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“The Golden Boy”, il nuovo successo di Elisa Gioia.

Elisa Gioia è una delle autrici più amate e seguite della nuova generazione, nel panorama editoriale italiano.

Il suo esordio è avvenuto un po’ di tempo fa con le opere: “So che ci sei” e “Il mio lieto fine… sei tu” pubblicate entrambe dalla Piemme Edizioni. Tra l’altro, Elisa è stata tradotta anche in Inglese con il titolo “The Hook” e ha proseguito la sua scalata al successo in self-publishing con le opere “Non fa più rumore” (Marzo 2017), “L’infinito è dopo noi” (Agosto, 2017), “The Golden Boy” che fa parte della serie “The Broken Stars Series, Vol.1” a gennaio 2018.

In questa intervista per il blog The Pink Cafè avremo modo di parlare con lei della sua carriera, delle sue passioni, della scrittura, della lettura, dei lettori e di chi la segue con passione e “gioia”.

Ciao Elisa, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei subito chiederti quando è cominciata la tua avventura con la scrittura. Quale è stata la tua primissima opera letteraria? Quella che è stata pubblicata dalla Piemme?

RISPOSTA:

Ciao e grazie per l’ospitalità e lo spazio che mi concedete. Ho sempre amato la scrittura; durante le vacanze estive negli anni del liceo collaboravo con il giornale locale e una volta terminata la scuola ho frequentato un corso biennale di giornalismo che mi ha permesso di lavorare in una casa editrice milanese.

Poi ho fatto altre scelte di vita, ma, complice una malattia, ho preso in mano quella storia che avevo abbozzato su un quaderno e ho cercato di darle vita. È nato così “So che ci sei”, la mia prima opera. Sono stata fortunata, perché neanche un mese dopo sono stata contattata per pubblicarla in libreria.

Tu sei partita da self? Se sì, come è andato il tuo salto di qualità a una delle case editrici più conosciute in Italia?

RISPOSTA:

Non immaginavo minimamente che qualcuno potesse leggere “So che ci sei” su Amazon, figuriamoci vederlo un giorno in libreria. Ero in vacanza, quando sono stata contattata da diverse case editrici e da un agente letterario. Poi insieme a questa figura abbiamo valutato i pro i contro delle varie proposte e ho accettato alla fine di pubblicare con Piemme, una casa editrice che si è dimostrata molto competente e con la quale ho avuto il piacere di imparare e crescere.

Ricordo che “So che ci sei” e “Il mio lieto fine… sei tu” sono stati due grossi successi. Ce ne parli? Cosa ti hanno portato, cosa ti hanno dato e cosa hanno consegnato in mano ai lettori?

RISPOSTA:

Ancora oggi mi fa strano vedere l’amore e l’entusiasmo che i lettori hanno per la storia di Gioia e Kelly. Devo tutto a questi due personaggi: l’affetto dei lettori, la possibilità di vedere le mie storie sugli scaffali delle librerie, ma soprattutto mi hanno permesso di scrivere come lavoro. Mi sento molto, molto fortunata. Devo ancora crescere tanto come autrice, ma ho sempre con me l’affetto dei lettori.

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Perché hai deciso di tornare al self-publishing, dopo aver assaggiato un’impresa editoriale tradizionale?

RISPOSTA:

Amo poter gestire un mio libro a 360 gradi, poter avere la parola finale non solo sulla storia, ma anche sulla cover, il titolo e la distribuzione. Non sono pentita di aver pubblicato con due case editrici, perché sia Piemme che Rizzoli mi hanno insegnato tanto. Solo che preferisco avere la gestione totale dei miei libri.

Raccontaci dell’opera “Non fa più rumore”. Cover superlativa, tra l’altro. Come è stata accolta?

RISPOSTA:

Io avevo l’ansia da pubblicazione dopo la duologia con Mister Kelly. Sinceramente è il libro al quale sono più legata, non è stato facile da scrivere sia per la storia (più drammatica) sia per il periodo personale che stavo vivendo. Al termine della stesura ero prosciugata, ma quando ancora oggi mi fanno i complimenti per la profondità della storia e per le tematiche affrontate tutte le fatiche vengono ripagate.

Un’altra opera molto apprezzata è stata “L’infinito è dopo noi”. Ti va di raccontarci un aneddoto che la riguarda?

RISPOSTA:

Non amo particolarmente scrivere gli epiloghi “tot anni dopo, casa con la staccionata, figli…” però tutti mi chiedevano il matrimonio tra Gioia e Kelly. Ho preferito staccarmi un attimo da loro e scrivere “Non fa più rumore” che, tra l’altro, è uno spin off. Poi ho deciso che era il momento di dare forma al loro lieto fine e di regalarlo ai lettori, per ringraziarli di tutto l’amore che dimostrano per questa storia.

Mi sono divertita tantissimo, emozionata con loro tanto da versare una lacrima alla parola The End perché stavo lasciando andare due personaggi che hanno cambiato la mia vita per sempre, indipendentemente da come sarà il mio futuro da scrittrice.

Arriviamo finalmente a “The Golden Boy”, perché… il ragazzo d’oro?

RISPOSTA:

Una sera (stavo ancora scrivendo “Non fa più rumore”) mi appare su Instagram questa foto di Christian Hogue, il modello in cover. Appariva come uno di quegli attori tormentati, belli e dannati alla James Dean. Ho avuto un colpo di fulmine e nella mia testa avevo già la storia divisa tra New York e Hollywood.

Inoltre avevo bisogno di scrivere qualcosa di divertente, una commedia romantica per svagarmi dopo le tematiche di “Non fa più rumore”.

Che tipo di autrice ti definiresti? Quali generi ami scrivere e leggere?

RISPOSTA:

Amo scrivere romanzi rosa, che siano contemporanei o new adult. Purtroppo è il genere che viene sempre preso di mira, ma personalmente amo sognare con le pagine di un libro. Quando i lettori mi scrivono che con le mie storie hanno riso, si sono emozionati e hanno sognato, allora ritengo la mia missione compiuta.

Qual è il primo consiglio che daresti alle autrici che intraprendono questa attività?

RISPOSTA:

Di leggere molto, di scrivere tanto e poi di non avere fretta. Di dare tempo al tempo, non bruciare le tappe, di non cedere ai tranelli che questo mondo offre, ma di restare sempre umili, di non badare alle accuse, alle frecciatine o agli sgambetti e di scrivere solamente. Alla fine ai lettori importano solamente le nostre storie.

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Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera.

RISPOSTA:

Grazie mille a voi del The Pink Cafè per avermi voluto qui con voi e crepi!

Tiziana Iaccarino.

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