Chiacchieriamo, Eventi

La giornata internazionale della donna.

La giornata internazionale della donna viene comunemente denominata “festa” per una semplice idea propagandistica secondo la quale in questo giorno vanno fatti affari.

Come potrebbe essere diversamente in una società consumista come la nostra che ruota attorno al denaro?

Consumare cosa? Vi chiederete.

In primis mimose, fiore simbolo di questo giorno e poi cioccolattini e addirittura regali.

Perché c’è chi ne approfitta per fare anche regali più importanti, a parte andare fuori a mangiare, spendere una cifra grossa in feste e festicciole, in locali all’ultima moda e magari in luoghi in cui le donne si danno alla pazza gioia davanti a un bel maschione mezzo nudo, magari uno stripper, così per assecondare le voglie nascoste di quelle più educande o di quelle diplomatiche dall’estrogeno pronto a schizzar fuori alla prima occasione.

Oggi, però, dovremmo ricordarci che è un giorno che va commemorato non per puro consumismo, ma per una sorta di orgoglio femminile pronto a dimostrare all’altro sesso le proprie qualità, perché la giornata dedicata alla donna è stata istituita ed è nata per ricordare tutte le conquiste sociali, politiche, economiche e lavorative del sesso femminile, oltre alle discriminazioni e alle violenze che, ancor oggi, sembrano non avere fine.

La figura della donna è sempre stata vista, nella storia, come chi doveva servire un marito, quindi un uomo, ma soprattutto per procreare, anche secondo molte religioni.

Un tempo la donna non aveva alcun potere decisionale né su se stessa, né sui propri figli, non aveva alcun ruolo nella società, malgrado dovesse e potesse lavorare, né aveva diritto di voto. Inoltre, la donna non poteva chiedere il divorzio, se era stanca del proprio matrimonio o avesse voluto ribellarsi a un marito-padrone, né poteva ribellarsi alle violenze morali, fisiche e psicologiche che subiva.

in nome delle donne

IL DIRITTO AL VOTO PER LA DONNA. LA CONQUISTA CHE HA CAMBIATO LE SUE SORTI NEL MONDO.

Il diritto al voto per la donna è stata una battaglia lunga e dolorosa, nella sua lunga e faticosa storia: il suffragio femminile, così come veniva chiamato il diritto al voto della donna, cominciò a farsi sentire nella Francia del XVIII secolo per poi passare in Nuova Zelanda, primo Paese in cui venne riconosciuto il diritto di voto alle donne, malgrado fosse ancora una colonia britannica.

Nell’età definita della libertà per le sue rivolte dal 1718 al 1781, il diritto di voto fu concesso in Svezia, benché non esteso a tutte le donne.

In Europa, tale diritto viene riconosciuto in modo più ampio e legittimo dal Granducato di Finlandia che accolse le prime donne elette in parlamento nel 1907.

Questa giornata, quindi, ha un valenza e un’importanza storica, in quanto ci ricorda quanto le donne abbiano dovuto lottare per ottenere dei diritti nella società civile che, un tempo, era decisa solo dagli uomini.

Ancora oggi, in fondo, non si è raggiunta la completa e totale parità di diritti tra uomini e donne, se pensiamo al mondo del lavoro, nel quale la donna viene costretta a scegliere tra lavoro e carriera, a volte denigrata, spesso violentata nella sua intelligenza e nel suo corpo.

Credo che, purtroppo, la strada da percorrere per far valere in pieno tutti i diritti delle donne sia ancora molto lunga, per quanto la società odierna si reputi tanto avanti, lungimirante, in tutti i suoi progressi, perché invece la donna è ancora poco presente in molte istituzioni dove sono gli uomini a comandare e a ottenere privilegi e stipendi più elevati.

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RICORDIAMO LE LOTTE PER I DIRITTI DELLE DONNE.

Ricordiamo quante lotte siano state fatte nella storia per i diritti delle donne e se in questo giorno dobbiamo brindare, facciamolo solo in onore di quelle donne che, ieri come oggi, si sono fatte valere, anche per noi.

A noi, a voi, alle Pink Ladies perché, come sapete, questo blog nasce da un gruppo del tutto femminile su Facebook, auguri per una lotta che faccia prevalere sempre i nostri diritti.

Tiziana Iaccarino.

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