Anna Premoli è una delle scrittrici più amate e lette nel panorama editoriale italiano allo stato attuale. Da anni in vetta alle classifiche di vendita sugli store on line e in libreria, oltre che amatissima dai suoi lettori, si è fatta apprezzare, nel tempo, grazie alla realizzazione di storie moderne e ironiche che coloravano con preponderante leggerezza le giornate di chi ama il genere di letteratura di cui si occupa.

Sono contenta che abbia accettato di rispondere alle domande di questa breve intervista per The Pink Cafè, perché la stimo come autrice e come lettrice. Credo abbia avuto modo di farsi conoscere, in tutti questi anni, attraverso i suoi testi perché, si sa, in ogni libro c’è un po’ di chi lo scrive e penso che questa diceria sia vera.

Lo scorso 27 settembre è uscito in libreria il suo nuovo romanzo dal titolo “L’amore è sempre in ritardo” per Newton Compton Editori e ne parleremo anche qui per sapere cosa aspettarci dai suoi nuovi protagonisti.Anna Premoli

Ciao Anna, grazie per aver accettato questa intervista per il nostro blog. Ti chiedo, innanzitutto, quando è nata questa nuova storia e cosa o chi ti ha ispirato per la sua stesura.

RISPOSTA:

L’idea di raccontare la storia di Alex e Norman è nata durante la stesura di “È solo una storia d’amore”, un romanzo che ho scritto qualche tempo addietro. Pur trattandosi di due personaggi secondari, le loro scene mi hanno colpito e mi hanno fatto venire voglia di approfondire prima o poi.

Chi sono questa volta i protagonisti: Alexandra e Norman?

RISPOSTA:

Chi ha già letto i miei ultimi romanzi si ricorderà di certo di Norman, l’agente letterario di Laurel e di Aidan, finito in mezzo alle loro scaramucce suo malgrado. Alex è invece la sorella di Aidan ed è una giovane e dinamicissima geologa che non ha paura di scalare anche le montagne più impossibili. I nostri due protagonisti si conoscono da quasi un ventennio, quando Alex era ancora una bambina e Norman solo il migliore amico di suo fratello.

L'amore è sempre in ritardo di Anna Premoli

Tu sei abituata a raccontare amori che sembrano quasi impossibili o almeno improbabili, a volte divertenti, altri conflittuali o, comunque, molto interessanti perché permettono al lettore di riflettere intorno a tematiche attuali, ma qual è il momento in cui ti dici: “Sì, questa storia può andare”?

RISPOSTA:

Dopo tanti romanzi ho sviluppato una sorta di “intuito” su quello che può funzionare o meno. È molto difficile da spiegare: per prima cosa bisogna avere a che fare con personaggi che funzionino bene anche da soli, sulla cui personalità si possa “lavorare” in abbondanza. Poi bisogna creare quella strana chimica di coppia che hanno anche le persone nella vita di tutti i giorni. Lo so intuisce da tanti piccoli dettagli e vale non solo in ambito sentimentale, ma anche professionale o nel campo delle amicizie. Insomma, bisogna prestare attenzione ai personaggi come si farebbe quasi con le persone in carne e ossa. Alla fine, quello che si ottiene è un cocktail che sa quasi di reale.

Qual è il tuo genere preferito? Sei sempre pink?

RISPOSTA:

Sono una lettrice incredibilmente onnivora, a dire il vero, e la mia curiosità non ha limiti. Mi piacciono un po’ tutti i generi, a patto che un libro sia valido: classici, gialli, rosa, mainstream… Leggo volentieri di tutto e di più.

Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che modificheresti nella tua carriera? Non so: un romanzo, un titolo, un aneddoto, una situazione, un evento?

RISPOSTA:

Confesso di vivere una vita così tanto frenetica che in questi anni non ho mai avuto il tempo di pentirmi di nulla. In genere il rimpianto non è parte del mio carattere, motivo per cui evitare di rimuginare sul passato mi viene anche facile. La mia filosofia di vita è cercare di concentrarmi sempre sul presente. Perciò mi tengo volentieri tutto, errori e situazioni imbarazzanti compresi, persino copertine e titoli.

Anna Premoli è considerata la Kinsella italiana. Io ho avuto modo di conoscere Sophie Kinsella in Inghilterra e devo dire che mi ha piacevolmente sorpresa per la sua amabile semplicità. Quale è stato il momento in cui ti sei resa conto che saresti stata apprezzata allo stesso modo? Ti reputi una persona semplice o complessa?

RISPOSTA:

Einstein diceva: “Bisognerebbe rendere tutto il più semplice possibile, ma non troppo semplice”. Ecco, nel mio piccolo spero di essere esattamente così, una persona semplice ma non a tal punto da scadere nel banale. E sul paragone che viene fatto con la Kinsella, non posso fare altro che rispondere la verità, che mi sento incredibilmente onorata, ma che ci troviamo su livelli così tanto differenti che davvero non mi pare di assomigliarle… Magari!

Se dovessi raccontarci il segreto del tuo successo?

RISPOSTA:

Domanda difficilissima. Credo che il mio sia stato il classico caso del “romanzo giusto al momento giusto”. Nella vita è spesso questione di “timing”, d’altronde. Inoltre, sin dal primo romanzo sono fedele alla regola “racconta solo quello che senti davvero di voler raccontare, nel profondo”. Credo che il mio essere sempre stata fedele alla mia voce narrante, al non voler forzare storie o personaggi si sia sentito nei miei libri e abbia finito con l’incidere.

Grazie ancora per la cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua nuova avventura letteraria.

RISPOSTA:

Grazie mille a te e buon inizio di settimana!

Tiziana Iaccarino.

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