Malia Delrai: da Roman alla Delrai Edizioni, la scoperta e l’emozione, i sogni realizzati dall’autrice e l’attività imprendioriale dell’editrice.

Malia Delrai è un nome conosciutissimo, ormai, quindi evito di presentarvela perché penso che tutti sappiate di chi stiamo parlando.

Lei nasce come un’autrice che si è fatta conoscere dal grande pubblico sul web grazie a opere molto intraprendenti dal punto di vista narrativo e soprattutto seduttive per le lettrici più romantiche e sognatrici, grazie alla generosa virilità di personaggi maschili alquanto attraenti e soprattutto sopra le righe.

Si può dire che la serie “Piacere Russo” l’abbia consacrata all’attenzione generale di un pubblico molto vasto sul web, in quanto Roman ha conquistato centinaia di migliaia di lettrici attraverso la sua storia, ma sono tantissime le opere pubblicate e già apprezzate dal pubblico: da “Lezione di carne” ad “Amore da inchiostro: un romanzo per amarti – un editor per amarti”.

A un certo punto della sua carriera autorale, Malia si è resa conto evidentemente delle potenzialità che aveva a fronte di una fetta di una notorietà che le perveniva grazie a opere che erano state molto apprezzate e ha deciso di intraprendere la carriera imprenditoriale ovvero quella da editore, aprendo la casa editrice Delrai Edizioni.

Giovane, innovativa, moderna, intraprendente, tenace, testarda, molto attiva e soprattutto forte del consenso di un pubblico che già la amava tanto come autrice, Malia si è resa uno degli editori più giovani e apprezzati e sta contribuendo alla grande all’ascesa della sua casa editrice sul panorama editoriale italiano.

Malia Delrai

In questa intervista parliamo direttamente con lei, in quanto possiamo scoprire molte cose che ancora non conosciamo e magari apprezzare ancora di più la donna, l’autrice, l’editore e la collega (autrice).

Ciao Malia, grazie per aver accettato questa intervista, sono molto contenta che tu possa raccontarti al club letterario “The Pink Cafè”, perché ti seguiamo da tanto e ti ammiriamo molto per il tuo coraggio e il tuo impegno nell’editoria.

Raccontaci, però, come sei nata innanzitutto come autrice. Quando hai iniziato a scrivere e cosa?

RISPOSTA:

Ho iniziato a scrivere “seriamente” nel lontano 2008. Cavolo, quanto tempo! Tanti motivi mi hanno spinta, ma soprattutto il fatto che stessi cominciando a leggere romanzi appassionanti e in un certo senso mi spingevano a esprimere la mia opinione in merito. Infatti ho iniziato con le fan fiction, mi piacevano tantissimo e poi sono finita agli “originali”, ossia ai romanzi. Il primo che ho scritto è stato “Soffio di Cotone”, ancora inedito oggi, ma che molti già conoscono, poi c’è stato “Lezione di Carne”, pubblicato in self e “Anime di Sangue”, pubblicato, ma ritirato dal commercio. Ehi, quanti romanzi pubblicavo all’inizio!

Qual è stata la prima storia che hai pubblicato e come l’hai fatta conoscere a un vasto pubblico?

RISPOSTA:

Vasto”? Booooooooooh. Non ho la risposta, sai? Per me, probabilmente, ancora non ho ottenuto un così “vasto” pubblico. Alla fine non so bene di che numeri si parli, ma probabilmente vorrei che le mie storie fossero conosciutissime, ancora di più. Pretendo troppo? Forse sì, forse è così. Però mi piacerebbe da autrice essere in tutte le librerie italiane, avere questo tipo di impatto. Sì, mi piacerebbe, però ammetto che non sia per niente facile.

Come è nata la serie “Piacere Russo” che ha fatto impazzire le lettrici più appassionate e divoratrici di libri?

RISPOSTA:

Mmh, è nata per gioco. Il primo romanzo era veramente una prova. Avevo deciso di smettere di scrivere, perché demoralizzata. Non riuscivo a realizzare il mio sogno, e per questo pensavo di dover cambiare strada. Quasi non mi sembra vero adesso… In fondo era un ultimo tentativo, e guarda ora. Le persone si sono affezionate alla mia storia e quasi non mi sembra vero.

Chi è veramente Roman?

RISPOSTA:

Roman è mio marito. Ahahah. Quando guardo lui, mi rendo conto che è lo stesso modo in cui Selene guarda Roman. Roman è una roccia per lei, indistruttibile, Roman è il mondo, è il sesso, è la ragione per cui respira. A volte penso che io non potrei mai vivere senza di lui e ne ho la certezza. Quando scrivo di Roman e Selene mi sento a mio agio, perché è facile inventare quando la base che c’è tra loro è vera. Per questo non riesco ancora oggi ad abbandonarli, è così semplice parlare di loro!

Come è stata accolta, di volta in volta, la serie “Piacere Russo”? Cosa ti chiedevano o cosa speravano di trovare nel seguito?

RISPOSTA:

Nei vari romanzi della serie, dici? Mmh… sì, i lettori facevano tantissime supposizioni, ed è stato bello condividere le aspettative. Mi sentivo in tensione, non sapevo veramente se avrei soddisfatto le mie lettrici, ma andavo avanti, consapevole che comunque avrei fatto di tutto per non deludere, perché c’è tanta passione in quello che scrivo. C’è chi ovviamente è rimasto deluso e mi dispiace, però ho visto che, invece, dal resto delle persone ho avuto feedback positivi e mi sono rassicurata. Cosa mi chiedevano? Di darmi una mossa. All’epoca riuscivo ancora a scrivere.

Poi è arrivata l’idea e la decisione di diventare editore. Quando è nata e perché hai deciso di intraprendere questa strada?

RISPOSTA:

Perché mi piace lavorare con gli autori, lo trovo davvero edificante. È bellissimo condividere la passione per la lettura e la scrittura. Trovo che lavorare in squadra sia molto bello e che questo possa far crescere autori e collaboratori. Siamo insieme, persone che hanno voglia di lavorare insieme. Mi piacciono i miei autori, mi piacciono tantissimo, sono bravi, sono brave persone e fanno del loro meglio. Con tutto quello che questo comporta, nel bene e nel male, io comunque ci sono.

La Delrai Edizioni oggi è una realtà imprenditoriale molto interessante. Siete molto attivi e coraggiosi. Quanta fatica, ma soprattutto quanto lavoro consta l’apertura di una casa editrice ai giorni d’oggi in Italia?

RISPOSTA:

Comporta una marea di sacrifici, ma non solo aprire, anche essere costanti nel lavoro, molto di più di quanto le persone possano immaginare. Però va bene, penso ne valga la pena. Ci tengo tantissimo alla Delrai Edizioni. È la mia vita. Per quanto riguarda le spese ti saprò dire quando avrò un’idea delle tasse, per ora ci sono e sono costanti, ma si dice che il peggio arrivi il secondo anno. Se riesco a sopravvivere organizzo una festa. Ahahah.

Come ti senti in qualità di editore e che tipo di editore sei?

RISPOSTA:

Voglio essere un editore-persona. Ossia una persona che pubblica libri e che si chiama editore, ma rimanendo sempre prima di tutto Malia, quella disponibile, quella che cerca di fare del proprio meglio e che non volta le spalle a nessuno. Di errori ne ho fatti, sì, ma non in cattiva fede. No. Forse pensando che sarebbe stato il meglio per me e per i miei autori. Così continuo a fare. La trasparenza non è sempre semplice, ma è quella a cui punto.

Io ti seguo molto e noto che ti spendi davvero per gli autori che pubblichi. Devo dire che sono rari gli editori che si adoperano in tal modo per i loro autori, ma tu sei sempre stata molto attiva e questo te lo può riconoscere chiunque. Come ti senti ora a dover gestire le responsabilità che concernono l’apertura di una casa editrice?

RISPOSTA:

È dura. Davvero dura. Perché, come dici, io mi sento responsabile per i miei autori. Ci tengo che loro siano soddisfatti, ma non tanto del mio lavoro, quanto di come sta andando il loro romanzo. È importante che uno scrittore non rimanga deluso, perché è un tesoro che va coltivato, perciò io esisto, per fare in modo che il romanzo vada bene. Non è semplice. Sappiamo che la realtà editoriale adesso è molto dura, soprattutto per quel che concerne il non-romance. A volte sono io la più delusa, a volte la più contenta. Ce la metto tutta e non mi arrendo. Un romanzo non muore mai, rimane sempre. Il libro è in vendita, ma l’autore e le sue opere no.

Quali sono i requisiti richiesti da parte di chi vuole proporvi un manoscritto? Che tipo di storie valutate e quali sono i tempi di valutazione per una risposta?

RISPOSTA:

Valutiamo tutti i tipi di storie, purché siano romanzi, narrativa. Se un testo è buono si può discutere. Sono aperta a tutto, mi piace esserlo. I tempi di valutazione sono tre mesi di solito, anche se forse allungheremo i tempi, per via della mole di manoscritti che arrivano. Per ora le selezioni sono chiuse, ma le riapriremo dopo i saloni.

Allo stato attuale quanti manoscritti ti sei trovata a dover valutare e su cosa basi la tua scelta di pubblicazione?

RISPOSTA:

Più di 400 romanzi. È stato veramente un delirio. Mi baso su tante variabili, mi è capitato di rifiutare anche buoni manoscritti, e mi è dispiaciuto tantissimo, ma purtroppo non ho potuto prenderli per varie ragioni. Anche se ora più passa il tempo, più mi sto rendendo conto di tantissime cose che non sapevo. Fra un anno avrò più chiaro tutto e allora cambierò di nuovo opinione.

Cosa ci riserverà la Delrai Edizioni prossimamente? Puoi anticiparci qualcosa?

RISPOSTA:

Mmh, non lo so nemmeno io. Non posso dire nulla per ora… Forse dopo il salone di Torino potrò sbilanciarmi e parlare di novità, ma per adesso non posso. Prepariamoci per “Sacrifice” di Barbara Bolzan, novità Salone del Libro 2017, e poi a Marta Rei, a giugno, e poi a Elle Eloise a Luglio. Dopo Agosto… ci saranno tantissime altre novità.

Una domanda che faccio per ultima alle persone che intervisto per il nostro club letterario: se infilassi una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

La distribuzione in libreria per la Delrai Edizioni.

Grazie per la tua disponibilità e cortesia e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Crepi il lupo! Grazie a te!

Tiziana Iaccarino.

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