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Casa editrice? No, grazie meglio Self.

Pubblicare oggi per autori è più semplice rispetto al passato, il self publishing permette di auto pubblicarsi senza dover aspettare mesi interminabili la risposta ipotetica di una casa editrice. L’autopubblicazione è un ottimo metodo per entrare nel mondo editoriale, anche se, bisogna dirlo, rappresenta anche un’arma a doppio taglio se non si usa al meglio. In sostanza un autore estraneo al settore che non sa come muoversi, potrebbe bruciarsi ancor prima di iniziare la sua avventura nel mondo editoriale.

In passato la libreria era e lo è, sono certa anche oggi per molti, un sogno. Quando si raggiunge lo scaffale, tutto sembra essere giunto a compimento, ciò che hai sempre sognato diventa realtà, ma, e sì, c’è un grande “ma” che oggi sembra spezzare il grande sogno in libreria.

Casa editrice? No, grazie, meglio self, perché? In quest’ultimo periodo si assiste a uno strano fenomeno, sono certa che in tanti avranno notato che diverse autrici, giunte alla grande “Big”, la casa editrice per eccellenza, identificata come un nome, un marchio importante nel settore, improvvisamente lasciano quel sogno per aggrapparsi alla nuova realtà moderna: il self.

self

Diversi post negli ultimi mesi letti nel grande calderone Facebook, annunciano il ritorno o passaggio al mondo del self. Non parlo di autrici già self o di scrittori che hanno pubblicato con piccole case editrici, mi riferisco a nomi importanti nel settore. Le autrici sembrano addirittura contente e soddisfatte di potersi liberare da un contratto editoriale per inoltrarsi dentro la realtà del self, quindi indipendenza e autonomia.

Come mai questa scelta? Perché secondo voi?

La risposta in parte è ovvia, evidentemente un autore per liberarsi da un contratto editoriale importante non è soddisfatto di quell’esperienza. Tante volte l’immaginazione supera la realtà e quando pensi di aver toccato l’apice, ti trovi, improvvisamente, con un pugno di mosche in mano e ti accorgi che quel sogno, non rappresenta ciò che avevi realmente auspicato per te e la tua carriera editoriale.

Dietro quella decisione c’è sicuramente una forte delusione. Le motivazioni non sono mai pubbliche, nessuno asserisce ovviamente cosa li spinge a dire no, ma chi è entrato nel mondo del self publishing può ben capire quali siano.

libreria2

Essere indipendente e gestirsi in completa autonomia è una consapevolezza affascinante per gli autori, ma lo è, lasciatemelo dire, anche la soddisfazione pungente dell’aspetto economico. Le case editrici hanno tempistiche certamente differenti rispetto al self, quelle riconoscono all’autore i suoi diritti in base agli accordi presenti nel contratto, spesso a scadenze annuali, semestrali o comunque con intervalli di tempo lunghi.

Spesso bisogna attendere anni, e questo accade con grandi, medie e piccole case editrici, per ricevere i compensi, se questo in passato non era un problema per gli autori, oggi, dopo aver provato il self che ha tempistiche notevolmente differenti, l’autore inevitabilmente si sente quasi sedotto dall’aspettativa di ricevere quanto gli spetta in pochi mesi sena dover attendere tempi biblici, a prescindere dalla cifra maturata.

Meglio self o casa editrice? Voi cosa dite?

Tiziana Cazziero

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