Dietro ogni “Cliente” c’è un nome che ha dei “desideri”.

Molti di voi si saranno resi conto che chi acquista qualunque tipo di prodotto su Amazon e lo recensisce, lasciando un’opinione o qualunque altra idea in merito alle funzionalità del suo acquisto, che sia un aspirapolvere o un libro, può farlo sia in forma anonima che scrivendo il proprio nome.

Ora ci sta voler esprimere una opinione in merito a un acquisto. Quante volte vi sarà capitato di comprare qualunque oggetto, anche semplice, e dopo di poter dare un’opinione personale sulla sua funzionalità, sul rapporto qualità-prezzo, per esempio, o su altro?

Molte persone usano il loro nome. Dopotutto, se si acquista come un normale cliente, perché nasconderlo? Ma altre volte, avrete capito che, nel caso di acquisto e recensioni di libri, vengono spesso usati pseudonimi, nomi fittizi, magari il “Cliente” in merito si fa chiamare semplicemente con quest’ultima parola.

Come scoprire o capire o magari curiosare, indagare, trovare anche un minimo appiglio che ci riveli qualcosa di chi ha acquistato il nostro libro e magari ci ha lasciato 1 stella di recensione per puro passatempo? Magari per dispetto, magari perché c’è una rivalità, magari per puro divertimento. Capita tra chi scrive, purtroppo. Perché, se entriamo nel variegato mondo del self-publishing, ci renderemo conto di quante cose, anche poco corrette vengono operate da alcune persone per affossare il concorrente, per godere di una visibilità maggiore, perché alcuni, a torto, pensano che affossando gli altri, primeggino loro.

Beh… lasciamoglielo credere, se questa idea li aiuta a star meglio.

Allora, come dicevo prima, nel variegato mondo del self-publishing ci si può imbattere in gelosie e tanta insofferenza nei riguardi di una possibile concorrenza che va meglio o che primeggia rispetto a chi fa maggiore fatica.

Chi scrive e si autopubblica avrà notato spesso che dietro le recensioni a una o due stelle di un libro si può nascondere la semplice dicitura di “Cliente” perché è semplice così esprimere qualunque parere e non subire le angherie di una risposta da chi è stato, in qualche modo, criticato, magari con parole vuote e senza senso, per il solo gusto di essere offesi.

Bene, chi vuole conoscere, almeno in parte, qualche dettaglio che si nasconde dietro la parola “Cliente”, dico dettaglio perché non sempre si trova il nome completo o il nome vero, in quanto le persone possono usare pseudonimi, e nomi inventati in quel caso, può comunque tentare di cliccare sulla dicitura stessa. Infatti, cliccando su “Cliente Amazon” si entrerà in una pagina specifica che appartiene al cliente, appunto, ma che non ci rivela niente. Se andiamo a cliccare, però, sulla “lista dei desideri” del famoso “Cliente” scopriremo facilmente il suo nome, perché si aprirà un’altra pagina che riporta le iniziali, a volte il nome completo, a volte il nome user, a volte solo il nome, ma pur sempre un indizio sulla persona e magari pure sui suoi vizi, sui suoi desideri e sulle recensioni rilasciate ad altre persone. Se non compare la lista dei desideri nella pagina del “Cliente”, invece è più difficile risalire al nome.

computer

Insomma, se si è dei semplici clienti che stilano una lista dei desideri, sappiate che quella lista può svelare il vostro nome, se lasciate recensioni poco piacevoli e magari distruttive, invece che costruttive, per il solo piacere o gusto di farlo. Quei desideri, in pratica, lasciano degli indizi e, in alcuni casi, il nome di chi crede di potersi nascondere alla bell’e meglio.

Tiziana Iaccarino.

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