Chiacchieriamo, Consigli librosi, Interviste

Marta Savarino racconta “Quel che sarà di noi”, in uscita il 12 giugno.

Conosco e seguo questa autrice con interesse da molto tempo, siamo state anche autrici della stessa casa editrice e devo dire che lei ha ottenuto un grande successo dalle sue primissime opere letterarie.

Marta Savarino si è fatta notare e apprezzare in particolare con il titolo “Parigi, amore e altri disastri” (che, se ben ricordo, venne tradotto anche in Spagnolo), per poi seguire con un’opera che le ha portato ancora più successo “Tutta colpa del tè” da cui è nata la serie “Cuori nelle Highlands” perché lei ama molto i Paesi celtici e a giugno uscirà con il secondo volume dal titolo “Quel che sarà di noi” con la casa editrice Amazon Publishing.

Tra le opere meritevoli di considerazione, però, ce n’è anche un’altra pubblicata dalla stessa casa editrice e dal titolo “Ho sempre voluto te”, ma vediamo cosa ci racconta Marta della sua carriera e delle sue opere.

Ciao Marta, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Comincio col chiederti quando hai iniziato a scrivere con la voglia di pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, anzitutto ti ringrazio per l’invito e lo spazio che gentilmente mi dedichi nel tuo blog. Ma veniamo a noi e alle tue domande. Dunque, la voglia di scrivere in realtà l’ho sempre avuta. Da piccola e da ragazzina scrivevo principalmente racconti con cui riempivo le pagine dei miei diari, ma non avevo mai pensato di provare a scrivere un romanzo vero e proprio. Sognavo tutt’al più di scrivere per mestiere diventando giornalista di cronaca. Poi, terminato il liceo e iniziati gli studi all’università, ho subito trovato lavoro e quindi ho accantonato il sogno del giornalismo. Ma poi, dopo anni in cui mi sono limitata a leggere, nel 2010 ho “ripreso in mano la penna” e ho iniziato e terminato il mio primo romanzo. Una storia che avevo sempre desiderato scrivere ambientata alla Corte del Re Sole e ispirata dalla serie di Angelica, Marchesa degli Angeli che ho sempre adorato sin da piccola.

Qual è stata la tua prima opera pubblicata e com’è andata?

RISPOSTA:

Il primo romanzo pubblicato è stato “La vendetta di Isabelle” che, all’epoca, nel 2010, aveva un altro titolo rispetto a quello scelto per la ripubblicazione in self. Diciamo che come prima esperienza, essendo io nuova nel settore dell’editoria e carica di tanto entusiasmo, ma anche tanta ingenuità, è stata piuttosto intensa, ma non in senso positivo.

Tante speranze e illusioni crollate miseramente nel momento in cui ho compreso che entusiasmo e buona volontà non sono sufficienti per farsi conoscere. È un discorso sempre valido naturalmente, ma all’epoca ho riposto troppa fiducia e aspettative nelle mani sbagliate. Ho capito che tante promesse e belle parole non corrispondono a quello che poi in realtà viene fatto per te e il tuo romanzo. Con il tempo mi sono fatta furba.

Poi è arrivato il successo di “Parigi, amori e altri disastri”. Che effetto ti ha fatto essere tradotta in Spagnolo?

RISPOSTA:

Parigi è stato il mio primo romanzo contemporaneo dopo due storici e, oltre a essermi divertita moltissimo a scriverlo, mi ha dato tante soddisfazioni. Sia in termini di riscontro da parte del pubblico che ha ben accolto le avventure e disavventure amorose della mia protagonista sia perché la casa editrice ha deciso di tradurre e pubblicare la storia per il mercato spagnolo. È stato emozionante e ringrazio l’editore per aver voluto far conoscere il mio romanzo oltre i confini nazionali.

Dopodiché l’opera “Tutta colpa del tè” che, se non ricordo male, è uscita in un primo momento in self-publishing è stata notata dalla casa editrice Amazon Publishing. Ci racconti com’è andata?

RISPOSTA:

Esatto, dopo varie esperienze con piccole case editrici ho deciso di pubblicarmi in self senza nemmeno provare a propormi agli editori come, comunque, avevo fatto in precedenza. Non sapevo come sarebbero andate le cose, dopotutto l’avevo già fatto con i due storici senza grandi risultati, ma avevo comunque apprezzato l’esperienza. Così mi sono lanciata e mi sono proposta come autrice di romance contemporaneo in self publishing e le cose sono andate ben oltre ogni mia più rosea previsione. Io che sono sempre cauta e tendenzialmente pessimista, mi sono trovata per la prima volta tra i primi posti in una classifica a cui mi ero a malapena avvicinata con gli altri romanzi, vale a dire quella rosa. La fortuna ha voluto che in quel periodo, nella primavera del 2015, Amazon Publishing stesse cercando autori per entrare nel mercato italiano e Alessandra Tavella, la loro Acquisition Editor, ha letto il mio romanzo, le è piaciuto e mi ha contattato facendomi una proposta a cui non ho potuto rifiutare. Non avevo idea di cosa fosse Amazon Publishing e come potevano andare le cose, ma dopotutto non avevo nulla da perdere e sono contenta di essermi fidata.

Da quel momento non ti sei più fermata e sei diventata una loro autrice, vero? Com’è la tua esperienza?

RISPOSTA:

Esperienza positiva sotto ogni punto di vista.

Lavorare con la squadra di Amazon Publishing mi ha dato molto, soprattutto in termini di crescita come autrice. Ho imparato molto lavorando con i loro editor e rapportarmi con persone come Alessandra Tavella prima e Davide Radice poi è un piacere.

Dopo “Tutta colpa del tè” ho pubblicato “Ho sempre voluto te”, a giugno sarà il turno di “Quel che sarà di noi” e a ottobre verrà pubblicata una nuova versione di “Parigi, amore e altri disastri”.

E intanto tento di scrivere un nuovo romanzo…

Un’altra opera di cui parlare è “Ho sempre voluto te”. Ce ne racconti brevemente qualcosa, senza svelare troppo, in modo che, chi è curioso, possa andare a scoprirla on line?

RISPOSTA:

Bè, tra tutti i romanzi scritti, questo è quello a cui mi sento più legata perché Anna, la protagonista, sono io. Ma potresti essere anche tu o chiunque ci sta leggendo in questo momento. Nel senso che Anna è una ragazza ordinaria, normale, con un passato da studentessa giudiziosa e non proprio di bell’aspetto che però crescendo, dopo una delusione d’amore che l’ha segnata, è cresciuta sotto ogni punto di vista. Anna era innamorata del suo migliore amico che l’ha respinta e non so te, ma io proprio come lei avevo una cotta tremenda per il mio migliore amico e quando ho preso coraggio e mi sono dichiarata sono stata rifiutata. Da lì qualcosa è cambiato, così come è cambiato in Anna, e ho cominciato a crescere e vivere non più da ragazzina insicura e impacciata, ma da donna. Credo che le situazioni che descrivo siano qualcosa che più o meno tutte noi abbiamo vissuto e per questo motivo molte lettrici, dopo aver letto il romanzo, mi hanno scritto dicendomi di essersi riconosciute ed essersi sentite molto vicine alla protagonista.

Quel che sarà di noi di Marta Savarino

Ora, però, parliamo di “Quel che sarà di noi” in uscita il 12 giugno sempre per Amazon Publishing. Questo è il secondo volume della serie “Cuori nelle Highlands”. Come è nata questa storia?

RISPOSTA:

Sì, l’idea della serie, in realtà, non è voluta, ma è nata scrivendo questo romanzo quando ho deciso di creare una parentela con questi personaggi e quelli di “Tutta colpa del tè”. Siamo sempre a Inverness, nelle Highlands scozzesi che amo, e anche qui la storia ruota intorno a un albergo, ai suoi proprietari e ai suoi ospiti. Nello specifico Alba, una scrittrice in crisi per mancanza di ispirazione e per la separazione dal marito, e la figlia dodicenne Morag che sta attraversando un brutto periodo. Anche qui i sentimenti hanno un ruolo importante, ma non tratto solo dell’amore tra uomo e donna, do rilievo soprattutto al rapporto madre e figlia e al percorso che Alba e Morag affrontano insieme per ritrovare la serenità. Ma tranquilli, la storia d’amore non manca di certo!

Come ci sorprenderai in questa nuova pubblicazione?

RISPOSTA:

Non lo so… non so se vi sorprenderò, mi auguro più di tutto di non annoiare i lettori e spero di trasmettervi le stesse emozioni che ho provato io scrivendo questa storia.

Ancora una domanda: stai lavorando a nuovi progetti?

RISPOSTA:

Sto scrivendo… a rilento, ma sto lavorando al terzo e ultimo volume della serie “Cuori nelle Highlands” dove, ancora una volta, la Scozia e il solito hotel faranno da sfondo al tormentato triangolo tra Catelyn, Mark e Logan. È una storia dai tratti più cupi rispetto alle altre e devo ancora decidere come sviluppare molti aspetti della trama. Spero di riuscire nell’impresa!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Ma grazie a te, Tiziana, per la disponibilità!

Un abbraccio a tutti i lettori del Pink Cafè.

Tiziana Iaccarino.

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