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“Teach me”, la recensione Pink.

Ho desiderato a lungo questo libro e, come vi ho raccontato in questo articolo (Affinità letterarie: amore a prima vista con un libro), è stato amore a prima vista, un’affinità elettiva che non saprei spiegare: sia con il libro che con la persona che me lo ha regalato.

Teach me”, a quanto mi è sembrato di capire, è il primo romanzo di Margherita Fray e devo dire che è un’opera che mi ha colpita dalle prime pagine.

Questa è la storia di Morgan, una studentessa, e del suo professore di Letteratura Inglese: Cameron Wilde, un giovane, affascinante, sexy, intelligente e acuto professore, ma anche un uomo. Un uomo da cui la giovane Morgan si sente attratta da subito, perché i suoi occhi sono di un azzurro assurdo, perché è perfetto nei movimenti, perché è preparato e intraprendente.

C’è qualcosa di cui Morgan è all’oscuro, ma quando lo scoprirà l’amore avrà già bussato alla sua porta o forse è meglio dire alla porta di entrambi.

Non voglio raccontarvi oltre perché non mi piace fare spoiler, ma lo consiglio a chi ancora non lo ha letto e aspetto con grande curiosità la prossima pubblicazione dell’autrice.

UNA TRAMA CLASSICA IN UNA STORIA EMOZIONANTE.

Questa è la classica trama dell’alunna e del professore, non si può dire che sia una tematica originale, ma è certamente una storia emozionante per come è raccontata nel contesto.

Fin dalle prime pagine mi sono resa conto che l’autrice avesse una preparazione culturale e un’istruzione superiore a molte autrici lette finora, perché con il suo modo di raccontare, un modo superlativo, va detto, ha saputo emozionarmi, coinvolgermi, appassionarmi e cosa che non mi accadeva da molto tempo: farmi sognare.

È difficile che un romanzo riesca in tutti questi obiettivi e, in particolar modo, a farmi sognare, cosa che dovrebbe essere normale e quasi scontata per un libro, invece vi assicuro che non lo è. Io sto leggendo moltissimo e non tutti i libri, non tutte le trame sono in grado di far sognare veramente a occhi aperti chi li legge.

UNO STILE REGALE.

Lo stile della Fray è quasi “regale”. Perché dico questo? Perché il suo modo di scrivere è elevato, superiore, molto fine, di un’intelligenza acuta, di una prospettiva affascinante. Ha reso davvero magica una storia che avrebbe potuto cadere nella banalità, invece vi assicuro che è di un’incredibile bellezza. È moderna, è giovane, è fresca, è contemporanea e molto interessante.

Teach me di Margherita Fray

CAMERON WILDE.

Cameron Wilde è il protagonista incontrastato, un personaggio maschile diverso dai soliti, un ragazzo che fa il professore ma che è gentile, quasi galante, un uomo che forse molte di noi vorremmo incontrare. La sua storia d’amore con Morgan risulta, nel tempo, poco più complessa, ma dopotutto quale amore non fa venir voglia di vedere il lieto fine in fondo a tutto?

Ho riscontrato, personalmente, solo un paio di pecche nell’opera: la scrittrice parla di lui, attraverso la protagonista e forse volontariamente, usando troppo il nome e il cognome insieme: Cameron Wilde ha fatto così, Cameron Wilde è affascinante, Cameron Wilde è intelligente. Cameron Wilde è sexy. Cameron WildeCameron Wilde. Anche nelle scene che, secondo me, essendo più intime, avrebbe potuto chiamarlo semplicemente Cameron, invece di aggiungere anche il cognome, si nota questo dettaglio. Certo, forse è un modo di esprimersi della protagonista che, essendo una studentessa, deve mantenere delle distanze nei riguardi del suo professore e una formalità giusta per il rapporto che intercorre tra loro, però, a un certo punto della storia, l’autrice avrebbe potuto evitarlo, in quanto non ce n’era bisogno e a lungo andare, per tutta l’opera, stanca il lettore. Almeno a me ha stancato quel cognome di troppo ovunque.

Seconda piccola pecca: in questo romanzo i personaggi alzano le spalle o scrollano le spalle, tutti e in tutto il libro, troppo spesso. Questa descrizione si ripete in modo esasperante. Chiederei all’autrice, visto che la sua scrittura, al di là di questa piccola cosa, è a dir poco perfetta, di fare attenzione nei suoi prossimi lavori, di non far ripetere lo stesso atteggiamento a tutti i suoi personaggi, di variare questo tipo di comportamento nella descrizione di ciò che fanno, perché chi legge lo nota, se è ripetuto in modo così costante.

Mi è capitata una cosa simile anche in un altro romanzo. Era un atteggiamento dei personaggi diverso, ma che si ripeteva in tutta l’opera, con tutti e da lettrice urta, soprattutto quando si incontra una scrittura veramente buona.

Per il resto la mia recensione è super stellata su Amazon, perché questo romanzo lo merita davvero, così come la sua autrice che seguirò ancora e soprattutto perché scrive divinamente.

Tiziana Iaccarino.

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