Chiacchieriamo, Consigli librosi, Curiosità, Interviste

L’autrice Martina K. Alice si racconta a The Pink Cafè.

Ho notato solo per caso l’autrice Martina K. Alice, come spesso accade in questi casi, attraverso alcune notifiche che mi erano arrivate su Facebook intorno a un post nel quale si parlava di scrittura in quanto lavoro, e si reputava ingiusto l’atteggiamento di alcuni internauti che pretendevano le opere gratis, abituati alle storie alla portata di tutti su alcune piattaforme.

Parliamo con Martina K. Alice, però, in primis di lei come autrice e magari in seguito affronteremo l’argomento di cui ho parlato sopra.

Martina ha iniziato a scrivere la storia “The Dark Side of the Moona sedici anni, per poi staccarsene e dedicarsi a una serie che ha reputato giusta da pubblicare, la serie The Changers.

Allo stato attuale, oltre ad aver pubblicato tre volumi della serie The Changers dai titoli: “Evanescente”, “Entropia – Istinto” ed “Eterea”, ha anche scritto a quattro mani l’opera “Momento Mori – Il diario di Davion Axellsön” con l’autore Alexis Sanset.

Martina, però, sta scrivendo anche un altro volume della sua serie fantasy, ma si racconterà meglio in occasione di questa intervista.

Ciao Martina, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei cominciare col chiederti quali erano le tue aspirazioni, nel momento in cui hai deciso di pubblicare il primo volume della serie The Changers.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, sono onorata di essere qui a rispondere quest’oggi!

La serie “The Changers” è da me tanto amata quanto odiata: ho sempre pensato che fosse un po’ acerba (certo, ora più di prima), ma comunque mi sono impegnata molto e ho dato tutta me stessa per il primo volume, Eterea, cercando di sfidare i miei limiti quanto più potessi. Per questo ho deciso di pubblicarla su Amazon, volevo in qualche modo mettermi alla prova e sapevo già che sarei andata in brodo di giuggiole anche solo per un unico lettore che avrebbe deciso di volere il mio romanzo a tal punto da spendere dei soldi per esso. Un solo lettore disposto a questo mi avrebbe entusiasmata a dir poco, cinque mi avrebbero fatto toccare il cielo con un dito, ma mai mi sarei aspettata tutte le persone che poi sono arrivate a comprare e, addirittura, complimentarsi per il romanzo!

Non avrei mai aspirato a pubblicare tutta la serie, e invece eccomi qui a scrivere già il terzo volume.

Evanescente Martina K. Alice

Ho notato che hai subito scelto l’autopubblicazione su Amazon. Quali sono state le tue precedenti esperienze? Avevi già messo on line qualcosa su un’altra piattaforma?

RISPOSTA:

The Changers” è un romanzo che proviene da Wattpad, così come “The Dark Side of the Moon”, che a sua volta era stato su efp. Su Wattpad è stato letto gratuitamente finché non ho terminato il romanzo e proceduto con l’editing. Vederlo lì letto da molti utenti è stata un’esperienza molto piacevole, grazie anche alla facile comunicazione che la piattaforma garantisce, ma saperlo pubblicato su Amazon è un’emozione molto più forte, di quelle che per i primi tempi non ti fa dormire la notte!

Cosa racconta la tua serie? Ci racconti in breve la storia?

RISPOSTA:

La storia parla di Lucrezia, una ragazza che si trova improvvisamente illusa e proiettata in quella che credeva una leggenda. Sovrannaturale e realtà si fondono così davanti ai suoi occhi, allontanandola sempre più dalla sua vecchia vita per spingerla in qualcosa di nuovo. Ulteriori problemi nascono quando questa sua nuova esistenza sembra volerla respingere a tutti i costi, finché non rischia la vita sotto le mani del glaciale Dante, colui che tenta di ucciderla. Dante però ha molto da nascondere dietro le spoglie della statua di ghiaccio che sembra essere, e Lucrezia imparerà a scoprire tanto lui quanto i segreti che questi misteriosi changers celano.

Ho notato che hai anche scritto a quattro mani. Ci parli di come è nata questa idea e come è stata la tua esperienza?

RISPOSTA:

Non è facile come risposta, suppongo. Io e Alexis ci siamo conosciute su Wattpad e poi incontrate di persona dopo innumerevoli chiacchierate, dato che entrambe abitiamo a Roma. Ci piacevano cose diverse, ma che, abbiamo pensato, mischiate insieme avrebbero potuto coesistere alla perfezione. È stato per questo che Alexis mi ha fatto questa proposta. Devo ammettere che non è stato facile: ci sono stati diversi litigi e più volte abbiamo pensato di mollare tutto; ho creduto che i nostri stili, molto diversi tra loro, non potessero accordarsi, e che sarebbe uscito un risultato troppo altalenante. Al giorno d’oggi, invece, mi rendo conto che non potrei essere più soddisfatta di così riguardo Davion, e sono sicura che lei pensa lo stesso. Imparo un po’ da ogni libro che scrivo e leggo, ma in questa occasione devo ammettere che Alexis mi ha insegnato molto, quindi posso solo ringraziarla.

Parliamo ora di scrittura. Secondo te, perché le persone, ancor oggi, pensano che la scrittura sia un hobby? Perché chi scrive, suda, si sacrifica, lavora al pc ore e ore, non è considerato un lavoratore, secondo te?

RISPOSTA:

Sinceramente è una cosa che mi è difficile comprendere. C’è chi pensa che l’auto pubblicazione non valga quei tre euro di eBook, perché parte prevenuto per questa idea che ultimamente si è diffusa in giro. C’è chi, invece, (e probabilmente è molto peggio) non si rende proprio conto di quanto lavoro ci sia dietro: è una cosa che non realizzi, finché non la vedi con i tuoi occhi. Un libro è qualcosa che si dà per scontato senza nemmeno riflettere su quanto l’autore – ed eventuali collaboratori – ci abbia faticato dietro. Una persona pensa di avere tutto il diritto di appropriarsi di uno scritto senza dare un compenso all’autore, basta vedere lo spaccio di PDF di autori famosi che c’è in giro, e questo, probabilmente, perché c’è l’idea generale radicata che scrivere non è un lavoro come un altro.

Io posso dirlo chiaramente: scrivere mi porta via moltissimo tempo, tempo che dedico alla scrittura volentieri, ma questo non significa che se il lavoro mi piace non è un lavoro. Seguendo questo ragionamento, anche fare l’avvocato, il commesso o il meccanico non è un mestiere remunerabile, nel momento in cui chi lo fa prova gioia nel farlo? Certamente no, quindi non vedo perché uno scrittore dovrebbe essere trattato diversamente.

Cosa pensi delle autrici che pubblicano le loro storie gratuitamente su varie piattaforme o su blog personali?

RISPOSTA:

A dire la verità, sono una di quelle. “The Changers” ormai non fa più parte di questa fascia, tuttavia scrivo ancora romanzi che pubblico gratuitamente su Wattpad. Trovo questo metodo davvero utile per iniziare: di tutto quello che so, una buona parte l’ho imparata grazie alle critiche e ai consigli di altri utenti, ma anche grazie all’esperienza passata nel campo, allo scambio di idee e discussioni che ho avuto. Se avessi pubblicato “The Changers” senza aver prima fatto la “gavetta”, probabilmente avrei fatto un disastro.

Questo discorso ovviamente vale per me personalmente, perché ognuno reagisce in modi differenti e magari ci sono anche persone che sanno auto criticarsi. Ho notato che a me un occhio esterno serve sempre, quindi ringrazio per aver scoperto Wattpad e sono sicura che continuerò sia a scriverci che a leggerci, perché in passato ho trovato opere che davvero avrei voluto acquistare sotto forma di libro cartaceo.

Pensi che le persone reputino male la decisione di mettere in vendita un’opera piuttosto che farla leggere gratis?

RISPOSTA:

Sinceramente non mi sono mai preoccupata di questo. Principalmente perché se una persona non mi reputa degna di venderle il mio lavoro, per me può anche non comprarlo. Io credo che dopo mesi o anni (per portare a termine Eterea mi ci sono voluti tre anni, ma c’è anche chi ci mette di più) di lavoro, qualsiasi scrittore meriti di avere almeno un piccolo compenso.

Sicuramente qualcuno che ha reputato sbagliata la mia decisione di vendere la serie “The Changers” c’è stato, ma per mia fortuna non ho quasi mai incontrato persone attacca briga. Di recente ho avuto una lamentela, se così possiamo chiamarla, e sono stata così esaustiva nel rispondere che, probabilmente, la persona dopo si è vergognata, perché è scomparsa.

Secondo te quali sono i pro e i contro del self-publishing?

RISPOSTA:

Devo premettere che sono una persona un po’ di parte con cui iniziare una conversazione sul self. Ammetto che prima della pubblicazione di Eterea ho valutato l’idea di una casa editrice, ma sotto consiglio di un’amica ho scelto Amazon. Ebbene, al giorno d’oggi ringrazio lei per avermelo detto e me per aver seguito il suo consiglio. Con il self mi sono trovata davvero bene (la pubblicazione è molto pratica e completamente gratuita, senza contare la possibilità di dare l’esclusiva a Kindle Unlimited che è un aspetto non indifferente del self-publishing) e sono stata in grado sul serio di fare di questa passione un lavoro, cosa che non avrei mai potuto fare senza le alte percentuali di guadagno del self-publishing.

Pochi giorni fa ho visto un post dove un’autrice veniva accusata di aver scelto il self solamente per guadagnare, dal momento che senza l’editing di un editore i suoi lavori erano di un livello più scarso. Non ho mai letto nulla scritto da lei, e sono pronta a scommettere che non l’ha mai fatto nemmeno la persona che le ha lasciato il commento. Era solo un’osservazione generica, spinta dal “sentito dire”, una cosa che ho letto spesso in giro.

Ebbene è questo ciò che la gente pensa del self-publishing, cosa che mi sto impegnando in ogni modo di dimostrare errata. Io ho passato ore per curare la parte grafica del mio libro, giorni a fare un editing, rileggendo continuamente le stesse cose per cercare di equiparare il lavoro di una casa editrice, e sono sicura che molti altri autori fanno lo stesso, perché per un autore il proprio libro è ciò che di più importante ci sia!

Al termine di questo sproloquio non sono riuscita a trovare contro al self-publishing. Posso affermare con sicurezza che l’unico motivo per cui lo lascerei è la tanto sognata quanto impossibile esposizione in libreria!

Cosa pensi, invece, degli editori?

RISPOSTA:

Pur reputando “The Changers” ancora acerbo dopo diverse fasi di editing (che nonostante la pubblicazione continuo a fare per una futura riedizione, dato che non sono mai soddisfatta), sono molto gelosa del mio lavoro, e non permetterei a un editore di cambiarlo né all’interno né all’esterno. Sarebbe, tuttavia, un sacrificio che sarei disposta a fare se ne valesse davvero la pena. Finora, però, non ho mai trovato una casa editrice che valuterei davvero. Non perché non siano valide (ne ho viste alcune, una in particolare, che seguo e che personalmente apprezzo molto) bensì per la questione precedente: il self mi dà già tutto quello di cui ho bisogno, non mi serve un grafico dal momento che lo sono io e se mi serve un editor preferisco pagarlo in precedenza alla pubblicazione, non perennemente sacrificando le mie percentuali personali. Per un editing che potrebbe farmi anche qualcun altro, non affiderei tutti i diritti e tutti i guadagni del mio romanzo che, in realtà, dovrebbero essere miei, non so se mi spiego. So che è una visuale un po’ drastica della situazione, ma ripeto: quel che è mio preferisco rimanga mio nella maggior percentuale possibile.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te per l’intervista, è stato davvero un piacere essere qui oggi! Crepi il lupo!

Tiziana Iaccarino.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...