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“Le bugie hanno le gambe di Chiara”, la recensione del Pink.

Flora A. Gallert sa conquistare il suo pubblico. Questa è l’ennesima opera che leggo e l’ennesima conferma.

Le bugie hanno le gambe di Chiara” è una storia uscita un po’ di tempo fa che ha avuto un notevole successo, come quasi tutte le opere della bella autrice romagnola.

Quel che c’è da dire in più è che, raramente, un’autrice faccia sentire così a proprio agio i suoi lettori, quando questi ultimi si imbattono in un suo libro.

Una delle sue grandi qualità è quella di far entrare il lettore nella storia stessa, di coinvolgerlo nelle vicende dei suoi personaggi, grazie allo stile e al linguaggio usato, oltre al calore al quale lo abitua, una volta che entra in piena sintonia con essi.

Qualità che è difficile trovare in generale nelle autrici.

Questa è la storia di Chiara, una fashion blogger alle prese con selfie, campagne pubblicitarie e attività web che l’hanno fatta diventare testimonial di aziende e influencer di grido sui social network senza i quali non può vivere.

Un giorno, però, suo padre, rimasto vedovo e scontento all’idea che sua figlia sia una persona tanto superficiale, decide di darle una sorta di lezione di vita.

Chiara, in tal modo, si ritroverà in uno sperduto paesino della campagna francese, dove è nata sua madre, tra l’altro, per realizzare un progetto lavorativo in grado di dimostrare a suo padre quanto lei valga anche come imprenditrice.

Peccato che lì, ad attenderla, ci sia più di una sorpresa: Antoine, in primis, un ragazzo stupendo che frequentava quando erano solo dei bambini e una pineta da disboscare, la quale, però, va protetta.

Non voglio aggiungere altro per non rovinarvi le sorprese che seguono, tra i segreti di Chiara e quelli di Antoine, oltre a tutto ciò che ruota attorno alla loro storia d’amore.

Le bugie hanno le gambe di Chiara di Flora Gallert

Flora A. Gallert offre, ancora una volta, una prova molto interessante della sua capacità di gestire situazioni e personaggi che sembrano vivere di vita propria, indicandoci la strada da percorrere e sulla quale scopriamo un cammino quasi familiare, di generosa accoglienza all’interno di un’opera.

Mi piace il suo stile, mi entusiasmano le sue storie, che definirei “accoglienti”, appunto, e soprattutto vorrei che non smettesse mai di scrivere.

Continua così!

Tiziana Iaccarino.

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