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“Just a crush”, la recensione Pink.

Just a crush” significa “Solo una cotta” in inglese ed è il titolo del secondo romanzo dell’autrice Margherita Fray pubblicata dalla Delrai Edizioni.

Della stessa fantastica (permettetemi l’aggettivo più che meritato) autrice avevo letto il primo dal titolo “Teach me” e mi aveva particolarmente conquistata, perché era una storia tanto ricca di phatos da avermi convinta che non mi sarei lasciata scappare le successive.

Just a crush” è uno spin-off della precedente opera, in quanto racconta il punto di vista e la storia di uno dei personaggi presenti in “Teach me”, dove l’autrice raccontava l’amore tra il professore di letteratura inglese Cameron Wilde e una sua alunna modello Morgan Williams.

In quella storia la protagonista era particolarmente gelosa della figura di Michelle, una bella ragazza che, in qualche modo, faceva parte della vita e della famiglia del protagonista, Cameron Wilde.

Morgan pensava che tra Cameron e Michelle ci fosse del tenero e in parte è vero, ma la situazione non era precisamente quella che immaginava, per cui nella nuova storia la nostra Margherita Fray ci racconta in modo più dettagliato come sono andate le cose.

Anzi, sarà Michelle a raccontare in prima persona ciò che sembra, appunto, “Solo una cotta” per Alex, un giovane e bellissimo liceale, anche se quando ci si mette di mezzo l’attrazione fisica e quella chimica, quell’affinità elettiva, di pelle, di cuore e anima che abbiamo tutti, non sempre le situazioni si possono gestire con tanta semplicità.

Anche in questo caso, l’autrice affronta un amore tra due persone che hanno una notevole differenza di età, ma con una delicatezza, un garbo e un’intelligenza tanto acuti da farti emozionare.

Just a crush di Margherita Fray

Sembra quasi banale dirlo, eppure ve lo assicuro perché, per quanto il punto cruciale sia già stato trattato, questa storia ve lo rimette in discussione alla grande, ve lo capovolge, ve lo stravolge, coinvolgendovi appieno in quella che diventa una storia d’amore, proibita e tormentata, ma a tutti gli effetti una bellissima storia d’amore.

Chiusi gli occhi godendomi la sensazione di qualcuno che badava a me, qualcuno di cui mi fidavo, che non mi avrebbe chiesto cose che non potevo dare in cambio. Qualcuno che lo faceva solo ed esclusivamente perché ero io.

Michelle è bella, simpatica, intelligente e apprezzata, ama Dan, un istruttore di fitness, ma le sta stretta la vita che fa con lui. Insomma lei non è una tutta casa e chiesa, lei non si vede a fare la moglie, la mamma e la casalinga, lei vuole altro e il bello è che non lo sa nemmeno cosa voglia davvero e questo suo malessere diventa persino patologico a un certo punto, soprattutto quando culmina in una decisione importante (ma non posso svelarvi quale!)

Alex è il tipico bel ragazzo, di alta statura, spalle larghe, giovanissimo e divertente che gioca a pallacanestro e frequenta il liceo, un ragazzone di cui qualunque donna può innamorarsi. E dico qualunque donna: suo malgrado, Michelle compresa.

Sembra tutto semplice, gettato sul tavolo dei sentimenti, eppure non lo è, quando entrano in gioco complicazioni personali e familiari, complessi e timori e soprattutto il pregiudizio sociale secondo il quale due persone, troppo diverse ma soprattutto appartenenti a generazioni diverse, non possano amarsi.

Ma chi lo ha detto? Chi lo ha deciso? Chi lo ha stabilito? Per quale motivo?

Il lettore entra in questa storia in punta di piedi, si trova tra le sue pagine nelle situazioni più impensabili, divertenti, allegre, scanzonate, leggere, irrimediabilmente coinvolto nella combriccola di giovani e bei protagonisti a cui si affezionerà tanto da non volersene più staccare (e ve lo dico io che sono una critica di quelle a cui non sfugge la virgola).

La storia tra Alex e Michelle diventa un vortice di desiderio, tentazioni e passione tale da trascinare il lettore, irrimediabilmente innamorato, a sua volta, dell’intero libro fino all’epilogo.

Un epilogo che riserva un colpo di scena.

Lo stile fresco e giovane dell’autrice è un vortice dal quale è impossibile scappare.

L’autrice ha uno stile fresco e giovane, leggero e scorrevole, ma dettagliato e minuzioso, coinvolgente e affascinante.

Non ci si annoia mai tra le sue pagine, in quanto riesce a far scivolare gli eventi, i dialoghi, i pensieri della protagonista e le sue emozioni come un fiume in piena che, quando straborda, stravolge il lettore risucchiandolo in un vortice di passioni libere e intense. Passioni felici. Sì perché una passione può risultare anche tormentata, così come lo è Michelle, ma quando comprende davvero ciò che custodisce il suo animo, diventerà, probabilmente, una persona felice.

Margherita Fray, una Scrittrice con la S maiuscola.

Margherita Fray è davvero una scrittrice con la S maiuscola: bravissima, molto preparata, molto attenta al dettaglio, molto minuziosa, molto appassionata e lo si evince da ogni virgola, da ogni punto, da ogni parola usata, da ogni frase, da ogni capitolo, in ogni pagina.

Il lettore si ritrova immerso tra le sue pagine con un coinvolgimento fuori dal comune, avvinto dalle vicende dei suoi personaggi, coinvolto, appassionato, tanto convinto e innamorato di essi da non volersene più staccare.

Sarebbe stupendo trovare in giro scrittori tanto bravi e storie tanto belle, credibili e ben realizzate come questa.

La consiglio a chi vuole sognare con il cuore leggero e la testa veramente altrove. In un sogno che continuerà, spero, con un sequel attesissimo.

Tiziana Iaccarino.

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