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“Una stravagante ragazza perbene”, la recensione del Pink.

Sulla scia dei consigli librosi che mi erano stati avanzati sul “Leggi la Dellamore che non te ne pentirai”, io ho continuato a leggerla, letteralmente incantata dalle sue storie.

Sono contenta di aver scoperto la bravura di questa autrice perché, ogni tanto, fa bene all’umore trovare tra le self-publisher un vero talento, senza doversi imbattere nelle solite trame ritrite.

In questo caso parliamo di un’autrice che ama e scrive lo storico, realizzandolo molto bene.

Una stravagante ragazza perbene” era cominciato in punta di piedi, lasciandomi un attimo di stucco sulle imprese di questa ragazza non convenzionale che, ospitata a Londra, dalla sorella alla quale è stato affidato il compito di maritarla, poi ha preso piede con il passare dei capitoli e mi sono completamente appassionata alla sua storia d’amore con il bel Guy. Tanto bello che la protagonista lo paragona al David di Michelangelo.

Riccioli biondi, occhi azzurri, fisico prestante e sorriso scanzonato, ma un vero e proprio “farabutto” nel suo comportamento, per un gentiluomo dell’epoca. Infatti, Guy ama divertirsi e bere, spassarsela e spendere i soldi che gli ha lasciato la famiglia. È un uomo che si avventura di letto in letto, di donna in donna, senza avere la minima intenzione di accasarsi, per quanto ricco e potente sia, risultando l’unico erede del suo casato. Infatti, Guy è un duca e potrebbe offrire a una moglie una dote di tutto rispetto, palazzi e ricchezze, una vita agiata come poche.

Ma lui non vuole.

Lui le rifiuta tutte.

Poi, per caso, incontra Annis, anzi… si direbbe che il loro incontro avviene in modo alquanto bizzarro, ma non vi rivelerò altro, in modo da lasciare la curiosità a chi ancora non ha letto quest’opera.

Annis, a sa volta, si farà notare dalla Londra che conta, ma non per le sue doti da gentildonna, quanto per la sua esuberanza, il suo carattere, la sua risposta sempre pronta, il suo sorriso troppo aperto, la sua schiettezza e le sue stravaganze.

Una stravagante ragazza perbene di Virginia Dellamore

Guy se ne accorge e si diverte molto in sua compagnia, al punto che accetta di sottostare a una sorta di patto che coinvolgerà, a un certo punto, anche i loro sentimenti.

Guy non potrebbe minimamente immaginare, all’inizio di questa conoscenza, quanto quella ragazza sia in grado di cambiargli l’esistenza e soprattutto il suo cuore.

LA SCELTA STORICA.

Virginia Dellamore sceglie sempre contesti storici, soprattutto dell’Inghilterra dell’800. Penso che ami particolarmente quel Paese nella sua epoca più romantica, la stessa che ha dato i natali ad autrici del calibro di Charlotte ed Emily Brontë e Jane Austen.

Un Paese diverso dal nostro per tradizioni e storia ma, per certi aspetti, anche molto romantico, se lo si vede dal punto di vista poetico e, forse in parte, malinconico dell’animo degli artisti.

Questa autrice, dunque, scrive e ama opere storiche, soprattutto d’Oltremanica che vengono apprezzate per la sua grande preparazione e professionalità, anche perché sono scritte veramente bene e si evince dalla sua stesura, quanto sia documentata in merito.

Una scelta felice, interessante, piacevole, diversa e soprattutto vincente, in quanto i lettori hanno apprezzato e premiato questa scelta o forse questa passione dalla sua prima opera (“Lady Opaline”, leggi qui la recensione del Pink).

Di certo seguirò a leggerla e a recensirla, perché ha saputo appassionarmi e soprattutto a farmi entrare nelle storie stesse come fossi un personaggio sullo sfondo, lettrice che diventa protagonista, che entra letteralmente nelle vicende raccontate. Magia o capacità che possono vantare solo poche autrici.

LO STILE.

Uno stile limpido, senza grandi preamboli, molto diretto, scorrevole, fluido, ben gestito in tutte le situazioni in cui si trovano protagonisti che, a loro volta, sono molto ben costruiti, esattamente come le trame che realizza.

PERCHÉ PIACE TANTO LA DELLAMORE?

Piace perché sa raccontare con grande maestria e molta preparazione delle storie che si trasformano in favole vere e proprie, nelle quali e grazie alle quali i lettori sognano, si riflettono nei protagonisti, entrano nelle loro vicende, si avventurano alla scoperta di un mondo diverso da quello in cui vivono, in un’epoca che rende tutto affascinante e assolutamente suggestivo.

VOTO.

Se potessi dare la lode, la darei. Innegabile che questa autrice, la meriti.

CONSIGLIATO A…

Consiglio le sue opere a chi ama i libri “buoni”, realizzati e scritti bene, che catturano il lettore, facendolo sognare, ma soprattutto coinvolgendolo nelle sue trame perfettamente scritte.

Tiziana Iaccarino.

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