La domanda, anzi la constatazione, che mi sono spesso fatta riguardante i libri è: “Chissà perché cerchiamo le emozioni dai libri!”

Le emozioni dovrebbero esserci anche nella nostra vita quotidiana o in alcuni momenti della stessa, in qualunque modo, eppure al giorno d’oggi tutto sembra essersi ridotto a fare casa e lavoro e viceversa, insomma niente emozioni, niente sogni a occhi aperti, niente desideri da assaporare, niente speranze da inseguire. Anche se i giovani sembrano ancora dei sognatori, alla fine tutto si riduce a un titolo di studio che forse servirà davvero o meno, al percorso culturale, alla loro istruzione e magari a un’esperienza di vacanza e studio all’estero per imparare meglio una Lingua straniera.

Io mi illudo sempre che le emozioni arrivino dai sentimenti e da ciò che essi possano scaturire sia da altre persone che da incontri e da esperienze personali, da viaggi o magari dalla lettura di un buon libro.

libri

Le emozioni che cerchiamo nei libri, di solito, non hanno niente a che fare con quelle che riusciamo a provare nella vita di tutti i giorni. Sono emozioni o meglio sensazioni diverse.

Noi vogliamo sognare. Punto.

Non c’è altra risposta.

I libri hanno questo difficile compito, a qualunque genere essi appartengano e spesso mi sono trovata, da lettrice, a sognare e a sospirare dietro a una storia che mi aveva particolarmente colpita, ma anche a sbuffare se poi queste sensazioni non scaturivano dalla lettura.

Dico sempre che un buon libro non deve solo essere scritto bene, ma deve far sognare, deve lasciare delle emozioni, delle sensazioni forti, magari delle riflessioni, delle speranze e farci sognare a occhi aperti.

Che lo ammettiamo o meno non è semplice trovare storie che riescano in questo difficile compito, anche perché i gusti di ogni lettore non si discutono, quindi magari ciò che piace a me non piace a un’altra persona.

Le emozioni, in fondo, non si possono guidare, devono arrivare da sé, essere frutto di un insieme di elementi che rendano la lettura completa e appassionante, proprio perché in grado di toccare le sensibili corde del nostro animo.

Mi sono trovata a leggere libri scritti alla perfezione, ma che non mi lasciavano niente: nessuna riflessione, nessun sogno e nessuna speranza. Chiudevo il libro e tutto finiva lì. La storia con l’ultimo capitolo, i personaggi con il loro lieto fine. Io con una recensione da dover scrivere in qualità di book blogger.

Non so quanti di voi si siano trovati nella circostanza di non riuscire neanche a giudicare un libro, perché non vi ha dato niente, ma a me capita spesso, per quanto cerchi di negarlo e di apparire sempre entusiasta dei libri che mi trovo tra le dita.

Cercheremo sempre i sogni sui libri perché la realtà è diventata difficile, perché ci mette di fronte a prove molto ardue, perché spesso gli esseri umani hanno bisogno di una speranza che dia luce a ogni momento della giornata.

Abbiamo bisogno di luce e spesso la cerchiamo nei desideri che ci donano i protagonisti dei romanzi quando sentiamo di essere molto vicini alla loro esistenza.

Sognare è viaggiare senza spostarsi.

Un libro non dovrebbe avere come compito primario proprio questa prerogativa?

Tiziana Iaccarino.

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