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“Non posso perderti”, la recensione del Pink.

Non posso perderti” è una delle prime prove letterarie della scrittrice Megan L.Collins, opera che ho concluso di leggere ieri sera.

Pur seguendola con ammirazione e avendo ben presente le sue pubblicazioni, alcune delle quali, appunto, erano già nel mio kindle, ho avuto modo di cominciarne la lettura solo da pochi giorni.

Io sono una ritardataria cronica, ma questo in molti lo sanno, quindi ci sono scrittrici che non si sorprenderanno di trovare mie recensioni anche a distanza di anni.

Mi piace prendermela “comoda” per così dire. Non mi faccio influenzare dal momento, né dalla casa editrice, quando si tratta di una pubblicazione tradizionale, né eventualmente dai fans o dai fanatici che seguono questa o quell’autrice, in modo da portarne il nome a livelli tali da rendere quasi giustificabile qualunque tipo di elogio.

A me piace andarci con cautela e lo faccio quasi sempre, quando leggo un libro. Sono lenta, me lo voglio gustare, godere in tutta la sua interezza, nella trama, nella descrizione introspettiva dei personaggi e di tutto quanto li concerne.

Questa storia mi ha colpito molto sia per la drammaticità che ne ha deciso il genere, sia per la grande passione con la quale ho percepito sia stata scritta.

È una storia d’amore, in primis, ma di un amore davvero viscerale tra persone che non separano mai i sentimenti di amicizia, affetto, compassione o comprensione, perché il loro legame va al di là di tutto questo, è forte e indissolubile.

C’è un intreccio molto interessante che ha reso l’opera, fin dalle prime pagine, alquanto coinvolgente: due fratelli e una ragazza, cresciuti insieme, vicini di casa, ma isolati dal mondo, perché i rispettivi genitori sono dei balordi, nel primo caso e delle persone arroganti nel secondo.

Kate è legatissima ai fratelli Kellers: Nathan ed Evan, al punto che non riuscirebbe a vivere senza uno dei due. Inizialmente non riesco a comprendere da che parte vadano i suoi sentimenti, quando Nathan le confessa il suo amore, perché la ragazza, in realtà, ha sempre portato nel cuore Evan, per quanto lo abbia sempre tenuto nascosto. Quest’ultimo è un tipo scontroso, strafottente, meno socievole del fratello, ma dai sentimenti tanto nobili da lasciargli la precedenza nei riguardi di Kate. Eppure il destino ci mette lo zampino, in modo bastardo e codardo, li separa in qualche modo, tutti e tre, e la vita diventa ancora più dura di quanto non lo sia già stata.

Malgrado ciò, la bellissima Kate non ha mai perso di vista né dimenticato Evan e sarà con lui che dovrà vedersela quando, a causa di un fatale incidente, verrà a mancare Nathan. Rimangono soli proprio quei due: da una parte il fratello scontroso, dall’altra la ragazza che non ha mai rivelato i suoi veri sentimenti.

La trama, però, è ben più intricata di quel che si può pensare, perché il padre dei fratelli Kellers è un malavitoso e riuscirà a coinvolgere i suoi figli in una spirale tanto pericolosa quanto assurdamente devastante.

Non voglio raccontarvi molto altro, per non togliervi il gusto di assaporare questa storia, pagina dopo pagina, proprio come ho fatto io.

Ho percepito molto chiaramente la passione con la quale la scrittrice ha creato questa storia, quasi ne fosse coinvolta in prima persona, in quanto piena di quelle aspettative per ciò che sarebbero potute essere le reazioni dei lettori.

Non posso perderti di Megan L. Collins

Lo stile rispecchia la piena drammaticità di un genere di narrativa che io apprezzo molto, in quanto non semplice da realizzare e nel quale far immergere il pubblico. La scrittura è scorrevole e coinvolgente, in alcuni punti persino travolgente, oserei dire, in quanto l’intensità della sua prospettiva permette di far entrare il lettore nella vita stessa dei personaggi, rendendolo quasi protagonista di ciò che accade loro.

Una pecca da far notare all’autrice, nella speranza che possa correggere il tiro in futuro, riguarda la prolissità di alcuni punti in cui mi è sembrato alquanto forzato l’inserimento di scene a sfondo erotico che, in realtà, a mio personale giudizio, non avrebbero dato o tolto niente alla trama stessa, in quanto essa non ne necessitava oltre il dovuto.

Per il resto mi è piaciuta molto e la consiglio a chi vuole storie forti, drammatiche, ma molto coinvolgenti.

Tiziana Iaccarino.

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