L’autrice Clotilde Ruggeri si racconta al Pink Cafè.

Clotilde Ruggeri è una autrice che si sta facendo notare sul web attraverso i social e la pubblicazione delle sue opere letterarie di genere erotico.

La sua pubblicazione più nota è “Come neve al sole” da dove nasce la storia di Caterina, una donna annoiata dalla vita matrimoniale alla quale vorrebbe sfuggire per cercare altro e forse ci riesce solo nel momento in cui incontra un giovane uomo come Max, ma mi fermo qui, perché non intendo spoilerare.

L’autrice ha pubblicato anche il seguito della storia dal titolo “Come fuoco nelle vene” e, infine, ha offerto al suo pubblico il cofanetto “Come una cosa sola” che contiene la duologia completa.

Ho chiesto a Clotilde di raccontarsi al nostro club letterario, in modo da conoscerla meglio e soprattutto di parlare delle sue opere pubblicate.

Ciao Clotilde, grazie per aver accettato questa intervista al Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere e quando hai deciso anche di pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana! Innanzitutto, grazie mille per questa gentile possibilità, spero di soddisfare pienamente la tua curiosità.

Dunque, la scrittura è qualcosa che mi ha accompagnata per gran parte della mia vita, dall’adolescenza fino a oggi. Ho imparato a mettere nero su bianco le mie emozioni pian piano e se all’inizio si trattava solo di piccole frasi o appunti, con gli anni ho cominciato a costruire dei personaggi. La pubblicazione è avvenuta per scommessa personale: dimostrare a me stessa che potevo superare la mia timidezza, facendo leggere a tutti ciò che era rimasto nel pc per tanti anni.

La tua prima opera letteraria è “Come neve al sole”?

RISPOSTA:

Sì, anche se “opera letteraria” mi sembra troppo per ciò che ho scritto. Era ed è una storia molto leggera che vuole, tuttavia, far riflettere su qualcosa di importante: le scelte. Caterina e Max hanno preso vita negli anni: sono vive in molte persone che ho incontrato e raccontano esperienze reali.

Come è nato questo titolo e la sua storia? Ci racconti un aneddoto che la riguarda, ma senza svelare la storia?

RISPOSTA:

Come neve al sole di Clotilde RuggeriIl titolo è nato mentre pensavo a Caterina. Senza dire molto, ho cercato di immedesimarmi in lei in un certo momento della storia e mi sono sentita così, come neve al sole.

Un aneddoto? Dunque, la storia nasce nel momento in cui, passando davanti alla profumeria del centro commerciale vicino a casa, ho notato un ragazzo sulla ventina che guardava attraverso la vetrina. Non so cosa stesse guardando, ma nel negozio c’erano due donne delle quali una più matura. Da lì ho cominciato a fantasticare, costruendo la storia.

C’è stato anche il sequel intitolato “Come fuoco nelle vene”. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Certamente! Il secondo libro vuole essere una trasformazione. Se nel primo Cat si lascia travolgere dalla vita, nel secondo prende coscienza di sé.

Quando ho scritto il primo mi sono concentrata solo su di lei, lasciando Max sullo sfondo. Inizialmente mi piaceva questo PoV, ma ho cambiato idea mentre scrivevo il seguito. Ho pensato che sarebbe stato bello entrare nella mente di Max, dargli consistenza. Ecco perché “Come fuoco nelle vene” ha il doppio PoV.

Sono entrambe opere raccolte nel cofanetto intitolato “Come una cosa sola”. Questa storia è di genere erotico, vero? Ci racconti questa scelta, se è stata una scelta.

RISPOSTA:

La scelta di catalogare in erotico è stata obbligata da alcune descrizioni troppo dettagliate. Purtroppo, in presenza di sesso esplicito l’opera non può essere adatta ai minori e se le scene descrivono particolari anatomici il genere erotico è d’obbligo. Tuttavia, la storia fra Caterina e Max non è una storia di sesso. Beh, sì lo fanno e lo fanno bene, ma è l’emotività che la fa da padrona. È una storia d’amore e di forza, di coraggio e tradimenti. Il sesso è presente, ma non è essenziale.

Ti senti un’autrice predisposta, quindi, al genere erotico?

RISPOSTA:

Se ti dicessi che ancora non mi sono inquadrata? Non so quale genere mi sia più affine come autrice, né ho idea di cosa mi porterà il futuro. Prendo ciò che viene così come viene e cerco di divertirmi.

Quale altro genere letterario ti piacerebbe, invece, sperimentare?

RISPOSTA:

Oh, credo tutti! Se potessi dedicare la mia vita alla scrittura non farei altro dal mattino alla sera e proverei tutto. Ultimamente sto provando a scrivere un dark distopico. Mi piace sperimentare e mescolare generi, ecco perché non ho ancora capito che scrittrice sono.

Se dovessi definirti con tre aggettivi, in qualità di autrice, quali useresti?

RISPOSTA:

Timida, sincera, permalosa. Non sono necessariamente tre buoni aggettivi, né tre difetti. La sincerità non mi ripaga quasi mai, anzi sono più i problemi che i guadagni. Sono permalosa… lo ammetto, inutile che mi nascondo. Non mi piacciono le critiche alla mia persona e le digerisco male.

Ancora una domanda: se infilassi ora una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Un figlio. Credo sia l’unica cosa che mi manca e che vorrei avere nella mia vita. Per il resto sono già molto felice per ciò che ho ottenuto e che la vita mi ha regalato.

Grazie per la tua disponibilità e cortesia e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie mille a te, Tiziana. Sei stata gentilissima e ricambio gli auguri per te e per i tuoi progetti!

Ah… Evviva il lupo!

Tiziana Iaccarino.

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