Francesca Noto, da traduttrice ad autrice il passo è breve.

Francesca Noto è una traduttrice da e per la Lingua Inglese, ha una grande passione per i libri e soprattutto per la scrittura che ha sperimentato con la sua passione per il genere fantasy pubblicando l’opera “Il segno della tempesta” da Astro Edizioni.

In questa intervista per The Pink Cafè ci racconterà di sé, della sua esperienza letteraria, delle sue passioni e della sua vita. Conosciamola meglio, quindi.

Ciao Francesca Noto, benvenuta nel nostro club letterario e grazie per aver accettato questa intervista. Allora, in primis, raccontaci di te, come nasci come autrice.

RISPOSTA:

Il percorso che mi ha portato a pubblicare il mio primo romanzo è stato un po’ tortuoso. Ho sempre scritto, fin da bambina, ma scrivevo soltanto per me e non pensavo che avrei mai pubblicato niente. “Il segno della tempesta” è rimasto nel proverbiale cassetto per qualcosa come 10 anni. Ed è stato per una serie di fortunati eventi, se alla fine la mia editrice, Francesca Costantino, l’ha letto e ci ha creduto anche più di me! Al primo sold-out in fiera, le ho dovuto dare ragione e ho iniziato a crederci anche io!

La tua prima opera letteraria. Raccontami la sua nascita, il titolo, se l’hai pubblicata o meno e come.

RISPOSTA:

Di racconti e romanzi ne ho scritti tanti, ma nessuno lo definirei davvero opera letteraria, tanto più che sono stati tutti esperimenti lavorati durante l’adolescenza, dagli 11 ai 20 anni. L’unico di cui posso parlare è anche il mio esordio, l’urban fantasy “Il segno della tempesta”: è nato in Florida nel 2000, di fronte alla spettacolare potenza della natura delle Everglades. Mi ha iniziato letteralmente a cantare dentro. E da lì, di strada ne ha fatta tanta, e nel 2015 è stato completamente riscritto, per poi arrivare alla pubblicazione, con Astro Edizioni, nel 2016.

Quanto tempo ci metti a realizzare la stesura di un manoscritto e quali sono i tuoi passi successivi? Cerchi un lettore che ti dia un parere, un editor che corregga, una casa editrice che pubblichi, una grafica per la copertina e per autopubblicartelo?

RISPOSTA:

La stesura è sempre lunga, nel mio caso. Con “Il segno della tempesta” ci sono voluti circa 6 anni perché trovasse la sua prima stesura completa, e poi circa un anno per riscriverlo nel 2015. Il secondo romanzo, che uscirà a ottobre sempre per Astro Edizioni e sarà un sequel stand-alone del primo, lo sto scrivendo mentre lavoro a diverse traduzioni, quindi il tempo a disposizione è abbastanza limitato. Mi ritaglio due o tre ore al giorno, spesso all’alba, per portarlo avanti. Probabilmente, alla fine ci metterò un 6-8 mesi a concluderlo. Al momento, sono fortunata: Astro Edizioni mi ha chiesto espressamente di scrivere un secondo romanzo e la strada che ho intrapreso piace, perciò una volta finita la prima bozza ci sarà la fase di editing e intanto la bravissima Livia de Simone realizzerà la copertina. Non vedo l’ora di scoprire cosa uscirà stavolta dalla sua magia! La promozione? Sto cercando di iniziarla anche adesso, con qualche piccolo teaser. Cercheremo di fare qualche anteprima qualche settimana prima dell’uscita, vedremo come andrà!

Quali sono i generi letterari che ti appartengono e nei quali ti riconosci?

RISPOSTA:

Di sicuro i generi letterari in cui mi riconosco di più, sia come autrice che come lettrice, sono l’urban fantasy, il fantasy distopico e la fantascienza, ma non disdegno nessun genere se il libro è scritto bene e la storia mi acchiappa!

Francesca, tu pubblichi con il tuo nome o sotto pseudonimo?

RISPOSTA:

Sempre con il mio nome.

Il segno della tempesta” è un fantasy pubblicato con la casa editrice Astro Edizioni, avrà un seguito oppure è autoconclusivo?

Il segno della tempesta di Francesca Noto

RISPOSTA:

Il segno della tempesta” è autoconclusivo; al momento sto scrivendo un secondo romanzo, che si intitolerà “I figli della tempesta”, che ha dei rimandi al primo, ma si potrà leggere a prescindere da lui. Non sono per le saghe chilometriche, in primo luogo come lettrice: troppo tempo ad aspettare il nuovo, e odio i cliffhanger (perfino nelle serie TV! Maledetti gli sceneggiatori di Z-Nation!!!!)

Se dovessi definirti come autrice, quale aggettivo useresti?

RISPOSTA:

Emotiva. Credo di essere una persona che quando scrive, cerca di comunicare emozioni. Quelle dei personaggi, quelle che traspaiono da un paesaggio o da una scena. Ci provo, almeno.

Se dovessi invitare dei lettori a leggere la tua opera, cosa diresti loro?

RISPOSTA:

Se pensi che tutti abbiamo dentro qualcosa di speciale e valga la pena di ascoltarlo e seguirlo per raggiungere il proprio posto nel mondo; se credi nell’Amore come forza che può cambiare il destino; se ti piacciono le leggende norrene e i cavalli… “Il segno della tempesta” fa per te!

Stai lavorando ad altre opere, se sì, puoi anticiparci qualcosa?

RISPOSTA:

Come dicevo, sto ultimando proprio in queste settimane la stesura de “I figli della tempesta”, un seguito “stand-alone” del primo romanzo. Si parte dalla stessa ambientazione, ci sono alcuni rimandi a vicende e personaggi de “Il segno della tempesta”, ma i protagonisti sono diversi e le vicende prenderanno una svolta molto più fantasy. La storia riguarda due adolescenti, Nathaniel e Winter, e la loro avventura, tra le difficoltà di gestire capacità speciali spesso distruttive e un legame intenso, ma complicato.

Infila una mano nel tuo cassetto dei sogni: cosa ci tireresti fuori in questo momento?

RISPOSTA:

Un frisone occidentale, tutto nero e con la criniera fino alle ginocchia! In effetti, uno dei miei sogni ancora da realizzare è avere un cavallo tutto mio. Ma per il momento, mi accontento della piccola Pioggia, l’attuale puledrina con cui mi svago al momento, che è un po’ come se fosse mia!

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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