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Ilaria Grasso, finalmente un’autrice che non le manda a dire!

Ilaria Grasso, che non conosco di persona, ma che ho avuto modo di apprezzare molto sui social per il suo sarcasmo, la sua ironia, la grande irriverenza con la quale affronta qualunque tipo di argomento, dalla letteratura all’attualità, mi ha incuriosita al punto da chiederle un’intervista.

Difficilmente si incontrano autrici (e persone) tanto dirette, tanto esuberanti, tanto forti, tanto intelligenti, tanto perspicaci, tanto sconvolgentemente “rompi-schemi” e soprattutto interessanti dal punto di vista intellettuale e umano.

Forse sarò tra le poche persone che reputa una persona forte caratterialmente e intellettualmente in grado di scontrarsi con la morale falsa perbenista comune, quella che si scandalizza per tutto e di tutto, quella che non accetta la versione dei fatti così come si presentano, ogni volta che accade qualcosa, i pensieri (sinceri) altrui, le opinioni vere.

Ilaria ha fatto dei suoi post social, diretti e irriverenti, una bandiera che sventola con orgoglio e con grande intelligenza, secondo me. Chi non comprende questo suo aspetto geniale, che è un modo di presentarsi e di porsi molto diverso, rispetto ai classici canoni paventati dagli autori, non è in grado di comprendere quanto qualità come le sue possano beneficiare all’umore generale.

Ho scoperto, tra l’altro, che Ilaria è un’autrice dalla lunga carriera. Le sue opere sono innumerevoli e la sua intraprendenza alquanto leggendaria ma, in questa intervista, vorrei che parlasse di sé, in primis, e del suo modo, interessante, intelligente e originale, di porsi, perché nuovo agli occhi di chi è abituato “alle solite cose”.

Ciao Ilaria, grazie, innanzitutto, per aver accettato questa intervista. Io vorrei subito cominciare col chiederti quando sei nata come autrice.

RISPOSTA:

Innanzitutto, grazie a te, carissima Tiziana, una scrittrice che seguo e ammiro da sempre, per avermi ospitata nel tuo blog! La mia passione per la scrittura ha radici ormai lontanissime, direi, quando, appunto, a sette anni ho cominciato a scrivere pensieri e poesie in un diario segreto che mi era stato regalato in quel periodo. Ho sempre amato scrivere, di quello che mi accadeva e di quello che vedevo intorno a me. Ho sempre raccontato la mia vita ad un diario, un quaderno, a un blocco di appunti, ma la voglia, o meglio, il coraggio di far leggere quello che raccontavo alla carta, è subentrata molto dopo…

Qual è stata la tua primissima opera pubblicata?

RISPOSTA:

La mia prima opera pubblicata, in assoluto, è stato un romanzo breve dal titolo “Roma Parigi Solo Andata”, messa on line, su Amazon, in self publishing, oltre un anno fa, un romanzo che, tuttavia, sta vivendo il suo momento di gloria proprio adesso: narra le vicende intricate di una ragazza di nome Sophie, editor presso una casa editrice, che, un giorno trova il coraggio di lasciare la sua vita abituale a Roma, un’esistenza piena di ombre e punti di debolezza, per seguire suo padre Gustav che vive a Parigi e che è affetto da morbo di Alzheimer. C’è un po’ di tutto, nella storia di Sophie: ci sono i suoi sogni di aspirante scrittrice, le sue apsirazioni professionali, il desiderio di riscattarsi in amore, dopo una vita sentimentale non delle migliori, c’è la malattia devastante di suo padre, c’è l’amicizia di questo con Gerom, ma, al centro di tutto, c’è una famiglia che comunque esiste e che rappresenta il cuore di Sophie…

Ho notato che, sul web, si trovano molte tue opere. Ci parli della tua preferita da una parte e poi di quella che consiglieresti a chi ancora non ti conosce, dall’altra?

RISPOSTA:

Faccio un po’ di fatica a scegliere a quale opera io sia più affezionata: tu, del resto, come scrittrice, mi insegni che ogni opera è un figlio e i figli, in genere, si amano tutti… Però, dovendo scegliere, le opere che amo di più sono due: si tratta de “Il viaggio d’amore del tonno”, pubblicata nel maggio dell’anno scorso da Lupi Editore, una raccolta di racconti scritti da me e abbinato, ognuno di loro, a due ricette di cucina ideate dal giovane chef siciliano, Seby Conigliaro. Questo libro rappresenta, per me, un vero e proprio tributo d’amore alla mia Sicilia, terra di origine di mio nonno paterno, per questo ti ribadisco che è un’opera che considero importante. L’altro mio figlio prediletto è, invece, “Quando trema il cuore: Storie di donne e di catastrofi naturali”, una raccolta di racconti (anche questa pubblicata in self publishing) dove affronto le storie di cinque donne, appartenenti a generazioni differenti, e tutte accomunate dalla propria solitudine e dalla voglia di riscattarsi dalla stessa, passando, tutte e cinque e in modo differente, per la tragedia del terremoto (ho scritto questi racconti nel drammatico periodo del terremoto ad Amatrice, nell’estate del 2016).

L’opera che ha ottenuto maggiori riscontri, invece, è…?

RISPOSTA:

Indubbiamente, “Se è porno tolgo”, con quasi tremila copie scaricate in un mese dalla sua uscita, ma si tratta anche della mia opera più controversa, la mia croce e delizia, per meglio intenderci, amata nella stessa misura in cui è odiata dalle persone…

Ora passiamo a parlare di “Se è porno, tolgo”. Come è nata quest’opera? Cosa ci racconti in essa, ma soprattutto cosa e chi ti ha ispirato l’originale titolo?

RISPOSTA:

Il titolo è ispirato da un modo di dire che spesso ricorre sul web e sui social network, se è porno tolgo è infatti un’espressione spesso associata alla messa online di post che magari si ipotizza possano risultare, in qualche modo, sconci o non graditi, è, in definitiva, un modo originale per mettere le mani avanti, e farlo, appunto, ironicamente… Questo libro è nato dalla mia esigenza di sdoganare certi atteggiamenti ricorrenti nei social con cui alcuni individui (numerosi, in realtà) si atteggiano a depositari dell’intero scibile umano e portatori, dunque, di verità incontrovertibili, con particolare riguardo ai cosiddetti leoni da tastiera, leoni, appunto, davanti al computer e profondamente diversi, spesso miseri, nella vita reale…

Se è porno, tolgo di Ilaria Grasso

Hai mai incontrato problemi nell’esporti in modo tanto diretto e assolutamente stravagante, ma originale, direi, per certi aspetti?

RISPOSTA:

Non ho incontrato un problema, bensì, moltissimi problemi, per questo mio modo di essere: sicuramente ho molti seguaci, ma anche un numero cospicuo di cosiddetti “haters” di cui parlo anche nel mio “Se porno, tolgo”…

A quale genere ti piace dedicarti? Cosa ti piace raccontare?

RISPOSTA:

Non ci crederai, Tiziana, ma anche se “Se è porno, tolgo” è la mia delizia, ma anche una croce, vorrei potermi dedicare ancora ad opere che, come questa, si fondino sul sarcasmo e sulla volontà di non prendere mai nulla troppo sul serio… Vorrei proseguire su questa strada, anche questa scelta farà incrementare, in modo ulteriore, la schiera dei miei “haters”…

Cosa ti piace leggere, invece?

RISPOSTA:

Romanzi psicologici o comunque storie estremamente realistiche, storie del cosiddetto realismo sporco, corrente letteraria che vede in Charles Bukowski uno dei suoi esponenti maggiori… Ecco, io amo il grande Charles…

Infine, raccontaci chi è Ilaria Grasso, realmente. A cosa le piace dedicarsi e cosa fa nel tempo libero.

RISPOSTA:

A questa domanda non so davvero come rispondere, perché ancora oggi, a quasi 44 anni di vita io stessa non ho ancora capito chi è Ilaria Grasso. Sicuramente è una persona che ama moltissimo scrivere e non solo nel tempo libero.

Grazie infinite per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Sono io che ringrazio te, Tiziana!

Tiziana Iaccarino.

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