Se nei libri che si vendono in Italia, oltre alle classiche località nostrane, si raccontano luoghi lontani e posti che fanno sognare il lettore che ha viaggiato poco, sembra che all’estero, invece, vada molto di moda e piaccia la località italiana.

È chiaro che non tutti i libri possono essere ambientati nei classici posti menzionati un po’ in tanti volumi, ma certamente la location ben studiata e particolare aiuta a fantasticare ed esce dalla solita routine di scoprire che i vostri nuovi beniamini si muovono in un posto del quale si è letto altre centinaia di volte in altri libri.

C’è da dire che, inoltre, alcune trame vengono costruite appositamente in luoghi che invoglino il lettore alla curiosità e soprattutto alla scoperta di una determinata storia.

Ho notato che, spesso, le storie divertenti come le commedie brillanti o romantiche possono essere ambientate, seguendo la classica tradizione americana, nelle città statunitensi più gettonate: da New York a Los Angeles, per esempio.

fantasy

Magari ci sono generi che esigono ambientazioni determinate dalla trama stessa e che richiamano l’attenzione del lettore per quel che concerne gli eventi e i suoi personaggi.

Ciò che sembra molto apprezzato nel nostro Paese è l’ambientazione straniera, forse perché fa sognare o forse perché invoglia il lettore a scoprire posti diversi da quelli che conosce di persona, così come accade all’estero dove gli stranieri amano leggere storie che sono ambientate in Paesi diversi dal proprio.

Probabilmente evadere con una storia aiuta la fantasia a viaggiare e questo invoglia anche il lettore più pigro ad acquistare e leggere un libro.

Ciò che mi convince poco, invece, per quel che concerne le ambientazioni nei libri, è la mancanza di descrizioni che mi facciano provare davvero la sensazione di essermi trasferita, nel corso della lettura, in determinati luoghi.

C’è chi descrive poco un luogo che non conosce, perché non si documenta in modo adeguato e pensa che il lettore non ci faccia caso e invece credo sia importante raccontare anche il dettaglio che fa la differenza.

I dettagli nella descrizione delle ambientazioni possono aiutare il lettore a integrarsi in essa e a sentirsi parte del contesto che sta scoprendo, pagina dopo pagina.

C’è addirittura chi non menziona sempre il luogo in cui si svolge una vicenda e questo è forse l’aspetto meno apprezzabile per me, perché credo che ogni storia vada inquadrata in un ambito spazio temporale tale da permettere a chi legge di capire: dove ci si trova, cosa ci si deve aspettare, quali sono i luoghi in cui si muovono i personaggi e perché l’autore ha scelto quel posto per quella storia.

In pratica in un romanzo niente va lasciato al caso, anzi va tutto studiato con la massima cura, perché il lettore più attento può carpire informazioni che gli fanno capire se la storia ha una sua qualità o se è stata offerta alle persone con poca meticolosità.

I libri servono a viaggiare con la fantasia e a volte sapere dove l’autore vuole portare il lettore sarebbe meglio.

Tiziana Iaccarino.

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