Chiacchieriamo, social, web

L’importanza di essere social.

Qualunque lavoro tu svolga, qualunque passione tu abbia, qualunque hobby, qualunque attività di pubblico dominio, essere social è fondamentale.

E quando dico “social” dico “interattivo”. Saper interagire, condividere, parlare, scambiare opinioni, postare stati ed emozioni sui social network, pubblicare foto o notizie, link, video e quant’altro serve a chi vuole farsi conoscere e apprezzare come persona, in primis, libero professionista, lavoratore e artista poi, ad ampliare la sua cerchia di amici, conoscenti, fidelizzati, affezionati, seguaci e magari anche a coltivare rapporti interpersonali, sia in ambito lavorativo che umano.

Quando si parla di arte e di cultura poi i social network dovrebbero essere sinonimo di condivisione ampia e costante, intelligente, acuta, perspicace e intraprendente.

Chi scrive, inoltre, dovrebbe abituarsi a essere presente sui social network in modo costante, per condividere ogni stato, ogni emozione, ogni momento bello e anche, perché no?, meno bello della sua vita, così come il momento di una pubblicazione, per farsi apprezzare per ciò che si è davvero.

Non pensate che la timidezza o la riservatezza, la “non abitudine a essere social” vi favorisca in quanto artisti, perché un artista dovrebbe interagire proprio in virtù della sua arte e delle sue attività.

Se uno scrittore dice “Sono timido. Non so di cosa parlare, non so cosa dire, non voglio espormi, non voglio scrivere sui social”, ma poi al momento di una pubblicazione ha la pretesa di catturare l’attenzione generale e di far acquistare la sua opera, si sbaglia.

Chi non è abituato a vederlo condividere e postare la sua vita, non necessariamente privata, ma in generale, stralci della sua vita, non sarà ben disposto o propenso a conoscere ciò che realizza in arte e cultura.

Uno scrittore “timido” che ha difficoltà di interazione sociale, difficilmente troverà spazio per far conoscere ciò che scrive, nel momento di una pubblicazione, se le persone non sono abituate a “vederlo”, a “familiarizzare”, a “conoscerlo”, in altri modi e in altre occasioni sulla sua bacheca personale o magari sulla sua pagina ufficiale.

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Sia esporsi che non esporsi, in fondo, ha i suoi pro e i suoi contro.

ESPORSI.

Se decidi di esporti, sai che, nel bene come nel male, avrai i tuoi pro e i tuoi contro. Esporsi come persona, esporre le proprie idee, il proprio pensiero, le proprie opinioni, in generale, senza secondi fini, è la situazione ideale per farsi conoscere per ciò che si è.

Essere criticati, poi, fa parte del gioco. Ma esporsi solo quando si pubblica è poco propizio, in quanto le persone, che non sono stupide, capiranno che quell’improvviso slancio di condivisione sarà dovuto solo a un interesse personale e, in quel caso, alla vendita di un libro.

NON ESPORSI.

Se non ci si espone mai, si finisce nel dimenticatoio, in generale. Sia nel caso in cui ci si voglia far conoscere come artisti che come persone, anche se si vuole semplicemente condividere una passione, un’attività, per coltivare nuove conoscenze e magari amicizie.

Non esporre il proprio pensiero, nascondersi dietro quello degli altri, poi, dimostra mancanza di carattere e poca propensione a farsi conoscere per ciò che si è davvero.

Inutile dire che, non esporsi mai e poi esporsi solo per un interesse personale, artistico, professionale o particolare, significa far capire alle persone che i social si utilizzano solo per uno scopo preciso che non ha nulla a che fare con la voglia di fare amicizia o di conoscere nuove persone, di comunicare con il mondo, perché esporsi solo quando fa comodo diventa un’abitudine poco intelligente.

SAPERE COSA DIRE.

Bisogna esporsi il giusto. Sapere cosa dire e cosa non dire. Stare attenti a come si parla, a quello che si dice, perché le persone possono fraintendere e capire cose sbagliate su di noi e il nostro modo di essere.

Chi si espone sui social, dopotutto, ha una grossa responsabilità. Quella di dimostrare la propria maturità, innanzitutto, e la propria propensione a socializzare davvero e in modo costante, ma intelligente, simpatico, divertente, sincero, onesto, schietto, se volete, ironico, per chi è dotato di tale virtù, ma soprattutto, quel che conta: VERO.

Esporsi, invece, solo quando fa comodo e dire solo ciò che si pensa per far comodo agli altri è ugualmente un’attività poco intelligente e per niente utile.

Tiziana Iaccarino.

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