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“Fermate gli sposi!”, la recensione Pink.

Amo la scrittrice Sophie Kinsella, che leggo molto spesso e che seguo con vera ammirazione, al punto da essermi iscritta alla newsletter del suo sito ufficiale e apprezzarne ogni post sui social network.

Amo il suo stile giocoso e assolutamente esilarante, il suo modo di raccontare le storie che presenta ai lettori più fedeli e alle persone che devono ancora apprezzarne le qualità letterarie.

Wedding Night di Sophie Kinsella

LE COVER INGLESI SONO LE MIGLIORI.

A proposito, piccola parentesi, le copertine dei suoi libri in lingua originale, parlo di quelle inglesi, sono favolose, rispetto a quelle italiane, ma questo è un appunto che mi sentivo di fare alla casa editrice nostrana, perché mi sembra che questa scrittrice meriti di essere presentata bene e con maggiore cura delle cover anche nel nostro Paese. In versione originale Fermate gli sposi!” ha persino un titolo diverso “Wedding Night” (“La notte delle nozze”) ed è corredata da un sottotitolo che è ben preciso: How do you stop your sister’s when you knows it won’t be happy ever after?” (“Come fermi tua sorella quando sai che non sarà felice per sempre?”).

GLI SPOSI CHE SCAPPANO.

Prima di acquistare questa storia mi è capitato di leggere alcune recensioni critiche nelle quali non le si riconosceva lo stesso stile, il modo di raccontare e, per quanto io non dia mai peso alle recensioni altrui (infatti i miei acquisti non si basano mai sulle parole altrui), ho deciso di leggerla perché volevo farmi un’opinione personale.

Qui conosciamo Lottie, una sognatrice dei nostri giorni, la quale non vede l’ora di convolare a giuste nozze con Richard, il suo fidanzato da molti anni, al punto da acquistargli persino un anello per sigillare il loro amore.

Ci sono dei fraintendimenti tra loro, però, al punto che lui non le chiede affatto di sposarla come lei crede in un primo momento e sogna da sempre, per cui finiscono per prendersi una pausa e andare ciascuno per la propria strada. Lottie vede sfumare il suo sogno di una casa e una famiglia, è distrutta e, come ogni volta che ha sofferto per qualche imprevisto, cerca un diversivo con il quale distrarsi per non soffrire troppo.

Sua sorella Fliss la conosce bene e sa che, ogni volta, i suoi diversivi rasentavano la follia, ma soprattutto lei aveva bisogno di un supporto psicologico o, meglio, di qualcuno che le offrisse sostegno e una spalla su cui piangere.

Il caso o il destino, però, mettono sul cammino di Lottie un vecchio amore, un certo Ben, di cui la ragazza inizialmente neanche si ricorda, ma con il quale, quando era diciottenne, aveva trascorso una vacanza indimenticabile in Grecia durante il suo anno sabbatico, quando doveva ancora decidere cosa fare della sua vita.

Sembra che il gioco sia ben presto fatto: Ben e Lottie sembrano da subito e di nuovo attratti l’uno dall’altra, quasi il tempo non fosse mai passato e decidono di divertirsi, anzi di fare le cose in grande al punto che la ragazza, per sfogare le sue frustrazioni, pur volendosela spassare, mette un paletto al suo ex ragazzo: non faranno sesso senza prima sposarsi, così sarà più bello!

Lei, in fondo, ha sempre dato per scontato gli uomini della sua vita, si è sempre concessa pensando che avrebbe ottenuto un giorno ciò che desiderava più di ogni altra cosa: un matrimonio felice.

Peccato, però, che il matrimonio di sua sorella, nello stesso tempo, sia andato a rotoli e che Fliss, sorella di Lottie, appunto, non sia del parere della seconda, anzi cercherà in tutti i modi di impedirle di far follie. In fondo, non si può sposare una vecchia fiamma, senza neanche essersi rivisti prima, almeno una volta, e senza neanche conoscersi davvero!

Fermate gli sposi di Sophie Kinsella

UNA STORIA DALLA STRUTTURA DIVERSA.

In una sorta di commedia degli equivoci, degli incontri, delle passioni, delle indecisioni, degli amori andati male o semplicemente delle persone sbagliate arrivate al momento sbagliato, questa storia si districa molto bene tra la vita dei suoi personaggi più importanti (è raccontata con doppio Pov alternato tra le due sorelle: Lottie e Fliss), arrivando a incuriosire il lettore fino alla fine.

Sono sinceramente sorpresa dal modo in cui è stata strutturata la storia, in quanto la Kinsella aveva esposto diversamente le vicende delle sue opere precedenti, ma un messaggio qui mi è stato ben chiaro e lo vorrei menzionare dal libro stesso.

La giovinezza è ancora là dove l’avete lasciata, e là deve rimanere. Non tornate indietro.

Tutto quello che valeva la pena di portare con sé nel viaggio della vita, ve lo siete già preso.

Ecco, questa, in fondo, è la sintesi di tutta la storia, il messaggio che l’autrice vuole trasmettere al lettore attraverso i suoi personaggi. Lottie cerca con tutte le sue forze di tornare indietro, di rivivere con il suo Ben quella parte di gioventù che l’ha resa felice in un tempo ormai lontano, così lontano da ricordarlo a stento, da confonderne dei dettagli. In realtà, sappiamo bene che non si possa tornare indietro, che non si può avere la pretesa di rivivere la gioventù, gli stessi amori, le stesse esperienze, pensando che ogni cosa sia rimasta intatta nel tempo, in quanto tutto cambia, in primis noi, e niente in seguito resta uguale a se stesso. Per quanto si desideri, a volte, tornare indietro, per rivivere un periodo felice della vita nello stesso luogo in cui l’abbiamo vissuto, bisogna ammettere che il tempo stesso cambia ogni cosa, dopo anni e anni. Quindi è giusto che il passato, compresi i momenti felici, restino lì dove sono rimasti, alle nostre spalle perché, pur rivivendoli, non sarebbero mai gli stessi della prima volta.

Quando Lottie si ritroverà in Grecia insieme all’uomo che ha deciso di sposare in fretta e furia, senza neanche conoscerlo come dovrebbe, capirà tutto ciò che avrebbe dovuto capire dall’inizio, anzi sapere da sempre e così il lettore.

LA SCRITTRICE STA SPERIMENTANDO NUOVI PERCORSI.

La storia mi è piaciuta, per quanto diversa, anzi particolare rispetto alle precedenti della scrittrice che trovo sempre brillante nel suo modo di raccontare. Lo stile è riconoscibilissimo e riconducibile a lei in ogni rigo, su ogni pagina, capitolo dopo capitolo, per quanto quel che ho inteso, in questo caso, è il suo aver voluto sperimentare una storia diversa dalle solite.

Penso che la scrittrice abbia voglia di percorrere altri sentieri, in questa fase della sua vita, e lo si evince dal fatto che ha iniziato a scrivere testi più seri (vedi “Dov’è finita Audrey?” che devo ancora leggere e che mi incuriosisce molto), per cui capisco che abbia voglia di fare esperienze distanti dalle precedenti, anche se io resto una lettrice affezionata alla Kinsella che mi faceva divertire con la classica commedia romantica dei vecchi tempi.

Tiziana Iaccarino.

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