Carmen Rucci, appassionata di viaggi e libri, si racconta al Pink Cafè.

Carmen Rucci è un’autrice metà pugliese e metà siciliana. È appassionata di viaggi (ha vissuto in Gran Bretagna, in particolar modo) e ama i libri, li scrive, li presenta nel corso di eventi, è critica televisiva per NHK world, la TV nazionale giapponese e collabora con librerie, cinema e radio.

In questa intervista esclusiva, ci parlerà di sé, della sua esperienza in Inghilterra, ma soprattutto della sua passione per la letteratura e per l’ambito delle comunicazioni.

Ciao Carmen, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei cominciare con il chiederti il motivo per il quale ti sei spostata in Gran Bretagna.

RISPOSTA:

Dopo la laurea ho voluto approfondire l’Inglese, che è senza dubbio la lingua più conosciuta al mondo.

L’inglese mi avrebbe permesso di spostarmi più facilmente in qualunque parte del mondo, oltre a darmi più possibilità di lavorare come giornalista. Questo è stato uno dei periodi più eccitanti dopo tanto studio, fra chiacchiere e canzoni in riva al Tamigi, il lavoro divertente di cameriera, nuovi amici e tante avventure ogni giorno.

Tornata in Italia, dopo un’intensa esperienza per quotidiani e mensili, ho capito che dovevo studiare il linguaggio giornalistico nella nazione che, a mio parere, lo padroneggia, così ho conseguito un master in giornalismo alla London school of Journalism”. Praticamente un sogno… ragazze e ragazzi oltre che insegnanti accomunati dalla mia stessa passione: la scrittura e la comunicazione.

Da lì sono nate collaborazioni rocambolesche con Channel 4, radio e giornali. Sono arrivata anche ad imbucarmi all’interno dell’emittente televisiva britannica Channel 4 per vincere una scommessa col direttore responsabile di un’importante trasmissione tv. Il premio in palio: lavorare per loro.

Come e quando nasci in qualità di autrice?

RISPOSTA:

È difficile rispondere a questa domanda. Infatti da quando a 8 anni ho avuto il mio primo ‘diario personale’ non ho fatto altro che riempirlo di storie avventurose per poi farlo leggere a tutti: i miei segreti sulla bocca di tutti.

Hai dichiarato una passione per l’Isola di Man. Cosa ci facevi? Ce lo racconti?

RISPOSTA:

La mia storia inizia come quella della mia protagonista di Tutto in 1 Anno”, una ragazza che non vuole farsi sconfiggere dalla vita e decide di mettersi in gioco spedendo un curriculum che verrà aperto nella lontana India da un pugliese come la protagonista.

Dopo un colloquio esilarante e incomprensibile la mia avventura lavorativa inizia in quest’isola tanto bella quanto sconosciuta e, dato il mio carattere curioso ed estroverso… e anche un po’ pasticcione, non poteva non diventare un romanzo che ha venduto 300 copie cartacee solo in Puglia e non so quante copie e-book.

Qual è il tuo quadro generale della Gran Bretagna? Come ce ne parleresti in questo momento?

RISPOSTA:

È da un po’ che non vivo più stabilmente in Gran Bretagna. Quando ci ho vissuto io la sensazione era di grande possibilità. Bastava essere testardi, molto testardi e mettersi in gioco. Ho anche presentato sfilate internazionali di moda pur non capendoci niente di fashion ecc.

Ora la sensazione che mi arriva dall’Italia è di chiusura e questo non mi piace.

Ma passiamo a parlare di te come autrice. “Tutto in un anno” è il tuo primo libro ed è stato tradotto anche in Inglese. Di cosa parla?

RISPOSTA:

Tutto in 1 Anno” è una commedia romantica a due voci: a parlare contemporaneamente, rivelando pensieri spesso opposti da ciò che si è appena detto, sono Domizia, una ragazza alla sua prima esperienza di lavoro, lontana da amici e famiglia e Guido, un mega manager di una multinazionale del petrolio del doppio degli anni della ragazza.

L’anno è il 2001, quello della caduta delle Torri Gemelle e della minaccia terroristica, ma i due protagonisti, due pugliesi all’estero, superano con esilarante ironia ogni disavventura, mostrandoci la bellezza della vita nascosta nelle piccole cose.

Quasi tutta la storia si svolge a Man, un’isola celtica e vichinga e non potevano mancare bellissime descrizioni di paesaggi che ricordano l’Irlanda e un po’ la Scozia e poi il mare e il vento circondano e sembrano guidare i passi di Domizia e Guido.

Passiamo ora all’opera più recente “Domizia va in Giappone”. Come è nata?

Domizia va in Giappone di Carme Rucci

RISPOSTA:

Domizia va in Giappone” nasce da una critica di mia madre mentre preparavo con l’ambasciata del Giappone a Roma ‘Giappone Svelato’, una quattro giorni barese per celebrare i 150 anni di amicizia fra Italia e Giappone. Ero molto orgogliosa e mia madre mi fa: “Sì, ma tu che ci guadagni?”

Ho provato a rispondere che era un evento prestigioso di cui si sarebbe parlato non solo in Puglia, ma poi ho capito che mia madre aveva inesorabilmente ragione… come tutte le mamme. Così, mentre preparavo l’evento, “Domizia va in Giappone” ha preso forma e ha fissato in una guida d’amore e turistica tutto quello che amo e che conosco di questo lontano e poetico paese di cui ormai parlo settimanalmente in eventi, radio e riviste, poiché l’interesse per il paese del Sol Levante raccoglie sempre più ‘adepti’!

Perché questa volta hai scelto il Giappone?

RISPOSTA:

È una domanda che mi hanno fatto in molti. Ti rispondo con il secondo capitolo: ‘Perché proprio il Giappone?’

Scartando la straordinaria coincidenza di mia madre che aveva scelto come regalo per il parto, dalla sua di mamma, una bellissima vestaglia modello kimono dai variopinti fiori stilizzati…

…Girava per casa di mia nonna a Siracusa un vecchio ed elegante album dalle pagine scure su cui erano fissate le foto di delicate giapponesine in coppia a due giovani e forti marinai, (ricordavano Frank Sinatra e Gene Kelly…) e poi pagode svettanti fra pini quasi disegnati, donne con kimono che salutavano compite e languide da sotto un’alta nave in partenza da un molo.

… Dei due marinai uno era veramente bello, con occhi chiari, forse verdi, che brillavano dalle foto sbiadite, sembrava Errol Flynn e non era mio nonno, che invece ricordava il nostrano Rodolfo Valentino. Il bel marinaio dagli occhi del mare era suo fratello. Erano stati imbarcati assieme e avevano combattuto vicino le coste del Giappone, spedendo a mia nonna le stoffe dei paracadute, così la mia mamma bambina finì con l’indossare le più preziose camicine di seta, mai viste prima e dopo lo sbarco degli americani a Fontane Bianche.’

Chi è Domizia?

RISPOSTA:

Domizia è il mio alterego. Incarna la mia curiosità, le mie paure stupide o la mia fiducia incrollabile per il mondo e tutti i suoi abitanti. Domizia è un archetipo del modo giusto di affrontare la vita: con un sorriso, nonostante gli imprevisti.

I tuoi libri rispecchiano in parte anche te o la tua vita?

RISPOSTA:

È ovvio. Continuo ad avvisare amici e conoscenti che tutto quello che mi raccontano, se interessante, andrà ad incastonarsi in un mio romanzo. Un passante, una persona antipatica e ovviamente mie avventure, specie le più assurde diventano storie.

Come ti definiresti in qualità di autrice?

RISPOSTA:

Mi piace narrare racconti calati in un preciso contesto storico. Il mio stile è quello di una commedia, ma frutto di lunghe ricerche. Mi piace conoscere bene quello di cui parlo. Credo che siano i particolari a fare muovere in modo realistico i personaggi nello spazio e nel tempo.

Ricordiamo a tutti il tuo sito ufficiale per conoscerti meglio: www.carmenrucci.com

RISPOSTA:

Mi permetto di ricordare anche https://goo.gl/Yxiq6P è il booktrailer di “Tutto in 1 Anno” ed è fra i finalisti come migliore booktrailer al Milano Trailer Filmfest e il 12 ottobre saprò se ho vinto contro Saviano e compagnia bella! Grazie Tiziana e grazie a tutto il gruppo.

Grazie per la cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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“Resilienza, un día a la vez” di Viola Raffei.

Viola Raffei è una giovane autrice che sta per uscire con un nuovo romanzo il 3 Ottobre dal titolo “Resilienza, un día a la vez”, un erotic romance che sembra essere davvero molto interessante.

Ho notato una trama diversa dalle solite e sicuramente di un certo effetto, ma non staremo qui a dirvi molto, piuttosto a parlare con l’autrice che, magari, potrà parlarci della sua opera in modo diretto e in particolare del suo protagonista maschile e della storia d’amore.

Ciao Viola, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Allora, io vorrei sapere come nasce l’opera “Resilienza, un día a la vez”.

RISPOSTA:

Innanzitutto grazie mille per lo spazio e un saluto a tutti.

Resilienza” nasce in un momento molto particolare della mia vita, in cui vedevo tutto nero e mi sentivo un po’ depressa. Per sfuggire ai miei pensieri ho iniziato a scrivere di Thomas e della sua isola, della voglia che ha di sfuggire dal mondo intero e soprattutto da un passato che non gli lascia scampo, scrivevo senza avere una trama fissa in testa, ho lasciato che i miei stati d’animo prendessero il sopravvento e sono ben conscia che è molto diverso dagli altri miei romanzi.

Partiamo dal titolo. Come l’hai scelto?

Resilienza di Viola Raffei

RISPOSTA:

La resilienza, si sa, è la forza di reagire agli episodi negativi che ci accadono nella vita ed è come mi sono sentita io. Mi sono piegata ma non spezzata.

Un giorno parlando con una mia cara amica dissi che volevo un titolo particolare, qualcosa d’impatto e parlandone è venuta fuori propria la parola resilienza e mai mi è sembrato più azzeccato.

Ho letto la sinossi nella quale si parla di un protagonista maschile di nome Thomas che fa da custode a una villa nascosta in un luogo sperduto nel mondo, dove arriverà una scrittrice alla ricerca della giusta pace per lavorare a un suo romanzo.

Chi è Thomas realmente?

RISPOSTA:

Thomas ha origine argentine e si trova catapultato in Sardegna dopo la crisi economica che ha colpito il suo paese, la sua è una famiglia povera e cresce risentendo della mancanza dei suoi che facevano anche due lavori per sbarcare il lunario, si fa strada in lui un po’ d’invidia verso coloro che vivono vite agiate e non danno la giusta importanza alla loro fortuna.

Nella sua vita incontrerà una donna di nome Merzia che sarà un po’ il fulcro dell’intera storia, non svelerò altro, se non che il suo passato è molto difficile, ma il suo cuore altrettante grande.

E lei?

RISPOSTA:

Jenny è una scrittrice di successo che si rifugia su quest’isola per lavorare in pace al suo romanzo, non potrà che innamorarsi di questo “selvaggio” che inizialmente fa di tutto per tenerla il più lontano possibile da lui e dal suo passato.

È una donna forte e determinata, sa quello che vuole e nel corso del romanzo scopriremo tante sfaccettature di lei e del suo carattere.

Mi sono rivista molto in Jenny e nel suo modo di fare.

Quali sono gli ingredienti di questa storia?

RISPOSTA:

Direi che il senso di colpa è il primo ingrediente che tiene legata l’intera storia, poi ci sono l’amore e la passione fra i due protagonisti che spero proprio riuscirà a coinvolgere le mie lettrici.

Cosa dobbiamo aspettarci e cosa ci sorprenderà, invece?

Teaser Resilienza di Viola Raffei

RISPOSTA:

Non posso svelare molto, dico solo che stavolta è molto diverso dalle altre storie, spero di non deludere nessuno!

Ancora una domanda: stai lavorando ad altro, in questo momento?

RISPOSTA:

Sì ho un progetto per Natale e a Novembre uscirò con la versione in inglese di “Le fiamme nel cuore”, cerco di mettere più carne al fuoco prima dell’arrivo del mio secondo figlio.

Grazie per la cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie mille a te e viva il lupo! Un bacio a tutti.

Tiziana Iaccarino.

“Oltre le paure, te”, torna Ilenia Bernardini con una storia appassionante.

Ilenia Bernardini è una delle autrici che conosciamo e seguiamo con affetto e sta per tornare ocn una nuova opera dal titolo “Oltre le paure, te” in uscita il 13 Ottobre ma già in pre-order qui.

Sinossi.

Come si può sopravvivere al dolore della perdita della persona che ami? Come si fa a essere forti per gli altri se dentro ci si sente morti?

Anne Hudson Sinclair non ha le risposte alle domande, è bloccata nel suo dolore. La guerra le ha portato via il marito, il suo confidente, il suo migliore amico, il padre delle sue figlie. Si limita a respirare, a fare quello che tutti si aspettano da lei: cerca di essere una madre presente per Claire e le gemelle Alison e Alice, un punto di riferimento. Non permette a se stessa di tornare a vivere a pieno la propria vita, incapace di lasciare andare il dolore e i sensi di colpa.
Matt Cooper è il suo sbaglio più grande, l’uomo che con un solo bacio ha messo sottosopra le sue convinzioni, prima che il suo mondo crollasse.

Per Matt esiste solo una donna, ma sa di non essere quello giusto per lei. Il suo passato violento lo ha forgiato, nel fisico, nella mente ma soprattutto nel cuore, blindandolo. Non permette a nessuna donna di avvicinarsi: meglio amare da lontano piuttosto che rovinare la vita di Anne. Ma quando una decisione sbagliata li porta a stare a stretto contatto, il cuore sceglie di combattere, di andare contro ogni regola imposta.

Oltre le paure, te di Ilenia Bernardini

Perché a volte bisogna solo trovare quella persona che ci sproni ad affrontare e superare le nostre paure, a compiere il salto nel buio che tanto ci fa paura.

Dopo averli conosciuti in “Amore dietro le quinte”, Anne e Matt tornano con la loro storia di dolore, paura, coraggio, fiducia e amore.

Dati:

Titolo: “Oltre le paure, te”

Autrice: Ilenia Bernardini

Genere: Romance

Casa editrice: Self-publishing

Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo: € 1,99

 

Tiziana Iaccarino.

 

L’autrice Simona Giorgino torna alla ribalta con l’opera “Sei dove sussulta il cuore”.

Conosco virtualmente Simona Giorgino da molti anni, è una delle autrici più interessanti con cui io abbia mai avuto modo di interagire.

L’ho seguita lungo il suo percorso editoriale, le sue pubblicazioni in particolare, che ricordo con grande affetto: “Jeans e cioccolato”, la mia preferita, “Quel ridicolo pensiero” e “Shaila” risalente al 2013.

Simona studiava e scriveva, sognando e riempiendo un blog che seguivo e di cui mi piacevano molto i post, perché li trovavo familiari e molto bene organizzati.

Si è costruita una carriera professionale molto interessante, da insegnante, ha viaggiato, si è trasferita a Milano, poi è tornata nella sua Lecce e ha sentito la voglia o forse il bisogno di mettere nero su bianco una nuova storia, questa volta intitolata “Sei dove sussulta il cuore”.

Sono molto contenta che abbia accettato questa intervista per The Pink Cafè perché, in questo modo, avremo modo di parlare dei suoi cambiamenti, ma soprattutto di parlare della sua nuova opera.

Ciao Simona, grazie di aver accettato questa intervista. Comincio subito con il chiederti, come sono stati tutti questi anni trascorsi nel silenzio? Cosa hai combinato di bello?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie mille per questa intervista! Mi fa davvero piacere ritrovarti!

Hai ragione, mi sono assentata per un bel po’, anche se in realtà mi sono assentata più che altro da Facebook, mentre ho sempre continuato a scrivere, anche se più di rado, per il mio blog (www.simonagiorgino.blogspot.it) o a comporre brevi racconti di varia natura. Insomma, non ho abbandonato la scrittura! Sai cos’è successo, invece? Che i miei impegni di studio, prima, e di lavoro poi, mi hanno tenuta lontana dalla possibilità di scrivere. Mi spiego meglio: il mio problema è che quando scrivo un libro, sento la necessità di fare solo quello. Per settimane, ho bisogno di fare solo quello! La scrittura mi sequestra dalla vita! Non posso lasciarmi distrarre da altri impegni, per esempio lavorativi. Quindi mentre lavoro cerco di ignorare la voglia di scrivere, perché so che non avrei il tempo per dedicarmici appieno! Probabilmente sarà strano, ma è così. Per cui nei periodi di lavoro mi limito a scrivere post sul blog, o racconti che posso concludere in pochi giorni, perché non sopporterei l’idea che un mio libro sia lì in sospeso in una cartella di computer in attesa che io trovi il tempo per terminarlo!

Per rispondere alla tua domanda, gli ultimi anni sono stati molto impegnativi e dopo la laurea non ho più avuto tregua. Ho partecipato e, per fortuna, superato, due lunghi e faticosi concorsi nel mondo della scuola – TFA e Concorso Docenti – che, chi li ha provati lo sa, ci hanno fatto lasciare le penne! Ho quindi frequentato l’estenuante corso per l’abilitazione all’insegnamento. Nel frattempo ho anche iniziato a insegnare nella scuola pubblica secondaria con cattedre annuali, come docente di inglese, e durante gli anni scolastici non mi rimaneva spazio per scrivere libri!

L’estate 2017 è stata la prima vera e propria estate, dai tempi dell’università, in cui non ho avuto niente da fare: nè studio, nè concorsi, nè lavoro! Una pace dei sensi che mi ha finalmente permesso di dedicarmi alla scrittura!

Ti mancava la scrittura?

RISPOSTA:

Ho sempre scritto in questi anni. Il fatto che non mi facessi vedere spesso non vuol dire che mi sia fermata. Uno dei tanti racconti scritti, dal titolo “Mille vie fino a te”, è anche uscito su una rivista letteraria salentina nel 2015. La cosa che però mi mancava molto era appunto scrivere un libro, quindi un racconto più lungo. Non sai quanto mi sarebbe piaciuto scriverne uno già tanto tempo fa, ma come ho già detto non sentivo di potermici dedicare.

Avevi già questa storia con la quale sei uscita in questi giorni o l’hai scritta di getto ultimamente?

Sei dove sussulta il cuore di Simona GiorginoRISPOSTA:

No, non avevo già questa storia. È una storia venuta di getto. Avevo solo una vaga idea, ma poi è venuto tutto da sé man mano che scrivevo.

Raccontaci questo titolo “Sei dove sussulta il cuore”.

RISPOSTA:

Devi sapere che io sono una schiappa con i titoli! Posso anche scrivere l’intero romanzo in poche settimane, ma quando si tratta di scegliere il titolo vado in tilt (idem per la scelta della copertina), perché mi sembra sempre di non riuscire a trovare quello giusto. Come è stato anche per “Quel ridicolo pensiero”, il titolo del mio nuovo romanzo ho dovuto scovarlo tra le righe di una mia poesia! Ho pensato si addicesse molto bene alla storia che avevo scritto…

Chi è la protagonista femminile e cosa dovremo aspettarci da lei?

RISPOSTA:

Si chiama Tessa e la vedrete vivere un’avventura sentimentale non poco tormentata. Grazie a degli incontri inaspettati, si risveglierà da un lungo torpore amoroso ed emozionale nel quale era caduta alla fine della storia con il suo ex ragazzo. Da lei, fra le altre cose, dovrete aspettarvi delle sorprese: perché non sempre le sue scelte sembreranno in linea con quello che… Non dico altro!

Ti rispecchia in qualche modo?

RISPOSTA:

Tessa ha molte cose in comune con me. Penso di interpretare il pensiero di molti scrittori se dico che quando si scrive una storia, spesso si descrivono i personaggi con caratteristiche che appartengono a noi stessi, anche per dare veridicità alla narrazione. Quindi ho “prestato” a Tessa diverse cose: il titolo di studio, l’amore per la città, il trasferimento a Milano per lavoro e altre sciocchezze. Poi la storia, ovviamente, è di pura invenzione e i personaggi sono frutto della mia fantasia.

Cosa ci attende, a seguito di quest’opera? Proseguirai o ti fermerai a riflettere ancora a lungo?

RISPOSTA:

Be’, non che abbia avuto modo per riflettere, in tutto questo tempo! Quando sono libera dagli impegni, scrivo e scrivo come un’ossessa, quindi di sicuro aspetterò sempre con ardore i periodi più tranquilli per partorire qualche altra storia!

Ricordiamo che “Sei dove sussulta il cuore” è su tutti gli Stores on line!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“Resto con te” è il bellissimo spin off di “Resta con me”, la parola a Andrew.

Vi ricordate “Resta con me”, l’opera di esordio e di grande successo con la quale si fece scoprire l’autrice Jenny Anastan?

Io sì. Una delle opere più belle che abbia mai letto e non lo dico per fare una sviolinata all’autrice che sto per intervistare, ma perché credo davvero in ciò che dico. Quella storia mi conquistò a tal punto che pensai se ne trovassero raramente di così belle, profonde, coinvolgenti, intense, in giro.

Jenny Anastan convinse tutti al punto che venne contattata da case editrici e agenti letterari, corteggiata e apprezzata fino ad arrivare in America con l’opera tradotta in Inglese dal titolo “Stay with me” sotto il marchio Amazon Crossing, l’esclusiva casa editrice americana del noto colosso di e-commerce che sta arrivando davvero dappertutto.

Da quel momento Jenny non si è più fermata, ma ha ponderato molto bene le sue scelte editoriali, riuscendo a farsi apprezzare per la sua coerenza intellettuale e senz’altro per il suo indiscusso talento.

A quell’opera ne sono seguite altre, ma qui vorremmo parlare del decisivo spin-off di “Resta con me”, i cui diritti italiani sono rimasti all’autrice, tra l’altro.

Insomma, tornano Andrew e Zoe e quest’opera ci farà sospirare proprio come quella, perché l’autrice ha deciso di raccontare la storia, con scene inedite e quant’altro, dal punto di vista maschile. Una sfida, ma anche un’idea molto interessante. Che ne dite di scoprire di più in merito a questa novità?

Ciao Jenny, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Avevo davvero voglia di intervistarti per parlare di quest’opera. Innanzitutto, raccontaci come ti è venuta l’idea del POV maschile.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, e grazie a te per la tua disponibilità!

Il Pov maschile di Andrew è una richiesta che spesso mi è stata fatta in questi anni dalle lettrici e da chi aveva amato “Resta con me”, ma non ho mai sentito l’esigenza di scriverla. Non ero pronta. Invece dopo aver pubblicato “Con te non ho paura” a maggio ho avuto lo sprint giusto per metterci mano e ho cominciato a scrivere. Andrew aveva bisogno di raccontare la sua storia.


Chi è realmente Andrew?

RISPOSTA:

Un essere umano con dei pregi e dei difetti, un po’ come tutti noi. Un uomo che crede di essere nel giusto ma che invece si sta solo incasinando la vita. Che ama, ma non sa gestire questo sentimento imprevedibile.

Poi è sexy… ciò non guasta mai.

Cosa troveranno in quest’opera i lettori? Delle scene inedite, una parte di storia di cui si conosce ancora poco?

Resto con te di Jenny AnastanRISPOSTA:

Ho cercato di far vedere la vita di Andrew inserendo parecchi capitoli inediti e cercando di non ripetere troppo le scene già presenti nel primo, solo alcuni episodi importanti sono stati ripetuti. Ed è stato molto complesso, perché scrivere un Pov maschile non è un copia e incolla.

Vedremo Andrew a New York, scopriremo il suo rapporto con Ash e la sua vita di tutti i giorni. Parlerà della sua famiglia, e del suo lavoro. Un Andrew a tutto tondo.

Come è stato parlare dal punto di vista di un uomo? Ti ha dato delle difficoltà?

RISPOSTA:

Per assurdo mi sento molto più a mio agio con i Pov maschili. Mi piace vedere il mondo dal loro punto di vista, spesso mi trovo a preferire il carattere del protagonista piuttosto che quello della protagonista.

Ma raccontaci di Zoe. Come la ritroveremo in quest’opera?

RISPOSTA:

La vedremo dagli occhi di lui, una ragazza fragile che però ha la forza di lottare per le persone che ama. Devo essere onesta, Zoe è il mio primo personaggio femminile, e dopo tre anni posso dire che avrebbe dovuto essere un po’ più cinica e meno arrendevole.

Infine, abbiamo bisogno di sapere a cosa stai lavorando e cosa dovremo aspettarci prossimamente.

RISPOSTA:

Sto lavorando a “Con il cuore a pezzi” che uscirà il 27 dicembre sempre Self pub. Ma ho altri lavori aperti, uno per la Ce in uscita a fine del prossimo anno, e sto buttando le basi per uno sport romance da pubblicare poco prima del Rare di Roma.

Non riesco a stare ferma.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te, e un grazie speciali a tutte.

Tiziana Iaccarino.

Il Giveaway d’autunno “Tiziana&Tiziana” premia chi ci segue!

Quest’anno avrete notato che tra le pubblicazioni delle autrici nonché amministratrici di questo blog, ci sono state opere molto diverse tra loro, che avranno divertito ed emozionato chi apprezza i generi romantici e comici.

Tra le opere che quest’anno sono state maggiormente apprezzate delle due autrici si annoverano: “Con il cuore in subbuglio” per la sottoscritta e certamente “Marito in affitto” di Tiziana Cazziero, che io definirei la commedia dell’estate, quella che è veramente stata in vetta alle classifiche Racconti e Humour di vendita.

Per cui abbiamo pensato di ringraziare quanti ci seguono con un Giveaway che desse il benvenuto all’autunno: il nostro Giveaway d’autunno “Tiziana&Tiziana” premierà chi ci segue e lo farà con ben 2 regali: le copie CARTACEE dei libri “Con il cuore in subbuglio” (il cartaceo è una novità di Settembre, tra l’altro!) e “Marito in affitto“.

Come fare per partecipare?

Semplice!

Seguite il regolamento all’interno di questo evento al link che vi indichiamo e il gioco è fatto!

Link: https://www.facebook.com/events/116647992417611

In bocca al lupo ai partecipanti!

Giveaway d'autunno

Tiziana Iaccarino.

“Post sul Cup: (ce n’è per tutti i gusti)”.

Post sul Cup: (ce n’è per tutti i gusti)” è la nuova opera di Silvia Cossio e a quanto pare parleremo di lavoro e di una storia vera.

L’opera uscirà il 21 settembre prossimo su Amazon e probabilmente scatenerà anche delle polemiche o l’interesse di chi vuole sapere davvero come funzionano le cose nel mondo del lavoro in Italia.

Ecco la sinossi.

Il 7 novembre 2011 inizia la mia avventura al CUP. Ancora oggi non mi capacito della fortuna avuta. Avevo messo un’inserzione su un sito per la ricerca del lavoro ed ero stata contattata dall’agenzia che all’epoca si occupava delle assunzioni. Contratto di tre mesi, non molto, con poche prospettive dal momento che non era chiaro a chi dovesse andare l’appalto… Ad ogni modo, rinnovo dietro rinnovo, ricorso dopo ricorso, FINALMENTE arriva il tanto desiderato contratto a tempo indeterminato. Il lavoro è di quelli seri, avendo spesso a che fare con la malattia e la sofferenza, MA il mio carattere allegro, poco incline all’accettazione, ha saputo cogliere il lato divertente di ogni situazione. Alcune parti sembreranno barzellette, ma sono vere! Chiaramente nel libro non faccio nomi e non menziono l’ospedale. Ogni riferimento è puramente casuale, tuttavia se qualcuno si “ritrovasse” in qualche descrizione, si faccia un esame di coscienza…

Post sul Cup (ce n'è per tutti i gusti) di Silvia CossioEstratti:

Appena assunta, ho beccato sto tipo che, provvisto di delega ma non di documenti, pretendeva di avere il referto della moglie. Era piuttosto alterato e, con fare aggressivo, aveva sbattuto il foglio del ritiro sul bancone “Mi dica dov’è scritto che ci vogliono i documenti!” aveva gridato “Me lo dica!” Rigirando il promemoria, aveva notato la scritta in grassetto…  E la mia faccia sorridente aveva preso le sembianze della ciliegina sulla torta.

Rimanendo in tema di stranieri…

Ce ne sono tanti che non parlano l’italiano, ma certe cose le capiscono molto bene, eccome se le capiscono.

Io: “Paga il ticket?”

Paziente: “No, non pago.”

Quando solo fino a pochi istanti prima non riuscivamo a capirci…

Anche le parolacce rientrano nel repertorio delle parole utili. Il porca puttana ben pronunciato in mezzo a un’infinità di parole incomprensibili non ha prezzo!!

Tiziana Iaccarino.

 

 

“Una tata per papà”, torna il duo Flora Gallert e Claudia Crocioni.

Sono molto contenta di potervi parlare della nuova uscita di queste autrici, perché sono in gamba e molto preparate.

Una tata per papà” è il secondo volume della serie “BitterSweet, New York” della quale era uscito il primo volume dal titolo “Un bacio a 5 stelle” lo scorso Aprile.
Claudia Crocioni, ex responsabile della Omnia One Group Editore e Flora Gallert, una delle autrici più quotate del momento, già collaboravano sia per quanto concerne il lavoro della casa editrice della prima che nella realizzazione di opere letterarie in autoproduzione.
La loro prima opera editoriale scritta a quattro mani era andata alla grande confermando il fatto che la loro collaborazione fosse più che riuscita e ben congeniata.
Sono contenta, quindi, di intervistarle per The Pink Cafè al quale si raccontano in questa intervista esclusiva.


Ciao Claudia e Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono contenta di parlare della vostra nuova opera. Vorrei chiedervi quando è nata l’idea di scrivere una serie completa insieme.
CLAUDIA:
Ho sempre desiderato condividere la scrittura con qualcuno e quando ho conosciuto Flora mi è sembrata la scrittrice ideale a cui proporlo. Già per il solo fatto che c’era molta sintonia sul lavoro.

FLORA:
L’idea di collaborare inizialmente è venuta a Claudia e io ne sono rimasta subito entusiasta.

Come è nata, quindi, la serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Il genere che avevamo scelto di sviluppare insieme era il rosa. Con il dolce- amaro abbiamo potuto coniugare i nostri due diversi stili di scrittura.

FLORA:
È nata perché ci stimiamo molto come autrici, a ognuno piace lo stile dell’altra quindi, in seguito, a una delle nostre lunghe chiacchierate al telefono, abbiamo deciso di creare qualcosa insieme.


La prima opera “Un bacio a 5 stelle” è andato alla grande. Come nasce il secondo volume dal titolo “Una tata per papà”?

CLAUDIA:

Come strategia, io e Flora ci dividiamo trame e personaggi. Sulla base di storie inventate da lei e da me prendono vita due personaggi diversi, uno più mentale e irrazionale, l’altro più dolce e rilassato. La trama di «Una tata…» è di Flora, mentre quella di «Un bacio…» la mia. Anche se in corso di scrittura poi ognuna sviluppa la sua parte in libertà.

FLORA:
Il primo volume è andato benissimo e ci ha dato tante soddisfazioni, la sinossi era di Claudia mentre questa qui è la mia… Ovviamente abbiamo diviso il libro come nel primo caso, raccontando l’inizio dal punto di vista di Daniel e la fine dal punto di vista di Bonnie. Non seguiamo regole fisse, quindi ognuno personalizza la sua parte.

Queste opere sono autoconclusive?

CLAUDIA:
Sì. Sono romanzi brevi quindi anche se il finale a volte è d’impatto, tutta la serie presenta opere autoconclusive e diverse fra loro. Pur essendo tutte ambientate nella Grande Mela.


FLORA:
Sì, esatto. In comune hanno solo tre cose: sono storie d’amore, sono ambientate a New York, sono scritte da me e Claudia.

Cosa potete anticiparci di questa nuova storia?


Una tata per papà teaser di Claudia Crocioni e Flora Gallert

CLAUDIA:
Per la prima volta con Bonnie ho provato a dare un po’ di goffaggine a un mio personaggio. Non è stato semplice, perché Bonnie è sia bella, che emotiva, che buffa. Tutto insieme. Il Daniel di Flora è un papà figone, più maturo e meno impulsivo.

FLORA:
Sarà dolcissima, amarissima… Ma anche divertente!

Quante storie sono previste dalla serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Più possibile.

FLORA:
È un progetto che vogliamo continuare, finché c’è fantasia!

Ancora una domanda: raccontateci una curiosità inerente la vostra collaborazione e ciò che scrivete insieme.
CLAUDIA:
Sono sempre riuscita a far superare ai miei personaggi i complessi di inferiorità che i personaggi di Flora gli hanno arrecato con la loro perfezione (ahah). L’amore li riunisce sempre.

FLORA:
Finora la parte iniziale è toccata sempre a me e il compito di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle (o dei cuori infranti) è sempre toccato a Claudia e mi sono sempre divertita a incasinarle la vita. (come ho detto, abbiamo una trama iniziale che poi si evolve a seconda della nostra ispirazione). Credo proprio che Claudia si vendicherà quando toccherà a me scrivere la seconda parte.

CLAUDIA: Ci puoi giurare!

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“Tutta colpa di Roma” la nuova opera letteraria dello scrittore Dennis Blake.

Ho avuto modo di conoscerlo virtualmente in qualche occasione e ho subito pensato che Dennis Blake, dopo l’esperienza editoriale a quattro mani con Megan L. Collins dal titolo “Ossessione d’amore”, sarebbe tornato a far parlare di sé molto presto.

Infatti, torna alla grande grazie a una nuova pubblicazione dal titolo “Tutta colpa di Roma” che uscirà il 20 Settembre su Amazon.

Dennis Blake scrive da molto tempo, anche se si dedica a romanzi di vario genere, ma ha deciso di utilizzare uno pseudonimo che gli permetta di spaziare i vari ambiti in piena libertà.

Questa storia, ambientata nella città eterna, racconta della storia d’amore tra Dennis e Aurora in un’era moderna, quella dei social network, proprio lì dove i due si incontreranno virtualmente. In un gruppo di lettura, per la precisione, dove avranno modo di conoscersi, di scambiare quattro chiacchiere, di fantasticare sull’esistenza dell’altro, ma diventerà mai un amore reale o resterà nelle fantasie di ciascuno dei due?

Ciao Dennis, grazie per aver accettato questa intervista. Allora, ti chiedo in primis, come nasce questa storia e da cosa è nato il titolo “Tutta colpa di Roma”.

RISPOSTA:

Nasce tutto da un’esperienza personale, da un’emozione vissuta in prima persona. Ho chiuso gli occhi ed ho lasciato che a parlare fosse il cuore. A volte la vita ci mette su binari che non scegliamo e che non sentiamo come nostri… il destino sa essere molto beffardo. Ecco… chiudendo gli occhi ci si può riappropriare di sogni intimi e profondi che si coltivano da bambini e allora tutto cambia colore e può mutare in visione.

Chi sono i protagonisti Dennis e Aurora? Esistono davvero?

RISPOSTA:

Nelle mie storie ci sono personaggi presi sempre dalla vita reale: amici, parenti o me stesso, in prima persona.

Come mai hai deciso di ambientare questa storia nella tua città? Pensi al romanticismo che emana ancora la città eterna?

Tutta colpa di Roma di Dennis Blake

RISPOSTA:

Per la prima volta una città diventerà protagonista e sarà determinante per lo svolgimento della trama. Amo Roma ed ho sempre desiderato in qualche modo darle voce. Ora credo di esserci riuscito in modo divertente e originale ma saranno le lettrici poi a darmene conferma. Le ambientazioni che tratto, le curiosità legate a molti luoghi saranno l’occasione per scoprire angoli nascosti della Città Eterna. Sono certo che anche i romani doc troveranno cose che non conoscono.

Dennis e Aurora si conoscono virtualmente. Credi sia possibile innamorarsi di una persona tramite i social o comunque usando internet?

RISPOSTA:

Come dicevo tutto nasce da un’esperienza personale e da un’emozione. Ma in fondo la storia di Dennis e Aurora è la storia di tutti, perché è la storia di un sogno e tutto lo abbiamo coltivato almeno una volta nel cuore. Basta uno sguardo, un sorriso, una frase… e un incontro diventa destino.

Non voglio chiederti se i due si incontreranno, ma lasciaci sognare ancora un po’… cosa ti ha spinto a raccontare una storia come questa?

RISPOSTA:

La necessità di immortalare su carta e rendere in qualche modo eterna un’emozione che non volevo andasse persa. Ci sono storie che vanno raccontate. Personaggi che devono vivere. Se la vita reale non permette di farlo, resta la scrittura.

C’è qualcosa di autobiografico in quest’opera, visto che il protagonista maschile si chiama Dennis come te?

RISPOSTA:

Sì, c’è sempre molta vita nei miei romanzi. Fin da piccolo ho sempre avuto il bisogno profondo di raccontarmi… di scrivere storie per buttare fuori tutta la mia emotività. Ora sono già al lavoro su un nuovo romanzo. Questa volta andrò a illuminare il mio passato.

Cosa ti aspetti che dica il pubblico quando leggerà questa storia? Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

RISPOSTA:

Sono certo che leggendo “Tutta colpa di Roma”, per un attimo tutte le paure, le fragilità lasceranno spazio al sentimento e al sogno. Per un attimo Dennis, Aurora e Roma scalderanno i cuori e disegneranno negli occhi un sorriso.

Ricordiamo che “Tutta colpa di Roma” uscirà il 20 Settembre su Amazon, ma è già in pre-ordine.

Link: https://www.amazon.it/Tutta-colpa-Roma-Dennis-Blake-ebook/dp/B075K7F6WC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1505474137&sr=8-1&keywords=Tutta+colpa+di+Roma .

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“C’era una volta a New York”, sta tornando in libreria Cecile Bertod!

Cecile Bertod è una delle autrici italiane più quotate del panorama editoriale italiano. Un nome che è diventato anche un marchio e per qualcuno una garanzia, perché le sue opere sono apprezzatissime e l’autrice è molto stimata.

Sono contenta di sapere che torna alla grande con una nuova pubblicazione di cui ci ha raccontato in varie occasioni anche sul web, attraverso dirette live e post. Lei, in pratica, è un’artista molto social e si fa apprezzare per la sua verve e la sua intraprendenza.

C’era una volta a New York” uscirà il 5 Ottobre in tutte le librerie italiane e nei migliori store on line.

Qui scopriamo una Cecile che si è data da fare a raccontare una storia che attraversa il globo: da Parigi a New York con una protagonista un po’ particolare: Sophie. Chi è, in realtà, questa donzella dovrà affrontare una serie avventurosa di eventi prima di arrivare all’amore?

Ciao Cecile, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti come è nata questa storia che sembra essere completamente diversa dalle precedenti. Mi sbaglio?

RISPOSTA:

Ciao! Be’… oddio, non saprei. Diversa forse nello stile, parliamo di uno storico e non più di un contemporaneo, ma restano inalterate l’ironia e la bieca considerazione che ho del genere umano e dei cappellini con le piume, argomento per cui prevedo di inserire un’appendice al libro: “piume e ciliegie, compendiario di stile per un sabato sera lontano da gaffe e inutili interrogatori al commissariato”.

Questo in realtà è il mio primo romanzo rosa, anche se verrà pubblicato solo oggi, e difatti Cecile Bertod era il nome del personaggio femminile del romanzo. Ora invece sarà per ovvi motivi Sophie Riou. Come nasce, sarò sincera, non lo so, ma credo abbiano influito vodka, zitellaggio indiscriminato e l’assenza del Wifi.

Da cosa e da dove nasce il titolo “C’era una volta a New York”?

RISPOSTA:

Mi piaceva l’idea: “C’era una volta”. Evocativo, poi tutto sommato sempre meglio di “l’uomo che entrò dall’oblò e si infilò nel mio baldacchino”. Poi mi dicevano che “Via col vento” era stato già preso, la cosa lì per lì mi ha un po’ spiazzata, ho cercato di andare sul sicuro, sai. Una di quelle frasi mai sentite… E poi ho aggiunto New York.

Chi è realmente Sophie?

RISPOSTA:

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Sophie è una donna sfigata. Ma tanto. È la vittima di questo romanzo scapestrato. La becchiamo in un momento difficile, uno di quei “mi scusi, sono momentaneamente occupata”. Parentesi temporale che in questo caso comprende un sequestro non autorizzato dalla media borghesia, orrore e raccapriccio, una crociera non prevista verso il nuovo mondo e la terribile, involontaria, imperdonabile distruzione di un delizioso ombrellino da passeggio. In poche parole: Sophie è un personaggio a un passo dall’esaurimento nervoso. Ondeggia tra le onde in attesa del suo momento di rivalsa. Cova vendetta divorando tartine al salmone. Come non comprenderla? Quell’ombrellino era nuovo!

Io sono curiosa di chiederti se hai mai tratto ispirazione dalla tua vera vita, nel corso di questi anni, durante la stesura dei tuoi romanzi.

RISPOSTA:

Di continuo, purtroppo. E considerando quello che scrivo non è neanche troppo dignitoso ammetterlo. Apre uno scorcio sulla drammaticità dei miei incontri sentimentali di questi ultimi anni.

Qual è il romanzo che ti rispecchia meglio e quello al quale, invece, sei più legata?

RISPOSTA:

Quello che mi rispecchia meglio uscirà a febbraio e quindi ne parleremo magari a febbraio – risata malefica – quello a cui sono più legata è di sicuro “Tutto ma non il mio tailleur”, che oggi invece ha preso il titolo della novella (compresa nel romanzo) e cioè “Nessuno tranne te”. La mia Trudy occuperà sempre un piccolo pezzettino del mio cuore. Forse perché sono l’unica in grado di capirla davvero. Ha bisogno di me per sopravvivere.

Sei un’autrice legata all’idea che arrivare in libreria sia fondamentale per chi scrive?

RISPOSTA:

Ma diciamo che aiuta molto. Ecco, se arrivassi in salumeria potrei mettere in difficoltà il rivenditore e creare un po’ di confusione nell’acquirente. Una di queste volte mi piacerebbe arrivare in una fumetteria per generare panico tra i lettori disseminando aneddoti raccapriccianti su Spiderman e l’uso improprio della lingerie da passeggio.

Cosa desiderava Cecile quando è nata come autrice e ha cominciato a farsi conoscere da un vasto pubblico di lettori?

RISPOSTA:

Che domande! Un brasiliano oliato in perizoma zebrato come qualsiasi autrice di rosa che si rispetti. Pfiu!

Ho notato spesso che, in questo ambiente, ci sono realtà davvero contrastanti: c’è chi aspira ad arrivare in libreria e chi, invece, preferisce restare self. Perché, secondo te, esistono realtà tanto contrastanti?

RISPOSTA:

Perché ci sono contro in entrambe. E c’è chi preferisce la libertà prima di ogni cosa, quindi restare self, chi invece vive ancora secondo quella vecchia concezione di autore da etichetta e sogna la libreria. Io credo che ci sia del giusto in entrambe, ma anche che entrambe siano mosse da un unico denominatore. Ogni autore vuole arrivare a quanti più lettori possibili, poi dietro può esserci qualsiasi motivazione, soldi, fama, condivisione, bisogno di sentirsi parte di un insieme, trovare un mezzo all’apparenza innocuo per far sapere a mezzo mondo che il tuo ex ce l’ha piccolo come un timido girino con la raucedine. Insomma, il vero problema è perché se scrive, poi i mezzi di diffusione sono ovviamente quelli che ti consentono più facilmente di perseguire quell’obiettivo.

Cosa significa per un autore arrivare in libreria? Raccontaci i pro e i contro, se ce ne sono, ovviamente.

RISPOSTA:

Per un autore non lo so, per me significano solo grandissima ansia da prestazione, nausea, vomito, morte apparente. Che poi tu lo sai come sei fatto, che ti metti a fare? Lo scrittore! Ecco, brava, no, davvero Cecile. Complimenti. E ancora peggio, lo scrittore in libreria. Cioè non lo scrittore da angolo, tipo azalea, vaso decorativo. Lo metti lì su una scrivania, spolveri di domenica. E intanto lui sta lì a battere, battere, battere. Ogni tanto passa qualcuno: ma ancora? Te lo vuoi trovare un lavoro serio? E lui: ma io sono uno scrittore! Già, solo che lo sa solo lui. Però ecco, a suo modo è fortunato, perché resta convinto, non c’è nessuno che può contraddirlo, nessuno l’ha letto. Nessuno smetterà mai di leggerlo. Quindi in sostanza, non rischia neanche un flop. Meno di zero c’è solo zero. È lo scrittore perfetto! L’irriducibile, intramontabile sconosciuto. L’uomo che scavalca le vette dell’immaginazione spinto da biscottini al burro e tazze di tè liofilizzato. Se entri in libreria invece è finita. Per sempre. Basta un errore e cadi giù dalla mensola. E nessuno ti raccoglie. Diventi carta straccia da bidone. Ah… che immagine agghiacciante. Finire in un bidone, e ho solo 34 anni! Di tutte le cose che speravo, il bidone non l’avevo mai preso in considerazione, ecco.


Cosa consiglieresti a una nuova autrice che vorrebbe farsi notare?

RISPOSTA:

Non so… è una domanda complessa. Tanto per iniziare, farsi notare da chi? Lettori? Case editrici? Colin Morgan? Perché per la terza potrei essere poco d’accordo e ho origini calabresi, che tra le tante prerogative genetiche sono accomunati da una inspiegabile predisposizione per il peperoncino e i fucili a piombini. No, così, io ho avvisato…

Ancora una domanda: cosa ti aspetta in seguito? Ci saranno altre pubblicazioni entro quest’anno o per il prossimo?

RISPOSTA:

Febbraio l’ultima. Dopodiché stop. Esatto, proprio stop. Stop a tempo indeterminato. Ho deciso di aspettare, per ricominciare, che sia come dico io, che questo sia quello che voglio davvero in ogni suo aspetto, non solo in parte. Ho deciso che conto più io, io scelgo sempre me, perché se non mi scegliessi io non mi sceglierebbe nessuno. E così lotto per me, ma lotto davvero per me, sempre. Per fare in modo che quello che sono e faccio sia come volevo che fosse all’origine, anche disposta a chiudere per sempre un capitolo se non c’è modo di dargli il finale che desideravo. Non per forza costretta a continuare. Ma poi perché? Per cosa? Non è un obbligo scrivere, non lo è davvero, è invece un obbligo volersi bene, rispettarsi. Ed è quello che intendo fare anche stavolta. Senza fare l’impossibile pur di restare, senza farmi del male. E se non deve essere questo il mio destino, cioè scrivere, saluterò questo mondo con un sorriso, senza rimpianti. Tutto sommato ho raggiunto già più di quanto avrei mai sognato di vedere.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.