Chiacchieriamo, Curiosità

Autrici e solidarietà. Vi sveliamo cosa sono i gruppi al veleno. Considerazioni

La solidarietà tra autrici sembra essere un sogno utopico, eppure non dovrebbe essere così. Non comprendo le ostilità delle autrici verso altre colleghe, non esiste la concorrenza, almeno, non dovrebbe essere considerata tale la presenza di altre scrittrici. I lettori si presume che leggano molti tanti libri di differenti autori ed è impensabile che rimangano legati a un solo scrittore.

I libri da offrire ai lettori da parte di un autore sono limitati nel corso dell’anno, un lettore vorace si lascia coinvolgere dalle tante trame scritte e pubblicate con case editrici e da autrici indipendenti che pubblicano in regime di self-publishing, raggiungendo un numero di libri letti in un mese che oscilla tra le cinque e le dieci letture, talvolta più e anche meno a seconda dei casi, stando ad alcuni sondaggi lanciati nei vari gruppi social cui sono amministratrice.

desktopautrici

Gruppi al veleno

Nonostante quanto sopra detto, la solidarietà tra autrici coinvolge solo un numero di elementi limitato, sono poche le amicizie reali, vere, sincere che si possono instaurare nei social, al contrario, purtroppo, negli ultimi anni si è verificato l’effetto opposto, ossia la nascita di gruppi segreti definiti al veleno.

Sono comunità ristrette di scrittori e autrici dove discutono delle altre scrittrici o meglio, parlano alle spalle nel tentativo di affondare quella che viene definita la concorrenza. Sono realtà comprovate da screen e testimonianze di autrici negli anni che hanno detto basta o semplicemente, si sono rifiutate dopo aver capito cosa accadeva di entrare in quel circolo vizioso. Si sentono minacciate dalle colleghe, considerate come possibili individui capaci di levare loro la scena. Sbagliato. Un grave errore di valutazione nato dalla voglia di primeggiare o semplicemente, dalla cattiveria e desiderio di essere in cima alla lista delle preferenze, sempre.

Un autore deve conquistare il lettore per la sua bravura, per il talento, per il calore trasmesso con le parole narrate nei suoi scritti. Se un autore riesce a entrare nel cuore dei lettori, questi torneranno nel futuro a leggerli, fermo restando che gli stessi possono e devono lasciarsi trascinare dalle trame scritte da altri colleghi proprio per i motivi sopra esposti.

Invidia, gelosia, insicurezza, sono gli elementi che alimentano l’avversione delle autrici contro altre autrici, eppure, il passato femminile e le tante lotte intraprese per affermarsi nel mondo, dovrebbero far sentire dentro gli animi di queste donne, la voglia e il desiderio di instaurare un legame profondo di solidarietà nei confronti delle stesse da vivere contro il mondo avversario che le ha sempre messe in passato ai margini dell’esistenza.

Ho svolto una piccola ricerca sulle autrici femminili del passato ed è triste appurare che nei nostri vecchi libri di testo, quelli di scuola, dove abbiamo studiato letteratura, non ci sono nomi di autrici femminili da ricordare. Petrarca, Dante, Leopardi per citare alcuni maestri del passato, eppure non è detto che non ci siano state figure femminili di spicco nella letteratura.

Com’è possibile? Eppure le donne importanti nella storia ci sono sempre state, solo che si è preferito menzionarle come oratrici, figure politiche, donne che hanno osato miscelarsi in realtà non di loro appartenenza.

Come non nominare autrici di valore e importanti che hanno scritto la storia della letteratura internazionale come la famosa Jane Austen o anche la creatrice di Frankenstein ossia Mary Shelley che scrisse l’opera a soli diciannove anni. O anche la famosa attivista del mondo femminile Virginia Wolf, si legge che visse lunghi periodi di depressione, intervallati dal suo estro creativo ancor oggi famoso in tutto il mondo.

Considerazioni

solidarietà autrici

Mi chiedo cosa direbbero queste e altre scrittrici famose del passato di questa guerra fredda oggi presente nel moderno universo delle scrittrici. Dopo aver tanto lottato per affermare i nostri diritti e aver combattuto per l’uguaglianza, lo scoglio più duro e arduo sembra essere rappresentato proprio dalla mancanza di solidarietà tra autrici, un effetto triste e malinconico che dovrebbe far riflettere sulle motivazioni a mio avviso insistenti da purtroppo molto presenti. Tutta colpa dei social? No. Le responsabilità sono da ricercare altrove.

 

 

Tiziana Cazziero

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