Chiacchieriamo, Consigli editoriali, editoria, scrittura

Editoria: ecco quando la promozione è (ingannevolmente) efficace.

A darmi l’input per parlare di questo argomento è stata una delle pinkette, le ragazze iscritte nel nostro club letterario su Facebook, la quale chiedeva “Come si fa a scegliere il genere adatto per l’opera che scriviamo, soprattutto quando dobbiamo inserirlo in una categoria di vendita bene impostata?” E poi “Perché, spesso, i romanzi vengono inseriti nelle classifiche di genere sbagliati, rispetto a ciò che contengono e che propongono al lettore?”

Proverò a rispondere a ciascuna di queste domande come farebbe una persona che si occupa di marketing e non di scrittura.

Sapete perché?

Perché queste “scelte”, se così vogliamo definirle, in ambito editoriale, sia da parte delle case editrici che da parte dei self-publisher sono, per così dire, strategiche per la vendita del prodotto (così come viene visto un libro sul mercato).

COME INQUADRARE LA STORIA CHE SI È SCRITTO IN UN DETERMINATO GENERE.

C’è da dire che uno scrittore dovrebbe riuscire a inquadrare subito il genere al quale appartiene il suo libro (ne ho parlato anche nel mio manuale “Autori emergenti” che trovate su Amazon), in quanto dall’inizio alla fine la storia stessa si rivela adatta a una determinata categoria.

Se scriviamo una storia romantica, d’amore, tra due protagonisti, per quanto combattuta, magari in contesto preciso, lì sapremo cosa stiamo scrivendo e in che genere va inserita ovvero nel romanzo rosa che oggi viene definito, anche in Italia come all’estero, all’Inglese: romance.

Conta anche il tempo in cui si svolge la vicenda, ovviamente. Perché se la storia è attuale allora va catalogata come narrativa generale o contemporanea, se la storia, invece, si svolge in un contesto storico (e per contesto storico si può definire un periodo che è lontano dal nostro tempo di minimo sessanta anni), allora l’opera potrà definirsi romanzo storico, per quanto d’amore.

Anche il romanzo rosa in sé, però, possiede molte sottocategorie, tra cui: i contemporary romance, di cui parlavo prima, i paranormal romance, i romantic suspense (dove la suspense è il fattore predominante), gli young adult e new adult (storie più nuove, nelle quali sono contenute scene di sesso esplicito che poi passa a una narrazione più romantica della storia stessa), gli erotic romance (storie d’amore che hanno uno sfondo prettamente erotico, ma che non possono definirsi degli erotici allo stato puro), i dark romance e molti altri.

I generi sono davvero innumerevoli, come dicevo.

Se i due protagonisti, invece, sono esseri soprannaturali, a quel punto, già sposteremo l’inquadratura del genere verso il fantasy e tutte le sue sottocategorie, come: l’urban fantasy, il fantasy contemporaneo, il fantasy storico, il fantasy romantico, il fantasy fiabesco, il paranormal fantasy, il fantasy umoristico, il dark fantasy e molti altri.

Se la storia contiene mistero e scene che devono presagire eventi da far scoprire al lettore, poco alla volta, allora il genere può cominciare a essere inquadrato tra il thriller e il giallo, a seconda dei casi. Il giallo presagisce una vittima della quale scoprire il colpevole, il thriller, invece, ci deve tenere in tensione tutto il tempo, per determinati motivi.

Se si scrivono storie nelle quali si vuole rendere ridicolo un contesto e i suoi protagonisti e invogliare il lettore al divertimento, alla facile ironia o alla risata, allora parleremo di commedia, ma c’è anche la commedia romantica che include una storia d’amore a lieto fine e il chick lit, genere nato in America che sta a indicare una protagonista moderna, in carriera, alla quale ne succedono di ogni colore, ma che poi trova l’amore della sua vita e ottiene il suo lieto fine.

I generi letterari sono davvero tantissimi. Elencarli qui, in un solo articolo sarebbe davvero difficile, soprattutto se vogliamo passare a parlare del loro inquadramento nel mercato, una volta pubblicata l’opera che abbiamo scritto.

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PERCHÉ CI SONO ROMANZI INSERITI IN CATEGORIE DI VENDITA DISCUTIBILI O (APPARENTEMENTE) SBAGLIATE?

La domanda è molto semplice e riguarda le strategie di marketing adottate dalle case editrici per rendere più appetibile e, pertanto, commerciale un libro.

Mi spiego meglio.

Tutto parte dalle indagini di mercato.

Cosa vuole il lettore ai nostri tempi? Cosa chiede di leggere? Cosa vuole comprare? Il settore editoriale che, come qualunque altro, deve fare affari, naturalmente si rivolge a determinate figure professionali che servono loro su un piatto d’argento le tendenze del momento, la moda, ciò che va, ciò che la gente vuole e compra.

Tutto nasce da questo.

Qualunque cosa si voglia vendere, le indagini di mercato inquadrano la società e le sue esigenze, i suoi desideri, le sue aspettative in uno schema ben preciso, a seguito del quale le aziende escogiteranno il sistema di vendere i loro prodotti.

In editoria il discorso non cambia.

Se le indagini di mercato o il successo di una determinata opera, già pronta a muovere denaro, a portare lettori in libreria, a ottenere consensi, oltre che critiche, spronando e accaldando gli animi, arriva a stimolare indagini della sua potenziale concorrenza, significa che si stanno aprendo scenari entro i quali bisogna restare per seguire “la tendenza del momento”.

Quindi se un bestseller a livello mondiale, come è stato, per esempio, “50 sfumature di grigio” ha canalizzato le preferenze dei lettori, ma soprattutto delle lettrici (e qui andrebbe fatta pure un’altra indagine, per scoprire se leggono più gli uomini o le donne e che tipo di storie leggono gli uni e le altre), invogliandole a comprare senza misura, a far ottenere a quella storia un successo senza precedenti, ecco che l’intero mercato dell’editoria si fa due conti e si organizza per bissare, imitare, seguire la scia di successo sprigionata da quella sorta di fenomenologia del momento.

Pertanto, a seguito di un tale successo, moltissimi editori in tutto il mondo, proveranno a imitare quel genere, scegliendo manoscritti che contengano una storia d’amore tra il classico bello e dannato, oltre che molto ricco e spregiudicato e l’educanda, giovincella con poca esperienza in ambito sessuale alla quale far provare qualunque tipo di esperienza, concetto che stuzzica, inevitabilmente, le fantasie dei lettori, e quindi il romanzo viene pubblicato, nella speranza che arrivi al successo, proprio perché si rivolge allo stesso target di lettori a cui si era rivolto quel determinato bestseller.

Se molti editori poi per vendere preferiscono inquadrare un romanzo in una categoria che niente ha a che fare con quella a cui realmente appartiene, è per mera strategia di marketing. Per far cassa, dicendola in modo esplicito, per una sorta di commercializzazione palese, che gli renda ciò che si aspetta di guadagnare, a giudicare dalle tendenze del momento, da ciò che il mercato vuole.

Dopotutto, inserire un romanzo anche molto spinto, in quanto sessualmente esplicito, in categorie ben diverse dall’erotico che farebbe perdere al libro stesso un’ampia schiera di lettori, è un modo per attirare il genere che ama quel tipo di storie anche su altri argomenti, come una sorta di specchietto per le allodole.

A volte persino le campagne pubblicitarie sono ingannevoli (in qualunque ambito e per qualunque prodotto da vendere, se ci fate caso), eppure quella sorta di “piccolo inganno”, serve ai geni del marketing, magari assunti dalla determinata azienda a questo scopo, ad attirare potenziali compratori, magari clienti, che in editoria chiameremo lettori.

Questa strategia non è operata dalle case editrici per cattiva gestione del catalogo di libri da vendere, ma appositamente per portare quanta più acqua al proprio mulino (e per acqua qua leggasi “denaro”).

Lo stesso clamoroso ragionamento fatto dai self-publisher che, dopo aver imparato a diventare, con il tempo e l’esperienza data dallo stesso, manager di se stessi e di ciò che creano, cominciano a studiare le strategie di vendita, all’interno di un mercato in continua crescita ed espansione, oltre che molto più esigente di un tempo, documentandosi, viaggiando, spesso presenziando a fiere e a eventi a tema e informandosi, in modo da restare sempre aggiornati e sapere cosa offrire ai propri lettori.

Tiziana Iaccarino.

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