Chiacchieriamo, Curiosità

Affinità letterarie: amore a prima vista con un libro.

heart-26790_640-iloveimg-resized Rubrica: affinità letterarie heart-26790_640-iloveimg-resized

Da questo articolo cominciamo una rubrica che tornerà sporadicamente a parlare di libri in attinenza con noi e la nostra vita, per un verso o per un altro.

Quanti di voi avrebbero aneddoti o vicende da raccontare in attinenza con un libro? Vi è capitato, qualche volta, di avere una sorta di affinità o sintonia sia con persone amiche (o meno) attraverso i libri che tanta compagnia ci fanno quando ce ne circondiamo?

A me a volte capita di vivere vere e proprie storie di affinità con i libri, per mezzo di persone amiche che, come me, amano la scrittura e la lettura o anche quando sono per conto mio.

Questa storia che sto per raccontare, forse, vi risulterà strana, ma è del tutto vera.

Avevo notato questo romanzo quando è uscito, perché mi aveva catturato subito dalla copertina (superlativa), dal titolo e ovviamente dalla sinossi. Mi sono detta: “Lo devo prendere” e come spesso capita, quando dobbiamo prima fare i conti con le nostre spese personali per arrivare dignitosamente a fine mese, quindi non sempre ci togliamo tutti gli sfizi che vorremmo o riusciamo a comprarci proprio tutto ciò che desideriamo.

In questo caso, poiché avevo avuto delle spese personali, come spesso capita a ognuno di noi, quel mese mi ero detta che lo avrei acquistato il mese successivo o, comunque, appena ne avrei avuto la possibilità.

Avrei comprato il cartaceo e me lo sarei letto tutto d’un fiato.

Bene, quei mesi passarono, di quel libro se ne parlò poi sempre meno sul web e io persino accantonai l’idea di comprarlo, presa da altre onerose incombenze, quindi passò altro tempo e comprai persino altri libri, sono sincera, ma non mi venne più in mente proprio quello, nonostante avesse tanto attirato la mia attenzione. Poi un giorno, sembra un caso, chi lo sa, incontro un’amica che si chiama Flora Gallert con la quale andiamo a mangiucchiare qualcosa di molto buono presso una fiera davvero carina e cosa mi ritrovo tra le mani senza poterlo immaginare?

Mi dice: «Ti ho portato un regalino.»

Ovviamente mi fa piacere così come ogni volta che ci siamo scambiate dei pensieri, e vi assicuro che i nostri sono solo gesti affettuosi, solo pensieri appunto, per dirci “Ti ho pensato” oppure “Mi sei venuta in mente tu”, oppure “Ti voglio bene” o ancora “Mi sei mancata” o ancora “Cosa cacchiarola hai fatto tutto ‘sto tempo senza inciuciare con me?”

Perché quando voglio bene a una persona, io sono così, spontaneamente le regalo un pensiero che sia davvero solo un pensiero: un’agenda, un block notes, una penna, un libro, qualcosa che ci accomuni, in pratica.

Con Flora è cominciato così, ogni volta che ci siamo viste, o quasi ogni volta, ora non me lo ricordo, ci siamo scambiate qualcosa e non importava che non fosse il compleanno dell’una o dell’altra o che non fosse Natale, era bello farlo.

Io non so se le siano piaciuti davvero tutti i pensierini che le ho portato, ma i suoi li adoro e, in particolare, dell’ultimo avevo avuto un colpo di fulmine senza che lei potesse saperlo.

Teach me di Margherita Fray in regalo

Sì, perché, seppur con “Teach me” di Margherita Fray (Delrai Edizioni) ammetto che fosse stato un colpo di fulmine, poi il tempo aveva un po’ assuefatto la mia voglia di acquisto, a causa di una serie di motivi (questo mese devi comprare quello, questo mese quell’altro e ben poche volte mi ritaglio spese per me, sono sincera. Non sono una dallo shopping facile. Le volte in cui mi regalo qualcosa sono davvero poche, di solito accantono la mia lista dei miei desideri in qualche parte nella mia testa).

Pensate allo shopping compulsivo che farei, se vincessi al Superenalotto! Una in astinenza da shopping è una che può comprare il mondo, quando ne ha l’opportunità, anche se fa bene all’umore farlo (da studi scientificamente provati, tra l’altro)!

Bene, come vi raccontavo, mi sono trovata questo romanzo tra le mani, senza sapere come, a distanza di mesi, e quando l’ho sfogliato, a parte restarne incantata per la bellezza proprio materiale, in quanto è un oggetto di valore (neanche ve lo sto a raccontare, anche se dovrei: copertina assurdamente meravigliosa, impaginazione impeccabile, anzi perfetta, segnalibro incorportato nelle alette, insomma, un “oggetto del desiderio a tutti gli effetti” e so che sono così tutti i libri della Delrai Edizioni).

In quel momento, Flora non poteva sapere quanto avessi desiderato, aspettato di comprare quel libro, seppur poi distratta, in seguito, da altro: dalla vita, dai problemi quotidiani, dalle bollette, dalle spese che ciascuno di noi può avere mese dopo mese e che, quindi, in qualche angolo della mia testa io lo avessi accantonato (attenzione, solo accantonato, perché io sono capace di comprare un libro che mi è piaciuto a distanza di anni!)

Insomma, questo incontro con “Teach me”, a quanto sembra, era stato solo rimandato dal destino. Questo libro, prima o dopo, senza che lui o io lo potessimo sapere, è arrivato tra le mie mani comunque e io questa la chiamo affinità elettiva o fatalità: sia con Flora, perché sono convinta che le amiche non ce le scegliamo per caso, in quanto c’è sempre qualcosa che ci guida verso una persona piuttosto che un’altra e con il libro in sé, che sembra non mi abbia voluto dimenticare, a sua volta, trovando l’occasione e il modo di arrivare a me.

Pensate davvero che gli oggetti del desiderio, solo perché oggetti, non possano arrivare, in qualche modo, a voi se non andate a prenderveli per primi, dopo averli desiderati tanto?

Io sono convinta che ci sia una spiegazione a tutto questo e, come ho detto, essendo fatalista, penso che tutto sia possibile, che i libri possano sceglierci e arrivare a noi, anche quando non siamo noi ad andare da loro, seppur li desideriamo e li amiamo tanto.

In questo caso, come questo libro, per mano di Flora, abbia fatto ad arrivare a me, non ve lo so spiegare, ma mi ha fatto veramente piacere. E se state pensando che io sia una che aspetta gli altri per farsi regalare un libro, vi sbagliate di grosso: io sono una che i libri li compra davvero, non sono una blogger usuale, non mi piace mantenere collaborazioni fisse con le case editrici solo per farmi passare il file ai fini di una recensione, io i libri che leggo e recensisco, nel 99% dei casi li ho comprati di tasca mia, ma sempre tenendo un occhio bene attento alle tasche come farebbe, dopotutto, chiunque al giorno d’oggi.

Dicevo, per tornare alla mia favola (che mi piace definire tale, perché i sogni son desideri e pure un po’ favole moderne), non ho idea di come Flora potesse anche solo immaginare questa cosa, ma ne sono rimasta contenta come una bambina che riceve un regalo a cui ha dato un appuntamento senza data, ma che un giorno spera di poterlo stringere tra le mani, in qualche modo.

Vi è mai capitato di avere un’affinità elettiva con un libro, attraverso una persona? Avete un aneddoto che vi ha fatto credere nel potere dei desideri e nella realizzazione dei sogni? Vi è mai capitato un colpo di fulmine con un libro che, in un momento particolare della vostra vita, non vi era possibile acquistare, ma che poi è finito comunque tra le vostre mani?

Vi è mai capitato che un libro vi desse una risposta che cercavate? Vi trasmettesse un messaggio di cui avevate bisogno, perché magari stavate vivendo un periodo difficile?

A me è capitato molto spesso. Certo, non sempre attraverso una persona amica, non sempre grazie a un’affinità personale con qualcuno, ma anche quando ero da sola e magari, gironzolando in una libreria e guadandomi distrattamente attorno, sono incappata in un titolo che mi ha dato qualcosa senza saperlo. Mi ha trasmesso qualcosa attraverso la copertina, il titolo, la storia, il messaggio contenuto in una sinossi che non vi racconta poi molto ma dalla quale evincete che dovete avere quel libro.

Dunque, questa che vi sembrerà una favola, non lo è. Con le persone a cui voglio bene e di solito con chi sento affine a me, ho spesso questa sorta di filo invisibile, di pensiero comune, di affinità elettiva personale che sembra arrivare da un altro mondo e, poiché sono molto fatalista, credo in queste cose. Credo nei libri e nella loro bellezza, nella loro utilità e nel potere delle parole, so che tutto può passare spesso anche attraverso un’amicizia, un legame che unisce le persone, trasmettendo loro un messaggio in grado di guidarle e a volte di farle stare meglio.

Che lo immaginiate o meno, i libri, anche quando li lasciate a riposare su uno scaffale, sul comodino accanto al letto, su un mobile della casa, in cucina o in salone, sono lì e vi aspettano, senza dire niente. Alcuni vi parlano attraverso le loro copertine, altri hanno semplicemente la pazienza di aspettarvi e altri ancora sanno, chissà come e chissà in che modo, che finiranno comunque nelle vostre mani perché, forse, vi siete scelti a vicenda senza saperlo.

Tiziana Iaccarino.

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