? Lasciaci qualche contatto.

R. Vi lascio il mio blog editoriale: https://righerosse.wordpress.com/

Poi ho aperto anche un blog di recensioni, articoli, curiosità a tema storico. https://ilmondodigiovanna.wordpress.com/

Grazie

Tiziana Cazziero

 

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