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Come continuare a pubblicare, se una casa editrice vi ha legato mani e piedi con un contratto? Ecco la soluzione (che già praticano in molti)!

Chi pensa che un autore, una volta legato mani e piedi, magari pure imbavagliato (perché non può parlare), dalle regole di contratto firmato con una casa editrice di qualunque grandezza, sia rimasto fregato e non abbia più la possibilità di fare altro per il resto degli anni in cui deve rispettare il documento che ha firmato, vi assicuro che si sbaglia. Una soluzione c’è a tutto questo e la conoscono in molti, anzi direi che già la praticano in molti, per quanto in pochi siano capaci o vogliosi di ammetterla apertamente.

Se un autore firma un contratto con un nome che è ormai legato al destino della/delle sua/e opera/e con una casa editrice per una durata lunga anni, può sempre creare ad arte un altro nome da utilizzare quando e come vuole.

Questo metodo è conosciuto e diffuso da sempre tra gli artisti. Una volta anche gli attori avevano il “nome d’arte”, che non era certo il loro vero nome. Nel caso degli scrittori si parla di pseudonimo.

computer

Ci sono tanti/e autori/autrici che non ammetteranno mai di essere ricorsi a questo metodo, che poi è il più classico di tutti, per continuare a essere liberi di autogestirsi nelle pubblicazioni (e lo praticano, spesso, dopo aver fatto esperienza con una o più case editrici).

L’autogestione per la pubblicazione si chiama self-publishing e chi è già fermo o deve restare fermo per molti anni, a causa di uno o più contratti che lo lega in quanto autore, quindi su tutta la sua produzione, su tutto ciò che scrive, non ha altra scelta che la creazione di uno pseudonimo ovvero un nome finto, creato ad arte, con il quale potrà continuare a pubblicare con altri editori (e qui sarebbe assurdo) o in self-publishing.

Lo pseudonimo è l’unico sistema con il quale un/una autore/autrice legato da uno o più contratti può continuare a scrivere e a pubblicare (magari anche a guadagnare, finalmente, da ciò che scrive).

Questo metodo è usato da tantissimi/e scrittori/scrittrici anche molto noti e arrivati in libreria, per essere chiari, pubblicizzati con fior fiori di case editrici, anche se in pochi, pochissimi, lo ammetteranno, perché non possono ammetterlo, altrimenti avrebbero dei problemi. Quindi, per quanto questo metodo sia già conosciuto da tutti e anche praticato, non se ne parla molto in giro, in quanto è l’unico sistema per continuare a pubblicare come si vuole senza impedimenti di alcun genere.

Il consiglio che vi offro e che vi ricordo è questo: se siete stanchi di stare fermi, se non potete utilizzare il vostro nome perché legato a un contratto, l’unico sistema che avete per continuare a produrre qualcosa che vi rimetta in carreggiata e vi rallegri di nuovo, senza aspettare i comodi e gli impegni altrui, è usare un altro nome, uno pseudonimo, per continuare a creare e magari a pubblicare ciò che volete, ma state attenti a non farvi scoprire da nessuno (l’unico compromesso è questo).

Tiziana Iaccarino.

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