Chiacchieriamo, Consigli editoriali, Curiosità, social, web

Copiare, qualsiasi cosa si copi, è plagio.

Spesso, al giorno d’oggi, avendo sotto mano sempre apparecchi di ultima generazione, come cellulari, pc, tablet e vari, e potendosi connettere ovunque, si ha la possibilità di avere notizie e informazioni ovunque.

Sono molto quotati oggi i social network dove, tra l’altro, le notizie circolano in modo anche più rapido dei canali ufficiali di diffusione dell’informazione.

Ormai l’informazione è virale, naviga in rete, è rapidissima e accessibile a chiunque, per cui si può restare sempre aggiornati su ogni argomento, si può commentare, condividere, piacizzare, parlare, postare, qualunque notizia in tempo reale.

Nei social network e, in generale, nel mare magnum della rete, si può incappare in chi realizza e segue un’idea o crea in funzione del suo personale talento. In fondo, i social network sono utilizzati anche e soprattutto per la pubblicazione e diffusione di attività artistiche, professionali e dell’ingegno creativo.

Purtroppo, non sempre è chiaro agli internauti che bisogna stare molto attenti alla diffusione di un’idea o opera creativa, di un lavoro artistico e culturale, perché spesso possono essere copiati e usati da altri per scopi diversi.

Nel settore editoriale poi se ne sentono a bizzeffe di queste notizie.

Se è più arduo copiare opere pubblicate perché, dal momento in cui sono rese pubbliche e riportano codici ben precisi che identificano il prodotto singolo in commercio (codici ASIN per gli eBook su Amazon, per esempio, e ISBN e ISBN13 per tutti gli altri store on line e per le librerie per i cartacei), quindi soprattutto quando si può testimoniare la precedenza su altri e diffidare chi copia, non è tanto arduo copiare la creatività e le idee diffuse senza una reale tutela.

Direte: la creatività e le idee non sono identificative di un lavoro reale, quindi, se riportate altrove non significano “plagio”.

Vi sbagliate.

Mi sono documentata al proposito e ho scoperto che è ritenuto plagio qualsiasi furto o uso del pensiero altrui senza averne riportata la fonte.

Cioé, in qualsiasi caso si usi il lavoro artistico, creativo, culturale e intellettuale di altri, senza citarne la fonte, ovvero senza dire da dove e da chi si è attinto, si può parlare di plagio.

office-2599309_640

Ecco cosa ho trovato sul web (in questo caso vi riporto con un “copia e incolla” ciò che dice il Dizionario Zanichelli).

IL PLAGIO.

Il plagio si definisce come “appropriazione, totale o parziale, di lavoro altrui, letterario, artistico e simile, che si voglia spacciare per proprio” (Dal Dizionario lo Zingarelli, Zanichelli 1999).

Quindi, nel caso in cui si condivida il lavoro di altri, senza fare riferimento alla fonte, si parla di plagio.

Copiare il lavoro intellettuale di altri, purtroppo, è spesso preso sottogamba, sottovalutato, ma se vengono presi i provvedimenti giusti, chi copia può avere grossi guai.

L’originalità è un valore importante, che va rivalutato, ma soprattutto impreziosito dall’idea che sia l’unica soluzione per rendersi unici.

Tiziana Iaccarino.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...