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La moda degli internauti: giudicare un libro dall’estratto o dalle prime pagine.

Questa moda sta imperversando dagli internauti, ma soprattutto da parte di chi compra con un click o da chi si sta abituando a scegliere le sue letture tramite il web.

Ci sono persone che si dichiarano lettori ma che, in realtà, non lo sono per niente. Ho notato cose che voi umani… ci sarebbe da scrivere una storia nella storia, però c’è da dire che, mentre il lettore di una volta era quello che giudicava un libro dalla sinossi, oggi sul web, c’è la possibilità, in alcuni casi, di leggere estratti, magari le prime pagine, magari ancora meglio i primi capitoli, e da lì ci si regola se un libro comprarlo o meno.

Questa abitudine all’acquirente che deve sapere cosa compra, però, sta abituando male gli internauti, ma soprattutto sta facendo entrare in conflitto un settore che onestamente offre molte opportunità alle storie di chi le apprezza, di chi ama davvero leggere, non fingere di farlo.

Non lo dico solo perché ho capito il gioco di molta gente che sugli store on line comprano, rendono, comprano, giudicano senza leggere e via dicendo, ma perché mi rendo conto che questo gioco non fa bene a nessuno, non ripaga nessuno, non serve a nessuno. È un gioco a chi è meglio stupido, o se volete a chi è più scemo dell’altro.

Se ci pensate, chi andava in libreria (e chi ci va ancora) non ha la possibilità di mettersi a leggere interi capitoli (ma neanche il primo o il secondo) prima di comprare un libro, deve giudicare una pubblicazione e magari sceglierla dalla copertina, dal titolo, dall’autore e ovviamente dalla sinossi, magari dalla quarta di copertina, magari dai primi righi, punto.

Questo per dire che, per molti motivi, il web ha abituato malissimo gli acquirenti, quelli che, se sono lettori veri, una volta in libreria, non sarebbero mai potuti tornare indietro dopo aver letto le prime pagine, dicendo “Mi restituisca il denaro, perché il libro non mi piace”.

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Ecco, questo è praticamente impossibile in libreria, invece il web aiuta i furboni, aiuta quelli che usano questa specie di occasione per aderire alla politica usa e getta di una società che è consumista e poco intelligente.

La società in cui viviamo è benestante (se non lo fosse, saremmo già in guerra o qualcosa di simile, magari avremmo rivoltato la capitale per dire NO a tutto lo schifo in cui siamo costretti a vivere: dalla malasanità alle scuole dove si picchiano i bambini, dalla disoccupazione crescente alle pensioni minime con cui il Paese, fatto di anziani per la maggior parte, non arriva a fine mese), quindi si è abituati a usare tutto, a consumare, a giudicare, a buttare nel cesso come se niente fosse, a sparare sentenze, a vivere sui pregiudizi, a sfamare l’ignoranza (si è calcolato che tra dieci anni in Italia ci saranno meno diplomati e meno laureati), quindi abituata a usare e a gettare, a non apprezzare veramente come un tempo ogni cosa.

Ecco l’ignoranza, ma anche l’arroganza fa questi e molti altri scherzi.

I libri dovrebbero aprire la mente, ma siamo in una società chiusissima, anzi chiusa a chiave nell’ottusità di chi avanti non ci vuole andare manco a pagamento.

Tiziana Iaccarino.

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