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Editoria: agenzie letterarie e case editrici a due pesi e due misure. No, grazie!

Questo articolo dovrebbe far aprire gli occhi a un po’ di gente. Mi spiace dire che i principianti, con l’entusiasmo che li contraddistingue o magari con l’orgoglio del genio incompreso, non sempre riescono a distinguere le fregature dalle occasioni importanti.

L’editoria ne è un classico esempio, anche se queste cose accadono in tutti i settori artistici e professionali.

Quanti di voi si saranno imbattuti in case editrici e/o agenzie letterarie che usano due pesi e due misure?

A me, nel corso della lunga gavetta e carriera ventennale che ho alle spalle, ne sono successe di ogni colore, ma non starò qui a fare i nomi e i cognomi, a raccontare gli spassosi, per certi aspetti, aneddoti che mi sono capitati, gli incontri, gli scontri, le e-mail, i messaggi, le proposte decenti e indecenti, le collaborazioni decenti e indecenti, le conquiste decenti e indecenti, le soddisfazioni decenti e indecenti ottenute, anche se potrei farlo, ma non sarebbe proficuo o interessante né per me che sputtanerei certa gente, né per loro che devono pur campare in qualche modo.

Allora, va detto che c’è una regola fondamentale in editoria: se un autore non è richiesto, non viene trattato come chi è contattato, richiesto, cercato, a seguito di un successo, delle sue capacità artistiche e/o promozionali o per semplice fortuna (chiamatela come volete).

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LA CASA EDITRICE VALUTA GRATIS. L’AGENZIA LETTERARIA VALUTA A PAGAMENTO. REGOLATEVI.

Se un/una autore/autrice contatta una casa editrice per chiedere la valutazione del suo manoscritto, probabilmente gli saranno dati dei mesi da aspettare, ma gli sarà offerta una chance (forse, in quanto nessuno può avere la certezza che il suo manoscritto venga letto davvero), ma se lo stesso autore si rivolge a una agenzia letteraria, scatta la valutazione a pagamento, una vera novità del nostro tempo, perché questa magnifica occasione di investimento prima non c’era, almeno non presso le agenzie letterarie più serie, quelle che davvero volevano scovare talenti, quelle che davvero volevano guadagnare le percentuali dai contratti con case editrici grosse, quelle che puntavano sulla qualità e non sulla quantità di un fatturato da dover accumulare a fine anno (anche loro devono pagare le tasse, lo posso capire, per carità!)

Direte: Meglio rivolgersi a una agenzia letteraria, perché, se ha contatti grossi mi rappresenterà, e pure se devo pagare, pago per ottenere il mio scopo.”

Fate male i vostri conti e vi dimostrate semplicemente dei principianti.

L’agenzia letteraria che si fa pagare per la valutazione, si fa pagare solo per essa, NON per rappresentarvi. Cioé, dopo aver letto e valutato la vostra opera, nessuno vi dice che accetterà di rappresentarvi, che vi dirà che la vostra opera vale, che vogliono farla leggere a una casa editrice, quindi, intanto, pagate quelle centinaia di euro per la valutazione e dopo possono benissimo restituirvi l’opera dicendo che “non si occupano di quel genere”, oppure “che non lo reputano in linea con le opere che rappresentano” o altre bugie che servono solo a liquidarvi, una volta che avete pagato quanto vi è stato chiesto.

Va detto che pure se il vostro manoscritto piacesse e l’agenzia decidesse di proporlo alle case editrici con cui è in contatto, queste ultime dovrebbero, a loro volta, valutarlo, valutarne il genere e la possibile commercializzazione perché, come abbiamo detto molte volte in passato, le case editrici sono aziende e, come tali, devono fatturare, devono batter cassa, quindi cercano il libro commerciabile, quello che si vende facile, che fa incassare loro denaro, a dirla papale papale, la storiella adatta a tutti, quella che si vende in un batter di ciglia. Ecco perché alcuni generi non vengono neanche presi in considerazione, se non siete nessuno e se non avete voi un contatto diretto importante che vi garantisca qualcosa di concreto (cosa molto difficile, peraltro).

CASE EDITRICI E AGENZIE LETTERARIE SONO ACCOMUNATE DA UNA REGOLA: due pesi e due misure.

Molte case editrici sia piccole che medie o grosse sono accomunate da una sorta di politica che chiameremo “furba” o semplicemente atta a far portare avanti “la baracca” meglio che possono, (ricordate che questi sono imprenditori e devono fatturare. Ecco, tenete sempre a mente questa cosa, perché vale per tutti!) quindi useranno, a tale scopo, sempre due pesi e due misure, anzi milioni di pesi e di misure differenti tra loro per trattare ogni singolo “individuo”, che sia un autore, un agente, un rappresentante, un distributore, un libraio e chiunque altro. In questo modo si comportano gli affaristi. Se devi fare un affare, non puoi comportarti allo stesso modo con tutti, devi cogliere l’occasione che ti fa ingranare la marcia, che porta acqua al tuo mulino, che ti fa ottenere quello che vuoi, che ti fa batter cassa, in pratica, che ti fa guadagnare.

Tutti useranno pesi e misure diverse, in base a chi gli si presenta e a come gli si presenta.

Magari a un autore sconosciuto o semi-sconosciuto che non è quotato, che nessuno vuole, il cui manoscritto fa acqua da tutte le parti, che poco è riuscito a farsi notare anche sui social network, verrà chiesta una quota per valutare la sua “genialata”, perché non c’è gente che voglia perdere tempo dietro a un “signor nessuno”, a un principiante, e il tempo è denaro, quindi… vorrete che queste persone perdino le loro preziosissime ore di lavoro dietro a chi è considerato meno di niente?

Un autore che, invece, si è autopubblicato e ha ottenuto un discreto successo, è riuscito a scalare le classifiche di vendita sui maggiori store on line, magari risultando molto quotato, molto apprezzato, molto seguito, e che sa usare i social network a dovere dove viene osannato, magari otterrà un trattamento ben diverso, magari verrà persino contattato dalle stesse persone che chiedevano agli emergenti per loro sconosciuti e incapaci del denaro per una valutazione.

All’autore quotato, non solo non chiedono neanche un centesimo per valutargli la storia, ma magari scelgono pure di rappresentarlo subito, perché quella storia se la sono andata a leggere, dopo averla notata on line, a seguito di un successo di vendite, e l’autore si ritrova con una o più proposte sia di rappresentanza presso case editrici importanti che dalle stesse direttamente, senza intermediari o proposte assurde.

Non so se mi sono spiegata, ma spero abbiate capito di dover stare molto attenti a questo tipo di attitudini che circolano nel settore editoriale, perché in giro ci sono persone che possono spillarvi fior di quattrini senza farvi ottenere niente, e dico niente, di quel che sognavate o speravate anche solo di intravedere all’orizzonte.

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L’editoria è una macchina complessa, che va maneggiata con cura solo da chi la conosce veramente bene, per non farsi male, ma soprattutto per non gettare al vento illusioni e fatica, oltre che soldi, perché questa macchina va avanti solo con i soldi, degli altri, ovviamente (dagli autori che pagano ai lettori che comprano i libri).

Tiziana Iaccarino.

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