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Ecco come riconoscere le recensioni false.

Quanti autori ricevono recensioni negative alle proprie opere? Credo tutti, è quasi scontato riceverne, quando si pubblica, dopotutto non si può piacere a tutti ed è giusto e normale che sia così. Ciascuno ha una sua opinione personale, in fondo, che può esprimere in modo corretto e ponderato.

Certo, se fosse vero che si fa sempre in modo corretto e ponderato, non ci sarebbe niente di male, peccato però che, molto spesso, essendo il settore editoriale molto competitivo, si instaurano dei meccanismi poco onorevoli da parte di chi pratica certe strategie per affossare la concorrenza.

Se ne sentono di ogni colore in giro, soprattutto se si frequenta molto, come me, i social network, i gruppi di autrici e lettrici, di affezionate e soprattutto di sostenitrici fanatiche di questa o quella autrice.

In questo caso dire “autrice” è quasi d’obbligo, la guerra è femmina a volte.

Come dicevamo, se le recensioni negative esprimessero tutte solo delle libere e tranquille opinioni personali di lettori innocenti e lontani da qualunque tipo di polemica e guerra competitiva tra autori, sarebbe anche giusto approvarne la pubblicazione, cosa che accade in tutte le piattaforme on line senza alcun controllo, per la libera espressione di pensiero, ma se questo mezzo lecito e tanto usato, viene anche abusato, facendone un mezzo per colpire la concorrenza, allora diventa un modo alquanto scorretto di agire.

In un articolo precedente abbiamo già parlato di concorrenza, in quanto è un fattore che esiste in qualunque ambiente e dal quale nessuno sfugge, nessuno può dirsi immune.

L’EDITORIA DIGITALE HA CAMBIATO TUTTO.

Nel settore editoriale odierno, a seguito della rivoluzione del digitale, quella che ha permesso al self-publishing di diventare quasi una moda, una tendenza in grado di scrollarsi di dosso le dicerie sul fatto che sia una sorta di “ultima spiaggia” per chi non viene valutato dalle case editrici, la pubblicazione ha mutato ogni suo aspetto.

Oggi gli autori self-publisher decidono appositamente di intraprendere questa strada, perché li rende autonomi, in quanto possono gestire il loro lavoro dalla nascita di una storia alla sua diffusione e ottenerne, giustamente, maggiori guadagni, attraverso le percentuali di royalty decise dalle piattaforme, che sono decisamente più convenienti di quelle offerte dagli editori.

Questa rivoluzione, in pratica, ha cambiato le carte in tavola: il digitale è maggiormente diffuso ora e si sta espandendo a macchia d’olio rispetto al cartaceo, più caro e più difficile da distribuire e magari da vendere.

Gli ebook costano meno rispetto ai libri di carta, anche se ci sono case editrici che continuano a proporli a prezzi improponibili quasi al pari dei cartacei, ma la diffusione delle storie digitali continua a crescere e soprattutto a far fatturare un mercato in ascesa.

Oggi si acquista facendo un semplice click, sedendosi comodamente al computer e facendo shopping on line. Lo shopping di libri viene incoraggiato dagli ottimi prezzi stabiliti sui libri dai loro autori, soprattutto self-publisher, i quali, autopubblicandosi, spesso scelgono prezzi molto accessibili che permettono un acquisto più facile e facilitato anche da chi ha un budget mensile molto risicato per la spesa dei libri.

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COME RICONOSCERE LE RECENSIONI FALSATE.

Se la recensione negativa di turno fosse autentica, innocente, gentile e pubblicata solo per esprimere l’opinione personale di un lettore:

  1. Non conterrebbe alcuna frase stizzosa e stizzita;

  2. Non esprimerebbe con arroganza un concetto;

  3. Non farebbe spoiler;

  4. Non userebbe termini atti a condannare, danneggiare, offendere o prevaricare il lavoro intellettuale dell’autore;

  5. Non direbbe a gran voce parole come: “Sconsigliato”, “Non compratelo”, “Pessimo”, “Non leggetelo” e via dicendo, perché questo è un chiedere diretto ad altri di agire in un determinato modo, ovvero di non comprare quel libro. Perché un lettore qualsiasi dovrebbe dire ad altri “Non comprate quel libro?” Che motivo e soprattutto interesse avrebbe? Ve lo siete chiesto?

  6. Non userebbe parole offensive nei riguardi dell’autore come “Non sa scrivere”, “Dovrebbe tornare a scuola” etc… in pratica non salirebbe in cattedra, non essendo in una scuola, in quanto l’autore non è un alunno;

  7. Non affonderebbe con paragoni assurdi in rapporto ad altri libri;

  8. Non si arrogherebbe il diritto a esprimere parole pesanti come “dovrebbe imparare l’Italiano”;

  9. Non userebbe le stelle per fare scena o perché gli fa comodo, senza motivarle in modo preciso;

  10. Non si lascerebbe influenzare dalle recensioni altrui o da quello che si dice con il passaparola, magari per un motivo preciso.

Il problema della pessima pubblicità sugli ebook, fatta “alla spicciola”, attraverso le recensioni negative, che una piattaforma importante come Amazon, per esempio, permette di abbinare a stellette (da 1 a 5 massimo) può provocare grosse difficoltà agli autori.

C’è chi gioca pulito, come spesso accade e chi no.

Se ne dicono di ogni su questo argomento, come ho detto precedentemente, soprattutto se ci si connette sui social network, nuova frontiera di comunicazione per chi pubblica, mezzo indispensabile per ottenere un minimo di visibilità, ma spesso si usano male anche i post sui social.

Addirittura c’è chi asserisce che certe recensioni siano pilotate, in quanto esistono gruppi di persone che hanno il compito di affossare la diretta concorrenza da chi li paga o li usa a proprio piacimento (questo metodo di favorire un artista piuttosto che un altro, in fondo, non è nuovo, infatti esistono veri e propri call center che lavorano su questo tipo di macchinazioni e se ne parla spesso anche in occasione di competizioni importanti, quando vengono alla luce degli imbrogli tipici di chi vuole primeggiare a tutti i costi, quindi non accade solo sul web e per giudicare il lavoro degli autori).

PARLARNE SERVE A PUBBLICIZZARSI NEL MODO SBAGLIATO.

Autori, ricordate che quando parlate bene o male di qualcosa o di qualcuno, anche delle recensioni negative ricevute, state facendo una pessima pubblicità alla vostra opera e un’ottima pubblicità a chi vi ha voluto mettere in difficoltà.

La soluzione migliore è non parlarne affatto, almeno non pubblicamente. Non commentate le recensioni negative, perché questa sorta di “lamentela pubblica” potrebbe avere conseguenze sulla vostra opera, per cui se non ne volete, evitate di parlarne.

Per maggiori info, leggi il manuale “Autori emergenti” che esce martedì 6 marzo su Amazon!

Tiziana Iaccarino.

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