Chiacchieriamo, Curiosità, Interviste

La scrittrice Mariella Mogni ci racconta il suo nuovo romance: “Inconciliabili”.

Mariella Mogni è una scrittrice che già molti di voi conosceranno, perché è stata tra i talenti che hanno partecipato al concorso indetto dalla casa editrice Sperling&Kupfer per racconti erotici, vincendolo con una storia dal titolo “Concerto a due voci”. È seguito anche il racconto “Oltre l’amore” e poi molte altre appassionanti avventure letterarie tra cui ricordiamo: “Peccati di famiglia”, “I nostri incontri proibiti”, “La donna di tutti”, “Sarai il mio giocattolo” per la collana YouFeel di Rizzoli e “Maledetto Natale” per Eroscultura, fino all’opera self “Con la rabbia nel cuore” che ha avuto molto successo.

L’autrice ora torna a far parlare di sé con una storia che ho avuto la fortuna e la possibilità di leggere in anteprima (e di cui continueremo a parlare, perché ci sarà la mia recensione in merito a essa) dal titolo “Inconciliabili”, una storia che mi ha profondamente colpita e che sono certa i lettori apprezzeranno molto.

Ho chiesto a Mariella questa intervista affinché potesse raccontarci meglio questa sua nuova avventura letteraria e la sua passione per la scrittura.

Ciao Mariella, ti ringrazio per averci permesso di conoscere più da vicino i tuoi nuovi protagonisti. Intanto ti chiedo come è nata la storia di “Inconciliabili”.

RISPOSTA:

Inconciliabili” è nato da una riflessione sul primo amore. Credo sia capitato a tutti di ripensare alla prima persona che ci ha fatto battere il cuore e d’interrogarsi su come sarebbe andata se…

fossimo rimasti insieme.

non fossero sorti quei piccoli o grandi screzi che ci hanno allontanato.

quel giorno avessimo detto o fatto una determinata cosa piuttosto che un’altra.

Di domanda in domanda, la fantasia ha iniziato a galoppare, e la storia di Davide e Beatrice ha preso a dilagarmi nella testa.

Il loro è stato un amore vero, importante, nato ai tempi dell’adolescenza, e destinato a durare nel tempo. Un evento imprevisto li ha allontanati, spingendo in un angolo i sentimenti che li univano e cambiando il corso delle loro vite. Davide a Beatrice si rivedono a distanza di undici anni scoprendosi diversi, inconciliabili. Troppo feriti per ammettere che niente è cambiato tra loro.

Inconciliabili di Mariella Mogni

I protagonisti sono Davide e Beatrice. Così apparentemente inconciliabili, così diversi eppure…

RISPOSTA:

tanto, tanto innamorati. A dispetto della logica e della ragione perché l’amore, quello vero, non sa cosa farsene di logica e ragione. Purtroppo Davide e Beatrice andranno incontro a difficoltà e incomprensioni che li metteranno a dura prova. Ma l’amore ha molte frecce nel proprio arco.

Non ti chiedo di raccontarci il segreto che li unisce, perché devono scoprirlo i lettori ma, secondo te, l’amore può spesso covare sotto la cenere? Essere solo apparentemente accantonato e riemergere a distanza di anni tra due persone?

RISPOSTA:

Rispondo da persona romantica con un bel sì. Esistono persone complementari, destinate a stare insieme, pena l’infelicità perpetua. Conosco coppie che si sono formate durante l’adolescenza e hanno resistito al tempo e alle difficoltà. Io stessa, con i miei ventitré anni di matrimonio, penso di essere un buon esempio in questo senso.

Davide e Beatrice sono fatti l’uno per l’altro, ma la loro è una vicenda particolare in cui rabbia e rancore hanno messo in stand-by, per così dire, i sentimenti reciproci. L’amore cova come un fuoco sotto la cenere, pronto a divampare di nuovo. Ma loro, i miei protagonisti, sono cambiati, cresciuti, e poco disposti a riconoscere gli errori del passato.

Per questo li vedremo fronteggiarsi come cane e gatto.

Qual è il dolore più forte di Beatrice e quale quello di Davide, secondo te?

RISPOSTA:

La storia di Davide e Beatrice si è interrotta bruscamente a causa di un evento imprevisto e indipendente dalla loro volontà. Erano troppo giovani e inesperti per affrontarlo nel modo giusto, ed entrambi hanno finito per soccombere davanti a una situazione più grande di loro. È vero che hanno reagito in maniera diversa, e che Beatrice sembra portare le ferite più dolorose. Ma anche Davide ha delle cicatrici sul cuore, tanto profonde da rendere il suo comportamento provocatorio e villano. Non esistono differenze tra Davide e Beatrice: il loro dolore è identico e nasce dal sentirsi incompresi, traditi dall’altro. Da ciò scaturisce un bisogno irrefrenabile di vendicarsi, di farsi male a vicenda.

Come consideri una donna come Rita, invece? Parliamo della madre frustrata e invadente di Beatrice che tanta voce in capitolo sembra avere nella vita della figlia. Dove comincia l’autorità materna e dove finisce la libertà di una figlia, secondo te?

RISPOSTA:

Nessun genitore dovrebbe inserirsi a gamba tesa nella vita di un figlio, a maggior ragione quando questo è ormai adulto. Rita, invece, è maestra nel farlo, scavalcando i normali confini che definiscono i rapporti tra madre e figlia.

Rita decide al posto della figlia, la soffoca rendendola un’eterna bambina e non sembra avere a cuore la felicità di Beatrice. Un atteggiamento discutibile, questo, che potrebbe autorizzarci a definirla una pessima madre. In realtà anche Rita nasconde degli amari segreti. Un carico di dolore che la rende spietata con tutti, perfino con se stessa. Per quanto possa apparire sgradevole, è un personaggio cui sono molto legata. Una figura complessa e tormentata attorno alla quale ruotano gran parte delle vicende che ho narrato.

È giusto far ricadere sui figli le proprie frustrazioni, secondo te? Cosa diresti ai genitori che si comportano come Rita?

RISPOSTA:

Credo un genitore dovrebbe avere sufficiente equilibrio per condividere le proprie esperienze negative con i figli trasformandole in lezioni di vita. Spesso, invece, usiamo i figli come capri espiatori o pretendiamo che assorbano in maniera acritica le nostre opinioni. Dovrei consigliare maggiore accortezza e rispetto ai genitori che si comportano come Rita, ma so perfettamente che, proprio come accade nel romanzo, esistono momenti in cui la vita ci priva della lucidità necessaria per assolvere i nostri compiti in modo corretto. In questi casi non rimane altro che prendere atto degli errori commessi e scusarci. I figli non ci chiedono di essere perfetti ma pretendono la nostra onestà. È Beatrice a insegnarcelo.

In che genere collocheresti questa storia?

RISPOSTA:

Inconciliabili” è una storia d’amore contemporanea. Come in ogni romanzo rosa degno di questo nome, la vicenda si concentra attorno alle figure di Davide e Beatrice e al loro amore, interrotto undici anni prima, ma ancora non del tutto archiviato. Tuttavia sono stata felice di mettere in risalto alcune figure solo apparentemente secondarie. Prima tra tutti, Rita, la madre tirannica di Beatrice, la cui storia, complessa e dolorosa com’è, potrebbe dare origine a un altro romanzo. Da sempre cerco di approfondire la psicologia dei miei personaggi e devo ammettere che questa volta ho avuto materiale in abbondanza.

Vorrei definire quest’opera eccellente, per il modo in cui è scritta, per i temi molto attuali che tratta, perché sei stata un fiume in piena che non aveva neanche una parola (e dico una) fuori luogo, anzi… secondo me è una storia magnifica. Quanto tempo ci hai messo per scriverla e come pensi che la accoglierà il tuo pubblico?

RISPOSTA:

Innanzi tutto grazie per avere apprezzato “Inconciliabili” che, certo, non è una storia facile, sebbene rispetti i canoni del romanzo rosa.

Non so mai cosa aspettarmi dai lettori perché le mie storie sono sempre molto diverse l’una dall’altra e trovo difficile prevedere il loro impatto sul pubblico. Posso solo augurarmi che il romanzo colpisca al cuore i lettori regalando loro qualche momento sereno e, perché no, qualche spunto di riflessione.

Tornando alla prima domanda posso dirti che ho iniziato a scrivere “Inconciliabili” alla fine di maggio e l’ho terminato in maniera definitiva alla fine di agosto.

Com’è avvenuto per gli altri romanzi che ho scritto, la prima stesura è stata piuttosto veloce, non dico di averla scritta di getto ma ci sono andata vicino. I tempi per quanto mi riguarda si dilatano quando si tratta di rivedere e correggere. Sono lenta e pignola, ipercritica e perennemente alla ricerca della forma migliore.

Di solito quali sono i momenti della giornata in cui preferisci dedicarti alla scrittura?

RISPOSTA:

Mi alzo molto presto per esigenze familiari e ho scoperto che scrivere alle sei del mattino, immersa nel silenzio, mi aiuta a concentrarmi. Naturalmente uso ogni momento libero per scrivere ma, essendo una persona che si distrae facilmente, queste sono le ore più proficue.

Cosa non deve mai mancare, secondo te, in un libro per renderlo un buon lavoro?

RISPOSTA:

Bella domanda e anche molto impegnativa. I criteri con cui valutiamo un libro sono molteplici e, in gran parte, soggettivi. È soggettivo l’approccio alle vicende narrate e ai personaggi, per esempio. Spesso dipende dallo stato d’animo del lettore, dalla maggiore o minore disponibilità a farsi catturare dalla storia.

Altri criteri sono più “tecnici” e pertanto oggettivi. La padronanza delle tecniche narrative, una buona conoscenza della grammatica e un lessico accurato sono decisivi per la riuscita di un romanzo. Eppure non bastano a trasformare un libro in un “buon lavoro”.

Cuore, passione, voglia di mettersi in gioco sono, a mio parere, ingredienti fondamentali, a cui ogni autore dovrebbe attingere. Chi scrive dovrebbe emozionare se stesso ancora prima che i lettori, sforzarsi di essere originale e coerente con le proprie idee, senza cercare scorciatoie o tentare di bruciare le tappe snaturando il proprio stile per ispirarsi a scrittori di successo.

Questi sono i criteri che mi accompagnano da sempre nel mio percorso di autrice. Non giudico mai quello che scrivo, preferisco siano i lettori a farlo, tuttavia continuo a pensare che proprio questi elementi siano i capisaldi per fare di un libro “un buon lavoro”. Ed è per questo che spero di riuscire a svilupparli pienamente in futuro.

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie di cuore a te, Tiziana, per avermi offerto l’opportunità di far conoscere la mia ultima fatica ma, soprattutto, grazie per avere letto in anteprima “Inconciliabili”. Sei stata una lettrice d’eccezione e i tuoi consigli si sono rivelati davvero preziosi.

Ringrazio, infine, “The Pink Cafè”, un blog che seguo con interesse così come mi sento a casa ai tavolini virtuali del gruppo omonimo. Un abbraccio a tutte.

Tiziana Iaccarino.

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