Chiacchieriamo, Consigli librosi, Curiosità, Interviste, Novità, Presentazioni letterarie

Greta Altamura, una giovane autrice si racconta al nostro club letterario.

L’ho conosciuta, virtualmente, per caso. Mi sono trovata a chiacchierare del più e del meno e ho scoperto una giovane autrice.

Greta Altamura ha voglia di farsi conoscere, ma soprattutto di far scoprire la sua opera prima dal titolo “Perduti” pubblicato da Fabbrica dei Segni Editore.

Quando mi ha raccontato di sé, ho percepito il suo entusiasmo nel parlare dell’opera che aveva scritto, per cui le ho chiesto di conoscere la trama ed eccoci qui a parlarne insieme a lei, nel nostro club letterario.

Ciao Greta, piacere di conoscerti e grazie di aver accettato questa intervista per parlare di te al Pink Cafè. Partiamo con ordine. Quando hai cominciato a scrivere con l’idea di realizzare un libro?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e grazie a te di questa opportunità. Ho iniziato a scrivere da quando ero piccola, la scrittura è sempre stata una passione che mi ha accompagnato in ogni momento della mia vita. Non ho mai avuto l’idea di realizzare un libro, finché, in pratica, me lo sono ritrovato tra le mani, completo e finito. “Perduti” è nato dall’esigenza di ingannare il tempo, di svuotare su carta ciò che avevo dentro e contemplato nel suo biancore innocente, di erigere un nuovo mondo dove potessi raccontare non solo me stessa, ma anche gli uomini, le loro fragilità e i loro pensieri.

La tua prima opera si intitola “Perduti”, ci racconti, in breve, la trama?

RISPOSTA:

È la storia di due ragazzi che si incontrano in un riformatorio, un mondo oscuro e perverso, che li metterà profondamente in crisi. Come bambini che credono ancora alle favole, cercheranno di opporsi alla violenza che li circonda, in una scansione temporale avvolgente e pressante, che li porterà a scontrarsi con se stessi, tra di loro, con gli affetti e con tutto il resto del mondo.

In che genere inquadreresti questa storia?

RISPOSTA:

Direi narrativa, perché ha i tratti di una storia biografica. Ma io lo considero anche un romanzo psicologico, perché le pagine analizzano accuratamente cosa avviene dentro l’animo quando ci si ritrova prigioniero in una situazione come quella del libro. Ho immaginato il riformatorio come la mente umana e i personaggi e gli avvenimenti si muovono e si succedono come proiezioni fisiche di pensieri e sentimenti.

Perduti di Greta Altamura

E tu che tipo di autrice sei? Cosa ti piace scrivere? Che genere, intendo.

RISPOSTA:

Scrivo di tutto, a seconda delle emozioni che il personaggio che immagino mi dà. Mi piace molto scrivere storie, raccontare pezzi di vita dell’uomo, ma ho scritto anche horror, romanzi psicologici, romanzi fantasy e qualche thriller.

Ami anche leggere? Se sì, cosa?

RISPOSTA:

Amo molto leggere e, di nuovo, un po’ di tutto. Mi piacciono molto i classici, il mio scrittore preferito è Fitzgerald, ma anche romanzi storici e psicotrhiller.

Quali sono state le prime difficoltà di una giovane autrice, nel far conoscere la sua opera prima a una casa editrice e poi a un pubblico di lettori.

RISPOSTA:

Non ho avuto difficoltà con la casa editrice, ho avuto la fortuna di contattare un editore molto sensibile e disponibile alle mie esigenze. I problemi ci sono stati col pubblico: nel momento in cui ho cercato di fare un passaparola per far conoscere la mia opera, ma soprattutto me, ho riscontrato pareri, anche se pochi, avversi alla mia attività. Sebbene devo ammettere che questo percorso mi ha dato la possibilità di incontrare persone meravigliose e di imparare che l’amore e la bellezza hanno forme spesso inimmaginabili e nascoste apparentemente dietro gesti banali. Quei cinque commenti negativi ancora oggi mi danno un po’ di tristezza e credo che sia perché non erano giudizi sul mio libro, che non avevano letto, ma sulla mia attività di passaparola e su di me. Quando una persona scrive qualsiasi cosa e consegna quell’intimità al pubblico, si aspetta di sentirsi dire “il libro è brutto o bello”, perché si è consapevoli che si verrà giudicati dalle proprie pagine, invece quei cinque commenti che non mi guardavano attraverso il libro, ma attraverso lo schermo d’un computer m’hanno ferito.

Come ti sei trovata con la casa editrice che ti ha pubblicata?

RISPOSTA:

Grazie a una splendida persona, il mio professore di Filosofia, che era venuto a sapere del mio libro dalla mia insegnate di Italiano, alla quale avevo chiesto un’opinione riguardo al libro. Il mio professore mi ha dato il sito della casa editrice e ho provato a scriverle, con scarse aspettative.

Quale sarà la tua prossima opera letteraria? Stai scrivendo in questo periodo?

RISPOSTA:

Scrivo in continuazione, non posso farne a meno. Ho molte idee, ma ci tengo che il prossimo libro sia “Perduti, parte seconda”, devo dare ai miei due protagonisti ancora un po’ di spazio, prima di poter davvero decretarli completi, sento che hanno ancora qualcosa da raccontare.

Grazie di essere stata con noi e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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