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“Per lanciarsi dalle stelle”, la recensione Pink.

Ho cominciato a leggere questo romanzo a distanza di molto tempo dalla sua pubblicazione avvenuta lo scorso giugno, se non erro, e ho capito dalle prime pagine che ne sarei rimasta fortemente colpita.

La storia della protagonista femminile, Maria Sole, può essere quella di tante altre ragazze che, chiuse nel loro mondo di provincia, in un posto sconosciuto o poco conosciuto di una regione di cui si parla meno come il Molise, forse per la sua posizione geografica o per chissà quale altro motivo, al sicuro tra le mura domestiche o circondate dall’affetto dei propri cari, non sanno cosa significhi realmente vivere.

Se una qualunque ragazza, come è accaduto a Sole, infatti, perdesse la migliore amica, una vera e propria sorella, a causa di un fatale evento, come cambierebbe la sua visione del mondo?

Sole perde la sua Stella, la sua migliore amica, in un attentato a Parigi dove la seconda si è trasferita per seguire l’amore della propria vita, un circense che cambia, forse, il destino di buona parte dei protagonisti di questa storia.

Come dice Sole, che per il lettore diventa la luce in grado di illuminare l’intero racconto, quando muore una persona a cui siamo particolarmente legati, il mondo finisce. In realtà, finisce il mondo che dividevamo con lei, il mondo che conoscevamo insieme, il mondo come ci sembrava o forse come ci appariva in quell’esatto momento.

Quando il mondo finisce, io non sento più niente.

Sembra, a volte, che le persone da cui siamo circondati e che amiamo possano proteggerci da ogni difficoltà, da ogni ostacolo, da ogni evento, da ogni paura, convincendoci che relegare se stessi a un’esistenza adagiata sugli allori, sia la cosa migliore.

Niente di più errato.

A volte un evento disastroso che scoppia come una bomba potente e distruttiva, diventa il motivo per il quale il mondo finisce e tutto cambia per chi è sopravvissuto al dramma.

Sembra che Sole non riesca più ad andare avanti, dopo la perdita della sua amica, anche perché è circondata da persone che soffrono come lei e più di lei: da Giorgio e Patrizia a Massimo, rispettivamente i genitori e il fratello di Stella, dai propri genitori a tutte le persone che la conoscevano e le volevano bene.

Per lanciarsi dalle stelle di Chiara Parenti

La nostra protagonista si chiede spesso quanto sia giusto lasciarsi andare a un dolore tanto lancinante da non sentire più nulla, dimenticando persino se stessi.

Tutto cambia, però, quando legge una lettera che la sua amica le ha lasciato, prima di partire per Parigi, perché su quel pezzo di carta c’è una confessione aperta, una sorta di messaggio augurale che invita Sole a riflettere su quelle che sono le priorità della sua vita.

Le due ragazze, tra l’altro, avevano litigato prima che Stella partisse per Parigi, lasciando a Sole il terribile rimpianto di non averle detto “Scusa”, dopo un’infelice esclamazione del tipo: “Non voglio vederti mai più!”

La lettera, però, come stavo dicendo, cambia tutto.

La lettera che Stella ha lasciato a Sole diventa il motore grazie al quale la protagonista capisce, a fatica e poco alla volta, quanto sia errato rintanarsi nel proprio cantuccio, solo per sentirsi al sicuro da tutto ciò che nella vita è inevitabile affrontare, nel bene come nel male, perché si evita di viverla davvero.

Non voglio dirti come vivere la tua vita, voglio solo che tutto

quello che fai, tu lo faccia perché lo vuoi, e non perché hai paura di provare altro.

Stella, dopotutto, è l’esatto contrario di Sole.

Stella era una persona entusiasta della vita, socievole, espansiva, allegra, divertente, speciale, amorevole e piena di iniziative oltre che di passione per tutto ciò che fa.

Sole, invece, è sempre stata il suo esatto opposto: timida, asociale, insicura, romantica, ma idealista e terribilmente sola e l’intento della sua amica è quello di farla sbocciare come un fiore, prima o dopo.

Sole deve svegliarsi dal suo torpore e Stella vuole spronarla a modo suo, invitandola persino a Parigi, dove ormai vive con il suo compagno, per annunciarle una notizia “super-importante”, perché per Stella ogni cosa è “super” e va fatta e vissuta al massimo.

Ecco, in fondo, penso che molte persone possano ammirare il personaggio positivo di Stella, ma riconoscersi soprattutto nella parte di Sole.

Noi tutti possiamo rispecchiarci in lei, soprattutto quando non ci rendiamo conto dell’importanza di non sprecare neanche un attimo della nostra vita, perché il tempo passa rapidamente e dovremmo goderne appieno. Non dovremmo aspettare che qualcosa ci sconvolga al punto da convincerci a mutare le cose. Dovremmo riuscirci da soli, per quanto arduo possa risultare questo sforzo.

A cambiare totalmente l’atteggiamento di Sole è, infatti, la morte della sua amica. L’unica, la sola, la sorella che non aveva mai avuto.

E da quella lettera nella quale Stella le chiede di cominciare davvero a vivere, Sole capisce che qualcosa dentro di sé è mutato per sempre, perché le parole della sua amica diventano un mantra.

«Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi!»

e vedrai che più cose fai e più trovi la forza per farne altre.

Sono poche le cose che abbiamo davvero ragione di temere, credimi.

Perciò, non adagiarti nel tuo angolino sicuro, prendi in mano la tua vita.

Alzati e corri a prenderti ciò che desideri, lo troverai oltre la paura.

Tutto comincia così.

La storia di Sole che vi sorprenderà con la sua lunga lotta al superamento dei propri limiti, ma soprattutto delle proprie paure.

La ragazza così stila una lista nella quale elenca tutte le sue paure, tutto ciò che l’ha sempre frenata, le ha impedito di uscire dal suo guscio. Sì, lei che non ha mai dato il primo bacio, non ha mai fatto l’amore, non ha mai preso un treno o un aereo, non è mai uscita dalla sua regione, non ha mai provato l’ebbrezza di un momento esaltante, non si è mai ubriacata, non ha mai detto ciò che pensava a sua madre (con cui ha un rapporto conflittuale), non ha mai saputo cosa significasse vivere davvero, per quanto giovane e ancora libera di decidere del suo tempo.

Ma è questo il punto. A volte si crede di avere tempo e invece nessuno sa quanto ne abbia davvero innanzi a sé.

Ecco perché Stella vuole che Sole viva. Non si sa mai quanto sia lungo il tempo che ogni persona ha a disposizione.

E Sole, un passo alla volta, sorprenderà i suoi lettori.

E allora proprio qui e ora decido che voglio vivere così, spettinata, imperfetta, con l’anima che mi esplode di vita.

La paura. Un argomento che riguarda tutti gli esseri viventi. Nessuno escluso.

L’autrice ha trattato in quest’opera un argomento molto forte e interessante: il superamento della paura insita negli esseri umani. Le sue parole sono espresse, a mio avviso, con grande sensibilità, con strabordante energia, con esaltante entusiasmo, con una sorprendente passione, con una veridicità che ci rende nudi innanzi alla cruda schiettezza della realtà.

Mi sono rispecchiata nella protagonista lungo tutto il suo racconto, che è una vera e propria crociata contro le sue paure, contro tutto ciò che l’ha sempre frenata e le ha impedito di vivere, scoprendo di essere stata sempre spettatrice della propria esistenza, ma non attrice.

Sole riesce a cambiare, perché scossa dal dolore per la perdita della sua amica e spesso sono proprio i dolori più grandi a scuoterci al punto da costringerci a svegliare la nostra anima.

La perdita di Stella risveglia Sole dal suo torpore e la sua nuova vita comincia prima dall’accettazione e poi dalla lotta alle sue paure.

Stella le ha chiesto di buttarsi, in senso metaforico (e non solo a un certo punto della storia!), e in questo modo Sole scopre che, solo esaudendo il desiderio della sua amica, è in grado di trovare l’unica via di salvezza per se stessa.

Così rimette in gioco tutte le sue convinzioni, tutte le sue illusioni, tutti i suoi disagi, tutti i suoi sogni e tutte le sue speranze, centrifugati in un vortice di coraggio ed emozioni che le sconvolgono l’esistenza, ma le restituiscono anche una nuova personalità.

L’autrice ha rivelato, in fondo al romanzo, nella pagina dedicata ai ringraziamenti, di essersi ispirata alle sue stesse paure per la realizzazione di questa storia perché, in fondo, Sole è anche un po’ lei e come lei ha dovuto cercare di affrontare i suoi limiti.

Chiara Parenti ha rivelato alla fine ciò di cui, da lettrice, mi ero resa conto dall’inizio, perché ha toccato una corda tanto sensibile quanto sottile, leggera, delicata, ma dalle vibrazioni e dal suono molto potenti per tutti noi, facendomi capire che questa storia è stata scritta davvero con l’anima.

E io l’ho sentita tutta la sua anima. Tutta.

Mi sono ritrovata a commuovermi persino in un paio di occasioni, durante la lettura, scoprendo di avere le lacrime che spingevano per uscire e mi mozzavano il fiato, costringendomi a riconoscere tutte le difficoltà e le paure che sono sempre appartenute anche a me e che ancora sto cercando di accettare, di affrontare, di superare, di dimenticare per quanto sia possibile.

Complimenti per l’eccellente lavoro. Un romanzo da vivere appieno.

Tiziana Iaccarino.

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