Chiacchieriamo, Curiosità

Autrici. Solidarietà sì o no? É solo un sogno?

Ispirata da un argomento a cuore di molte autrici di cui abbiamo parlato nel gruppo del Pink Cafè, nasce l’articolo che leggerete di seguito. Esiste la solidarietà tra donne? Rimane solo un sogno?

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La solidarietà tra autrici è solo un sogno?

Il mondo editoriale moderno, specifichiamo quello che si svolge soprattutto nei social network, non mostra alcuna solidarietà tra autrici. Non esiste la famosa collaborazione femminile, un vero peccato e mi chiedo perché le donne non riescano a incontrarsi su questo fronte tanto affascinante e nobile come quello dei libri.

Capita sempre più spesso di vedere autrici in disputa tra loro, è un vero un peccato che tante donne insieme non riescano a coalizzarsi per trovare su un unico fronte la possibilità di coalizzarsi per un bene comune: la divulgazione dei libri.

Tutta questione di rivalità

Molte autrici sono in disputa tra loro, si sentono rivali le une contro le altre, questo le spinge a vivere vere guerre nei social a suon di post nei propri profili con parole avverse verso colleghe, che magari hanno la colpa di pubblicare e scrivere un genere similare o essere più seguite o avere libri nei posti più alti nelle classifiche.

Io non ho mai visto le altre autrici come “la concorrenza” eppure l’ho sentito dire spesso. Una scrittrice non può rappresentare “la concorrenza”, il mondo dei lettori si presume che legga molto ed è giusto che abbia una buona offerta di generi e libri da leggere. Un lettore può leggere di media dai venti ai trenta libri in un mese, meno per chi ha poco tempo, anche dieci è una buona media, mi sembra ovvio che un lettore legga tanti e diversi autori. Una riflessione che non trova sbocco nell’intricata realtà editoriale moderna.

Social a tutti i costi

Tutto nasce perché le autrici di oggi devono essere social. La verità innegabile per le autrici moderne è questa, essere social a tutti i costi e questo significa che anche le persone meno affini al mondo dei social network, devono essere presenti su queste piattaforme e diventare “amiche” di tutti se vogliono farsi conoscere e apprezzare come autrici e quindi, vendere le loro opere.

Una volta non era necessario che i nostri scrittori preferiti e amati fossero anche nostri “amici”, avere contatto con loro e scambiare conversazioni in chat. Gli scrittori erano figure degne di rispetto, erano dei miti, erano quasi un qualcosa di mitologico. Oggi invece basta mettersi seduti davanti a un PC o avere un cellulare e collegarsi a un motore di ricerca per trovarsi davanti a un profilo, fare richiesta di amicizia e augurarsi di diventare amico del nostro idolo.

Sembra essere nata la rincorsa agli amici, ai like e pare che vinca chi ne abbia di più. Tutto diventa una gara, dove si avverte la necessità di primeggiare. I gruppi dei social network sono importanti e vitali per gli autori, bisognerebbe farne sempre buon uso per raccoglierne i frutti. I social sono ottimi mezzi pubblicitari, ogni giorno ci sono eventi, giornate a tema, interviste e tanto altro che favoriscono la conoscenza di autori e libri in un modo semplice e diretto.

Oggi ci si sente quasi costretti a essere social e sociali, soprattutto si tende a tenersi lontano da eventuali figure negative che hanno intenzioni bellicose. Alcuni soggetti hanno la presunzione di marcare il territorio con le loro opere ed è come se nessun altro possa avere la volontà di scrivere e pubblicare quello stesso genere. Paradossalmente i generi che parlano di amore: romanzi rosa ed erotici sono quelli che registrano maggiore rivalità, eppure l’argomento dovrebbe inviare messaggi di amicizia, solidarietà, empatia. Perché succede?

Considerazioni

La solidarietà tra donne in alcuni casi c’è ed è bella, fa bene a tutti, è innegabile, ma avviene molto raramente. Si possono organizzare eventi comuni, promozioni e gestire insieme gruppi social, ma non avviene tanto spesso.

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Perché non sussiste la solidarietà tra autrici? Basterebbe poco per rendere questo sogno non solo utopia, ma qualcosa di vero e tangibile.

Questo fantastico mezzo purtroppo diventa un’arma contro le stesse autrici quando si alimentano gelosie e invidia, i veri nemici dell’editoria.

Molte persone leggendo le parole di quest’articolo storceranno il naso, altre saranno incredule, qualcuno potrebbe vedersi e altri ancora asserire con quanto sopra scritto.

Cosa ne pensate?

 

 

Tiziana Cazziero

 

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